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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

I Blackgammon sono un duo "metal" (semplifichiamo pure così, anche se gli esperti sanno che tale definizione sarebbe in questo caso carente e imprecisa) affiatato: Lou (Cooke) canta e suona la chitarra, Ruben (Ahmed) la batteria. Insieme anche nella vita, i due cavalcano l'onda del modesto successo passando le giornate in tour col loro camper. Il quotidiano di un musicista "alternativo" in fase sufficientemente positiva è raccontato nel modo più corretto per far stridere il passaggio a una condizione d'improvviso assolutamente diversa: anche a causa dell'eccessivo rumore prodotto durante i concerti Ruben perde infatti quasi l'80% dell'udito, senza nemmeno rendersi conto sulle prime...Leggi tutto di cosa questo possa significare. Pensa sia qualcosa di passeggero, ma una visita specialistica lo mette di fronte alla dura realtà: non potrà più tornare come prima, anche se una possibilità per recuperare in qualche modo parte dell'udito esiste, se deciderà di sottoporsi a un'operazione complicata e assai costosa (dai 40.000 agli 80.000 dollari)... L'obiettivo diventa immediatamente quello, ma intanto c'è da ricostruirsi una vita e, su consiglio di Lou, Ruben accetta di stabilirsi in una comunità per sordi mentre lei torna da suo padre, in Francia, dal momento che non le sarebbe comunque concessa la frequentazione, nel primo periodo. E' da questo momento che si capisce come la componente legata alla musica appartenga a una fase transitoria, nel film, il quale si prefigge invece l'obiettivo di raccontare l'avvicinamento di un giovane scettico a un mondo molto più maturo e che ha da tempo metabolizzato l'idea di convivere con l'idea di non poter sentire. L'attenzione si sposta quindi - con stratagemma classico e dinamiche a dire il vero piuttosto ruffiane - sulla progressione del protagonista in direzione di una consapevolezza nuova. In questo può dirsi azzeccata la scelta di un protagonista come Riz Ahmed, molto espressivo e ideale per il ruolo assegnatogli: Ruben è misurato, sciocco, cinico, ma rivelerà in un secondo tempo inattesi squarci di saggezza che lo porteranno a farsi amare. A Paul Raci, colui che gestisce la comunità, la parte più profonda e tradizionale, dell'uomo che comprende le difficoltà e le titubanze di Ruben e si assume il difficile compito di smussarne la malcelata arroganza facendogli capire come - importantissimo - la sordità non sia affatto vissuta da tutti loro come un handicap. Gli insegnamenti e le lezioni morali impartite dal film sono insomma molte, anche se passano attraverso un'impostazione fin troppo laccata e “furba”, con pause autoriali non sempre supportate dal necessario spessore. Oltre a una vera efficacia manca cioè la capacità di scavare davvero in profondità come si vorrebbe. Interessante il lavoro sugli effetti sonori in particolar modo nella parte francese, in cui la parola “metal” riverbera virtualmente nei rumori e nelle parole che a Ruben giungono alle orecchie comprensibili ma insopportabilmente distorti, anche se l'alternanza tra quello che sente il protagonista e quello che invece sentiamo noi non è gestita sempre al meglio (e questo fin dall'inizio).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/12/20 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/05/21
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Daniela 6/12/20 09:32 - 10357 commenti

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Un giovane batterista accusa problemi di udito che lo portano in breve tempo alla sordità. La sua ragazza lo convince ad entrare in una comunità di sordi: riuscirà a superare rabbia e disperazione? Il regista cerca di far percepire allo spettatore le sensazioni provate del protagonista, attraverso un espediente semplice ma efficace: nei primi piani e nelle inquadrature a distanza ravvicinata i rumori e voci diventano ovattati fino a scomparire del tutto, per poi aumentare man mano che la cinepresa si allontana. Risultato coinvolgente anche grazie all'intenso Ahmed.
MEMORABILE: Le prime sequenze; La lezione di tamburo ai bambini sordi; Seduto su una panchina, il ritorno al silenzio.

Herrkinski 6/12/20 15:06 - 5794 commenti

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Una storia coinvolgente basata sulla paura di ogni musicista: diventare sordo e perdere la principale ragione di vita e la propria carriera. Le dinamiche della tragedia del protagonista (un notevole Ahmed) sono messe in scena con realismo e senza drammatizzazioni eccessive, così come - per una volta - l'ambiente underground in cui si muove il duo di musicisti noise-rock è rappresentato con cognizione di causa e riferimenti corretti. Rese molto bene le scene della sordità tramite un lavoro sull'audio accurato; finale ambiguo ma comunque affascinante per un dramma che fa riflettere.

Bubobubo 8/12/20 14:36 - 1446 commenti

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Peggio essere consumati dal rimpianto per aver mancato un'occasione o macerarsi nel rimorso di aver fallito nonostante tutto? Sembra questo il dubbio amletico stampato nella mente del giovane Ruben (Ahmed), batterista di un duo noise che senza preavviso si trova a fare i conti con la sopraggiunta sordità e con una nuova vita da reinventare. Non privo di lungaggini (si poteva sforbiciare qualcosa della vita in comunità), ma comunque buono, grazie all'intensa prova dei protagonisti, all'accurata ricostruzione ambientale e a un finale doloroso, ma inaspettatamente catartico.
MEMORABILE: Il primo, disastroso test; Il nuovo impianto di Ruben viene attivato, ma i risultati non sono quelli sperati; Il finale.

Kinodrop 11/12/20 18:53 - 1876 commenti

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Il duo Blackgammon è in tour per gli USA quando Ruben, il batterista, è colpito da improvvisa sordità che sconvolgerà ogni aspettativa, sua e della compagna/chitarrista Lou. L'alternativa tra accettare il nuovo stato o cercare una soluzione chirurgica costituirà il tormentoso dilemma per il protagonista (impareggiabile Ahmed). Interessante tentativo di conciliare sensazioni soggettive con l'esigenza di renderle condivisibili al pubblico attraverso tecniche sonore di distorsione e sovrapposizione, un "incubo" anche per noi. Lontano da sentimentalismi, colpisce per la sua veridicità.
MEMORABILE: Le prime avvisaglie di punto in bianco; La comunità; L'intervento e le prove audiometriche; Il ritorno da Lou e la constatazione di una realtà nuova.

Galbo 12/12/20 20:40 - 11618 commenti

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Il dramma della sordità in un musicista cambia totalmente le sue prospettive di vita e le sue relazioni. Realizzato con una tecnica che mette in primo piano le sensazioni uditive del protagonista e riprende dolorosamente i passi dei non udenti, il film è (oltre che una storia di finzione) un’esperienza “ immersiva“ in un handicap, ma l’obiettivo finale è quello di non farlo sentire tale. Molto realistico e con un finale poco conciliante, il film costringe a mettersi dalla parte del protagonista, interpretato da un ottimo Riz Ahmed. 

Capannelle 24/01/21 23:47 - 3878 commenti

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"Sound of Metal" rende in modo esaustivo le sensazioni sensoriali di cui cade vittima il batterista protagonista del film, mentre incontra qualche incertezza nel delineare il rapporto tra i due ragazzi e la concatenazione degli eventi nella parte finale. Inizio forte e schietto, lineare ma anche meno originale il lavoro nella comunità di Joe per l'accettazione dell'handicap, più slegato ma ugualmente drammatico l'avvicinarsi all'intervento chirurgico. Ahmed sugli scudi, narrazione genuina, a volte fin troppo anche per l'esigenza di rimanere aderenti al contenuto.

Leandrino 22/03/21 11:11 - 191 commenti

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Il difficile percorso di Ruben Stone, da ex tossico batterista di un duo metal a ospite di una comunità per sordi. L'esordio di Marder mette al centro un conflitto asfissiante, stretto tra un passato sbagliato e un futuro aperto alla sola accettazione di una vita diversa. Un film che sperimenta un leggero calo di vigore nell'ultima parte - forse per l'inaspettato cambio di "scenario"? - ma che sa raggiungere picchi di intensità notevoli, il cui merito va in gran parte a Riz Ahmed.
MEMORABILE: Tutto il primo atto; La scelta di Ruben; L'ultima scena.

Enzus79 25/05/21 20:06 - 2013 commenti

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Film coraggioso che affronta il tema delicato della sordità. A tratti "claustrofobico", rende bene però l'idea di come un uomo possa affrontare un handicap con pochi mezzi a disposizione. La forzatura di alcuni momenti non incidono sulla linearità della storia. Finale che non offre molte interpretazioni. Convincenti Riz Ahmed (candidato all'Oscar) e la Cooke.

Daraen4 31/03/21 14:41 - 99 commenti

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Film più immersivo di questo non esiste; siamo dentro, in stile Matrix; siamo, a tutti gli effetti, Ruben Stone e viviamo quello che lui vive. Oltre ad essere un racconto, che si muove per immagini e suoni, è anche un'esperienza a 360°, una realtà virtuale in 4D. Impressionante, suggestivo, angosciante, disturbante. Passano in secondo piano la regia e la fotografia, che sono buone. Siamo travolti dalla problematica di Ruben e il terzo atto è pazzesco, ci ribalta e ci porta ad accettare, insieme al protagonista, le condizioni precedenti, pronti a stare nel mare della tranquillità.
MEMORABILE: La scena finale.

Giufox 11/04/21 11:25 - 147 commenti

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Titolo e locandina sono ingannevoli: non è un film "rocker", ma una parabola discendente sulla perdita dell'udito, dove le risonanze musicali vengono messe sullo sfondo per caratterizzare il protagonista. Tra drumming subacqueo, terapie di gruppo e scatti d'ira, Marder miscela esperienze familiari ad un'universo sonoro quasi inedito al cinema. Non accomodante per lo spettatore come altri film sul tema, tenta di disorientarlo ed educarlo sulla disfunzione attraverso un uso meticoloso di riverberi, distorsioni e silenzi. Bello l'incipit, ingombrante la gita parigina.
MEMORABILE: Richiede visione con un buon impianto audio o delle cuffie per apprezzarne l'ottimo lavoro di presa diretta e mixing del sound department.

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Caesars 16/04/21 08:35 - 2977 commenti

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Il pregio maggiore del film risiede nell'ottima interpretazione del protagonista Riz Ahmed (giusta la sua candidatura all'Oscar come miglior interprete), sulle cui robuste spalle regge praticamente tutta l'operazione. Per il resto non ci sono troppe novità nel raccontare il dramma personale di un batterista che ha la disgrazia di perdere (in quattro e quattr'otto, senza che ci venga spiegato il motivo) l'udito. Qualche lungaggine di troppo rende abbastanza pesante la fruizione di quello che comunque resta un prodotto discreto.

Pigro 9/05/21 09:44 - 8415 commenti

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Un batterista, per giunta metal, diventa sordo: sfida umana pazzesca, più esistenziale che medica, ed è proprio la differenza tra i due aspetti che lui, troppo giovane e troppo spiazzato, stenta a capire. Non solo classico film da presa di coscienza del senso della vita attraverso il dolore, ma anche notevole affondo in un mondo complesso, che ha la sua chiave vincente nella scelta del punto di vista soggettivo del sofferente e indomito eroe anti-eroico (eccellente Ahmed), che trascina lo spettatore in un dilemma senza apparente via d’uscita.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 15/03/21 21:39
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    Sei candidature all'Oscar 2021: miglior film, migliore attore protagonista (Riz Ahmed), migliore attore non protagonista (Paul Raci), migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio e miglior sonoro-
  • Curiosità Zender • 26/04/21 11:04
    Consigliere - 44580 interventi
    Premi Oscar al miglior montaggio a Mikkel E. G. Nielsen, al miglior sonoro.