Storia di fantasmi cinesi - Film (1987)

Storia di fantasmi cinesi
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Qian nu you hun (A chinese ghost story)
Anno: 1987
Genere: horror (colore)
Note: E non "Storie di fantasmi cinesi".
Papiro: elettronico

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Uno dei non tantissimi esempi (all’epoca) di cinema hongkonghese giunti in Italia, esce probabilmente grazie ai molti premi vinti nei vari festival. Meritati, a dire il vero. L'impatto sugli occidentali non abituati a film simili è da mozzare il fiato: innanzitutto una qualità scenografica e fotografica impressionante, che unita a una regia ipervirtuosistica e un montaggio serratissimo provocano torrenti di immagini favolose. La storia riguarda un giovane esattore che, trovatosi senza soldi, va a dormire in un tempio abbandonato, dove si dice abitino gli spiriti. E infatti il poverino, messo in guardia da un samurai che veglia sul tempio per uccidere i fantasmi, incontrerà subito una splendida giovane che si rivelerà...Leggi tutto essere proprio uno spirito. Una trama semplice, che funge da pretesto per mettere in scena combattimenti volanti vorticosi, una sarabanda di effetti speciali costruiti con grande bravura e originalità, veli che si librano in aria da soli e coprono e la scena, fumi e foglie ovunque... una vera gioia per gli occhi. L'altra faccia della medaglia è la costruzione stessa della storia, che divaga spesso inutilmente e si avvale di dialoghi mai brillanti seguendo il soggetto senza saper inventare almeno qualche frase spiazzante, col risultato di far apparire il film piuttosto puerile, quasi una visualizzazione fotografica dei pirotecnici cartoni animati giapponesi. Tutto normale, considerate le innegabili differenze culturali tra Oriente e Occidente; non possiamo in ogni caso che restare ammaliati dalla magia che si sprigiona da film tanto raffinati, ricercati e suggestivi. Un po' pesanti, ma visivamente unici.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Il Gobbo 16/07/07 09:55 - 3013 commenti

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Una delle punte di lancia della penetrazione occidentale del cinema di Hong-Kong. Dopo aver reinventato il wuxiapian fantastico con Zu Tsui Hark mette in scena una trilogia classica, affidandosi a un martial arts instructor e regista dal curriculum prestigioso. Il risultato è una festa per gli occhi, che contamina tradizione e modernità, tecnologia e artigianato, Spielberg e Raimi (in un gioco di influenze reciproche che chiude un cerchio). Divertentissimo e basilare.

Undying 4/10/08 21:28 - 3812 commenti

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Una delle prime pellicole orientali che ha goduto di una distribuzione sul mercato occidentale: evidentemente ispirata da registi che sono - per i cineasti di Hong Kong (ma non solo) - veri e propri punti di riferimento (Raimi, Carpenter e Spielberg). Il film è ben costruito e, non a caso, rappresenta la punta (in senso lato) di una trilogia omnibus insolitamente capita dal pubblico, a discapito della serie di svarioni narrativi e "tematici", veri e propri humus dell'intero ciclo e dell'intera cinematografia orientale. Per questi motivi, astenersi i puristi del genere, soprattutto dell'horror.

Manowar79 14/06/10 14:51 - 309 commenti

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Esteticamente un vero capolavoro. Divertissment anni 80 della migliore specie, che ribadisce lo stato di grazia del cinema fantasy in quella magica e colorata decade (vedi Legend, Ladyhawke, Willow ecc.). La trama non è niente di sensazionale, anzi inciampa spesso in lungaggini o momenti narrativi un po' confusi, ma l'idea di rileggere il mito del fantasma in chiave prettamente romantica e dipingerlo in una suggestiva cornice orientale funziona e colpisce. Probabilmente una caratterizzazione meno macchiettistica dei personaggi avrebbe giovato.

R.f.e. 16/06/10 08:28 - 816 commenti

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Splendido remake di un vecchio film (1960) di Li Hanxiang tratto da un racconro di Pu Songling. Ching Siu-tung rielabora un tema caro al folclore taoista, quello del giovane intellettuale confuciano travolto nelle proprie convinzioni pragmatico-borghesi dall'irrazionale mondo taoista del soprannaturale e dallo scatenarsi della passione amorosa. Sicuramente, una delle più belle storie d'amore del cinema hongkonghese - chi non si è innamorato di QUELLA fantasmina? - con due sequel (ma in realtà il n° 3 è un remake non dichiarato del primo).

Cotola 16/10/10 19:33 - 8448 commenti

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Uno spasso questa pellicola che mescola abilmente horror, commedia e arti marziali. Una riuscita ed abile commistione di generi che diverte lo spettatore per tutta la durata del film che risulta molto piacevole e scorrevole nel ritmo. Visivamente molto bello ed interessante, con grande sfoggio di tecnica ed effetti speciali. Va però detto che non è il genere consigliato a certi spettatori occidentali, abituati ad un cinema più "razionale" e "tradizionale".

Ryo 25/12/11 21:07 - 2169 commenti

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Un film sulle arti marziali molto originale, dove i combattimenti e l'atletica vengono messi in secondo piano per dare spazio a comicità, sentimento e un pizzico di horror grottesco. Bellissime scenografie e costumi, protagonista azzeccato. Il tutto ha una resa da favola fantasy molto poetica. C'è un gran lavoro, dietro a questa pellicola. Giustamente apprezzato dalla critica.
MEMORABILE: Il siparietto musical con il monaco taoista; Lo scontro con l'albero dalla lingua lunga.

Rigoletto 23/06/16 13:09 - 1737 commenti

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Le vecchie storie a sfondo orientale sembrano fare breccia nel gradimento degli occidentali. Questo film è un apripista che fungerà da modello per altri prodotti successivi. Ed effettivamente la costruzione della storia e anche la recitazione (diversa dai nostri canoni, ma accettata in quanto specchio di una cultura lontana) riescono ad accattivare. Il film in sé può anche non piacere, ma personalmente l'ho trovato decisamente "fresco".

Vito 9/11/16 12:01 - 695 commenti

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Incredibile film di Hong Kong che frulla vari generi come l'horror, il wuxia o la commedia. Una storia demenziale tra maledizioni, mostri, combattimenti, girata in maniera ipercinetica e senza un attimo di tregua. Molti cineasti americani presero spunto da questo film, come Carpenter o Raimi (ma forse anche viceversa data la contemporaneità delle pellicole). Comunque il divertimento è assicurato.

Taxius 28/12/16 21:19 - 1654 commenti

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Affascinante mix di horror, arti marziali, amore, trash e commedia demenziale, il tutto amalgamato piuttosto bene. All'inizio si rimane stupiti, non si capisce cosa si stia vedendo, ma minuto dopo minuto il film ingrana e si viene catapultati in questo spettacolare mondo di fantasmi cinesi. Visivamente è uno spettacolo per gli occhi. Qualche momento soporifero qua e la c'è, ma la bellezza delle immagini ce lo fa scordare. Giorno dopo giorno più ci penso più mi piace.

Marcolino1 14/09/19 12:46 - 553 commenti

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Un miraggio: sembra di vedere Harker che s'appressa a visitare Vlad Tepes, ma siamo in Cina e le suggestioni della natura notturna lasciano discrete aspettative. Si tenta di imitare i movimenti con la macchina da presa, il disciogliersi degli zombi-demoni e i rami-tentacoli di Sam Raimi con risultati non nefasti ma assai scarsi. Mimica attoriale convulsivo-acrobatica reiterata troppo a lungo e una punta di romanticismo tragicomico. Un giochetto che per un po' si lascia seguire ma che col procrastinarsi del metraggio stanca.

Ching Siu-tung HA DIRETTO ANCHE...

Puppigallo 27/06/20 10:33 - 4931 commenti

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Pellicola che, pur non essendo invecchiata particolarmente bene, mantiene ancora un suo fascino e una poesia, nei gesti, nelle situazioni, che danno linfa a una favola horror condita con volteggi, scontri a colpi di formule magiche e sentimenti la cui potenza riesce ad avvicinare due mondi all’apparenza incompatibili. Il ritmo è buono, l’ironia non manca, pur scivolando qua e là nello sketch comico; e le varie trovate, che vanno a braccetto con miti e tradizioni locali, ravvivano l’interesse dello spettatore. Nota di merito per il guerriero taoista. Nel suo genere, riuscito.
MEMORABILE: Il protagonista fa da paciere tra due spade; I prosciugati; Al mummificato: “Anche da morto continui ad avere poca sostanza”; La megalingua.

Rambo90 1/09/21 16:43 - 7177 commenti

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Fanta-horror orientale intriso di poesia che, se non fosse per i mostri e gli effetti (ottimamente realizzati), potrebbe tranquillamente definirsi come una struggente e impossibile storia d'amore. I dialoghi non sono granché ma l'insieme coinvolge, con una bellissima fotografia notturna e soluzioni visive degne del miglior cinema ottantiano. C'è una certa somiglianza con alcuni momenti della prima Casa di Raimi e il maestro interpretato da Wu Ma ha tocchi d'ironia notevoli. Da vedere.

Myvincent 6/08/22 08:30 - 3305 commenti

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Un esattore delle tasse praticamente ragazzo incontra durante il lavoro la vita, ma soprattutto la morte, in un andirivieni di situazioni contrastanti che non faranno che frastornarlo. Una favola non priva di elementi horror che tanto incontra il gusto cinese, realizzata come una specie di cartoon in carne e ossa. Lo stile è quanto mai lontano da quello a cui siamo abituati e l’opera si sviluppa con elementi sentimentali che ne aumentano senz’altro il gradimento.
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  • Discussione Cotola • 2/10/10 23:09
    Consigliere avanzato - 3748 interventi
    Verrà proiettato su grande schermo al cinema Massimo di Torino nelle seguenti date:

    Venerdì 15 ottobre ore 18,30
    Sabato 16 ottobre ore 16,30