Siamo uomini o caporali

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Puppigallo 2/09/07 13:23 - 4611 commenti

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I caporali, ovvero i prevaricatori, i prepotenti, gli omuncoli che sfruttano il loro potere per umiliare e comandare i poveri uomini, come Totò. E’ questo il filo conduttore del film. Peccato che non tutto funzioni e che alcune parti siano un po’ lente. Totò è sempre bravo (sarà caporale per pochi secondi, come comparsa in un film, ma aveva sbagliato divisa), anche se non riesce a salvare completamente una pellicola un po’ troppo lacunosa. Bene Stoppa. Nel complesso, vedibile.
MEMORABILE: Tutta la scena della distribuzione dei viveri (Totò indica un punto nel cielo alle persone e intanto avanza nella fila).

Homesick 30/04/10 18:33 - 5737 commenti

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Il testamento esistenziale di Totò, amaro e veritiero nelle sue constatazioni – la metaforica divisione in “uomini” e “caporali” è sotto gli occhi di tutti – è letto sotto forma di gag di esito alterno: alcune inutilmente lunghe e ripetitive (Cinecittà, il lager), altre alquanto divertenti (il numero di avanspettacolo, l’autografo), altre ancora più mirate e satiriche (la spregiudicatezza del giornalismo). De Curtis spartisce il palco con Stoppa che dà volto alle diverse personificazioni dell’archetipo del “caporale”: prepotente, arrogante, approfittatore, mendace, viscido e snob.
MEMORABILE: Il numero di avanspettacolo con lo strip-tease: «E levati le mutande…!».

B. Legnani 8/05/11 14:01 - 4932 commenti

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Non male la prima parte, scarsa la seconda, con momenti palesemente tirati per le lunghe per arrivare a un metraggio decente. La "serietà" talora va a detrimento del film, che ha invece freschezza nella parte ambientata nei set cinematografici, ove peraltro Totò, in un colpo solo, imita - in casacca militare - due volte Stanlio, marciando a passo sbagliato e, impedito a vedere, seguendo la fila scorretta. Bravi, ovviamente, il protagonista e il grande Paolo Stoppa. Gli altri manco si notano, ad eccezione di Vincio Sofia, che finisce "inchiostrato". **

Saintgifts 28/04/12 10:16 - 4098 commenti

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La suddivisione dell'umanità in "uomini o caporali" fatta dal principe De Curtis è attualissima e penso sempre lo sarà, a meno di uno tsunami biologico nella natura umana. E' un Totò serioso, tragicomico e perdente, anche se i momenti divertenti non mancano e qualche rivincita il personaggio se la prende. Mette tutti i prepotenti alla berlina: che appartengano a una fazione o a un'altra, i caporali indossano qualsiasi casacca. Il finale è degnp e prevedibil, coronazione di come poi le cose continueranno ad andare. Un Totò diverso.
MEMORABILE: Paolo Stoppa in tutte le sue caratterizzazioni.

Kriminal 2/02/13 20:27 - 48 commenti

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Un film esopico con un grande Totò e uno straordinario Paolo Stoppa. Tante favolette con morale: ci sono uomini buoni e ingenui che si fanno vessare e abbindolare (gli agnelli, i buoi, i cammelli, gli asini di Esopo) e quelli che pare che il fine ultimo della loro vita sia la prevaricazione sul prossimo (i lupi, le volpi, i leoni), e questo film sempre attuale ne è il manifesto lampante. Sarà capitato a tutti incontrare importuni, arroganti e prepotenti ai quali va sempre tutto bene e alla fine soccombere come l'amaro finale del film dimostra.

Nando 2/07/13 14:53 - 3553 commenti

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La teoria dell'umanità secondo il principe della risata in una narrazione lineare con punte di grande poesia. Le situazioni che s'accaniscono contro il malcapitato protagonista sono numerose e alcune esilaranti. Totò canta due canzoni e con la Mari é protagonista di un simpatico siparietto teatrale. Sempre a tono l'interpretazione di Stoppa.

Piero68 5/08/13 10:24 - 2827 commenti

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Nonostante sia uno dei film a cui il Principe De Curtis teneva di più, quello che già dal titolo lascia intendere una filosofia a cui era molto legato è anche uno di quei film del grande Totò poco conosciuti e che le tv private trasmettono malvolentieri. Forse perché a tratti è troppo serioso e lontano dai soliti canoni, forse perché ancora oggi è un tema attualissimo. Sta di fatto che rispetto ad altri tipo Malafemmina o Signori si nasce passa come un lavoro di secondo piano. Bravissimo Stoppa, non sempre all'altezza il resto del cast.
MEMORABILE: Totò e il memoriale con le false testimonianze che ancora oggi ricorda quelle trasmissioni che rimestano nel torbido degli omicidi.

Graf 11/09/13 22:03 - 708 commenti

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Il Principe Antonio De Curtis e il comico Totò erano due persone differenti che non si frequentavano; l’uno abitava in una casa signorile ai Parioli, l’altro bazzicava i palcoscenici disadorni dei teatri d’avaspettacolo o i modesti set di film di serie B. Questa volta ci deve essere stato un errore: questo film l’ha interpretato il Principe De Curtis mentre Totò è rimasto a casa. La filosofia spicciola di vita e il buon senso educato fanno a cazzotti con l’estro caustico, lo spirito corrosivo e la comicità anarchica del burattino Totò. Deludente.
MEMORABILE: Totò in versione didattica è malinconico e pessimista; Paolo Stoppa ha la faccia e il ghigno giusto per riassumere tutti i "caporali" di questo mondo.

Pessoa 22/09/14 20:24 - 1520 commenti

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Mastrocinque questa volta riesce a portare Totò oltre la sua stessa maschera, incastrandolo in una storia che lascia poco spazio alle smorfie e ai lazzi di sempre per dispensare risate spesso amare. Un film superiore rispetto alla maggior parte degli altri del Principe, che perde ai punti anche il duello con il grande Paolo Stoppa, ma che guadagna il merito di averci regalato un personaggio che, purtroppo, continua a essere più che mai attuale. Da vedere!
MEMORABILE: La scena della fila con Totò che cambia ogni volta cappello. "A noi!" - "A voi".

Minitina80 19/04/15 10:13 - 2552 commenti

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La sceneggiatura nasce da uno spunto filosofico di Totò, cioè suddividere l’umanità nelle categorie degli uomini e dei caporali in base al loro modo di essere e comportarsi. È quindi un Totò quasi impegnato, melodrammatico e dal volto rassegnato, ma che riesce lo stesso a strappare qualche sorriso grazie alla sua intramontabile verve. Il viso di Paolo Stoppa è la maschera perfetta del caporale di turno, odioso, ambiguo e infimo fino al midollo. C’è tanta amarezza che straripa per tutto il film.

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Rambo90 19/09/17 17:15 - 6731 commenti

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Commedia amarognola, scritta in pate dallo stesso Totò, che presenta una serie di situazioni sì farsesche ma che riescono a essere specchio di un periodo del dopoguerra e soprattutto del comportamento dei cosiddetti "caporali" (che a ben pensarci esistono e son proprio così). L'andamento è discontinuo (con la noiosa parte dell'esperimento nel lager) ma la sceneggiatura sa offrire ottimi spunti di riflessione, mentre Totò e Stoppa (in sei parti!) gareggiano in bravura, delineando benissimo il confine tra umanità e antipatia. Notevole.

Mutaforme 24/09/17 13:15 - 398 commenti

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Uno dei film più celebri di Totò, una commedia semplice e di buoni sentimenti che al tempo stesso sviluppa temi ancora oggi attuali. È anche il racconto di un'Italia che cambia, dalla fame alle vacanze a Portofino. Molto valido anche il cast. La bella in questo caso era Fiorella Mari, attrice ritiratasi negli anni 50. Totò intona anche una canzone.

Il Dandi 9/09/18 12:26 - 1917 commenti

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Film quasi meta-Totò, costruito assemblando episodi a sketch raccordati dalla spiegazione filosofica del titolo (espressione già proverbiale nel suo repertorio precedente): De Curtis rispolvera la marionettta da rivista che fu (e che aveva tanto faticosamente smesso di essere) umanizzandola in una sorta di "dietro le quinte" di tale personaggio. Ottima prova del "caporale" Stoppa che si divide in ben sei villain differenti. Un caposaldo, anche se il tono amaro di fondo e spesso serioso non lo fanno certo rientrare fra i suoi film più divertenti.
MEMORABILE: "E levate 'a cammesella...".

Faggi 10/10/19 15:59 - 1515 commenti

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Il codice è binario: uomini/caporali. Totò filosofo moralista? Anche. E una vena amara attraversa tutto il film. Mastrocinque gira evidenziando il contrasto tra i toni, distribuiti su registri comico-emozionali diversi. Il numero dello spogliarello (da vero avanspettacolo ruspante) è un capolavoro di naturalezza - la bellezza di Fiorella Marì è indimenticabile, il Principe ha mosse fluide come quelle di un pesce nell'acqua. Paolo Stoppa, con le sue maschere, determina note scure. Infine... qualcosa di malinconico aleggia e balugina.

Pigro 8/05/20 08:49 - 8408 commenti

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Ambiziosamente pensato come storia degli italiani dalla sofferenza della guerra ai trabocchetti del primo dopoguerra, attraverso il paradigma dell’uomo umile, e perciò perdente, schiacciato dagli arroganti detentori del potere (camaleontico Stoppa), il film sconta il respiro corto dell’ispirazione, che plana verso un modestissimo qualunquismo moralista. Il vero succo sono le divertenti gag di Totò, che tuttavia incarna più spesso ruoli drammatici o mélo, facendoci sospirare per una risata. Insomma, più malinconico che comico.

Siska80 17/07/20 12:40 - 1298 commenti

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Se è vero che il film contiene numerose scene divertenti, in esso prevale comunque l'aspetto drammatico, che si focalizza sul dualismo cui si riferisce il titolo: dualismo solo apparente poiché, se il caporale incarna il vincente senza scrupoli (il bravissimo Stoppa, davvero odioso nel ruolo del militante fascista), l'uomo ingloba varie sfaccettature, interpretate da un fenomenale Totò, qui particolarmente malinconico e protagonista di travagliate vicende, storiche e sentimentali. Buono il cast di contorno, finale amaro.
MEMORABILE: "La comare di Mr Black c'ha la gotta!" (improbabile traduzione di Esposito dall'inglese).

Smoker85 24/07/20 23:27 - 419 commenti

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Sospeso tra il comico e il tragico, il film rappresenta una sorta di compendio della filosofia di De Curtis, secondo la quale il mondo si divide tra persone oneste, destinate a tribolare, e "caporali", ossia individui abietti, raccomandati e incapaci che ci sbarrano la strada in ogni fase della vita. Ottimo contraltare di Totò è qui Paolo Stoppa, che incarna i vari "caporali" in modo molto efficace. La storia regala molte risate, ma è permeata da una insolita malinconia di fondo. Agrodolce.
MEMORABILE: Totò che canta la sua "Core analfabeta"; L'esibizione con la Mari in "A cammesella"; Il trucco per saltare le file davanti alla bottega.

Giùan 12/03/21 18:16 - 3296 commenti

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Summa del cinema totoesco o meglio sarebbe dire di come Totò avrebbe voluto fossero il suo cinema e il suo personaggio. In effetti non c'è dubbio ci sia, rispetto alla serialità parodistica e clamorosamente guittesca dei Totò-film, una scrittura più attenta e partecipe che però, se da un lato regala al Principe notevoli sfumature malinconiche, d'altro canto esaspera e lusinga certi aspetti qualunquisti della maschera. Resta comunque un'opera imprescindibile per comprendere l'uomo (stratificato) e l'attore (straordinario). Impagabile la scelta di Stoppa-Caporale per tutte le stagioni.
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