Smoke

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Smoke
Anno: 1995
Genere: drammatico (colore)
Regia: Wayne Wang, Paul Auster (n.c.)
Note: Seguito da "Blue in the face".
Numero commenti presenti: 17
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 2/03/07 13:28 - 2654 commenti

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Pur avendo un ritmo decisamente lento il film è gradevole e merita di essere visto. Intendiamoci: non siamo di fronte ad un capolavolro ma a un'opera che, grazie ad interpreti decisamente in arte, riesce a far passare gradevolmente 2 ore. Le varie storie che s'intersecano in continuazione tra di loro e con ciò che succede nel negozio di tabacchi di proprietà di Harvey Keitel hanno la legerezza del fumo citato nel titolo.

Galbo 26/01/08 12:26 - 11307 commenti

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Delizioso film sceneggiato dallo scrittore Paul Auster, è suddiviso in capitoli ciascuno dedicato ad un personaggio ma che ruotano intorno ad una tabaccheria e all'elogiato (e per questo politicamente scorretto) vizio del fumo. La bella sceneggiatura tiene lontana una storia strutturata ma ruota intorno a situazioni e belle descrizioni di persone (quasi tutte molto provate dalla vita ma reattive e vitali) ed emozioni affidate ad un grande cast, con attori di grande classe come Keitel, Hurt e Whitaker.

Il Gobbo 20/11/07 09:02 - 3011 commenti

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Astuta apologia del cazzeggio, che riesuma un espediente in fondo vecchio (il locale pubblico come privilegiato punto d'osservazione del mondo) per proporre in modo elegante un racconto corale a tratti toccante, a tratti ironico. Il fantasma del vecchio Balzac, occhieggia da (molto) lontano. Certo un investigatore diffidente sente lontano un chilometro puzza di premeditazione e di ben dissimulato intellettualismo, ma non si può negare che il film funziona e che gli attori onorano il contratto. Godibile.

Capannelle 17/12/07 15:10 - 3688 commenti

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Modalità e dialoghi richiamano Pulp Fiction, anche se il surreale e la violenza lasciano posto ad atmosfere più riflessive e melanconiche. La resa è meno spettacolare ma siamo comunque in presenza di una valida pellicola. Nei sobborghi di New York, attorno alla tabaccheria di Auggie (Keitel), si incrociano le storie dei protagonisti. Auggie è quello migliore (ottimo anche il doppiaggio). Hurt bravo anche se non trascina come Keitel o Whitaker. Compare in versione bendata anche la Channing (la ragazza "in carne" di Grease) come la ex di Auggie.
MEMORABILE: "Dài Auggie, abbiamo passato dei bei momenti insieme." "Oh sì, un paio di momenti."

Sunchaser 14/10/08 11:49 - 127 commenti

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Un bel film. E potrei anche chiudere con questa semplice affermazione. Perchè Smoke racchiude in sè tutti quegli elementi che fanno bello un film. C'è una sceneggiatura scritta con grande precisione e bravura, incentrata su dialoghi allo stesso tempo ironici e malinconici, leggeri e profondi. C'è un cast in stato di grazia ed un protagonista (Harvey Keitel) che dimostra per l'ennesima volta il suo talento. C'è una regia pronta a coglierne le più sottili sfumature, a svelarne ogni più nascosta malinconia. Grande cinema indipendente.
MEMORABILE: Keitel alle prese con l'anziana cieca di colore.

Tarabas 4/02/09 11:10 - 1681 commenti

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Quattro chiacchiere dal tabaccaio. Cinema superminimalista, dove non succede nulla, incentrato su personaggi seduti che si raccontano storie. Che sono tutto sommato interessanti, che sono affidate a bravissimi attori-narratori. Però non sono sicuro che sia cinema per davvero. Programmaticamente intelligente, lascia la sensazione di un'operazione cinicamente studiata a tavolino per i soliti engagées. Dato il successo, inevitabile il seguito.

Rickblaine 4/02/10 17:12 - 635 commenti

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Storia con più protagonisti che presentano la loro vita nella piazza al cui angolo c'è una tabaccheria che "vive" e fa vivere esperienze all'interno di una manciata di fumo. Identità altamente coinvolgenti e caratteri forti sono quelli dei protagonisti, che con i loro pregi e difetti riescono ad averla vinta sulle avversità che incontrano. Interessante opera, assolutamente da vedere.

Enzus79 4/02/10 09:59 - 1733 commenti

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Commedia semplice e bella. Con un cast di tutto rispetto su cui padroneggia un grande Harvey Keitel, il film si suddivide in cinque capitoli che hanno un punto in comune. Non c'è un personaggio antipatico, ed anche se si cade nel buonismo in alcune scene, questo non da mai fastidio.

Losciamano 5/02/10 18:11 - 112 commenti

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Il destino ha mille volti. Osserva con distacco, non senza divertirsi, l’affaccendarsi degli uomini che vanno di qua e di là come delle pedine sopra una scacchiera, ignare di ogni mossa, nonché del gioco stesso e della loro stessa inconsistenza. La pellicola è un quando-si-dice-che-il-fine-giustifica-i-mezzi. Le due pedine in questione sono uno scrittore e un tabaccaio, che si troveranno involontariamente presi a cacciare qualche "nuovo" conoscente fuori dai guai.

Rambo90 6/02/10 00:54 - 6269 commenti

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Stupendo film che parte dalle gioie del fumare tabacco per raccontare una serie di storie tutte delicatissime e spesso poetiche. Il cast è formidabile, con Harvey Keitel in primis e William Hurt che gli tiene efficacemente testa; da menzionare anche Whitaker in ruolo più piccolo ma comunque notevole. Bellissimo il racconto finale di Keitel che dà al film un tocco di specialità in più elevandolo a livelli di piccola poeticità. Da vedere assolutamente.

Fauno 8/06/13 00:00 - 1897 commenti

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Di bello c'è solo il titolo; il buon doppiaggio di tre celebri attori non salva il film dal crollare su un qualcosa di ben più organico che sta sotto il fumo... L'aneddoto del padre ritrovato in una lastra di ghiaccio dopo 20 anni e la filastrocca della nonna sonnacchiosa son due castronerie e la versione di "Smoke gets in your eyes" nei titoli di coda è talmente raccapricciante che "Fumo negli occhi" di Gianni Morandi ci avrebbe fatto un figurone, a confronto.

Paulaster 30/07/14 09:54 - 2669 commenti

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Sceneggiatura da lunghe chiacchierate dove la mano felice di Auster dà corpo a uno sfondo di Brooklyn più umano. A volte magari i dialoghi sono un filo didascalici oppure forbiti, ma lasciano immaginare il seguito senza che poi accada granché. Hurt il migliore, anche se i vari personaggi viaggiano sempre al limite di una scontata povertà. La divisione in capitoli stavolta non disturba le varie sequenze.

Fulcanelli 19/08/15 19:46 - 100 commenti

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Harvey Keitel, reduce dal successo di Pulp Fiction, è il protagonista di questo spaccato di vita che racconta le vicende di alcuni personaggi legati alla tabaccheria di "Auggie" (Keitel). Un film estremamente ben realizzato, dialoghi sinceri e fotografia perfetta ne fanno non troppo comune esempio di buon film a tutti gli effetti. Le varie storie che si intrecciano sono di una onesta semplicità e nonostante la loro indubbia coerenza nel complesso non possiedono purtroppo una vera forza drammatica che lasci il segno.

Lou 9/01/17 22:13 - 934 commenti

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Gli aspetti più affascinanti di questo film sono le riflessioni lente, l'attenzione ai dettagli, le atmosfere rarefatte. La sceneggiatura di Paul Auster riesce a imprimere al film una grande efficacia introspettiva nell'approfondire le debolezze e le manie umane, talvolta girando a vuoto ma comunque regalando ritratti intensi di personaggi delusi o alienati. Suggestivo il finale, con le immagini del racconto di Natale del protagonista Keitel.

Rocchiola 23/02/17 14:47 - 848 commenti

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Il fumo e l'arte di raccontare come elementi socializzanti sono gli ingredienti principali di questo film che è soprattutto un elogio alla città di New York. Ci sono otto milioni di storie nella Grande Mela e il film ce ne racconta qualcuna. Insomma un film di persone e chiacchere ma che non annoia grazie ad alcuni racconti strepitosi, come quello di Natale visualizzato nel finale sulle note della mitica "Innocent When You Dream" di Tom Waits. Grande cameo della Judd nei panni della presunta figlia tossica di un Keitel leggiadro e fine narratore.
MEMORABILE: Il racconto di Natale di Auggie; La teoria sul peso del fumo; La fotografia scattata ogni giorno alla stessa ora e nello stesso incrocio stradale.

Ira72 20/02/17 12:54 - 906 commenti

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Molto fumo... e molto arrosto per questo film intenso, sensibile e commovente. Keitel interpreta magistralmente Auggie Wren, un tabaccaio attorno al quale si intrecciano tante storie comuni, di disagio e di solitudine, storie semplici che scorrono nella vita di chiunque. E' questo il lato vincente del film: pur trattandosi di una produzione americana, non troviamo inutili orpelli o quintali di sentimentalismo che sottrarrebbero credibilità al racconto. Il fumo, onnipresente, sembra quasi un pretesto per rallentare il ritmo frenetico di ogni personaggio.

Pinhead80 28/02/17 19:11 - 3820 commenti

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Il peso del fumo così come il peso di un'anima o di una vita, incalcolabile ma allo stesso tempo raccontabile. Il segreto del film è nei dialoghi che caratterizzano le tante storie che si intrecciano sino a fondersi tra loro. La solitudine e il senso di abbandono lasciano vuoti che si possono riempire solo nella ricerca dell'altro, anche se questo significa esporsi al dolore procurato dall'incontro. Molto intenso.
MEMORABILE: Il racconto di Natale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Fauno • 10/06/13 04:03
    Compilatore d’emergenza - 2527 interventi
    ...le due storie raccontate nel film e citate nel mio commento oltre che castronerie son vere trombonate... Tutto sommato gli attori recitano bene, ma ho trovato il film una vaccata di quelle buone. FAUNO.
    Ultima modifica: 10/06/13 14:57 da Zender
  • Curiosità Daniela • 17/02/16 12:31
    Consigliere massimo - 5004 interventi
    Smoke è basato su Il racconto di Natale di Auggie Wren, scritto da Paul Auster, e pubblicato sul New York Times nel 1990. Auster, autore della sceneggiatura e anche co-regista non accreditato, ha poi scritto e diretto il seguito Blue in the Face, sempre interpretato da Harvey Keitel.