LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

E’ il primo film di Stelvio Massi uscito in sala, che ne decretò il successo e che (visto anche il flop del suo MACRO’, storia di Giuda e Maddalena ai giorni nostri) lo incanalò per sempre nel genere poliziesco. Alcune delle qualità registiche di Massi (ritmo veloce, inseguimenti mozzafiato, zoomate improvvise all’indietro...) si intravedono di già, ma ad esse va aggiunto in SQUADRA VOLANTE il fondamentale apporto dei due attori protagonisti: Tomas Milian, lasciati i set dello spaghetti-western, si propone come figura importante anche nel poliziottesco; il suo Thomas Ravelli, commissario dell'Interpol dall'insolito accento esotico (è la vera voce di Milian!), è...Leggi tutto un personaggio di grande forza cinematografica: molto caratterizzato (basco e sigaro non lo lasciano mai), incapace di sorridere, spietato e vendicativo, resta tra le migliori interpretazioni “di genere” dell'ottimo attore cubano. Gastone Moschin in versione drammatica l'aveva invece già inventato Fernando Di Leo con l’inarrivabile MILANO CALIBRO 9 e in SQUADRA VOLANTE il futuro architetto Melandri (AMICI MIEI è dell'anno dopo) non fa che confermare la sua estrema versatilità. Il film comunque si segnala anche per una valida attendibilità (Mario Carotenuto aiuto-commissario potrà far sorridere, ma è molto plausibile) e per una genuinità spettacolare ancora ingenua ma coinvolgente. Belle le ambientazioni (meno la fotografia), la scelta delle location; anche le musiche (percussioni e basso in evidenza) di Stelvio Cipriani fanno il loro dovere. Un poliziesco “vero”, “sporco” al punto giusto, che Massi dirige con perizia anche nell’inatteso finale. In futuro il regista continuerà come detto nel genere, ma raramente troverà un cast altrettanto convincente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Giapo 31/05/07 14:05 - 234 commenti

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Poliziottesco godibilissimo ma che non si distingue per spunti degni di nota. Da apprezzare un paio di sequenze girate in modo molto efficace (in particolare le soggettive) e i dialoghi ben scritti, ma la storia è un po’ scontata, si adegua al classico meccanismo del poliziottesco lasciando troppo poco all’immaginazione. In sostanza il solito film casereccio e ruspante che rimane impresso per la sua durezza ma che non lascia molto altro. Grandissimi Milian a Moschin.

Lovejoy 17/12/07 23:14 - 1824 commenti

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Insieme a La legge violenta della Squadra Anticrimine, uno dei più bei polizieschi girati da Massi. Gran ritmo, belle scene d'azione ma, sopratutto, un intenso film d'attori. Milian è semplicemente straordinario nel ruolo di un commissario che ha un conto da saldare con il cattivo del film (quest'ultimo meravigliosamente interpretato da un Moschin mai più a questi livelli). Notevoli anche Lovelock e, sopratutto, Mario Carotenuto in un insolito ruolo drammatico. Da riscoprire.
MEMORABILE: Moschin che si libera una volta per tutte dei suoi soci. Il finale.

Cotola 5/01/08 03:22 - 7872 commenti

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Un uomo a cui hanno ucciso la moglie durante una rapina ha come unico scopo nella vita quello di vendicarsi del responsabile dell'accaduto: il Marsigliese. Ci riuscirà? Nulla di nuovo sotto il sole e tuttavia il film è assolutamente godibile grazie ad una regia equlibrata di Massi, che ci regala qualche bella scena di azione e ad una bella e sobria interpretazione di Milian.

Homesick 16/01/08 17:48 - 5737 commenti

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Poliziottesco nella media, interessante soprattutto per i personaggi: grandissimi Milian, eccentrico commissario che lascia già intravedere i tratti del Monnezza, e Moschin, che ribadisce il suo talento anche nel noir, dopo l'ottima prova con Di Leo. Degni di nota anche la petulante Casini che si atteggia a Marilyn, Carotenuto in un ruolo per lui insolito e Lovelock come bandito rivoluzionario. Memorabili la scena del finto set cinematografico e il finale anti-buonista. Sponsorizza la pellicceria Annabella di Pavia...

Puppigallo 25/03/08 09:36 - 4613 commenti

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Qui il vero protagonista è Moschin (il Marsigliese). Il suo personaggio è interessante (senza morale, né scrupoli). Niente male anche il brigadiere (tra tutti, quello che si prende meno sul serio). Mentre Milian (l'ispettore Ravelli), a parte il sigaro sempre cacciato in bocca, non incide più di tanto come personaggio (piuttosto deludente: non basta essere perennemente imbronciati). La sceneggiatura sembra un po' annacquata (la fuga è decisamente tirata), ma ha un discreto ritmo (bello l'inseguimento); anche i comprimari se la cavano bene.
MEMORABILE: La fine da pirla del giovane Rino (piglia due sganassoni, perde l'equilibrio, cade all'indietro e si sfascia la testa su un gradino); Gli strafumati.

Il Gobbo 27/03/08 19:35 - 3011 commenti

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Buono. Massi afida a Milian un personaggio cupo e risoluto ma senza i furori (e le gigionerie) abituali, e si concentra più sulla banda criminale. Moschin oviamente ruba la scena in questo robusto road-movie che ci regala anche un Carotenuto inedito, un massiccio Leontini e una Casini completamente svalvolata. Mestiere, ritmo, azione ben condotta, uso efficace (e perduto per sempre, dopo quella stagione del nostro cinema) delle locations: c'è tutto quello che cerchiamo!

Herrkinski 27/06/08 22:50 - 5783 commenti

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Grande esempio di poliziottesco all'italiana. Milian convincente nei panni del commissario a cui hanno ucciso la moglie, col suo sigaro e il basco onnipresenti, oltre all'accento cubano stranamente in evidenza. Moschin grande nella parte del "vilain" di turno e tutti i comprimari (Casini inclusa) fanno la loro parte egregiamente. È un cinema che oggi non esiste più in Italia e personalmente ne sento una mancanza incredibile. Vero, spietato, concitato e ben diretto da uno Stelvio Massi al suo meglio, con musiche ottime di Cipriani. Notevole.

B. Legnani 5/09/08 23:13 - 4935 commenti

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Tolto il bel finale (che cita, pure acquaticamente, Confessione...di Damiani), la buona fotografia e il sagace uso delle location sul Ticino e sul Po, non è che mi abbia fatto impazzire. Interessanti le recitazioni di Milian, Moschin e Carotenuto, fastidiosa la Casini, non azzeccato il tentativo di mescolare alla trama la politica (Lovelock pesce lesso, come di consueto) e qualche fase umoristica. Luca Sportelli parla in veneto! Medio livello.

Cangaceiro 7/09/08 11:12 - 982 commenti

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Saranno pure cambiati i tempi, ma fa sempre rabbia constatare che film come questo sono purtroppo un miraggio rispetto a quelli italiani dei giorni nostri. La trama sarà anche abbastanza comune, ma il clima creato da Massi, grazie a un'inedita ambientazione padano/campestre, è di quelli che non si scordano, così come le interpretazioni degli attori: Milian serissimo e incazzato a dovere è bravissimo, i banditi sanno rendersi molto odiosi (soprattutto quello doppiato da Fiorentini), quindi fanno centro, mentre Moschin si conferma un maestro nel ruolo del "villain".
MEMORABILE: "Ti sbagli... non sono più un poliziotto..."

G.Godardi 18/11/08 16:59 - 950 commenti

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Ottimo esordio nel poliziottesco per Massi, nonchè apripista involontario alla serie di Giraldi, probabilmente nata per sfruttarne il successo del titolo del film. Massi prende subito le distanze dai prodotti coevi e si situa più sulla linea noir di Di Leo (ma vi è anche un accenno a Ore disperate, dal quale eredita anche il cattivo). Ma la vera forza del film è un bravissimo Milian sofferto che si doppia da solo. Le qualità registiche di Massi sono già qui ben evidenti, specie nell'uso dello zoom e del montaggio (bello il prologo ai titoli di testa).

Mario Carotenuto HA RECITATO ANCHE IN...

Markus 20/11/08 13:41 - 3410 commenti

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Datato, ma bel poliziesco (con cenni ad altri generi) italiano. Milian perfettamente calato nel personaggio mi ha sempre affascinato e Carotenuto serio è davvero una rivelazione. Il regista ha sapientemente miscelato vari ingredienti per farne una sorta di culto personale dell’action italiano, ma con risvolti romantici. Da Oscar la colonna sonora di Stelvio Cipriani. Girato in una suggestiva Pavia invernale e dintorni.

Bruce 20/01/09 10:40 - 1006 commenti

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Discreto poliziesco. Con due attori del calibro di Milian (non doppiato) e di Moschin (reduce dal grande Milano Calibro 9) era certamente lecito attendersi di più. Il film risulta invece piuttosto piatto e prevedibile, la regia è anonima e non vi sono momenti da ricordare, neppure tra le scene di sola azione. Abbastanza insolita è l’ambientazione nel pavese ma nello specifico è davvero troppo invadente la presenza dello sponsor.

Tomastich 7/03/09 11:12 - 1218 commenti

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Il personaggio di Tomas Ravelli è uno delle più sottovalutate (e mai ricordate) caratterizzazioni di Tomas Milian, qui alle prese con un ottimo film di Stelvio Massi (uno dei tre che girò nel 1974). Il cubano di Roma, insieme ad un imprevedibile Mario Carotenuto ed un crudele Gastone Moschin, è il punto cardine di questo poliziesco classico e ben girato.

Rickblaine 1/04/09 10:07 - 635 commenti

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Sicuramente non lascia a bocca aperta, ma riesce nel suo intento: insistere sul tema della violenza e della scarsità del lavoro delle forze dell'ordine. Moschin è un grande, sembra il perfetto cattivo per un film gangster. Anche Carotenuto fa la sua parte e prende più di un sufficiente. Strano a dirlo, ma a deludere le aspettive è proprio il Milian, che, forse in un personaggio con una storia già vista e quindi povera in partenza, non riesce a renderlo più per quello che merita.
MEMORABILE: Il personaggio di Moschin.

Enzus79 1/04/09 10:42 - 2010 commenti

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Film poliziesco-drammatico per Tomas Milian. Un poliziotto si vendica della morte della moglie; finale pessimista. Stelvio Massi si conferma uno dei maestri italiani dell'azione. Fortunatamente non c'è solo quella, ma anche una buonissima sceneggiatura e una bella colonna sonora. I difetti ci sono, ma a questo genere non si può chiedere di più.

Renato 6/06/09 13:35 - 1648 commenti

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Gran bel poliziesco girato (in parte) nel Pavese. Il cast è stato scelto con cura; Milian è strepitoso nei mezzi toni e per di più si doppia anche da solo. Peccato solo per qualche zoomata di troppo già nei primi 20 minuti. Comunque la storia procede senza intoppi ed il finale, per quanto ovvio, è aderente al resto del film. Azzeccato l'ottimo Guido Leontini come pavido ex funzionario di banca che fa la soffiata per il colpo iniziale, mentre il doppiaggio della Casini dà effettivamente fastidio.

Daidae 26/07/09 03:06 - 2848 commenti

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Esordio nel poliziesco all'italiana del valido regista Stelvio Massi. Attori azzeccati al 90% (Carotenuto stona un poco...) e ottimi nella prova (in particolare Moschin e Milian), benone anche gli altri. Buone scene di inseguimenti, bellissima musica e stupenda fotografia come si conviene nei film di questo regista (che fece anche il direttore della fotografia in diversi film italiani negli Anni Settanta). Ambientato a Pavia e dintorni, ha una sola pecca: è sponsorizzato dalle pelliccerie Annabella.
MEMORABILE: "È qui che ti sbagli: non sono più un poliziotto".

Ischan 7/02/10 14:30 - 18 commenti

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Poliziesco/action di culto, il primo nella filmografia di Stelvio Massi, "Squadra volante" ha tutte le carte in regola per diventare un must. Colonna sonora di categoria superiore, con un Cipriani ai massimi livelli, fotografia decente; al massimo a peccare è un po' la trama, ma nel contesto la pellicola fila via liscia. Moschin/Milian da Oscar. Vergognosa la presenza delle pelliccerie Annabella, ma di certo non potevamo pretendere una spiccata sensibilità animalista negli anni '70.

Nando 19/04/10 03:20 - 3554 commenti

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Il cubano con la coppola in testa cerca il marsigliese che gli ha ammazzato i suoi affetti più cari. Milian, sigaro in bocca, parla con la sua voce originaria e crea una vendetta molto misurata. Moschin, nella parte del cattivo, si mostra coma attore camalentico pronto a qualsiasi reazione nemica. Il risultato è un film poliziottesco fatto di sostanza e di tutto quello che gli spettatori desiderano.

Manowar79 25/08/10 15:23 - 309 commenti

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Senza particolari risvolti o colpi di scena, Massi dirige quello che a occhio e croce è il suo primo "poliziottesco": un film lineare, senz'altro dozzinale, ma sorretto dalla prova di un ottimo cast (Milian, Moschin, Lovelock e uno straordinario Carotenuto) e dal grigio scenario padano perfettamente catturato. Il reparto femminile appare forzato (soprattutto la Casini) e poco pertinente. Il commento musicale del Maestro Cipriani è come sempre ricercato e funzionale. Godibile.

Stelvio Massi HA DIRETTO ANCHE...

Nicola81 2/08/10 11:15 - 2128 commenti

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Girato a Pavia con la sponsorizzazione non proprio occulta delle pelliccerie Annabella, il primo poliziesco di Massi è uno dei suoi migliori. A fronte di una sceneggiatura che non presenta particolari sorprese (ma nemmeno punti di deboli), appaiono fin da subito evidenti il senso del ritmo del regista e la sua bravura nel dirigere le scene d'azione. Milan (che si autodoppia) è un super-poliziotto vendicativo ma anche misurato, Moschin spietato antagonista, la Casini fin troppo oca, dolce la Guerrini, ma il migliore è Carotenuto bonario brigadiere di spalla. Non male le musiche di Cipriani.

Capannelle 29/09/10 09:08 - 3876 commenti

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Molto interessante a livello di location e per qualche spunto folcloristico (riprese aeree comprese) ma nell'insieme paga una certa banalità nella storia e poca fluidità di ripresa. Milian ombroso (e ho capito perché poi lo doppieranno), Moschin conduce ma è un po' prevedibile, la Casini e il bandito pelato fanno a gara a chi è più irritante. Per Lovelock una fine ingloriosa.
MEMORABILE: La capocciata di Lovelock, decisamente trash.

Matalo! 6/10/11 15:03 - 1368 commenti

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Niente male affatto. Non c'è niente di ideologico nel poliziotto di Milian; siamo nel noir e un po' nel western, quindi le accuse di revanscismo cadono a vuoto. Belle ambientazioni padane, sceneggiatura di un certo respiro, poche beceraggini e soprattutto un ottimo cast. Carotenuto sempre eccellente ed affabile, Leontini Castellano sono sicurezze, Moschin (con la sempre meravigliosa Casini) sembrano la versione ironica di Ugo Piazza e Nelly Bordon. Uno spot così per Annabella (dalla dolce Guerrini) neanche Mike lo aveva mai fatto. Il film alla tv a Rovigo è Shangai Joe!
MEMORABILE: "Non c'è mai niente di lontano".

Trivex 7/05/12 09:44 - 1563 commenti

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Credo sia il miglior film di Massi, tra quelli da me visti. Sono tutti al posto giusto, anche Carotenuto (che invece pensavo fuori ruolo); il bandito con la tosse (noir totale) e l'uomo "che non c'è più" (lo comprendo, visto l'accaduto). La vicenda si sviluppa benissimo, violenta e affannata, senza scrupoli e con momenti originali (l'assalto con caschi e cinepresa). Poliziottesco con gli attributi, dunque; rende omaggio a grandissimi attori e, mi permetto, potrebbe far ricordare alla cinematografia moderna quello che la gente alla fine vuole vedere in sala.

Disorder 23/12/13 11:11 - 1414 commenti

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Da ricordare più che altro per l'importanza storica, essendo il primo film poliziottesco girato da Milian dopo anni di western. Il grande attore cubano come sempre ci mette molto del suo, caratterizzando in modo efficace un personaggio per il resto molto convenzionale (il classico commissario-giustiziere in voga in quegli anni). Il film fila liscio, ma non ci sono momenti veramente memorabili a elevarlo dalla media. Sufficiente, ma più per il valore storico che altro.
MEMORABILE: Il look del protagonista: baffi, sigaro e coppola perennemente calata in testa.

Giùan 24/02/14 11:18 - 3298 commenti

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Massi mette già in mostra i muscoli del suo futuro cinema (dinamismo dell'azione, soluzioni di regia mai banali pur se "inquadrate" nel genere, senso dello spettacolo, astuta lontananza da derive ideologiche), come una certa mancanza di fosforo al momento buono (l'imperdonabile finale "bullo" in cui Milian si gioca tutta la credibilità del personaggio e della storia). Restano comunque ben impresse l'originale ambientazione pavese, le tonalità aspre di Cipriani e la calibratura di tutte le caratterizzazioni, con citazioni al merito per Marione e Moschin.
MEMORABILE: La Casini pupa del boss, impellicciatissima da Annabella (manco Mike sarà capace di tale spottone); Le nausee del Marsigliese; La rapina "cinematografica".

Jdelarge 4/04/14 14:08 - 904 commenti

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Poliziottesco che fila liscio come l'olio grazie a una regia che riesce a dare alla pellicola un buon ritmo, nonostante le scene d'azione non siano troppe. Milian che recita con la sua voce se la cava egregiamente e Moschin nei panni del solito cattivo marsigliese è di una spietatezza unica. Anche la colonna sonora di Cipriani ha la stessa natura del film, presentandosi non invadente e sicuramente di classe. Tra i migliori prodotti del genere.

Didda23 22/09/14 09:18 - 2317 commenti

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Sostanzialmente una delusione, soprattutto per quanto concerne la sceneggiatura, oltremodo sciatta, che non offre spunti narrativi interessanti navigando nella mediocrità. Quasi nulla è memorabile, anche se la Massi dimostra di saperci fare impreziosendo il girato con manierismi affascinanti. Reparto attoriale sottotono e certamente più brillante altrove, che vede un Milian troppo dimesso e riflessivo per far scattare l'esaltazione. Arriva al "non male, dopotutto" per la scelta accurata delle location, per la felice idea dell'inseguimento aereo e per il tema musicale di Cipriani.

Schramm 10/02/15 17:26 - 2562 commenti

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Pericolo caduta Massi: un Milian quasi irriconoscibile con una gamba nel coevo polar parigino e con l'altra pronta a fare corse nei Sacchi; un inumano Moschin che affonda zanne e artigli arrotati con Di Leo, una partitura ritmica modulata dagli spari, una molatura linguistica sostentata quanto basta per assicurare allo spettatore qualcosa di equipollente al prezzo del biglietto: un film che olezza di cartucce appena esplose e che, pur lontano dalla canonizzazione sa sopraelevare rispetto a una media spesso insoddisfacente un frantoiatissimo filone.

Rambo90 3/03/15 15:02 - 6732 commenti

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Godibile poliziesco, che non presenta nulla di nuovo a livello di trama ma con un ritmo veloce e una buona regia di Massi, che elimina ogni tempo morto. Le prove del cast inoltre sono davvero riuscite: da un Milian credibile e controllato a un eccezionale Moschin spietato, fino a un Mario Carotenuto in un ruolo per lui davvero insolito. La seconda parte incalza molto e coinvolge, per un risultato gradevole.

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Il Dandi 4/03/15 13:02 - 1917 commenti

I gusti di Il Dandi

Primo e migliore poliziesco di Massi, che si segnala per un alto tasso di drammaticità lontano dal tono più scanzonatamente action che caratterizzerà la sua produzione specialistica nel genere. I protagonisti (Milian non doppiato col sigaro in bocca, Moschin con la tosse e il Borsalino, la Casini oca giuliva) faticano a dare troppo carattere a personaggi che restano abbozzati, ma i comprimari sono azzeccati e al loro meglio (su tutti svettano Leontini e Castellano).
MEMORABILE: I rapinatori travestiti da preti al posto di blocco.

Ultimo 14/03/15 21:39 - 1456 commenti

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Un classico del genere poliziesco anni 70, godibile se non altro per la prova convincente di Gastone Moschin nei panni del Marsigliese (ricicla in parte il "suo" Ugo Piazza) e di una trama che non presenta nulla di eccelso ma sa essere convincente. Un po' sottotono Milian (qui con la sua voce), che si riscatta negli ultimi venti minuti. Nel cast anche Carotenuto. Riuscito.
MEMORABILE: L'inseguimento in elicottero.

Saintgifts 19/07/15 10:41 - 4098 commenti

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A parte la rapina "cinematografica" (che però fa passare per oltremodo ingenua la polizia italiana, che immagino dovesse essere al corrente di un eventuale set sul suo percorso), non mi sembra di poter attribuire altri meriti a questo poliziesco figlio del suo periodo. La figura del bravo Milian è piuttosto trita e non bastano un basco, un sigaro spento (che si immagina benissimo quando verrà acceso) e un finale "eclatante" a fare il film. Il cast fa il suo dovere, è vero e soddisferà i fan dei vari attori, ma la sostanza è azzerata.

Azione70 12/06/15 18:16 - 152 commenti

I gusti di Azione70

Film a fasi alterne che ruota intorno alla voglia di vendetta di un commissario Interpol (Milian) nei confronti di un delinquente (il "marsigliese", Moschin) che a suo tempo gli uccise la moglie durante una rapina. L'azione è concentrata nella seconda parte del film, ben orchestrata da Massi; tuttavia proprio in questa fase la trama semplifica le investigazioni di Milian lasciando spazio solo al duello sempre più ravvicinato con Moschin, fino allo scontatissimo epilogo. Buon mestiere insomma ma poco pathos: peccato...

Sircharles 19/07/15 12:51 - 93 commenti

I gusti di Sircharles

Cast di altissimo livello per una pellicola in chiaroscuro. Trama e personaggi abbastanza scontati e prevedibili, il che non impedisce all'opera di procedere con buon ritmo e momenti di discreto thrilling, soprattutto durante la lunga fuga dei malviventi. Di interesse storico il Milian con voce propria, però appesantito da un'eccessiva parsimonia di parole e da quel sigaraccio perennemente all'angolo della bocca. Casini poco credibile come vamp, idem Carotenuto in vesti non ridanciane, Moschin superbo.

Rufus68 14/06/16 22:22 - 3367 commenti

I gusti di Rufus68

Nulla di nuovo sotto il sole: la vendetta, i gangster, i regolamenti di conti, il poliziotto cupo e quello di buon cuore... e i difetti: Milian bofonchia ciancicando il sigaro, la Casini bamboleggia, le notazioni sociali son davvero tirate via... Eppure il film si lascia vedere indurendosi col passare dei minuti; i caratteristi del genere fanno il loro mestiere e anche le musiche, alla fine, s'imprimono nella testa. Moschin vince ai punti su Milian. Graziosa la Guerrini.

Hackett 10/07/16 09:42 - 1801 commenti

I gusti di Hackett

Cast azzeccato e una sceneggiatura solida che si discosta dagli eccessi di certi poliziotteschi. Milian molto equilibrato in una parte che lo mette in luce più come attore che come icona di un genere. Trama lineare e funzionale al protagonista, uomo tutto d'un pezzo in cerca di vendetta. Non siamo tra i migliori film del genere ma in una dignitosa posizione di merito.

Minitina80 8/12/16 10:32 - 2556 commenti

I gusti di Minitina80

Possiede diversi punti di forza che gli permettono di ritagliarsi un posto al sole. Tra questi c’è la buona prova degli attori, in particolare un cupo e freddo Milian e un Moschin quadrato nel ruolo del malvivente. L’epilogo è un western mascherato di stampo leoniano che mantiene, però, il ritmo veloce e gli zoom rapidi della regia di Massi. A livello storiografico si presta bene e non è lontano come impostazione a Per qualche dollaro in più. Peccato quell’insistente e pervasiva pubblicità (poco) occulta della pellicceria Annabella di Pavia.

Alex75 13/12/16 09:34 - 719 commenti

I gusti di Alex75

Il debutto di Massi nel poliziesco sconta qualche inaccuratezza, ma poggia sull’avvincente dualismo tra il trasandato ma misuratissimo Milian e il cinico Moschin, enfatizzato dalle vivide caratterizzazioni (soprattutto di Leontini e Castellano) e sfrutta con intelligenza le ambientazioni padane. L’”arruolamento” di Carotenuto col grado di brigadiere è un azzardo felice mentre la Casini, pur brava, è fuori posto. I dialoghi robusti e le musiche di Cipriani completano la buona confezione.
MEMORABILE: L’agguato iniziale; L’incursione sul set della “Virgo Film”; Il droga-party; Il bandito comunista; Il sigaro di Tomas; Il finale.

Vitgar 24/03/17 11:31 - 586 commenti

I gusti di Vitgar

Si vedono sempre volentieri i "poliziotteschi" italiani dell'epoca. Nello specifico, questa produzione direi che è estremamente emblematica nella costruzione della trama e nella proposizione delle scene: inseguimenti, sparatorie, cattivissimi che poi muoiono uccisi dal giusto che non ha più nulla da perdere (Milian cui hanno ucciso la moglie). Ciò che personalmente più mi piace è quel retrogusto di provincialità tipico di queste pellicole.

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Pesten 16/08/17 09:31 - 652 commenti

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Film ben riuscito nonostante una storia dai connotati alquanto classici. Milian è silenzioso e oscuro e risulta credibile, ma il vero mattatore paradossalmente è Moschin e il suo personaggio (manco tanto) secondario sugli scudi grazie a una prova eccellente. L'intero lavoro è permeato da una patina quasi dark se vogliamo, se non fosse per il personaggio della Casini, troppo forzatamente contrapposta a tutto il resto. Ma a parte questo si denota un grandissimo lavoro, visto anche l'amalgama ottenuto dal personaggio di Carotenuto.

Il ferrini 15/08/18 00:13 - 1832 commenti

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Vengeance movie fin troppo semplice e lineare ma che può vantare interessanti soluzioni visive e una buona recitazione, anche se la Casini/Marilyn alla lunga stucca un po'. Milian parla col gontagocce ma fa parte del personaggio, sorprendente Carotenuto, Moschin una garanzia. Pavia è ben fotografata, anche se nell'incipit c'è un po' troppa pubblicità alla pellicceria Annabella. Il finale, sebbene con ruolo invertito per Milian, ricorda da vicino quello di Milano odia (stesso anno). Per gli amanti del genere, ma non solo.

Myvincent 1/09/18 19:44 - 2838 commenti

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Un sorprendentemente fiacco Tomas Milian con il suo perenne sigaro fra le labbra (neanche fosse un lecca-lecca), diretto altrettanto debolmente in questo poliziesco che è molto lontano dal personaggio-feticcio e paradossale del Monnezza. Una vendetta personale spinge un commissario dai modi spicci in un ultimo, sudato "duello al sole". Il resto è da dimenticare.

Tarabas 11/10/18 17:27 - 1773 commenti

I gusti di Tarabas

Rapina a un portavalori finisce nel sangue, la banda si sbanda e comincia il tutti contro tutti. Un poliziotto con un conto personale da regolare indaga in proprio sulla vicenda. Considerato il cast, si poteva ottenere di più di questo modesto caper movie nostrano, con alcune buone scene d'azione, una storia risaputa e una messa in scena complessiva da catena di montaggio. Peccato per Moschin, che fa il suo, mentre Milian non doppiato parla un italiano un po' improbabile. Pregevole la scena del colpo, girata a Pavia.

Samdalmas 26/10/18 18:36 - 302 commenti

I gusti di Samdalmas

Primo poliziesco di Stelvio Massi con Tomas Milian protagonista. In realtà l'attore cubano si fa rubare la scena da Moschin, che interpreta il duro Marsigliese facendo tornare alla mente il suo personaggo in Milano calibro 9. Il film ha spunti interessanti e un finale che ricorda Milano odia. Curioso l'inserimento di Carotenuto in un ruolo drammatico. La storia è molto essenziale, ma resta il valore storico della pellicola.
MEMORABILE: L'inseguimento con l'elicottero.

Pessoa 22/01/19 22:04 - 1520 commenti

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Dardano Sacchetti dà a Massi uno dei suoi copioni migliori, ben costruito, con una sceneggiatura essenziale ma efficace. Il regista rinuncia per una volta all'azione pura per concentrarsi sui personaggi e per un attimo ci sembra di ritrovare i capolavori di Di Leo, complice un granitico Moschin che regala ancora una volta un antagonista da antologia. Oltre a un Milian particolarmente misurato, che brilla di voce propria, è fondamentale l'apporto di un cast eccezionale, con un inedito Carotenuto a stemperare la tensione. Un piccolo capolavoro!

Noodles 22/03/20 22:49 - 1119 commenti

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Poliziottesco di buon livello nel quale trionfa il mestiere dei due Stelvio (Massi e Cipriani): il primo lascia la sua forte impronta sul film, il secondo ci scrive sopra una bellissima colonna sonora. In mezzo c'è un cast d'eccezione che recita benissimo (non tutti però hanno un ruolo a loro congeniale) e location pregevoli e ben sfruttate. La storia non è che racconti qualcosa di straordinariamente nuovo, ma è il contorno che la rende valida. Un buon film.

Vito 25/08/20 00:16 - 686 commenti

I gusti di Vito

Solido poliziesco girato dal veterano Stelvio Massi, con un Milian poliziotto dal sigaro perennemente tra le labbra che dà la caccia allo spietato rapinatore Moschin. Una storia violenta ambientata in una realtà dove non contano ideali o umanità la fine immediata del rapinatore "politico" Lovelock) ma che anzi, specie nella parte on the road per la pianura padana, assume quasi i connotati di un western. Glaciale.
MEMORABILE: Milian al droga-party.

Ramon 11/04/21 23:17 - 18 commenti

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Poliziottesco da salvare. L'esperienza di Massi come direttore della fotografia si vede tutta: questo è un regista che sa dove piazzare la macchina da presa. Tra gli attori non eccellono, incredibile ma vero, Milian, un po' ingessato, con una smorfia perenne che dice poco e che non sembra aver trovato la chiave giusta per il suo personaggio, e Moschin, troppo monolitico nella sua cattiveria. Brillano invece come due stelle l'umanità di Carotenuto, che difende il suo ispettore, e la dolcezza della Guerrini, che invece lo attenderà sempre, (forse) invano.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Alex75 • 10/04/17 17:37
    Call center Davinotti - 646 interventi
    Cangaceiro ebbe a dire:
    Da quello che traspare dall'articolo Milian sembrava piuttosto triste,tormentato...Vedendo il modo in cui caratterizza il suo Ravelli del film direi che Tomas sul set abbia attinto a piene mani dai suoi stati d'animo personali,molto più rispetto a molti altri personaggi da lui interpretati.

    Io ho percepito anche una certa insofferenza nei confronti dei giornalisti, o almeno nei confronti di un certo giornalismo superficiale che ricorre alle scorciatoie delle etichette e dei luoghi comuni. Leggendo vari articoli che sono stati scritti su di lui "in mortem" duole constatare che questa avversione era ben fondata.
  • Discussione Nicola81 • 3/02/19 19:24
    Formatore stagisti - 552 interventi
    Potete cancellare il mio commento? Ho intenzione di riscriverlo e di alzare il pallinaggio.
  • Discussione B. Legnani • 3/02/19 21:42
    Consigliere - 14227 interventi
    Nicola81 ebbe a dire:
    Potete cancellare il mio commento? Ho intenzione di riscriverlo e di alzare il pallinaggio.

    Non è necessario. Scrivilo qui in DISCUSSIONE GENERALE e indica il nuovo pallinaggio.
  • Discussione Nicola81 • 3/02/19 22:36
    Formatore stagisti - 552 interventi
    Ecco fatto!

    ***! Girato a Pavia con la sponsorizzazione non proprio occulta delle pelliccerie Annabella, il primo poliziesco di Massi è uno dei suoi migliori. A fronte di una sceneggiatura che non presenta particolari sorprese (ma nemmeno punti di deboli), appaiono fin da subito evidenti il senso del ritmo del regista e la sua bravura nel dirigere le scene d'azione. Milan (che si autodoppia) è un super-poliziotto vendicativo ma anche misurato, Moschin spietato antagonista, la Casini fin troppo oca, dolce la Guerrini, ma il migliore è Carotenuto bonario brigadiere di spalla. Non male le musiche di Cipriani.
  • Discussione Pessoa • 3/02/19 23:41
    Addetto riparazione hardware - 253 interventi
    Anche a me la seconda (o forse addirittura terza, non ricordo) visione di questo film ha permesso di notare diversi particolari che mi erano sfuggiti in precedenza e che ne aumentano il valore. Credo sia il miglior film di Massi ed uno dei migliori poliziotteschi in assoluto, assieme ai capolavori di Di Leo e pochi altri.
    Peccato per l'indecente pubblicità di Annabella ma forse è anche grazie a quei soldi che si è raggiunto un livello così alto...
    Ultima modifica: 3/02/19 23:42 da Pessoa
  • Discussione Zender • 4/02/19 07:33
    Consigliere - 44557 interventi
    Meglio comunque che mi chiedi di cancellare e che lo reinserisci, Nicola. Per la prossima volta, ora l'ho sostituito.
  • Discussione B. Legnani • 4/02/19 08:10
    Consigliere - 14227 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Meglio comunque che mi chiedi di cancellare e che lo reinserisci, Nicola. Per la prossima volta, ora l'ho sostituito.

    Chiedo scusa. Volevo semplificare e ho errato. Mi pareva di ricordare che quello da me suggerito fosse il modo migliore.
  • Discussione Zender • 4/02/19 08:14
    Consigliere - 44557 interventi
    Ho visto da un po' che conviene fare così. Niente di male ovviamente, non è successo niente.
    Ultima modifica: 4/02/19 08:15 da Zender
  • Discussione Nicola81 • 4/02/19 16:07
    Formatore stagisti - 552 interventi
    Pessoa ebbe a dire:
    Anche a me la seconda (o forse addirittura terza, non ricordo) visione di questo film ha permesso di notare diversi particolari che mi erano sfuggiti in precedenza e che ne aumentano il valore. Credo sia il miglior film di Massi ed uno dei migliori poliziotteschi in assoluto, assieme ai capolavori di Di Leo e pochi altri.
    Peccato per l'indecente pubblicità di Annabella ma forse è anche grazie a quei soldi che si è raggiunto un livello così alto...


    In effetti mi è capitato più volte (specialmente con i vecchi polizieschi e thriller italiani, che adoro) di essere più generoso in seconda battuta. Penso che sia abbastanza comune. Peraltro mi è anche capitato il contrario, cioè di ridimensionare un film che invece alla prima visione mi era piaciuto moltissimo, ad esempio La donna che visse due volte.
  • Discussione Pessoa • 4/02/19 20:26
    Addetto riparazione hardware - 253 interventi
    Nicola81 ebbe a dire:
    Pessoa ebbe a dire:
    Anche a me la seconda (o forse addirittura terza, non ricordo) visione di questo film ha permesso di notare diversi particolari che mi erano sfuggiti in precedenza e che ne aumentano il valore. Credo sia il miglior film di Massi ed uno dei migliori poliziotteschi in assoluto, assieme ai capolavori di Di Leo e pochi altri.
    Peccato per l'indecente pubblicità di Annabella ma forse è anche grazie a quei soldi che si è raggiunto un livello così alto...


    In effetti mi è capitato più volte (specialmente con i vecchi polizieschi e thriller italiani, che adoro) di essere più generoso in seconda battuta. Penso che sia abbastanza comune. Peraltro mi è anche capitato il contrario, cioè di ridimensionare un film che invece alla prima visione mi era piaciuto moltissimo, ad esempio La donna che visse due volte.


    Questo conferma il valore del nostro cinema di genere (se ce n'era bisogno). Devo dirti che anche con quel film di Hitchcock mi è successa la stessa cosa.
    Di contro devo ammettere piuttosto tristemente che mi succede piuttosto di rado di reggere la seconda visione di un film recente (diciamo degli ultimi vent'anni) anche se mi era piaciuto molto in prima battuta. Probabilmente certo artigianato cinematografico, che si è ormai perso quasi del tutto, non aveva tutti i torti a curare anche i minimi particolari. Magari ci sono cose che si notano poco o niente, ma poi entrano nell'esperienza visiva quasi come messaggi subliminali e fanno la differenza nel valore complessivo dell'opera, anche a distanza di anni.
    Ma credo di sfondare una porta aperta...