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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Variante sul tema giovani donne intrappolate negli scantinati del maniaco, il film di un sempre meno ispirato Shyamalan prova a lavorare sulla natura del segregatore di turno per dare un senso al proprio lavoro. Incrocia così il genere con quello del tipico schizzato con multipersonalità e rifila al suddetto ben 24 identità diverse assegnandogli, come sconfortante cura, una psicanalista (Buckley) ben lontana dal capirlo e più interessata a glorificare se stessa e i suoi fallimentari metodi. Dennis (o Hedwig, o Wendell o prendete un nome a caso dall'elenco telefonico e c'è una buona probabilità che sia tra quelli scelti dal nostro) non ci mette molto a sequestrare tre ragazzine e a rinchiuderle nella solita stanza spoglia dalla quale cercheranno...Leggi tutto inutilmente di scappare. Si presenterà a loro - stupendole - con le sue personalità diverse, dando la possibilità a James McAvoy di esibire il proprio eclettismo (ma nemmeno troppo, non è che si cerchi poi di variare chissà quanto nell'interpretazione e delle 23 personalità ne vediamo in azione meno di una decina). Nel frattempo Shyamalan fa parzialmente spogliare le ragazzine, le riprende maliziosamente in modo fastidiosamente gratuito senza dare troppo nell'occhio, le fa correre tra tubi che ricordan tanto le caldaie di Freddy. Le sedute dalla psicanalista si alternano alle scene nei sotterranei e si consumano tra dialoghi verbosi e ben poco interessanti almeno fino a quando si fa strada in Dennis una personalità che sembra diversa dalle altre: è la numero 24 e viene chiamata, da colui che fatica a contenerla, con un nome spaventevole: "la bestia". Ci si prepari a una prevedibile escalation di violenza, che confluirà nel solito prolungato finale thriller - destinato ad occupare come da tradizione quei venti minuti prima dell'epilogo - in cui lo scontro tra l'eroina e il suo carceriere si fa più duro. Particolarmente deboli i flashback in cui passo dopo passo comprendiamo quale trauma si nasconda dietro alle difficoltà relazionali della ragazzina asociale, queste ultime peraltro mai funzionali alla vicenda a riconferma di un quadro generale in cui gran parte dei tratti psicologici dei protagonisti sembrano abbozzati e aggiunti a forza giusto per dare qualche varietà ai caratteri. Non si vuol qui negare al regista indiano la qualità nel saper riprendere con consumata perizia e nel saper mantenere alta la tensione (nella prima parte anzi SPLIT regge bene), ma è particolarmente evidente come il tutto sia in questo caso appiattito su di un linguaggio cinematografico abusato e una formula codificata nella quale azionare il pilota automatico senza nemmeno più piazzare il classico colpo di scena distintivo (gli ultimi 5 minuti, con tanto di apparizione tra i titoli di coda del buon Bruce Willis, sono di rara inutilità). Il maniaco spiato dal buco nella porta, la fuga nei condotti dell'aria, le parole nell'orecchio, la soggettiva ansiogena attraverso le fessure dell'armadietto... Non manca davvero niente a un film che avrebbe potuto dirigere qualsiasi solido mestierante di Hollywood con risultati (non disdicevoli) assai simili. A questo punto ridateci LADY IN THE WATER o E VENNE IL GIORNO: almeno lì la personalità di Shyamalan emergeva.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/01/17 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/05/17
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Digital 26/01/17 22:08 - 1151 commenti

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Psicopatico dalle molteplici personalità rapisce tre ragazze segregandole e spaventandole sempre più. La dottoressa che lo ha in cura, intuendo che sta per commettere un atrocità, proverà a fermarlo. Shyamalan torna alla grande con un thriller giocato perlopiù sulla psicologia distorta di un eccezionale McAvoy, il quale si cala con grande credibilità nelle varie personalità. La tensione regge bene e, sebbene si sappia sin da subito chi si salverà e chi farà una brutta fine, si arriva soddisfatti al teso finale.

Rambo90 30/01/17 23:08 - 6670 commenti

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Thriller leggermente sovrannaturale intrigante, interessante nella costruzione del protagonista (ma anche delle sue vittime) e che coinvolge, nonostante un ritmo indubbiamente lento. Shyamalan ritrova freschezza in cabina di regia con belle inquadrature, supportate da un montaggio in alcuni momenti davvero fondamentale. McAvoy nel ruolo migliore della sua carriera fino a ora, la Buckley in parte così come le tre ragazze. Unico appunto la durata, forse eccessiva.
MEMORABILE: L'ultimissima inquadratura...

Taxius 31/01/17 23:31 - 1651 commenti

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24 personalità racchiuse nello stesso corpo e due di queste, le più folli, rapiscono tre ragazze segregandole in un bunker. Shyamalan, dopo anni di pessimi film, torna in grande stile con un'opera che nella prima parte appare più un thriller mentre nella seconda sembra più un horror soprannaturale. James McAvay nella parte del matto è straordinario e il film è sorretto magistralmente tutto da lui. L'unico vero difetto è la lentezza delle scene con la psichiatra, che smorzano un po' troppo la tensione di quelle nel bunker. Non perfetto, ma notevole.

Pinhead80 3/02/17 19:00 - 4062 commenti

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Nulla da eccepire sulla stratosferica interpretazione di James McAvoy, che si porta letteralmente sulle spalle il peso di un film che sembra sempre essere sul punto di svoltare e di cambiare ritmo ma che in realtà non ci riesce mai. Il delirio finale non giustifica tanta attesa soprattutto perché non regala alcuna emozione classificabile come forte. Nonostante tutto si potranno trovare chiavi di lettura interessanti che ne giustificheranno la visione.

124c 6/02/17 15:59 - 2799 commenti

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Ancora uno psicopatico serial killer da trasformare in anti-eroe, dopo il Joker di Heath Ledger che era un terrorista agente del caos; questa volta ha le fattezze di quel Jamws McAvoy che era stato già un killer in Wanted. Qui non solo fa il serial killer, ma ha persino diverse personalità, perché trasforma lo scantinato dov'è girato la maggior parte del film in una sorta di palcoscenico. Se non fosse per i duetti fra McAvoy, la sua psichiatra e una delle tre vittime, il tutto sarebbe l'ennesimo film clastrofobico e angosciante.

Deepred89 16/02/17 12:51 - 3368 commenti

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Shyamalan azzarda la via dello psycho-kammerspiel (tizio con una ventina di personalità segrega tre ragazze) e riesce a tenere alto il ritmo e a scansare l'insidia (sempre dietro l'angolo) della monotonia, sostenuto da un McAvoy dotato della versalitità necessaria per il ruolo. Con l'ultimo superomistico segmento si rischia un impatto frontale col ridicolo involontario (e il cammeo finale del Willis Unbreakable non aiuta), ma il film nel complesso regge e i tristi flashback della protagonista lasciano un apprezzabile senso di amarezza.

Ryo 18/02/17 02:39 - 2169 commenti

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Io adoro la regia di Shyamalan. Il cupo senso di claustrofobia che questo film riesce a esprimere è notevole. La storia è incentrata e retta da James McAvoy, che affronta bene il suo ruolo/i. Grandiosa la capacità di interpretare svariati personaggi tutti diversi uno dall'altro senza cadere mai nella macchietta (a parte, forse, la donna inglese). Bravissime anche le tre ragazze protagoniste. Epico il finale, forse troppo per chi cercava un thriller realistico e puramente psicologico.
MEMORABILE: L'orda; Il cameo finale.

Xamini 20/02/17 19:04 - 1047 commenti

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Niente male in particolare sotto il profilo registico, questo lavoro di Shyamalan. Un inno alla tensione generata dal pericolo e dal chiuso, un attentato al claustrofobico, pur costruito sopra un racconto che non risulta arricchito da approfondimenti psicologici di rilievo (quando dovrebbe preferisce virare sul sovrannaturale). Ma funziona bene, come intrattenimento.

Rebis 1/03/17 10:06 - 2110 commenti

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Fuori dalla logica del twist finale, l'opera di Shymalan si fonda su una narrazione classica, sedotta dai luoghi oscuri del cinema, che accentra la risoluzione del conflitto nel melodramma familiare, ibrida le superfici dei generi per cogliere l'emotività dei personaggi - qui le personalità multiple di un ispiratissimo McAvoy – e dichiarare la propria cifra allegorica. Split è un thriller solido e coeso, che collocando un cross-over sull'orizzonte degli eventi, propone una nuova concezione del supereroe quale risultante di un doloroso processo di integrazione tra potenziale fisico e psichico.

Capannelle 25/03/17 00:40 - 3838 commenti

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McAvoy si sdoppia, anzi fa molto di più per rendere avvincente il film. E anche la Taylor Joy pare entrare nel ruolo. Però la parte centrale non prende come dovrebbe, traballa su diversi spunti che si incatenano come le personalità del tipo e nonostante un adeguato senso di claustrofobia e ambiguità non decolla veramente. Non manca di sequenze interessanti, cerca di mantenere una propria personalità narrativa ma non "trova la luce".

James McAvoy HA RECITATO ANCHE IN...

Puppigallo 27/03/17 13:10 - 4583 commenti

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Una matrioska di personalità, con sovrumana ciliegina, per un qualcosa che sa di già visto e non brilla in quanto a trovate. Risulta piuttosto bloccato, sia per l'argomento, che facilita la stagnazione, penalizzando la scorrevolezza, che per dialoghi non illuminanti, dove emergono i vari lui (anche lei), intervallati da sedute psicanalitiche e ricerche della stessa psicologa, preoccupata per il suo "pazienti" (non è un errore). Nel complesso, è una pellicola abbastanza superflua, se non fosse per un finale che, almeno, riesce a dare un suo perchè al tutto, trovando un punto di contatto.
MEMORABILE: "A lui ci penso io, non preoccupatevi"; "Abbraccione" forte alla psicologa; "Il dolore ci rende superiori".

Daniela 4/04/17 23:56 - 10118 commenti

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Parzialmente ispirato ad un fatto di cronaca, un horror che mantiene il piede in due staffe: quella psichiatrica, in realtà davvero eccezionale dato il gran numero delle personalità multiple del protagonista, e quella soprannaturale, legata proprio alla natura e alle caratteristiche di una di tali "persone". Sotto questo aspetto il film riesce a inquietare grazie alla prestazione del versatile McAvoy, mentre convincono meno le parti riguardanti le tre giovani vittime ed i loro tentativi di fuga, nonché il ruolo della psicologa. Nel complesso interessante, anche se non del tutto riuscito.
MEMORABILE: L'auto-omaggio dopo l'inizio dei titoli di coda

Azel 7/04/17 10:49 - 28 commenti

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Più che guardabile, per la sua situazione curiosa, ma non del tutto soddisfacente: le tre ragazze sono imbelli e poco credibili (potevano inventarsi qualcosa di meglio contro un uomo disarmato dalla forza incostante) e la conclusione, seppure con qualche tocco di originalità (il dolore come segno di umanità e purezza), lascia un po' nel dubbio ed è inconcludente, in modo da permettere il seguito/crossover che a quanto pare si farà. Allo stesso modo mancano alcune delle personalità (avvistabili in un fermo immagine).
MEMORABILE: La scena pre-post-credit, molto simpatica per chi conosce il riferimento.

Giùan 2/05/17 10:38 - 3239 commenti

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Senza dubbio il miglior film di Shyamalan e, ciò che più conta, uno dei thriller più efficaci dell'ultimo decennio. L'understatement cinefilo del buon Night stavolta non ha nulla di lezioso, né si trastulla in bamboleggiamenti infantili, seguendo con fluidità narrativa travolgente la discesa negli inferi della mente d'un McAvoy superlativamente splittato. Il coinvolgimento emotivo è assicurato dai due fattori determinanti per la riuscita di un film del genere: consapevolezza teorico-regista e una gestione infallibilmente misurata del sottotesto ironico.

Kinodrop 6/06/17 17:51 - 1797 commenti

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Vada per il disturbo della personalità multipla, ma gestirne 23 più "la bestia" nel finale è impresa impossibile; difatti ne risulta un'inutile e cervellotica moltiplicazione che non apporta granché all'ordinarietà di una trama mille volte percorsa. Le tre ragazzine rapite, lo scantinato, i tentativi di fuga, una psichiatra stordita alle prese con l'imprevedibilità di uno schizzato (e bravo McAvoy), nonostante l'abilità registica non riescono a restituirci qualcosa di piu profondo e nuovo. Buono il montaggio e qualche sussulto, ma la lunghezza lo penalizza.
MEMORABILE: Il trasformismo di McAvoy che regge tutto il film; La strizzacervelli "strizzata".

Didda23 14/06/17 15:03 - 2310 commenti

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Uno dei migliori lavori di M. Night Shyamalan (autore che non amo particolarmente), che si fa apprezzare per il tentativo di costruire un'opera diversa dai precedenti lavori che si basavano unicamente sul colpo di scena a effetto. Lo spunto di partenza non è certo originale,(di film con le personalità multiple ce ne sono stati a bizzeffe), ma il nostro, con un'abile regia che si muove discretamente nei meandri di una fatiscente monolocation, confeziona un opera che si fa seguire senza troppi patemi. Intensa la prova di un bravo McAvoy.
MEMORABILE: Il cameo finale di Willis (comprensibile solo per chi conosce il regista); Le sedute con la psicologa; Le coalizioni fra personalità; La bestia.

Pumpkh75 14/09/17 15:44 - 1380 commenti

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Di pancia, il miglior Shaymalan: scarica e ricarica la tensione con accortezza, toglie polvere ai “soliti” spazi chiusi e agli scorci rubati di Philadelphia, chiude finalmente l’abecedario mettendosi comodo e oscuro dietro le nostre orbite. Sulle travi del proscenio però risplendono anche McAvoy (bravo nel bilanciare eccessi e inevitabili sfumature) e le tre giovani vittime, che recitano senza starnazzare. I flashback di caccia hanno quel qualcosa di sottilmente disturbante che fa parecchio male. L’attesa per il sequel già galoppa.

Redeyes 2/10/17 08:54 - 2251 commenti

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Shyamalan, dopo un bel po' di passi falsi, si affida all'ottimo McAvoy per lanciarci nello sfaccettato mondo di Kevin. La storia riesce a piacerci per quanto siano pochi i momenti vibranti e tutto si racchiuda in un claustrofobico sotterraneo. Personalmente credo possa esser una sorta di rinascita per questo regista che, dopo il primo exploit, non è più riuscito a convincermi. Gradevole il gancio finale, seppur a una pellicola che non mi ha mai entusiasmato.

Hackett 7/02/18 18:26 - 1799 commenti

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Parte un po' in sordina questo thriller, con una storia di violenza abbastanza prevedibile e una nitidissima fotografia che a tratti pare scadere nel televisivo. Poi però cresce e di pari passo con il talento del bravo James McAvoy avvolge sempre più lo spettatore in un intricato e frammentario racconto di follia. Alcuni punti della trama probabilmente scricchiolano, ma l'aggancio finale con il precedente Unbreakable e la promessa di continuare questa saga non possono non piacere.

Anthonyvm 1/03/18 08:54 - 2543 commenti

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Dopo molti (troppi) film da dimenticare o da detestare, Shyamalan torna alla riscossa con un horror psicologico molto interessante e il cui approccio è perlopiù originale. L'idea della mente che può mutare la conformazione stessa del corpo è ottima e la tensione che va creandosi nell'attesa che la "bestia" si riveli è palpabile. Non mi ha convinto molto la protagonista, che come da tradizione shyamalaniana è costantemente turbata e depressa (anche se c'è un motivo a livello di plot), ma è una questione di gusti personali. Finale da applausi.
MEMORABILE: L'ultimissima scena, che per essere compresa necessita di una certa conoscenza della filmografia del regista.

M. Night Shyamalan HA DIRETTO ANCHE...

Bubobubo 7/10/18 23:54 - 1402 commenti

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In mano a qualsiasi altro regista, un soggetto del genere avrebbe fatto fuoco e fiamme: stanti le circostanze, invece, ci troviamo a parlare del solito, inconsistente Shyamalan, qui comunque leggermente meglio rispetto ad altri episodi del recente passato. Per chi si aspettasse un McAvoy in versione Identità, in ogni caso, la delusione monterà cocente: anzi, il finale, che dovrebbe costituire il conclamato punto di rottura, è la cosa più fragile e ridicola dell'intera operazione. Mediocre.

Buiomega71 6/10/18 01:02 - 2372 commenti

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Shyamalaniano fino al midollo (pare una summa di tutto il suo cinema e non solo per la città di Philadelphia), ma con pregi e difetti che lo caratterizzano (The visit rimane ineguagliato): dal bellissimo incipit in auto al supermercato, ai disturbanti flashback d'infanzia abusata (lo zio nudo tra il fogliame che fa il lupo), alla folle madre di Kevin che ricorda altre madri. Di contro un prefinale che scade nel baracconesco, con una sorta di supereroe (cannibale) tra Hulk e Spiderman che lascia parecchie perplessità. Tour de force attoriale da Oscar per McAvoy.
MEMORABILE: "Pisciati addosso, pisciati addosso"; Claire sfonda il compensato del soffitto con il tacco della scarpina; Le cicatrici sul corpo di Casey; Hedwig.

Il ferrini 30/09/18 00:34 - 1793 commenti

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Forse il miglior lavoro di Shyamalan, di certo quello in cui i (pochi) soldi son stati spesi meglio e che insieme a Unbreakable e Glass (citato alla fine, nel cameo di Bruce Willis) forma una trilogia. Molto è stato detto sulla performance di McAvoy ma va sottolineata anche la prova di Anya Taylor-Joy - sprecata in Morgan - che pur giovanissima dà grande spessore al suo personaggio. Regia impeccabile, tensione dosata con maestria. Di grande impatto "la bestia"; lo stritolamento, l'arrampicata sul muro, le sbarre piegate. Da vedere.

Cotola 5/03/19 00:28 - 7807 commenti

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Tra i film di Shyamalan mi è sembrato il migliore per diversi motivi: è il più equilibrato e sobrio da un punto di vista narrativo (epilogo a parte); è quello che intrattiene meglio lo spettatore senza mai annoiarlo ma anzi creando un buon crescendo di tensione che si mantiene poi costante per tutta la durata; non presenta un finale truffaldino. Buona la storia e bella l'idea delle personalità multiple. Strepitosa la prova di McAvoy che incarna al meglio le più anime del suo personaggio. Gratuito e pretestuoso il riferimento a Unbreakble.

Belfagor 25/01/19 20:27 - 2634 commenti

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L'approccio di Shyamalan ai disturbi mentali (già visto in The visit) non è esente da critiche, tuttavia McAvoy si dimostra superlativo nel passare da una personalità all'altra e riesce a portare avanti la storia quasi da solo. Il contorno è meno convincente, con un rapimento tirato per le lunghe e una componente horror che tarda ad arrivare, anche se la fulminea rivelazione finale giustifica almeno in parte quest'impostazione. Anya Taylor-Joy si conferma una promettente scream queen.
MEMORABILE: La "sacerdotessa" Patricia; L'inevitabile sorpresa finale.

Galbo 8/05/19 10:41 - 11574 commenti

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Sorta di “thriller psichiatrico” con sconfinamenti nel paranormale, è segnato dalla caratterizzazione del protagonista, psicopatico dalle multiple personalità che McAvoy è indubbiamente bravo a rendere (nonostante se ne apprezzino meno delle 24 sbandierate!). Tutto quello che non riguarda il personaggio principale (in particolare la vicenda delle tre fanciulle rinchiuse) ha invece una presa decisamente minore ed è la parte più debole del film, sembrando più un riempitivo da scarsa fantasia dello sceneggiatore.

Rufus68 5/08/19 00:31 - 3326 commenti

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Due ore per capire che la ventiquattresima personalità di uno schizzato è l'Incredibile Hulk? Pare di sì. Quanto talento sprecato, quanti attori sprecati, quanto budget in fumo per un film da cui, alla fine, si stringe pochissimo. Dialoghi verbosi, aggiunte superflue (lo zio carnefice) e la sensazione che la storia sia solo un brillante gioco fine a sé stesso. Anche McAvoy, che è pur bravo, lo è in maniera didascalica, staccata com'è la sua prova da un copione omogeneo e sensato. Un vuoto autoriciclarsi.

Thedude94 10/04/20 00:16 - 679 commenti

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Shyamalan ritorna con la storia avvincente e ansiogena di un uomo dalle differenti personalità, il quale è grandiosamente interpretato da un McAvoy in stato di grazia; ottime anche le altre attrici, in particolare la Taylor-Joy che ben si presta a questo tipo di personaggio. Oltre ad avere una buona sceneggiatura, che ricalca anche le opere precedenti del regista, il film è girato in maniera stupenda, e ha una fotografia folgorante. Sia gli esterni, ma soprattutto gli interni sono ripresi dettagliatamente e nulla sfugge al caso. Grande cinema.

Piero68 12/11/20 12:32 - 2808 commenti

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Thriller che ricorda vagamente la pellicola di Mangold Identità. Personalità multiple e risvolti ai limiti del paranormale per un personaggio che forse non trova la giusta quadratura in McAvoy, attore bravo ma forse senza il necessario bagaglio di esperienza per rendere al meglio un personaggio tanto complesso. A onor del vero questa volta la "cura" Shyamalan funziona meglio che in altre sue pellicole e la sceneggiatura, meglio curata, cerca di scavare più a fondo nei suoi personaggi. Resta comunque un indescrivibile senso di vuoto nel finale. Maluccio la Taylor-Joy.
MEMORABILE: Il cameo finale con Bruce Willis, spiegabile solo tre anni dopo con l'uscita della pellicola di Shyamalan Glass.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 27/01/17 12:10
    Gran Burattinaio - 5461 interventi
    Il personaggio protagonista del film si ispira ad un certo Billy Milligan, un americano affetto da disturbo dissociativo della personalità che acquistò notorietà quando venne scoperto che in lui coesistevano un gran numero di personalità diverse.

    La voce su Wikipedia indica nel dettaglio tutte le 24 personalità con le relative caratteristiche:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Billy_Milligan

    Processato per aver rapito e violentato tre studentesse, Milligan venne assolto per infermità mentale ed il suo caso costituì un precedente giudiziario, in quanto per la prima volta il disturbo dissociativo della personalità venne considerato una vera e propria psicosi e non una semplice nevrosi.
  • Discussione Redeyes • 2/10/17 09:28
    Formatore stagisti - 876 interventi
    Alcuni mesi dopo l'uscita nelle sale di Split, il regista M. Night Shyamalan ha confermato che dirigerà e scriverà Glass, ovvero il sequel di Unbreakable - Il predestinato e di Split, che uscirà nelle sale il 18 gennaio 2019. Nel cast, come confermato dal regista, torneranno Bruce Willis nei panni di David Dunn insieme a James McAvoy in quelli di Kevin Wendell Crumb (e le sue molteplici personalità). Anya Taylor-Joy riprenderà il ruolo di Casey Cooke e Samuel L. Jackson quello di Elijah Price, ovvero l'uomo di vetro (Mr. Glass in originale). La trama dovrebbe ruotare attorno a David Dunn che, dopo anni passati a combattere il crimine, affronterà Kevin in una serie di incontri sempre più frequenti, mentre l'ombra di Elijah Price incombe sui due come un burattinaio che conosce degli oscuri segreti su entrambi.

    Fonte Wikipedia
    Ultima modifica: 2/10/17 09:29 da Redeyes
  • Discussione Buiomega71 • 6/10/18 10:10
    Pianificazione e progetti - 22536 interventi
    ATTENZIONE AGLI SPOILER CHE APRONO ALTRI SPOILER

    Shyamalano fino al midollo (praticamente una
    specie di summa di tutto il suo cinema, e non solo per la città di Philadelphia), intriso a tutto tondo dello Shyamalan pensiero: le panchine, i parchi e l'angoscia del Sesto senso, la chiusa finale alla "uomo di vetro"; gli scantinati di Signs e The Visit, le "bestie" che stanno per arrivare come Lady in the Wather, i boschi autunnali di The village, la pandemia (quasta volta mentale) di E venne il giorno

    Trattato teorico shyamalaniano, che , oltre al suo cinema, prende spizzichi e bocconi da Sybil, dal De Palma delle personalità doppie e dai claustrofobici e antinfernali anfitrioni carcerari di Jame "mettere la lozione nel secchio" Gumb, che viaggia dallo psycho thriller all'horror, al kidnapping movie , sino, ahimè, al cinecomics.

    E come tutto il cinema di Shyamalan (eccettuato il per me bellissimo Lady in the Wather e The visit che rimane il suo film migliore in assoluto, per quanto mi concerne) scisso tra genio e sregolatezza, con momenti altissimi e tremende cadute di tono (difatto, nel pallinaggio, ero indeciso tra un ** e un **!, spostando l'ago del bilancino su quest'ultimo, ma per il rotto della cuffia)

    Dal bellissimo e spiazzante incipit in automobile, fuori dal supermercato (Ehi, signore, è salito sulla macchina sbagliata), alle tre ragazze che si ritrovano prigioniere nello scantinato ("Pisciati addosso, pisciati addosso", "voleva che ballassi per lui"), a Marcia che se la fà addosso per davvero, imbrattanto le calze velate nere di urina (deriva shyamalaniana verso gli escrementizi umani dopo la cacca di The visit, ma la pipì di Marcia c'ha una marcia in più-gioco di parole obbligatorio-, dove il pissing può distogliere da umiliazioni imbarazzanti se non perpretato come ne L'ultima casa a sinistra), ai disturbanti e dolenti flashback sugli abusi infantili di Casey nel bosco (lo zio nudo che fa il lupo tra il fogliame, la bimba col fucile spianato, l'infarto del padre e quando nel finale SPOILER Casey viene affidata dalla polizia allo zio orco, non si può certo parlare di happy end, come si deduce dal suo sguardo FINE SPOILER), alla follia della madre di Kevin (che rammenta altre madri sciroccate e ben poco perfette shyamalaniane, vedi Sesto senso), alle molteplici personalità di Kevin (su tutte Hedwig che parla con la zeppola e inscena dementi balletti rap e Patricia di psychoniana memoria), Claire che con il tacco della scarpina dell'amica-slurp-demolisce il soffitto di compensato per tentare di fuggire, i file video di Kevin, la finestra disegnata-aperta e chiusa-, il walkie talkie, sino alle fiere dello zoo.

    Altro aspetto interessante e che sia vittima che carnefice(i) sono accomunati da un passato fatto di abusi, che ne hanno minato l'esistenza (Casey si isola, ama stare da sola, combina guai a scuola forse per attirare l'attenzione, invitata per pietà ai compleanni delle compagne e cicatrici che imbrattano il suo corpo come tatuaggi cronenberghiani, di un autolesionismo che le salverà la vita)

    Tutti punteggi che fanno volare alto il film (ecco perchè ho scelto il **! al posto del poco ambito **), ma che però si impattano con una narrazione un pò a singhiozzo (francamente noiose le parti con la psicologa) e un prefinale che rischia di mandare in vacca il film.

    Shyamalan non si trattiene e svacca nella baracconata (quasi me lo sentivo quando si parlava di questa "bestia"), trasformando il suo Kevin (o la sua ventiquattresima personalità) in una sottospecie di X men, a metà tra Hulk e Spiderman conditi coi mutanti in CG di Io sono leggenda con gusti cannibalici , vanificando (con imbarazzo e non poca perplessità da parte mia) tutto quello che di buono (spesso buonissimo) aveva fatto prima

    Muscoli e vene (davvero pacchiana la mutazione nella metro, con Kevin che se ne và in giro come l'William Hurt scimmiesco di Stati di Allucinazione, tra strade e vicoli della città), digrignar di denti, fughe nelle caldaie che manco Tina in Nightmare, fucilate e sbarre divelte-uno dei momenti più trash e pagliacceschi del film- allo stantio e prevedibile SPOILER "Ti risparmio perchè hai sofferto come me , e sei diversa dalle altre, chi ha sofferto è puro e blablablabla" FINE SPOILER

    Simpatica la chiusa finale autoreferenziale shyamalana al dinner , che risolleva un pò il mezzo disastro che la anticipa (seppoi Shyamalan decide di dare un sequel , Glass, e buttarla su supereroi freak mi sa-se tanto mi da tanto- che per la prossima non sarò della partita)

    Opera spaccata in due quindi, che regala pezzi del miglior Shyamalan durante il malsano tragitto (quando vuole, Shy, sa picchiar duro), ma che si sfalda strada facendo, fino a un prefinale chiassoso e cafone (tolta la ciligiena pre titoli di coda)

    Più dubbi che entusiasmi? Forse, ma prima della deriva grossolana che bagliori di gran cinema

    Tour de force attoriale da Oscar per McAvoy, senza se e senza ma.

    Ora devono credere che esistiamo
    Ultima modifica: 6/10/18 14:39 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 6/10/18 10:34
    Pianificazione e progetti - 22536 interventi
    Ottimo il dvd targato Universal

    Formato: 2.40:1

    Audio: italiano, inglese, spagnolo, russo (5.1)

    Sottotitoli: italiano*, inglese*, spagnolo*, russo*, lituano, lettone, estone (*anche per non udenti)

    Come extra: Finale alternativo: Shyamalan spiega perchè ha scelto il finale con Kevyn davanti allo specchio e non quello che ha scartato (SPOILER Kevin seduto sul tetto del palazzo che guarda gli studenti uscire da una scuola, esclamando "Che spreco di anime sole" FINE SPOILER), Scene eliminate, Il making of di Split (nove minuti), I tanti volti di James McAvoy (in cinque minuti McAvoy e Shyamalan approfonsicono il personaggio di Kevyn e le sue 24 personalità), L'occhio del regista: M.Night Shyamalan: (in due minuti Shyamalan racconta come ha lavorato al film, sostenuto dagli attori e dal produttore Jason Blum)

    Durata effettiva: 1h, 52m e 19s