Sentieri selvaggi

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The searchers
Anno: 1956
Genere: western (colore)
Regia: John Ford
Numero commenti presenti: 33
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sempre compreso tra i grandi classici del western, THE SEARCHERS offre innanzitutto spettacolari aperture sulla Monument Valley. Le gigantesche montagne rosse che si stagliano contro il sole, deserte e silenziose, sono riprese da John Ford con un senso panoramico difficilmente eguagliabile e le variazioni climatiche che scandiscono il passare delle stagioni regalano una varietà paesaggistica di rara ricchezza. In mezzo a tanta bellezza scenografica la storia di Ethan (John Wayne) che parte alla ricerca della giovane Debby (Natalie Wood), rapita dai comanches, seguendo con fatica le tracce (i sentieri selvaggi del titolo) lasciate dagli indiani sembra quasi rivestire un'importanza secondaria. Ci vuole la bravura di John Wayne, con le sfumature...Leggi tutto di un carattere rude e profondamente razzista, per dare un vero senso alla storia. Tanto che di fronte a lui il pur volonteroso Jeffrey Hunter, che lo segue come un'ombra nella sua odissea, scompare clamorosamente. Un western epico, con grandi momenti ricchi d’intensità e probabilmente qualche scena di troppo. Quando infatti l'azione si sposta dal deserto dell'Arizona agli interni delle case, Ford perde decisamente di mordente evidenziando uno stile piuttosto datato. In questo senso l'intera ultima parte (escludendo sparute scene chiave) si rivela molto più debole e scontata mentre Ford, seguendo la sceneggiatura di Frank S. Nugent (dal romanzo di Alan Le May), condanna gli indiani e il loro modo di vivere non meno dello stesso Ethan. La colonna di Max Steiner non pare all'altezza della situazione.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Sadako 27/03/07 19:11 - 177 commenti

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Gli Anni Cinquanta del secolo scorso non erano ancora politicamente corretti... anzi! Se qualcosa si muoveva dal punto di vista sociale, i film che invece dovevano raccontare dell'epopea legata alla conquista del West Selvaggio erano sempre e comunque di parte. Coloni buoni, indiani cattivi, soprattutto quando sembrava che avessero qualche ragione. "Sentieri Selvaggi" è uno dei capolavori del genere, con un John Wayne fedele al suo personaggio e scontato nel ruolo di paladino della giustizia (dei bianchi). Nonostante tutto, da vedere.

Il Gobbo 10/06/07 19:35 - 3011 commenti

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Capolavoro. Non solo (ma anche), ovviamente, un solidissimo film d'azione, ma principalmente un immenso western psicologico, che regala al Duca una delle sue più potenti interpretazioni, con più chiaroscuri di quanto non ne abbiano sempre visto le letture più afflitte dal revisionismo con chilometrica coda di paglia: come sempre in Ford è questione di uomini, e non di teorie. Classico del cinema, e destinatario di innumerevoli omaggi d'autore, l'ultimo dei quali una letterale citazione in Kill Bill 2

B. Legnani 30/07/07 00:15 - 5028 commenti

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Di rado ho visto cose perfette con cose così dissonanti. Primi 20' splendidi in tutto, secchi, senza compiacimenti. E tutta la prima ora vola via più che bene. Dopo sono massicci gli interventi sentimentali, i tentativi di umorismo: insopportabili quelli (imbarazzante il mancato matrimonio), non riusciti questi. Resta, inoppugnabile, un talento registico che ci dà un Wayne tormentato, e che prende panorami bellissimi e ce li dona lasciandoci senza fiato. In più chiude raffinatamente in circolo, ripetendo la prima inquadratura.
MEMORABILE: Tutti i panorami e i cavalli che affondano nella neve.

Rebis 16/08/07 23:14 - 2158 commenti

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Il classico dei classici è un Western - in buona sostanza - reazionario, consapevolissimo e non pentito. La celebre soluzione che apre e chiude il film resta un espediente geniale: ci conduce all'interno di in un mondo fatto di ferree e discutibili regole e ci riporta fuori; ma Wayne, che ritrova la nipote ma non un'etica condivisibile e moderna, resta fuori, oltre la soglia, stagliato nell'orizzonte della Monument Valley, figura archetipa e imprescindibile di quella cultura. Ford è spartano: fa le presentazioni e poi congeda. Tecnicamente, si sa, è un film inattaccabile.

G.Godardi 12/11/07 18:05 - 950 commenti

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Film solido e massiccio (come il suo protagonista) della vecchia Hollywood che fu. Ma anche già un viatico verso il nuovo che avanza. Infatti a rimanere impresse sono le ombre che lo costellano: il carattere autodistruttivo del protagonista, le donne urlanti dopo essere state catturate e poi liberate, dai pellerossa, rinchiuse in una specie di manicomio. E poi, ovviamente, gli splendidi paesaggi e i movimenti della mdp in e tra di essi. Il resto è un classico spettacolone della Hollywood classica con molte reminiscenze da cinema muto. Attempato ma godibile.
MEMORABILE: Ovviamente l'apertura e la chiusura del film. Interstizi (il film ne è pieno) che paiono omaggi al film muto The last of mohicans (1920) di Torneur.

lovejoy 9/12/07 22:43 - 1824 commenti

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Il western più bello di tutti i tempi. Magistralmente diretto dal grande John Ford e con alcune sequenze diventate vere e proprie scene manifesto del genere e del cinema, con un John Wayne che mai più saprà esprimersi a questi livelli. Ethan Edwards è uno di quei pochi personaggi che difficilmente si dimenticano. Grande il resto del cast, con il mai troppo compianto Ward Bond su tutti. Indimenticabile l'uso della Monument Valley. Capolavoro assoluto.
MEMORABILE: Wayne che, dopo aver visto arrivare la nipote ormai indiana, impugna la pistola e tenta di farla fuori, finendo per essere colpito da una freccia.

Matalo! 1/08/08 12:24 - 1371 commenti

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Massimo capolavoro fordiano e film spartiacque per il western (per il secondo rinnovamento aspetteremo Leone, Hellmann e Peckinpah). Ford, con Ethan, tratteggia una figura di perdente incapace ad accettare nuovi tempi e pax seguente la Guerra Civile. Entra ed esce incorniciato da una porta in un rettangolo di luce verso il nulla. Viene dal lì e se ne va verso lì. Questa semplicità divina spiega perché gli americani riescono, quando sono al massimo, ad avere una sintesi linguistica irripetibile. Citato in mille film. Bistrattato all'uscita (vedi Kezich).
MEMORABILE: Ethan solleva la nipote in braccio rinunciando ad ucciderla; per Godard quel momento era la sintesi di tutto il cinema americano. E aveva ragione.

Galbo 4/08/08 05:52 - 11727 commenti

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Tra i migliori (se non il migliore) western della storia del Cinema e capolavoro assoluto di John Ford. La storia di Ethan Edwards, uomo profondamente legato alle proprie convinzioni razziste, che cerca di liberare la nipote ostaggio da anni di una tribù di indiani, è allo stesso tempo un western classico (ricco di azione e ambientato tra i paesaggi-archetipo del genere, quelli della Monumental Valley), ma anche innovativo nell'inedito approfondimento psicologico dei personaggi, con il protagonista che compie un viaggio catartico dentro sé stesso.

Bruce 28/01/09 09:16 - 1006 commenti

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Immagini straordinarie di John Ford, entrate di diritto nella storia del cinema, sui più suggestivi paesaggi della Monument Valley ripresi all’alba e al tramonto, d’estate ed inverno, con fotografia e colori insuperabili. La porta si apre all’inizio e si chiude alla fine su quel panorama, in mezzo c’è l’uomo Ethan e la sua fame di vendetta. I cercatori non smetteranno un attimo e alla fine troveranno pace e solitudine. John Wayne offre la sua più matura interpretazione.

Tomslick 1/02/09 13:13 - 205 commenti

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Storia tutto sommato classica nel panorama del genere western con, è vero, alcuni strappi che inficiano l'unità del tutto, facendola risultare in alcuni tratti slegata. Ma non è solo su questo (il contenuto) che si regge il film. È soprattutto sulla forma: momenti semplicemente straordinari ed irripetibili di pura regia, con inquadrature, carrellate, scene d'esterno e d'interno magnifiche, direzione d'attori perfetta, uso della luce (naturale e non) e della profondità di campo favolosi... Con in più il miglior John Wayne. Epocale e seminale.

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Aal 23/08/09 11:09 - 322 commenti

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La Monument Valley con le sue magnifiche silhouettes di roccia rossa fa da sfondo ad un western entrato di diritto nella storia del cinema. Grande caratterizzazione di John Wayne che fa del suo Ethan un personaggio tormentato, roso dall'odio razziale verso gli indiani, un solitario lontano dalla figura dell'eroe "tutto d'un pezzo". Un film che è anche una riflessione sulla violenza e sull'odio tra gli uomini. A livello figurativo siamo dalle parti della perfezione.

Luckyboy65 12/04/10 01:59 - 144 commenti

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Forse Ford ha inserito apposta alcune scene mediocri per non creare un film perfetto. Si fa prima a citare queste imperfezioni che a discorrere dei momenti di cinema immortale che si possono godere in questa pellicola. Tanto per citarne uno, la porta usata come simbolo di separazione fra la civiltà e il mondo esterno, nonchè come inizio e fine in circolo del film. Eccellente (anche se "creativo", vedi la scena finale con la spada tradotta a effetto "spiedo" in italiano) per una volta il doppiaggio italiano.
MEMORABILE: La scena in cui Martha porge il soprabito a Ethan, alla presenza apparentemente distratta dello sceriffo Clayton, capolavoro di cinema per sottrazione.

Saintgifts 3/08/10 23:48 - 4098 commenti

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Attraverso Ethan, un John Wayne molto ispirato, è descritto il pensiero, che doveva essere dei più, che i pionieri avevano dei nativi americani, considerati esseri barbari e inferiori. Ed è Ethan stesso, però, a scardinare i suoi pregiudizi, quale uomo pensante e fondamentalmente giusto, che sa riconoscere il valore altrui. Fotografato molto bene sullo sfondo della Monument Valley, ricco di personaggi classici, è un western a prima vista non nelle corde di John Ford, con anche momenti non troppo azzeccati, ma con tutta la rigidità fordiana.
MEMORABILE: Le diverse riprese da interni scuri che incorniciano esterni luminosi e senza barriere.

Pigro 23/09/10 09:02 - 8561 commenti

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Ha il sapore epico di un poema classico il racconto dell'eroe triste e solitario che cerca pervicacemente la bimba rapita dagli indiani: miticamente dilatato nel tempo di anni e miticamente compresso nello spazio assoluto di uno stesso deserto (splendidamente fotografato). Ostinazione significa cercare ("searchers" nel titolo) un senso alla propria vita: l'ex soldato sceglie di combattere ancora una guerra, personale e razzista, contro i propri fantasmi identificati nei comanche. Non un banale film western, ma un'ambigua metafora esistenziale.

Luchi78 12/01/12 11:52 - 1521 commenti

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Ford epico nello sfruttare gli scenari immensi della Monument Valley, ma anche furbo a proporre personaggi di sicuro gradimento per il pubblico americano dell'epoca. È facile immaginare sale cinematografiche e drive-in stracolmi di pseudo-yankees compiacersi di fronte al rude personaggio interpretato da John Wayne, come d'altronde per il finale della storia che non citerò per ovvi motivi. Insomma, un capolavoro dal punto di vista tecnico, ma ormai datato e fin troppo facilmente tacciabile di razzismo per un pubblico odierno.

Rambo90 1/06/12 19:35 - 6923 commenti

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Un immenso John Wayne in un vero e proprio capolavoro western di John Ford: spettacolare e avvincente ma anche molto curato dal punto di vista "umano", con personaggi dalle tante sfaccettature, momenti toccanti e qualche sprazzo di ironia. Bellissimi i paesaggi e la fotografia, finale memorabile. Un classicone.

Capannelle 17/07/12 08:18 - 3954 commenti

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Le cose da ricordare sono i paesaggi della Monument Valley, che Ford sa sfruttare con ripetuti campi lunghi e la prova di Wayne. Per il resto il regista tenta di combinare più livelli, dal macabro al frivolo, non eccede in sparatorie ma non rinuncia al solito clichè degli indiani selvaggi e decerebrati (si veda anche il personaggio di Luc e come viene trattata) e dei cowboy virtuosi e temerari. Un classico, regia solida ma.. vederlo una volta mi basta.

Puppigallo 15/11/12 17:47 - 4714 commenti

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Grande esempio di un cinema che fu. Vasti spazi, pazzeschi paesaggi con gigantesche rocce che sembrano finte e una serie di personaggi arricchiti da sfumature, nonostante l'ambiente renda molti spigolosi (il protagonista, ma non solo) e poco inclini al sentimentalismo (per fortuna). E' una lunga, interminabile ricerca, dove persino un lumicino di speranza è sufficiente a muovere i due protagonisti (il nipote è trattato quasi sempre come una pezza da piedi). Gli anni della pellicola si sentono (peccato per il guerriero non vero pellerossa), ma ancora oggi ha una potenza fuori dal comune.
MEMORABILE: Wayne spara agli occhi di un pellerossa morto perchè, secondo gli indiani, se privo di occhi il defunto vagherà senza trovare pace; Mose; Le lettere.

Jdelarge 21/03/13 12:27 - 919 commenti

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Uno dei migliori western di sempre, girato sullo sfondo di una magnifica Monument Valley, in Technicolor e per questo forse ancora più bello, in quanto a unicità di colori. Il duo John Ford-John Wayne si conferma ad altissimi livelli; troppo caricaturali, invece, le interpretazioni di Jeffrey Hunter e Vera Miles. La storia, pur essendo semplice, è coinvolgente, salvo rallentare bruscamente a metà film. La regia, la fotografia e la scenografia sono da capolavoro assoluto, un po' meno la sceneggiatura.

Furetto60 9/05/13 11:46 - 1129 commenti

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Nel 1956 Soldato blu e Corvo rosso sono ancora lontani, Wayne bulleggia e odia i “Comanci”, tribù di punta nella corsa al premio per L’indiano cattivo dell’anno. Per un giudizio obiettivo bisogna calarsi nell’epoca e apprezzare, oltre a paesaggi affascinanti (sfondo di altri film e di fumetti classici come Tex e Blueberry), lo spirito della frontiera oltre alla nota leggera, a volte comica che, lungo tutto l’arco del film, compensa gli aspetti tragici sui quali Ford preferisce non indugiare.
MEMORABILE: L’inseguimento a cavallo indiani cowboy nell’immensa prateria.

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Nicola81 16/10/13 16:31 - 2243 commenti

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Magnifico per scenari e paesaggi, con una parte inziale da antologia e un bel finale, ricco di simbolismi (la prima e l'ultima inquadratura...), interpretato da un Wayne semplicemente in stato di grazia, a prescindere dalla simpatia/antipatia che può suscitare il suo personaggio. Insomma, una pietra miliare del cinema western, cui alcune falle nella sceneggiatura e la scarsa riuscita degli inserti da commedia impediscono però di elevarsi a capolavoro assoluto. Durissimo verso gli indiani, ma all'epoca i canoni del genere erano questi.
MEMORABILE: Tutta la prima parte; Il primo scontro con gli indiani; Il personaggio di Mosé Harper; Il finale.

Erreesse 1/02/14 22:53 - 63 commenti

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L'altro mondo sono le enigmatiche rocce del deserto e i Comanchos, esseri feroci che bruciano, uccidono, rapiscono. L'odio implacabile del protagonista lo spinge all'ossessiva ricerca della nipote in una terra dove, forse, sarà bello vivere fra molte generazioni e oggi si soffre sotto l'occhio indifferente delle rocce. Ma la vita è complessa: i Comanchos sono esseri umani che amano e patiscono, il protagonista è alla ricerca di sé e non può che amare la nipote ormai né bianca né indiana. Grande classico, interpreti e regista magici.
MEMORABILE: Il paesaggio; Il "duello" alla festa di matrimonio.

Mickes2 9/08/14 21:31 - 1668 commenti

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Capo d’opera di gargantuesca composizione e costruzione. Il Duca dentro la Leggenda col suo personaggio, Ethan, uomo segnato dal passato ma comunque mosso da un’etica ferrea e personale, sorta di eroe disilluso diviso tra disprezzo e razzismo, passione e giustizia, amore e cinismo. Ciò che rimane più impresso, oltre a un incipit-excipit geniale per concezione, tecnica ed emotività, è la testimonianza di un’epoca che passa, il tentativo di un’emancipazione comunque pagata col sangue. Finale fiero ma consapevole: la dura realtà è ancora là fuori.

Rocchiola 26/06/19 11:10 - 922 commenti

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Forse il titolo più celebre di Ford. La prima mezz’ora d’inseguimento in una Monument Valley mai più così perfettamente fotografata è da mozzare il fiato ed esalta il mito della wilderness. Poi il ritmo rallenta e subentrano diverse sottotrame tra l’ironico ed il sentimentale. A guidare il film verso lo splendido finale è comunque Wayne negli insoliti panni di un individualista estraneo al proprio nucleo familiare e violentemente razzista, una figura anche metaforica perché ognuno di noi, primo o poi, percorrerà i propri sentieri selvaggi.
MEMORABILE: La porta che apre e chiude il film isolando Ethan; L’inseguimento inziale nella Monument Valley; Wayne che alza al cielo la ritrovata Debbie.

Deepred89 3/11/14 14:44 - 3428 commenti

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Classico assoluto del genere che, in quanto tale, regala una trama più classica possibile, con l'uomo del west John Wayne e un "pellerossa per un ottavo" alla ricerca della bambina rapita dagli indiani. Confezione monumentale, incipit ed excipit da applausi, qualche problema di lentezza e umorismo non sopraffino in mezzo, un curioso montaggio ellittico con paesaggi che, durante l'odissea dei due searchers, passano dal desertico al nevoso nel giro di pochi stacchi di montaggio. Film-emblema, per quanto più filoindiano della media di Ford.

Giacomovie 5/02/15 15:25 - 1369 commenti

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Considerato uno dei migliori western di sempre, ha senz’altro dalla sua parte diversi fattori positivi come l’abile regia di John Ford, paesaggi di grande fascino, ampio raggio d’azione della trama, una delle migliori prove di John Wayne e temi importanti come l’analisi del razzismo e il modo di convivere col proprio passato. Ma si possono trovare western più incisivi e vigorosi di questo, che spesso cerca di diventare un film di intrattenimento con inserimenti di episodi sentimentali e scene umoristiche non sempre opportuni.

Rigoletto 23/12/15 22:00 - 1668 commenti

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Uno dei capolavori di Ford; un western solidissimo costruito affidandosi all'attore-icona per gli States, quel John Wayne capace di dare corpo e volto a tanti personaggi rimasti nell'immaginario collettivo. Affiancato dal giovane Hunter, forma con lui una coppia di opposti che funziona perfettamente. Da lavori del genere c'è sempre da imparare. Brillante con qualche momento di puro divertimento. Ottimo.

Josephtura 30/06/16 17:44 - 183 commenti

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Straordinario, affascinante ogni volta che si rivede, sia con gli occhi del ragazzino che quelli più adulti. Trama elementare giocata su alcuni spunti canonici dei film di Ford, ma qui ogni nota è perfetta, anche se la perfezione non esiste. Monumentale Wayne e tutte gli altri attori che con Ford formavano una specie di "stabile". Il western nella sua forma più classica, ma anche in tutta la sua singolarità.

X offender 14/03/18 15:23 - 39 commenti

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Il più grande western di tutti i tempi e, per il sottoscritto, anche il miglior film mai girato. Con una scena iniziale di immane bellezza e un finale assolutamente ineguagliabile. Quella porta che si chiude segna la fine di un'epoca, forse anche di un modo di fare cinema. Le riprese di John Ford tolgono il fiato ancora oggi e sono state studiate nei minimi dettagli da innumerevoli registi, da Spielberg a Scorsese, passando per Lucas. John Wayne sfodera la più intensa e memorabile interpretazione della sua carriera. Perfetto il resto del cast.
MEMORABILE: L'inizio; L'attacco notturno dei Comanches; L'inseguimento nella Monument Valley; L'odio razziale di Ethan; "Torniamo a casa, Debbie"; Il finale.

Thedude94 10/06/18 17:19 - 749 commenti

I gusti di Thedude94

L'opera in questione mette in scena tutta la bravura tecnica del regista americano Ford, vero rappresentante di un genere cinematografico che cambiò i canoni del cinema internazionale. Fotografia sublime, messa in scena ottima così come gli attori di un certo calibro, capitanati dalla sicurezza di Wayne e dall'estro di Hunter. Il messaggio è tutto relativo allo scontro tra nativi americani e bianchi, con i primi messi non molto in buona luce (come si faceva tipicamente allora). Qualitativamente notevole e interessante.

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Pesten 15/08/18 07:52 - 679 commenti

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Non ci sono tanti film di spessore in ambito western: questo è uno di quelli (e merita forse di stare in vetta alla classifica). C'è tutto il cinema di Ford, impreziosito da una storia fortemente collegata a una corposa e scomoda caratterizzazione dei personaggi, su tutti quello di Wayne. La produzione è imortante, con riprese in campo aperto a dir poco superlative come quella famosissima al John Ford Point nella Monument Valley prima dell'assalto agli indiani, ma la bravura del regista è quello di non perdere mai di vista il punto focale: l'uomo.
MEMORABILE: Le location, con riprese pazzesche ora nel rosso polveroso della Monument Valley, ora tra le alte nevi del Colorado.

Noodles 16/03/20 16:17 - 1293 commenti

I gusti di Noodles

La retorica bianco = buono indiano = cattivo, ampiamente presente nei film di John Wayne, qui è particolarmente insopportabile. Fortunatamente possiamo consolarci con una regia da maestro, una fotografia e scenari favolosi, una buona recitazione e una spruzzata di humour che non guasta mai. Anche la storia, nonostante la suddetta retorica, è comunque avvincente. Efficace la colonna sonora. Un grande classico del western, da vedere.

Daniela 24/08/20 17:32 - 10916 commenti

I gusti di Daniela

Insieme a Sfida infernale, il più bel western di John Ford e tra i più profondi e maturi dell'intero genere. La ricerca della nipote rapita dagli indiani da parte del protagonista è un itinerario sofferto reale ma anche interiore, perché fino all'ultimo i suoi sentimenti restano improntati al desiderio di una vendetta che non prevede pietà né per la vittima innocente né per se stesso, per cui l'epilogo ha il valore di una redenzione. Visivamente bellissimo per i paesaggi colti al mutare delle stagioni, offre a Wayne il su miglior ruolo. Capolavoro imprescindibile e intramontabile. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Caesars • 11/11/19 12:01
    Scrivano - 14081 interventi
    Pare che il titolare dell'A&R abbia detto che nessuna fabbrica di blu-ray accetta ordini di stampa inferiori a 1000 copie e pertanto si sia reso necessario utilizzare BD-R di qualità (vedi link che ho postato sopra).
  • Homevideo Saimo • 11/11/19 14:58
    Disoccupato - 252 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Pare che il titolare dell'A&R abbia detto che nessuna fabbrica di blu-ray accetta ordini di stampa inferiori a 1000 copie
    Questa ovviamente è una mezza verità: se paghi, uno stabilimento ti stampa anche 10 copie, solo che il prezzo su basse tirature non è conveniente.
  • Homevideo Rocchiola • 26/11/19 11:20
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Ho effettuato il confronto tra DVD e BD e posso confermare che la differenza tra i due supporti è davvero minima, direi quasi impercettibile su di un televisore 32" di livello normale. In ogni caso l'uso del BD-R è un tantino squalificante ed assomiglia a certe operazioni già tentate in Spagna da parte di alcuni marchi diciamo un po' "dubbiosi" che Amazon ed altri siti analoghi, hanno finito per indicare come prodotti non ufficiali. Insomma i BD-R sono sempre indicati come prodotti di dubbia fattura da parte dei venditori. E per l'A&R ritorna a galla il tema spinoso dei diritti!!!
  • Homevideo Rocchiola • 27/11/19 11:47
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Tra l'altro il mio BD nella breve sigla iniziale che introduce la serie western della A&R presenta già dei disturbi di visione. Poi compare la schermata del menu e tutto funziona alla perfezione, però dai un BD-R già con qualche piccolo difetto inziale !!! Direi che è meglio tenersi il DVD della A&R (il Warner è decisamente mediocre e vetusto) perché la differenza qualitativa rispetto al BD (che costa anche quei 4-5 euro in più) non è tale da giustificare la maggior spesa.
    Ultima modifica: 27/11/19 16:54 da Rocchiola
  • Homevideo Caesars • 27/11/19 15:28
    Scrivano - 14081 interventi
    Grazie per le preziose info sul bluray.
  • Homevideo Rocchiola • 27/11/19 16:56
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Inoltre il medesimo siparietto iniziale sul DVD non presenta alcun problema. Con questo non voglio assolutamente sconsigliare l'acquisto del BD che si vede benissimo, però dai possibile che la A&R non poteva investire qualcosa di più è stampare qualche centinaio di copie decenti !!!
    Ultima modifica: 28/11/19 07:57 da Rocchiola
  • Homevideo Rocchiola • 29/11/19 15:03
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Se può essere utile riporto testualmente una recensione rilasciata in data 13.11.2019 da un utente Amazon:
    "La recensione è riferita alla qualità dell'edizione in blu ray pubblicata nel 2019 da AR productions. Iniziamo subito con il difetto peggiore: non si tratta di un vero blu ray stampato professionalmente, ma di un semplice dischetto masterizzato (simile a quelli fatti in casa). Il disco inoltre è a un solo strato (25 GB), quindi il video è stato molto compresso e il bitrate basso purtroppo penalizza la visione. A livello audio invece è praticamente come ascoltare il vecchio dvd, nessun miglioramento concreto. In sostanza mancano proprio i requisiti basilari. Bocciato su tutta la linea".
  • Homevideo Caesars • 5/12/19 13:57
    Scrivano - 14081 interventi
    Per chi comunque fosse interessato all'acquisto segnalo che su Mondadori Store è in vendita a 9.90€ (la cifra più bassa che io abbia visto in rete)

    https://www.mondadoristore.it/Sentieri-selvaggi-Blu-Ray-na/eai802356201729/
  • Homevideo Mortician • 14/11/21 07:26
    Disoccupato - 35 interventi
    Il dvd della A&R - che ho visionato su un televisore full hd da 40"- non mi ha convinto totalmente: in alcune scene (specialmente quelle nelle quali si inquadra la stupefacente Monument Valley ed in altre più movimentate) la definizione viene compromessa da un rumore video che va a scomporre i pixel; tuttavia in molte altre fortunatamente  la definizione si assesta su livelli ampiamente soddisfacenti. Audio pulito e chiaro. Copertina orribile.
    Ultima modifica: 14/11/21 07:43 da Zender
  • Homevideo Mortician • 14/11/21 10:18
    Disoccupato - 35 interventi
    Discorso opposto per il blu-ray, un prodotto di alta qualità che offre un puro spettacolo per gli occhi.