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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Arrivata al numero tre la saga mostra un evidente cedimento. Nel capitolo precedente era stato mascherato da un'ultima parte action azzeccatissima e da una ricerca costante della battuta, qui un soggetto molto più dozzinale e una sceneggiatura poco brillante non possono fare altrettanto. Prima che la banda si riformi (e ci vorrà un bel pezzo) si fatica a sorridere, a trovare un senso negli appelli disperati di un Pietro Zinni (Leo) che dal carcere di Regina Coeli dov'è detenuto avvisa che un pazzo vendicativo (Lo Cascio) ha intenzione di usare il gas nervino per compiere un feroce attentato. Gli spunti originali che avevano dato vita al giustamente premiato esordio di Sibilia...Leggi tutto e ripresi in modo intelligente, originale e coerente nel sequel si sfaldano in quella che è di fatto la semplice storia di un'evasione di gruppo pianificata per sventare il summenzionato attentato. Un frettoloso rientro nei pieni canoni del cinema di genere che sfrutta ormai le peculiarità e le risorse intellettive dei simpatici componenti della banda giusto per qualche singola gag, non più per costruirvi intorno la storia. E così anche l'intervento di Marcorè nei panni del Murena si fa solo scialbo contorno, proprio come l'ingaggio di Lo Cascio come improbabile antagonista che non ci risparmia flashback dei tempi in cui al Tecnopolo filava assieme alla sua partner prima dell'incidente a lei fatale. Attenuati i colori psichedelici della fotografia (che comunque restano presenti come marchio di fabbrica), riassunto il finale del numero 2 per un aggancio goffo che risulterà poco chiaro a chi non ricorda, il film si apre con una prima parte davvero deludente, in cui tocca sperare in una veloce riunione del gruppo. Che avviene di fatto nel carcere di Rebibbia, dove i nostri si ritrovano e progettano la fuga cercando comunque di rispettare i tempi consigliati loro dall'avvocato. Non si lascia mai niente al caso nella testa del leader Zinni e questo è segno di una sceneggiatura che comunque tiene ancora a mostrarsi accurata e superiore alla media. Purtroppo gli interventi dei singoli sono raramente efficaci come un tempo. Si ricordano in particolare quelli di De Rienzo che per errore ingoia dell'esplosivo (non innescato) commiserandosi senza sosta, quelli di Aprea depresso... Ma Fresi ad esempio - fino al capitolo precedente anima comica del gruppo – viene relegato a un ruolo paritario e si sente; Leo se la cava col mestiere e tempi perfetti (con la Solarino a fargli saltuariamente da spalla); gli altri incidono molto meno, a cominciare da un Calabresi che accentua la sua scarsa adeguatezza al contesto e da un Sermonti che con i suoi monologhi per distrarre i sorveglianti di turno ha decisamente stancato. Fortunatamente le musiche - ancora una volta meravigliosamente innestate e scelte - risvegliano dal torpore in attesa del gran finale alla Sapienza, che proprio grande non è e delude soprattutto nel confronto tra Di Cascio e Leo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/12/17 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/12/17
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Daniela 24/03/18 22:52 - 9512 commenti

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Pur proponendo lo stesso schema di narrazione con gli stessi caratteri in gioco e risultando pertanto molto prevedibile, questo terzo capitolo risulta più gradevole del secondo per la presenza di alcune situazioni simpatiche quando i "criminali per caso" sono costretti a ricorrere a tutte le loro conoscenze accademiche per uscire da situazioni di stallo e risolvere problemi quasi impossibili. Quando al cast, il pezzo debole risulta proprio Leo, troppo manierato nei gesti e nelle espressioni tanto da risultare stucchevole, mentre i più godibili sono Marcoré, Fresi, Sermonti.
MEMORABILE: "Oggi ho perso la mia anima"

Capannelle 18/03/18 00:35 - 3730 commenti

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Sempre abbastanza godibile nonostante il dover ripercorrere sentieri conosciuti e un gradino sopra al secondo episodio. La prevedibilità delle caratterizzazioni impedisce le possibilità di spiccare il volo ma rimangono delle discrete battute e delle scenette gradevoli legate perlopiù a quei momenti di stallo dove i nostri eroi devono improvvisare improbabili vie di uscita o soluzioni. Insomma, pur adagiandosi su stili e personaggi già sfruttati, riesce comunque a divertire.

Rambo90 1/12/17 21:02 - 6388 commenti

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Chiusura divertente di una trilogia non richiesta (era meglio limitarsi al primo geniale film) ma che comunque alla fine riesce a strappare la risata e la sufficienza. Leo rimane il fulcro e il gruppo si perde un po', ma almeno si dà spazio agli ottimi Lo Cascio e Marcorè, con qualche impennata nei momenti di gruppo, specialmente durante l'evasione. La trama non riserva molte sorprese ma scivola liscia, tra battute ormai classiche sulla disoccupazione tra i laureati e gli scambi divertenti tra i protagonisti. Buono.

Markus 2/12/17 16:13 - 3308 commenti

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Se il secondo capitolo (benché per me modesto) fu quasi necessario per replicare l'inaspettato successo del geniale capostipite, questo terzo film raschia davvero il fondo d'un barile ormai consunto. Un'evasione dal carcere romano di Rebibbia dovrebbe dare adito a situazioni tra il ridanciano e l'avvincente, ma in entrambi i casi la pellicola stenta a essere convincente. Resta indubbiamente il cast di bravi attori che ormai tutti conosciamo, ma sono qui malamente adoperati con un copione che non riesce mai a strappare una risata liberatoria.

Gabrius79 2/12/17 17:35 - 1197 commenti

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Il capitolo conclusivo della saga diretta da Sibilia è il più debole senza ombra di dubbio. Dopo una prima parte che regala ben pochi momenti gradevoli, la seconda (dove si raduna un po' troppo tardi la banda) ha delle fasi piacevoli e talvolta gustose ma non ai livelli dei precedenti film. I personaggi sono tenuti a briglia corta e cercano di cavarsela come possono. Il confronto fra Leo e Lo Cascio è deboluccio e annacquato (pur essendo comunque bravi) e anche Marcorè non brilla. Sempre ottime musica e fotografia.

Ryo 12/12/17 12:06 - 2169 commenti

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Dopo un primo capitolo eccezionale, un secondo capitolo deludente, arriva il finale della trilogia che in quanto a qualità si colloca a metà strada fra i primi due. Stavolta Edoardo Leo monopolizza quasi tutto il film, con gli altri a fare poco più che contorno, con gag e siparietti molto divertenti. Seppure molti espedienti li abbia trovati troppo forzati e terribilmente poco credibili, nel complesso riesce a intrattenere e a divertire per la gran parte della durata. La fotografia è sempre di ottimo livello.
MEMORABILE: "Scapperemo via internet? Questa è la prima evasione nerd della storia!"; Il direttore del carcere aspirante regista.

Il ferrini 7/04/18 23:08 - 1699 commenti

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Non all'altezza del capostipite ma certamente più riuscito del secondo. L'organizzazione dell'evasione, con menzione speciale per le "improvvisazioni" di Stanis, è molto divertente e in generale molte gag vanno a segno. Regia e fotografia sempre di livello così come le musiche, l'apporto di Marcorè non è preponderante ma il suo personaggio ha un indubbio fascino. Il finale a La Sapienza non trasmette la tensione che vorrebbe ma Lo Cascio riesce a calamitare l'attenzione. Avercene di commedie così.
MEMORABILE: "Voi, come mai state qua?" "Occultamento di cadavere!" "Ah, però non l'abbiamo occultato troppo bene 'sto cadavere, se state qua".

Il Dandi 8/04/18 22:32 - 1818 commenti

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Guardabile solo se si è freschi di visione dei precedenti, ma nonostante resti al di sotto dell'innovativo primo capitolo si fa almeno preferire al secondo, grazie a una sceneggiatura che rinuncia alla consunta parodia dei malavitosi per tornare a valorizzare le singole competenze accademiche dei protagonisti, stavolta non più indirizzate alla droga ma messe al servizio di un colossale piano di evasione, all'insegna del caper-movie classico. Poco valorizzati i troppi attori, peraltro capitanati dal meno interessante.
MEMORABILE: Il recitativo improvvisato durante la rappresentazione dei detenuti che mettono in scena "Il barbiere di Siviglia".

Thedude94 11/04/18 00:28 - 585 commenti

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Onesta chiusura di una saga che è entrata di diritto nella storia della cinematografia italiana per la sua originalità nel racconto della generazione del precariato; Sibilia non osa: questo poteva essere un danno, ma tutto sommato non ne esce un qualcosa di negativo, perché in qualche modo, grazie alla new entry Lo Cascio e al ritorno di Marcorè, inserisce storie che si ricollegano bene al passato. Mancano forse le scene di culto divertenti che hanno caratterizzato la banda nei film precedenti, ma per il cinema nostrano va più che bene.

Redeyes 7/05/18 13:06 - 2145 commenti

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Terzo capitolo che, sine laude, si prende il titolo accademico; più per meriti pregressi che qualità, sia chiaro, seppure non si possa definire sgradevole. Il manipolo di enfants prodige, meglio dire giovanotti, non ha l’appeal degli esordi e strappano sì risate, ma con la stessa perizia degli hangovers al terzo richiamo. Poco approfondito Marcorè (peccato) e un Lo Cascio che nel suo ruolo da villain italico non incide. E’ una buona commedia ma non verrà ricordata come il capostipite.

Galbo 6/07/18 05:58 - 11419 commenti

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Collegato quasi senza soluzione di continuità al secondo capitolo, Ad honorem conclude una trilogia che rappresenta un unicum nel panorama cinematografico italiano. Curata nella sceneggiatura, più raffinata di quanto possa sembrare, e con una riuscita ambientazione carceraria e universitaria, la terza parte è una pellicola divertente e citazionista, ricca di gag e segnata dall’impeccabile interpretazione corale del cast. Ovviamente meno originale dell’esordio, ma pienamente godibile.

Didda23 18/10/18 15:33 - 2288 commenti

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Peccato che il terzo capitolo (che offriva narrativamente qualche elemento più interessante rispetto al secondo) sia totalmente privo di umorismo e il clima più serioso non sia poi così riuscito. L'affiatamento del cast permette alla pellicola di scorrere piacevolmente (anche grazie al maggior spazio dato a Marcorè), ma le idee sono sempre meno e la regia di Sibilia è poco coraggiosa, percorrendo lidi conosciuti. La solita fotografia dai colori iper saturati appesantisce ancora di più un'opera che non è assolutamente paragonabile con il numero 1.
MEMORABILE: La recita in carcere; Frati e metropolitana; Il passato del "Murena".

Schramm 25/11/18 16:09 - 2417 commenti

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Sibilia se la spassa a rendere causale tutto quanto al principio appariva casuale, in uno showdown della staffa che rende solo potenziale l’umorismo per accentuare una via dell’azione e del singulto drammatico che era in precedenza apostrofo sperimentale (ma non è una consequenziale collateralità?), non senza il rischio di crepe logiche. E se ciò va a nocumento dell’innesco, permette tuttavia ai realizzatori di vedere la causa-effetto che fa giocare di imprevisti vasi comunicanti narrativi e drammaturgici prilli di registro, lasciandoci assai stuzzicati su quanto escogiteranno da qui in poi.

Pesten 22/05/19 22:24 - 639 commenti

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Terzo capitolo di una delle trilogie più simpatiche prodotte dal nostro cinema. Certo, il primo rimane il migliore anche per via della novità che rappresentava, mentre secondo e terzo capitolo, tra l'altro così collegati da essere stati girati insieme, perdono quel sentore di nuovo ma riescono comunque a rimanere su binari più che buoni, anche nei momenti dove si nota qualche calo di tensione di troppo. In questo sicuramente aiuta la presenza di Sermonti e Morelli, che con le loro facce riescono a dare qualcosa in più. Consigliati tutti e tre.

B. Legnani 24/09/19 23:09 - 4746 commenti

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Alla terza puntata (che si immagina segua di un anno la precedente), come comprensibile, la saga perde colpi. Deve ricorrere ad una trama ancora più fantasiosa ed inverosimile rispetto alle precedenti, recuperando personaggi dei primi due "atti" e, ovviamente, innestandone di nuovi. Resta però il piacere di vedere agire i campioni dello Smetto quando voglio del 2014, che ogni tanto mettono a segno qualche colpo con le loro interazioni, anche se, purtroppo, si tratta di bagliori occasionali.
MEMORABILE: I due latinisti che citano la loro attribuzione a Pacuvio di versi recentemente reperiti...

Ultimo 6/11/19 11:00 - 1368 commenti

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Degna chiusura di una buona trilogia cinematografica tutta italiana. Certo, ormai manca l'originalità che aveva contraddistinto il primo film, ma la pellicola si lascia guardare con piacere, grazie a un ritmo costante e a una prova del cast sempre convincente. Da segnalare come migliori il solito Leo e Valerio Aprea, piacevole sorpresa. Perde qualcosa nel secondo tempo, ma resta un prodotto niente male.

Magi94 20/01/20 13:25 - 687 commenti

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Al terzo episodio le idee non mancano, ma è difficile inserirle in una trama ormai ingarbugliata. Ci troviamo quindi di fronte a non pochi buchi di sceneggiatura belli grossi, specialmente derivanti dal finale dell'ultimo episodio. Perdonando tutto ciò, la commedia viene portata avanti con un ritmo adeguato e il divertimento non manca. Lo Cascio dà il giusto sapore di novità all'episodio, aggiungendo un "cattivo" che comunque viene ricollegato alla decadente situazione dell'università. Lasciamo perdere gli ultimi cinque minuti invece, per pietà...

Giùan 17/09/20 16:42 - 3013 commenti

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Conclusione in sordina per la trilogia che ha risciacquato (senza centrifugarli) nell'Arno dell'estetica cinematografica internazionale i panni della commedia all'italiana. Se l'introduzione del cisposo Lo Cascio sul finire del secondo capitolo faceva ben sperare, lo svolgimento dell'episodio risulta invece frettoloso e raffazzonato. L'idea della "ricercatori revenge" è arguta ma l'equilibrio delle parti vira troppo sul grottesco e le inverosimiglianze risultano fastidiose, minando il risultato finale. Ancora Fresi (versione tenore) e i due latinisti sugli scudi, Marcorè il migliore.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 2/12/17 13:48
    Scrivano - 2506 interventi
    Non sapevo che avessero girato i due seguiti insieme, una modalità produttiva tipicamente americana. E' un caso raro nella cinematografia italiana (forse anche europea), vero?
  • Discussione Zender • 2/12/17 17:34
    Consigliere - 43606 interventi
    Sì, assolutamente raro, ma mi sa che non ci vorrà molto per capire purtroppo anche da noi che two is megl che uan, a livello di spese.
  • Discussione Ruber • 3/12/17 20:47
    Compilatore d’emergenza - 8999 interventi
    Ha scocciato, per me se si fossero fermati al primo, massimo al secondo avrebbero fatto piu che bene. Esagerare non fa mai bene, e infatti hanno sviato proprio dal soggetto iniziale del film. Sento giudizi non molto positivi da chi lo ha visto nelle sale.
  • Curiosità Il Dandi • 8/04/18 22:46
    Contratto a progetto - 1443 interventi
    Nella scena finale prima dei titoli di coda Alberto (Fresi) riepilogando le peripezie del film ricorda di aver perfino "dovuto interpretare il conte di Almaviva nel Barbiere di Siviglia".

    Tuttavia il brano da lui cantato nella scena dello spettacolo dei detenuti è La calunnia è un venticello, che nell'opera di Rossini appartiene al personaggio di Basilio (e infatti è un'aria da baritono, mentre quello del conte di Almaviva è un ruolo da tenore).

    Una svista di poco conto per gli autori, ma un errore imperdonabile per l'erudizione costantemente sfoggiata dai personaggi.