Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nessun legame con l’originale, al quale questo “aggiornamento” si lega per via del mondo in cui si muove (quello dell’alta moda) e per lo stile del regista, che essendo lo stesso (Carlo Vanzina) richiama inevitabilmente l’antico classico. Lo schema è però più vicino allo SQUILLO con Raz Degan, dove la scena se la guadagnava soprattutto il poliziotto di turno, qui un siculo (Francesco Montanari) che sembra sposarsi male col contesto ma che invece rappresenta una bella sorpresa per la spontaneità e la predisposizione all’ironia (grazie anche alla...Leggi tutto buona spalla offertagli dal suo aiutante). Al centro dell’intrigo uno stilista (Richard E. Grant) al quale muoiono le modelle e che pare nascondere più di un segreto. Tutto sembra ricondurre alla sua casa di moda, mentre la trama si svolge coinvolgendo anche altri personaggi che solo in un primo momento appaiono come secondari e spostandosi come da tradizione vanziniana anche in luoghi molto distanti dalla Milano che fa da scenario centrale. Il recupero del clima patinato Anni Ottanta sul quale si fondava l’estetica non solo del prototipo ma di tutto il cinema dei due fratelli ai tempi della Milano da bere appare a tratti un po’ forzato (con posticci riferimenti alla crisi economica solo quando due modelle svelano di non potersi pagare tutta la coca che vorrebbero), la recitazione complessiva tocca talvolta punte bassissime e finisce inevitabilmente col penalizzare il film, ma nel complesso come giallo (più che thriller, visto che mancano praticamente del tutto suspence e sangue) sa recuperare con una certa onestà gli stilemi di un tempo e affascinare con una quantità di interni molto ricercati e scenograficamente d’effetto. Buone anche se un po’ troppo pompose le musiche di Donaggio (che aveva un po’ illuso con una buona rilettura del tema originale in apertura), inevitabile il ricorso al flashback con riapertura d’un vecchio caso come nella tradizione dello spaghetti thriller codificato nei Settanta. Un discreto ritorno ad un cinema ormai tristemente scomparso insomma, in cui la trama era sempre aggrovigliata, c’era da cercare un colpevole e nel finale ogni cosa veniva spiegata per filo e per segno. Vanzina si riappropria di un genere che qualche soddisfazione gliel’aveva procurata e lo fa con rispetto e una cura che in certi suoi ultimi lavori non traspare di frequente... Manca un po' il ritmo di un tempo, ma la visione è piacevole.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/03/11 DAL BENEMERITO LUCIUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/03/11
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Stefania 25/10/11 02:30 - 1600 commenti

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Il packaging glitteroso nasconde - a sorpresa - un certo moralismo spicciolo che non sfigurerebbe in un episodio di Don Matteo, evidente in certi dialoghi, nel disegno dei personaggi, nel finale conciliante accompagnato dallo stridere dei gabbiani... Giallo molto tradizionale, dall'aggancio del "cold case" archiviato al primo delitto, procedendo per le due false piste, fino allo spiegone finale. Ben sfruttati gli interni, mediocri i delitti perché troppo repentini, carenti di preliminari. Mediocre il comparto attori, l'impressione è quella di un'operazione dignitosa ma... fuori tempo massimo!
MEMORABILE: Il coccolone della madre che trova i documenti... compromettenti del figlio. (Ma perché mai quel genio li aveva conservati nel controbuffet??)

Blutarsky 27/03/11 15:26 - 353 commenti

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I Vanzina tornano al thriller speculando sul nome di uno dei loro film migliori. Il comparto tecnico è buono, ottima fotografia con scenografie all'altezza e musiche azzeccate di Donaggio; peccato per la regia anonima di Vanzina, incapace di creare vera suspence (oltre a coreografare male gli omicidi). La trama non è molto avvincente oltre ad essere eccessivamente ingarbugliata. Nonostante questo non riesco a cassare completamente il film riconoscendogli il tentativo di riesumare il genere giallo italiano (con il suo immancabile spiegone finale).
MEMORABILE: All'inizio del film la scene involontariamente comica dell'investimento della modella.

Dusso 25/03/11 20:57 - 1548 commenti

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Diciamo che nel povero panorama italiano del giorno d'oggi questo thriller Vanziniano non è malvagio (ma, ripeto, va confrontato con quel poco che il cinema italiano offre al momento). La storia non è male così come le musiche, gli omicidi invece sono poca cosa (uno fuori campo). Se non siete di bocca troppo buona dovreste gradire...

Lucius 25/03/11 17:20 - 2907 commenti

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Bravissimo Donaggio ad introdurci nella storia con una delle partiture principali del primo film (riarrangiata per l'occasione), ottima la scelta delle location eleganti e misteriose, tutte. Qualche incongruenza e inverosimiglianza in alcune situazioni che nascono, evolvono e si concludono forse troppo in fretta. Gli omicidi sono mirati, fugaci e decisi, buona la suspence. Si sarebbe fatto volentieri a meno della figura dell'investigatore siculo che allontana un po' troppo questa dalla prima pellicola, anche se è la sua interpretazione è buona. Intrigante...

Markus 26/03/11 00:38 - 3400 commenti

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Gli stilemi del cinema vanziniano sono qui riconfermati, anche se la sensazione del dejà vu è evidente. D'altro canto le citazioni ai loro film non si risparmiano (le mutandine delle modelle, un dialogo estrapolato da Via Montenapoleone...). Il mito americano che si scorgeva nell'originale (il fast food, gli attori americani) e che trovava in Milano il palcoscenico ideale, non c'è più: pur confermando le location d’un tempo, tutto appare più umano e aderente ad un mondo privo di modelli, se non del passato remoto. Manca di gore.

124c 28/03/11 11:34 - 2803 commenti

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L'ultimo film di Carlo Vanzina è un giallo, il cui titolo richiama alla mente una pellicola degli anni '80, sempre da lui diretta. Certo, il regista ce la mette tutta, le belle ragazze in passerella che sfilano non mancano, però si sterza un po' troppo sugli steriotipi tv dei commissari meridionali simpaticoni (Manara e Montalbano), che litigano con gli assistenti un po' tardi e ci si ostina a non far doppiare certi attori (e attrici) italiani dalle voci stridenti. Brutto momento per resuscitare un genere (il thriller che era di moda negli anni '70/80).

Mcfly87 29/03/11 20:59 - 75 commenti

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Dopo aver tristemente rivisitato cult popolari quali il Monnezza ed Eccezziunale veramente, i Vanzina riciclano l'ennesimo titolo dal loro passato ("glorioso") nella speranza di sopperire alla mancanza di idee. Il risultato è un simil-thriller grottesco dove il solito e stereotipato commissario meridionale (scimmiottante Montalbano) incastra l'assassino con la faccia d'assassino. Il tutto è girato come la classica fiction da prima serata televisiva, ragion per cui il giudizio di un pubblico un tantino più esigente non può che essere critico.

Ghostship 9/04/11 22:06 - 394 commenti

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Thriller patinato e convenzionale come il prototipo (che era più vicino De Palma, questo ad Argento): sfrutta un titolo divenuto proverbiale, pur senza esserne né un remake né un sequel o un prequel. Essendo un whodunit ha una grave pecca: il colpevole si capisce dopo un paio di fotogrammi. Nel panorama italiano attuale si difende abastanza bene, il che rende l'idea della inquietante (quella sì) situazione della nostra cinematografia.

Capannelle 15/04/11 10:45 - 3856 commenti

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La cosa migliore le musiche di Donaggio, la peggiore il tono mostruosamente didascalico di dialoghi e sceneggiatura. La regia è fluida ma è il contenuto che non prende, infarcito di banalità (sniffare, location lacustri, ripicche modello Beautiful) e omicidi tirati via. Attori di media efficacia a partire da Montanari; bene Seganti, sprecato Mahieux, indifendibile la Marsan. Apprezzabile non aver fatto ricorso a facile gore o sesso, ma se questo film deve rilanciare il thriller la vedo dura.
MEMORABILE: Malerba rinuncia alle avances stile Ikea della modella spiegando che tiene famiglia.

Nipo 26/04/11 15:36 - 40 commenti

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Film minore, con alcune buone trovate in trama ma con alcuni attori veramente cani, come la modella isterica uccisa per seconda. Anche il finale, sensa svelare nulla, non convince per la confessione, mentre il movente lo trovo buono. Mediocre ma piacevole.

Virginie Marsan HA RECITATO ANCHE IN...

Puppigallo 3/05/11 10:02 - 4592 commenti

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Gialletto dove tutto sembra artificioso (con spiegazioni tra il melodramma e la soap). Va bene che il mondo della moda è notoriamente finto all'ennesima potenza e popolato da bambocci e stilisti primedonne, ma se sullo schermo viene ancora più enfatizzato, lo stereotipo non può che regnare sovrano, rendendo il tutto poco convincente. In più, il fatto che dopo una ventina di minuti avessi già capito chi potesse essere l'assassino (tra tanta gnocca, guarda caso...), non ha giocato a favore della pellicola. Peccato, perchè con un po' più di attenzione e spessore poteva uscirne qualcosa di buono.
MEMORABILE: Una modella beve e l'altra tira di coca (manca purtroppo la terza impegnata nel bunga bunga. In quel caso, il quadretto sarebbe stato completo).

Corinne 22/10/11 23:28 - 407 commenti

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Del predecessore mantiene solo l'ambientazione nella Milano della moda, ed è meglio così. Un remake sarebbe stato inutile. Si respira un'aria da giallo anni Settanta, con meno sangue, nel bene e nel male (recitazione da minimo sindacale, ad esempio) e scorre via che è un piacere, a differenza di altri tentativi di riesumare un genere fatti da chi quel genere lo aveva codificato e reso celebre...

Funesto 3/07/11 23:51 - 525 commenti

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L'atmosfera patinata in un film degli '80 come quello del 1985, ambientato nella Milanodabere, aveva un senso e un gusto, ora regala solo un'aria da fiction; ma la storia regge (nonostante una vistosa incongruenza), il whodunit intriga molto e la regia non è male. Gli attori son cagnacci: salvo giusto Montanari, Grant e la Hessler; la Marsan fa venir voglia di stringere la mano al killer quando la uccide: inascoltabile. La Volodi poi... Confezione buona ma artificiosa, un po' come il film. Tensione poca, sangue nullo ma delitti mai gratuiti (ed è un pregio).
MEMORABILE: Vanessa Hessler (nel film la gnoccona svedese) che cammina al ralenti sulla passerella durante la sfilata: verrebbe voglia di saltarle addosso...

Digital 23/07/11 20:34 - 1153 commenti

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Pensavo peggio. Vanzina dirige con mano sicura e la vicenda se non altro a intrigare. Gli attori sono piuttosto modesti e l'unico a salvarsi è Francesco Montanari, che interpreta degnamente il ruolo del commissario impegnato a risolvere un intricato caso di modelle rimaste vittime di un ignoto assassino. La suspense latita, inoltre è fin troppo semplice individuare il colpevole, però il film ("se non si è troppo schizzinosi") si può benissimo vedere.

Galbo 2/08/11 07:04 - 11589 commenti

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Il concetto del tempo che passa non pare sfiorare i fratelli Vanzina, che ad oltre vent'anni da uno dei loro film di maggiore successo, ne ripropongono un sequel/remake. Discreto per ciò che riguarda il lato tecnico (ambientazione, fotografia e colonna sonora), il film è debolissimo sulla sceneggiatura e paga pesantemente una recitazione assai scarsa del cast. La cosa peggiore però è l'incapacità dei Vanzina di "intercettare" il cambiamento dei tempi continuando a riproporre lo stesso cinema di un tempo ormai passato.

Homesick 5/09/11 17:28 - 5737 commenti

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Ritorno sul luogo del delitto per i fratelli Vanzina e lo sceneggiatore Ferrini con un giallo da bere tutto d’un fiato per la sua scorrevolezza e l’impianto vintage, nonostante qualche levigatura di troppo, il deficit di suspense – timidissimi accenni solo nella scena della Hessler braccata in casa - e una soluzione che non stonerebbe in una soap-opera. Il vice-questore è Francesco Barilli, regista de Il profumo della signora in nero e Pensione paura. Per i titoli di testa Donaggio riarrangia il main-theme di Omicidio a luci rosse.
MEMORABILE: Il bagaglio dei vecchi gialli italiani: i guanti neri, le telefonate con voce ansante, l’ispettore siculo, il giornalista feticista, le false piste…

John trent 9/10/11 12:14 - 326 commenti

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Piccoli sussulti e rigurgiti di un cinema che fu. Ma i Vanzina sono sempre inossidabili e si lanciano nuovamente in un genere (il giallo/thriller) che in Italia ormai è morto e sepolto con risultati tutt'altro che disprezzabili. I punti di contatto con il prototipo del 1985 sono l'ambientazione milanese e l'alta moda, la coca, il sesso e il rock'n'roll; per il resto il film viaggia su altri binari (anche se si indaga sempre su modelle uccise). Belle le musiche di Donaggio che si autocita con nuove sonorità. Da vedere.
MEMORABILE: I paesaggi svedesi e il finale.

Cotola 14/12/11 00:16 - 7833 commenti

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Ennesimo thriller vanziniano dagli scarsi risultati. E’ incredibile come il regista continui a girare sempre allo stesso modo, credendo forse che il tempo non sia passato e che si sia fermato agli anni Ottanta: ma forse è proprio per questo che ad alcuni piace ancora e che la pellicola in questione potrebbe piacere. L’intreccio giallo è labile; le scene di suspence sono mal girate tanto che di tensione e spaventi neanche l’ombra. La confezione è dignitosa (ma sa troppo di tv), alcuni attore pure. In ogni caso poca roba.

Kekkomereq 16/12/11 20:37 - 359 commenti

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Terzo capitolo della serie che tratta le storie delle modelle killer. Il primo capitolo era passabile, il secondo era un lungo videoclip, il terzo proprio non funziona. La sceneggiatura sembra quella di un brutto thriller inedito degli anni '70, mentre la regia è da film anni '80. Non si salva davvero niente, né il cast né le musiche di Donaggio, riciclate per l'ennesima volta. Peggio di così non si poteva fare; speriamo che sia davvero l'ultimo capitolo.

Siregon 1/02/12 14:07 - 353 commenti

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Figlio delle fiction tv poliziesche tutte uguali, con il commissario meridionale e l'assistente maldestro a fare da spalla comica. Montaggio televisivo, trama telefonata, attori abominevoli, flashback esilaranti, labiali che vanno dove vogliono, musiche di Donaggio fiacche. Incredibile che venga data luce verde a roba del genere. Finale trashissimo.

Carlo Vanzina HA DIRETTO ANCHE...

Iochisono 31/01/12 11:23 - 133 commenti

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Il film che ridefinisce le strutture base del giallo, ignorandole totalmente. Totale mancanza di interesse verso un qualunque personaggio, inesistenza di piste d'indagine che possano solleticare una qualunque attenzione da parte dello spettatore. Fino all'apoteosi del finale in cui improvvisamente un personaggio si auto-accusa di tutti i delitti, tu pensi che arrivi poi la sorpresa che svela la realtà dei fatti e invece era proprio quella la realtà. Fine.

Nando 1/02/12 10:37 - 3544 commenti

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Thriller iperpatinato che scimmiotta pesantemente il campo fiction. L'intreccio narrativo è scolastico e le presunte scene efferate non impressionano minimamente. Tuttavia non ci sono momenti di stanca e Montanari, perché siculo, se la cava dignitosamente. Per il resto del cast meglio evitare commenti.

Piero68 22/02/12 08:55 - 2812 commenti

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Gli intrecci della sceneggiatura potrebbero anche reggere e convincere, ma il problema è che ancora una volta c'è un cast deprimente, svogliato e inadeguato e una prova registica che, nonostante la lunghissima esperienza dei Vanzina Brothers, sembra sempre essere molto scarsa. Anche i personaggi sono tutto sommato poco credibili e non per la patinatura ma solo per la loro caratterizzazione. Montanari assolutamente sprecato: nonostante le esigenze di plot non lo richiedessero viene trasformato in siculo, e questo gli fa perdere molto.

Pumpkh75 24/03/12 16:50 - 1388 commenti

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Basterebbe il commento musicale di Donaggio, riaggiornato secondo i dettami della techno-disco attuale, per comprendere come questa pellicola ne esca demolita dal confronto con l'originale. Non che sia una catastrofe su tutta la linea, ma nel complesso il film è innocuo, pulito, spesso condizionato da un tono televisivo alla Un posto al sole. Ma un giallo italiano può definirsi tale senza una goccia di sangue né un po' di pruriginoso sesso? Convincente Montanari, il resto da cestinare senza esitazioni.

Hackett 10/06/12 09:29 - 1800 commenti

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Thriller vanziniano con pregi e difetti tipici del regista quando si cimenta con questo genere. Da un lato la padronanza del mezzo rende alcune sequenze visivamente molto valide e complessivamente alza la qualità del film; dall'altro una eccessiva patinatura di personaggi e situazioni non rende la suspance né il phatos della vicenda. Potremmo dire che anche i personaggi vanziniani, tolto il vestito, sono alquanto inconsistenti. Montanari (pur forzando troppo l'accento) si conferma un valido nuovo volto del cinema nostrano.

Saintgifts 30/07/12 06:56 - 4098 commenti

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Inevitabile il paragone con certe fiction tv, perché alla fine questo è; e fin qui non ci sarebbe niente di male se il prodotto acchiappasse l'attenzione, anche solo per piccoli particolari, che invece qui latitano. Tutto troppo "costruito" secondo canoni straconosciuti e proposti con una regia e una recitazione che hanno il solo merito di sembrare fatte l'una per l'altra. Onore quindi alla coerenza, se non altro. Colorato e super luminoso come una vacanza di Natale o in America, o ancora meglio, bestiale. Mezzo punto in più per Donaggio.

Myvincent 14/01/13 15:36 - 2783 commenti

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A una prima parte curata e non priva di mistero ne segue una seconda decisamente pacchiana e di scarso valore cinematografico, scadendo verso il genere fiction-tv senza tanti convenevoli. Ideucce scontate e soprattutto prevedibili fanno il resto, tanto da farci rallegrare del fatto che si tratti davvero dell'ultima sfilata. Belli ed eleganti gli interni delle lussuose ville teatro dei famigerati delitti "laccati"...

Nicola81 14/02/13 17:54 - 2108 commenti

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Non disdicevole ma nemmeno memorabile questo ritorno dei Vanzina al giallo (definirlo thriller sarebbe davvero troppo!). La storia regge abbastanza, le location azzeccate e gli attori meno peggio del previsto (il migliore, sebbene calchi troppo l'accento siculo, è Montanari), ma per coinvolgere fino in fondo si sarebbe dovuto osare molto di più in termini di gore ed erotismo, qui grandi assenti. Ne esce un film che non annoia, ma che non lascia particolarmente il segno. Certo, oggi il cinema italiano offre di molto peggio... **1/2.
MEMORABILE: Montanari che rifiuta le avances della Hessler (e ce ne vuole...); Il finale.

Rambo90 18/04/13 23:15 - 6698 commenti

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L'ho preferito all'originale, nonostante una confezione da fiction e una trama più gialla che thriller (pochissimo sangue, zero sequenze di tensione). Montanari è bravo, funziona come commissario; anche Grant nella parte dello stilista che funge da motore della storia se la cava, gli altri un po' meno. L'identità del colpevole non è scontata, le musiche di Donaggio abbastanza riuscite. Buon ritorno dei Vanzina in un genere lontano dai loro canoni abituali.

Ruber 21/04/13 00:45 - 671 commenti

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Gli anni della "Milano da bere" sono finiti da un pezzo, ed è impossibile ricreare certe atmosfere di un tempo, ma Vanzina ci riprova e ne esce fuori un "secondo capitolo" mediocre rispetto al predecessore, non paragonabile al bel film degli anni ottanta risultando noioso e banale. Il puntare tutto sulla Hessler invece di realizzare un film più corale lo penalizza in modo determinante e la regia di Vanzina non riesce ad essere incisiva, anzi arranca. Stavolta le sfilate patinate e via Montenapoleone non servono a nulla.

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Deepred89 21/07/13 15:06 - 3378 commenti

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Tecnicamente nemmeno malaccio, un thrillerino sciatto e poco coinvolgente, con qualche colpo di scena non troppo esaltante e un finale (con non imprevedibile scoperta del colpevole) sulla scia del prototipo. Poca atmosfera, scene di omicidio tirate via (tentativo di espandere agli under 14 la gamma dei destinatari?) interpreti femminili scadenti. Non indecente, ma più simile a una produzione tv tecnicamente curata che a un thriller dei tempi che furono. Anche se la poetica "sociologica" vanziniana continua a esserci tutta.

Maxspur 4/06/14 09:13 - 84 commenti

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Di nuovo alle prese con la “Milano da bere”, Vanzina scrive (insieme al fratello e a Ferrini) e dirige un'opera anacronistica e vuota come i suoi interpreti, tutti abbondantemente sotto la media (compreso quel Montanari tanto incisivo nel ruolo del “libanese” nella serie televisiva di successo Romanzo criminale quanto a disagio sul grande schermo nel ruolo del poliziotto protagonista). Le piacevoli musiche di Donaggio e i toni freddi ed eleganti della fotografia di Carlo Tafani risultano essere fine a se stessi. Insomma: sotto il vestito ancora niente.

Ale nkf 26/07/14 16:18 - 803 commenti

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Un thriller come tanti, senza alti né bassi nel quale il pessimo livello del cast fa pesare maggiormente la sceneggiatura, priva di novità e di risvolti interessanti. Manca poi un elemento fondamentale, la suspance. Le location si riesce a salvare e appena sufficiente risulta il finale. C'è di meglio.

Herrkinski 7/12/15 03:34 - 5684 commenti

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Non valeva la pena di scomodare dopo così tanti anni un titolo che a suo modo è un cult nostrano; Vanzina non gira male (a parte qualche caduta di stile ridicola, come la coreografia del primo omicidio), ma è la sceneggiatura a fare acqua da tutte le parti, con uno spiegone finale da far invidia ai peggiori cloni para-argentiani dei '70. La recitazione non aiuta il risultato finale, con alcuni attori del tutto inopportuni; la confezione è leccata ma pecca in atmosfera, facendo fondamentalmente rimpiangere non solo l'originale, ma pure il sequel.

Caesars 5/09/16 13:21 - 2934 commenti

I gusti di Caesars

Debolissimo gialletto targato Vanzina che, pur essendo stato girato per il gende schermo, ha l'aspetto di una delle tante produzioni televisive nostrane. Di positivo c'è la colonna sonora di Pino Donaggio (che però, ovviamente, richiama molti lavori per De Palma); per il resto una trama inconsistente, una tensione inesistente e una recitazione assai carente rendono la pellicola del tutto insufficiente.

Claudius 5/06/16 09:33 - 453 commenti

I gusti di Claudius

Tentativo fuori tempo massimo (anche se le intenzioni erano buone) di recuperare un certo tipo di film in voga negli anni 80. La recitazione di Grant e Montanari è corretta, la Hessler (bellissima) se la cava e la parte a Bassano del Grappa non è scontata. Ciò che danneggia in maniera irreparabile il film è la recitazione del resto del cast e soprattutto la scena (ridicola) della serra.

Ultimo 10/06/16 10:28 - 1445 commenti

I gusti di Ultimo

Secondo thriller di Vanzina ambientato nel mondo della moda, con risultati più o meno uguali a quelli del primo. L'atmosfera è quella classica dei gialli argentiani (la tizia muore, ci si collega a morti sospette, nulla sembra quadrare ma alla fine...) e il risultato non è affatto male. Montanari/commissario con accento meridionale convince e ricorda per modo di fare un certo poliziotto nato dalla penna di Camilleri; male il resto del cast, con una recitazione a tratti pietosa (la Hessler, per esempio, bella e basta).
MEMORABILE: Il finale nella serra.

Ira72 22/07/17 09:48 - 1009 commenti

I gusti di Ira72

Trovo che questo restare ancorati al passato, tipico di Vanzina, in particolare agli anni 80, sia un valore aggiunto del film. È una specie di marchio di fabbrica che ne definisce uno stile. Piaccia o meno, è comunque un tratto distintivo in una mare di anonimato. Funziona anche la colonna sonora e Montanari, dal punto di vista recitativo, se la cava bene, non prendendosi troppo sul serio. Qualità, questa, che latita in buona parte del cast: alle modelle è richiesta presenza scenica e nulla più. Belle le ambientazioni.

Vito 27/07/17 09:54 - 686 commenti

I gusti di Vito

Il film originale aveva un senso perché raccontava il lato oscuro della Milano da bere tra sesso, cocaina e modelle. Qui non c'è niente di tutto questo. Siamo più sul classico poliziesco-thriller stile Rai o Mediaset. Comunque Montanari, la Hessler e Grant sono molto bravi. Inoltre la pellicola è ben scritta e certe sequenze di suspense con omicidi sono ben dirette.

Alex1988 11/05/20 18:34 - 714 commenti

I gusti di Alex1988

Dopo 26 anni, i Vanzina ritornano sul luogo del delitto (è proprio il caso di dirlo); la Milano da bere, ormai, è solo un vecchio ricordo, ma il marcio che nasconde la moda meneghina è sempre lo stesso. Probabilmente, se fosse stato realizzato per la televisione (è prodotto dalla Medusa), avrebbe avuto maggiore visibilità, ma Vanzina aveva già dimostrato di possedere una certa mano anche in un genere a lui poco consono. Interessante.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 2/08/11 07:08
    Consigliere massimo - 3835 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Ovviamente era una battuta, vedrò il film prima di esprimere il giudizio, ma su Vanzina sono moooolto prevenuto, avendo visto quasi tutti i suoi film...

    la mia critica a priori è stata confermata dalla visione del film; come ho scritto nel commento la cosa che mi colpisce in negativo del cinema recente dei Vanzina è la loro incapacità di adeguarsi ai tempi. Realizzano i film come agli inizi della loro carriera senza cogliere i cambiamenti di quello che li circonda. Credo che questo sia il motivo dei loro ripetuti insuccessi commerciali più e meno recenti.
  • Discussione Zender • 2/08/11 08:08
    Consigliere - 44424 interventi
    Credo tu abbia ragione. Credo anche che sia una cosa che più o meno riguarda gran parte dei registi; solo che essendo il loro cinema molto legato al tempo e alle mode la cosa si sente di più. Temo anch'io per loro che gli sarà difficile acquisire nuovi spettatori.
  • Homevideo Galbo • 3/08/11 07:06
    Consigliere massimo - 3835 interventi
    Anche dvd-store.it (solitamente molto preciso) lo da in uscita il 7/9
  • Homevideo Lucius • 10/08/11 21:14
    Scrivano - 8483 interventi
    Avete ragione, un errore della nonnetta del negozio.
  • Homevideo Lucius • 12/09/11 20:02
    Scrivano - 8483 interventi
    Ora è in vendita.Tra gli extra il trailer e le scene tagliate.
  • Discussione Zender • 12/09/11 20:33
    Consigliere - 44424 interventi
    Dall'anno successivo all'uscita, come sempre.
  • Discussione B. Legnani • 1/02/12 23:25
    Consigliere - 14194 interventi
    Scrive Iochisono: "Il film che ridefinisce le strutture base del giallo, ignorandole totalmente".
    Ho riso per 5 minuti.
  • Curiosità Lucius • 27/09/12 04:25
    Scrivano - 8483 interventi
    Il vicequestore è Francesco Barilli, regista de Il profumo della signora in nero e Pensione paura.
  • Musiche Lucius • 3/03/14 10:26
    Scrivano - 8483 interventi
    "I found you":
    http://www.youtube.com/watch?v=LYK81VNgYOI
  • Musiche Lucius • 19/04/14 16:51
    Scrivano - 8483 interventi
    Anche per questa nuova fiaba noir al ritmo del thriller (o forse meglio del thrilling), i Vanzina incaricano per la colonna sonora Pino Donaggio, il quale collaborò con loro in passato già tre volte: nel 1985 per "Sotto il vestito niente", nel 1988 per l'avventuroso "La partita" e infine nel 1996 per il thriller "Squillo".Musiche di Pino Donaggio eseguite e incise a Sofia dalla Bulgarian Simphony Orchestra – Sif 309 diretta dal compositore romano Gianluca Podio. Ascoltandola nel film e nelle 13 tracce dell'album pubblicato da Medusa Edizioni Musicali per R.T.I. (che ha prodotto anche il film), si colgono con piacere la poetica del compositore e i suoi consolidati intenti espressivo-contenutistici. Sui titoli di testa viene montato il pezzo techno-style “I Found You”, scritto da Donaggio con Kenneth Rogers e interpretato dai DJ Tommy Vee e Mauro Ferrucci. Il brano non è soltanto un intradiegetico sottofondo alla sfilata di moda dello stilista Federico Marinoni, dai suoni elettronici e dal retrogusto anni Ottanta. Infatti l'aspetto che colpisce subito chi conosce la musica applicata di Donaggio è la rivisitazione autocitazionistica (o un prestito autoreferenziale) del noto tema “Telescope” del film Omicidio a luci rosse (or. Body Double) di Brian De Palma del 1984 che commentava la scena in cui il protagonista Jake Scully spiava da un telescopio lo striptease di Gloria Revell. Anche il tema principale del film richiama Omicidio a luci rosse, trattandosi di un diverso sviluppo dell'idea compilativa del brano “Love and Menace”, con una ritmica però differente. Questo tema viene esposto in versione orchestrale con l'esecuzione degli archi nel brano “L'amore falsato”, in versione con pianoforte e archi nel brano “Immagine di Britt” e in versione solo pianistica (con esecuzione di Gianluca Podio) nel brano “Dolcemente” (quest'ultimo montato come secondo sui titoli di coda del film). Interessante nell'ascolto complessivo dell'album risulta il diverso utilizzo degli archi, ora in funzione di sustained, ora come main conductors, ora come penetranti e madrigalistiche pennellate che passano dall'adagiamento ritmico che scandisce le figure del tempo fino agli improvvisi picchi con vertiginoso aumento di altezza e intensità, in un moto perpetuo che, come un pensiero parallelo, si muove in perfetta sintonia con i personaggi e i loro umori. Al di là della destinazione applicativa, si tratta dunque di un esempio didattico di come “far cantare” gli strumenti a corda e usarli per richiamare ogni tipo di sensazione. Un brano ricorrente è “Il posto segreto” (utilizzato anche all'attacco dei titoli di coda) e presentato alla prima comparsa dell'ispettore Malerba (interpretato da Francesco Montanari) e al funerale dell'ambiguo Bruce. Nella commovente scena dell'incontro tra lo stilista Marinoni e i genitori della modella Alexandra Larsson (rimasta accidentalmente uccisa da un'auto pirata) viene montato il tema “Britt sola” con l'esposizione degli archi, i cellulari arpeggiati del pianoforte e lo sviluppo tematico con modulazioni accordali e cadenze evitate fino all'inserimento di un nostalgico flauto. Come in moltissimi precedenti e successivi lavori per il cinema e la televisione nei quarant'anni di attività con la musica per film di Donaggio, non manca il ricorso al metalinguismo e il brano che lo traduce è “Ricordo della figlia”: il ricorso al suono del carillon, seppure in funzione esterna, commenta la scena nella quale l'ispettore Malerba si reca dalla madre di Desi, altra modella della scuderia Marinoni presunta suicida. Il carillon associato alla figura infantile lo ritroveremo anche nella traccia “L'ultimo canto”, dopo l'agitato introduttivo che cadenza l'arrivo di Malerba e nel sincrono in cui alla soggettiva del poliziotto compare l'assassina con in braccio il piccolo nipote ed è già noto allo spettatore che il casus caedis è proprio un trauma da maternità (che rievoca quello di Aura in Trauma di Dario Argento, altra pellicola musicata da Donaggio). Troviamo anche uno pseudo-omaggio a Hitchcock (e al thrilling nostrano) con la “scena della doccia” nella quale si vede la protagonista Britt (una sempre incantevole Vanessa Hessler) discinta e la mano guantata dell'assassino (in questo caso presunto ma non autentico). Il brano che la commenta (dal curioso titolo “A volte fa paura”) è un atmosferico mix di synth voices, archi ritmici e in proiezione obliqua con un acutissimo vibrato che sottende un inquietante dialogo tra le classi intermedie e basse degli archi e le voci sintetiche, in un'atmosfera di onirica tensione. Ai temi destinati a indagare l'introspezione dei personaggi e a offrirne una visione integrativa attraverso i suoni, potenziando anche la loro stessa prestazione drammatica, se ne accostano altri più d'intrattenimento visivo, di semplice background e tendenzialmente più distensivi. È il caso della traccia “Market Place”, quando Haidi si reca a Stoccolma per cercare una nuova top-model per Marinoni e nota per caso (per l'appunto nel mercato di una piazza) la fioraia Britt che da quel momento entrerà nella trama della fiaba nera e negli enigmatici intrighi della famiglia Marinoni. Anche le percussioni cromatiche utilizzate in “Respiri alle spalle” fanno da cornice all'incontro di Malerba con Max Liverani e al pedinamento del fetentissimo Beppe Luini da parte dell'assistente Mancuso. Altri due brani di tensione ritmico-compilativa sono “Verso la fine” (omicidio di Bruce) e “La follia” (da saltare dal sedile del cinema non tanto per l'improvvisa entrata in campo in primo piano dell'arma, un badile, ma proprio per le stilettate dei violini che contribuiscono in maniera determinante all'effetto spavento). In definitiva un concentrato notevole di poetica, arte, tecnica e mestiere al servizio della musica applicata.

    Andrea Natale.
    Ultima modifica: 19/04/14 17:22 da Lucius