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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'amore "diverso" al centro di una storia che dalla Francia si ramifica fino a raggiungere l'Africa in un turbinio di incastri ben congegnati secondo uno schema che, come d'abitudine oggi, avanza e retrocede nel tempo per comporre lentamente il contorto mosaico degli eventi. La prima a raccontarci una parte della storia è Alice (Calamy), che raggiunge la casa persa nella neve di un sociopatico che vorrebbe aiutare e che nel frattempo approfitta per portarsi a letto (in realtà l'amplesso viene consumato sulla sedia, ma il concetto è quello). Joseph (Bonnard), così si chiama l'uomo, pare però abbia la testa altrove e si comincia a ipotizzare che possa avere qualcosa a che fare con...Leggi tutto la scomparsa in zona di una donna (Bruni Tedeschi) di cui si è ritrovata solo l'auto. Giunto a un punto determinato, che non è necessariamente lo stesso in cui si interrompono gli altri diversi frammenti di storia (ognuno introdotto dal nome di uno dei protagonisti), il film ritorna indietro nel tempo per ricominciare ponendo al centro questa volta Joseph, in modo da capire se davvero l'uomo avesse qualcosa da nascondere, il giorno in cui ha incontrato Alice. Progressivamente si scoprono nuove zone d'ombra della vicenda, mettendo in luce nel contempo l'assoluto bisogno d'amore dei protagonisti, solitari alla ricerca di un modo in cui soddisfare i propri desideri, siano essi dovuti a un marito ormai lontano da ogni affetto o alla scoperta di un amore saffico irrefrenabile (relazione travolgente i cui contorni restano sfumati, non un caso la scelta di un'attrice come la Bruni Tedeschi, capace di comunicare la giusta ambiguità recando con sé un timido alone di mistero). Se quindi la struttura può ricordare la forma del giallo (la presenza di una vittima che inizialmente non si sa come sia stata uccisa), sono più ingombranti e caratterizzanti i toni drammatici, che portano a riflettere sulle diverse forme di attrazione fisica e su quella solitudine comunicata anche dalla precisa collocazione ambientale della storia, che saltuariamente devia tra le affollate vie d'un paese africano ma che per la maggior parte del tempo si sofferma a inquadrare strade di montagna riprese dall'alto, paesaggi innevati e stalle (il titolo doveva pur avere un qualche senso...) come quella della fattoria di Joseph. Dialoghi rarefatti e tempi dilatati non aiutano a rendere agile il racconto, che una fotografia piuttosto spenta ingrigisce ulteriormente. Buona invece l'interpretazione complessiva, che permette di bilanciare con discreta credibilità un'impostazione votata soprattutto a curare l'incastro tra le parti e che svela una certa forzatura dell'insieme, come se ogni approfondimento fosse secondario al ludico virtuosismo su cui il film si basa. Se però da questo punto di vista non si può che lodare il lavoro di Dominik Moll, resta la sensazione di una superficialità che cozza con le ambizioni di mescolare dramma e meccanismo giallo per trovare una forma espressiva matura. La liaison omosessuale non esce dalle maglie della banalità e si fatica a trovare grande interesse, a dire il vero, nelle diverse storie, se analizzate singolarmente; come se il film restasse distante, ricco di notazioni aggiunte per cercare di insufflare artificialmente una qualche personalità in ciò che in realtà non molta ne dimostra. Musiche anonime, regia corretta ma che non lascia il segno.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/11/20 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/10/21
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Daniela 9/11/20 10:50 - 10919 commenti

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Che connessione può esserci tra la scomparsa di una donna alto-borghese in una zona della Francia rurale e l'attività truffaldina di un giovane ivoriano che vive a migliaia di km di distanza? Lo scopriamo attraverso una trama articolata in segmenti temporalmente sfalsati, ciascuno incentrato su un diverso personaggio. La precisione con cui ogni elemento del puzzle si incastra l'uno con l'altro può dare un'impressione di artificiosità, ma la descrizione di queste persone disperatamente sole e bisognose d'amore, anche se menzognero, suscita infine compassione e pietà. Film crudele. 
MEMORABILE: Seduto a bordo del precipizio; Nell'epilogo, il volto illuminato da un sorriso all'apparire di una scritta sul monitor.  

Anthonyvm 17/01/21 02:25 - 3251 commenti

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L'amore e la follia, il caso e il destino: forze devastanti e beffarde che legano per vie impensabili vite tra loro lontanissime (anche geograficamente) fra omicidi, tradimenti e truffe, in un arzigogolo narrativo che troverà nel finale una chiusura perfetta. Eccellente rompicapo filmico dall'autore di Harry un amico vero, sostenuto da uno script ben solido e sorprendente fino all'ultima sequenza. L'improbabilità degli eventi può mettere alla prova gli spettatori più realisti, ma il disegno complessivo è amaramente armonico e il comparto emozionale non viene trascurato. Da vedere.
MEMORABILE: Sprazzi di necrofilia "edgeiniana"; Gli incontri lesbici; Lo spogliarello di Amandine; Il triste e illusorio ritorno sulla chat; La sorpresa finale.

Kinodrop 3/02/21 20:20 - 2043 commenti

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Da un casolare nelle montagne francesi si dipana e si riavvolge il nodo che lega destini di persone completamente diverse e lontane l'una dall'altra. Un gioco spiraliforme che medita sul peso della casualità che avvolge nel bene e nel male le vite dei protagonisti (e di tutti noi), un incastro di cui si percepisce l'origine letteraria, condotto con notevole abilità che rende quasi plausibili situazioni francamente estreme e talvolta tirate per le lunghe. Interessante esperimento di dare senso a storie problematiche e morbosità diverse di personaggi uniti dalla soitudine.
MEMORABILE: Il tunnel del necrofilo; Le due amiche; Le lunghe chat; Il viaggio in Costa d'Avorio.

Galbo 12/02/21 17:23 - 11728 commenti

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La scomparsa di una ricca signora in una località montana in un film francese composto da frammenti che la sceneggiatura “incastra” con certosina precisione fino all’ultimo fotogramma, e che restituisce il quadro pessimista di un’umanità incattivita, con poco spazio per speranza e ottimismo. Contribuiscono alla desolazione generale un’ambientazione desolata, sia nella parte francese che in quella africana e una fotografia livida. Una buona prova del cast per un film impeccabile da tutti i punti di vista. 

Deepred89 17/02/21 23:27 - 3428 commenti

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Notevolissimo giallo sui generis prevalentemente ambientato tra le campagne francesi immerse nella neve, improbabile quanto si vuole ma congegnato benissimo. Ricchissimo di idee e di spunti, spesso azzardato (la parentesi alla Buio omega), con un paio di radicali cambi di rotta degni del primissimo Arthur Conan Doyle, che spiazzano senza però disorientare, aprendo il film a scenari saffici e terzomondisti per una volta perfettamente funzionali e, nel secondo caso, pure riuscitissimi nella loro ironia. Confezione senza fronzoli, cast in parte, sceneggiatura stratificata e mai banale.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Anthonyvm • 17/01/21 14:48
    Contatti col mondo - 547 interventi
    Davvero un'ottima sorpresa. Consigliato a chi ama farsi stupire dall'improbabilità (ai limiti dell'impossibilità) degli eventi, quando la natura di certe coincidenze rende il confine tra destino e caso estremamente sottile.
  • Discussione Daniela • 17/01/21 15:37
    Gran Burattinaio - 5693 interventi
    Anthonyvm ebbe a dire:
    Davvero un'ottima sorpresa. Consigliato a chi ama farsi stupire dall'improbabilità (ai limiti dell'impossibilità) degli eventi, quando la natura di certe coincidenze rende il confine tra destino e caso estremamente sottile.
    SPOILER
    Hai ragione, è improbabile ai limite dell'impossibile questo puzzle in cui ogni tessera finisce per incastrarsi perfettamente l'una con l'altra, e potrebbe essere sembrare un gioco intellettuale un poco artificioso e sterile se non fosse percepibile al momento della chiusura del cerchio un sentimento di compassione, tanto più prezioso quanto più imprevisto perché indirizzato verso un personaggio repellente. Quel sorriso davanti al monitor mi ha commosso dandomi un pizzicotto al cuore e questo non me lo aspettavo proprio...  Contenta che tu abbia apprezzato questa pellicola immeritamente poco conosciuta. 
  • Discussione Anthonyvm • 17/01/21 16:02
    Contatti col mondo - 547 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Anthonyvm ebbe a dire:
    Davvero un'ottima sorpresa. Consigliato a chi ama farsi stupire dall'improbabilità (ai limiti dell'impossibilità) degli eventi, quando la natura di certe coincidenze rende il confine tra destino e caso estremamente sottile.
    SPOILER
    Hai ragione, è improbabile ai limite dell'impossibile questo puzzle in cui ogni tessera finisce per incastrarsi perfettamente l'una con l'altra, e potrebbe essere sembrare un gioco intellettuale un poco artificioso e sterile se non fosse percepibile al momento della chiusura del cerchio un sentimento di compassione, tanto più prezioso quanto più imprevisto perché indirizzato verso un personaggio repellente. Quel sorriso davanti al monitor mi ha commosso dandomi un pizzicotto al cuore e questo non me lo aspettavo proprio...  Contenta che tu abbia apprezzato questa pellicola immeritamente poco conosciuta. 
    Concordo, il finale è spiazzante, infatti: cupissimo, ma di una tenerezza tragica e follemente umana. Grazie davvero per il consiglio.