Self/less - Film (2015)

Self/less
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Self/less
Anno: 2015
Genere: fantascienza (colore)
Note: E non "Selfless" o "Self less" o "Self-less".
Papiro: elettronico
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

E' chiaro che dall'indiano Tarsem Singh ci si aspetta sempre qualcosa di visivamente innovativo, di stordente, di immaginifico. Chi ha visto THE FALL conosce bene gli orizzonti di un regista potenzialmente unico, per cui trovarsi di fronte a un rifacimento in chiave principalmente action di OPERAZIONE DIABOLICA non può lasciare soddisfatti. Non se anche dal punto di vista della creatività visiva non si coglie quasi nulla del talento di Singh. La mano di chi sa gestire lo spazio dell'inquadratura come pochi si avverte, lo sfarzo di certi interni è ripreso talvolta meravigliosamente, ma se la prima parte (grazie anche a un ottimo...Leggi tutto Kingsley) sembra porre le basi per una rilettura moderna e intelligente di vecchie idee già abusate in campo fantascientifico, con un accenno d'indagine che intriga e la scoperta inattesa di un passato tutto da esplorare, la seconda mette troppa carne al fuoco precipitando presto verso un'involuzione di sceneggiatura deprecabile: tutto si banalizza e rientra nei canoni del fanta-action contemporaneo con sparatorie, corpo a corpo, battute che si vorrebbero spiritose e che vanno spesso a vuoto... La storia più o meno regge, non è nemmeno spiegata troppo male e qualche discreta sorpresa la offre, ma è proprio la regia a deludere, a fallire nel coinvolgere adagiandosi su cliché che appesantiscono un ritmo forzatamente accelerato, con personaggi che perdono ogni tipo di spessore (Reynolds non è all'altezza di Kingsley e disperde in poche scene quanto di buono il secondo aveva fin lì aggiunto al film) e una piatta aderenza a stilemi lontani dall'approccio personale, artisticamente superiore, a cui Singh ci aveva abituati. Naturalmente la colonna sonora di Aram e Pinto è perfetta e inserita senza sbavature, l'algida fotografia è di grande qualità... esteticamente non era pensabile che Singh scendesse sotto la media e quindi non ci può troppo lamentare. Il problema è che SELF/LESS si confonde nel mucchio, disperdendo minuto dopo minuto i buoni propositi della prima parte andando a ingrassare le fila degli action senz'anima che ormai escono a getto continuo. Il finale ai Caraibi chiude con un semi-happy ending in linea col resto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/09/15 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/09/15
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Daniela 10/09/15 12:15 - 11842 commenti

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Come accadeva nel bel film di Frankenheimer, anche il magnate Kingsley, malato terminale, può comprarsi un nuovo corpo, quello aitante di Reynolds, salvo poi accorgersi che il diavolo Goode ha mentito circa la provenienza dell'"involucro"... Intrigante nelle premesse, il film imbocca presto la via dell'action di routine con il protagonista in fuga inseguito dai cattivi. Non priva di goffaggini e tempi morti, la storia perde interesse, mentre, decor di interni a parte, anche la fantasia visiva che al regista non fa certo difetto qui risulta piuttosto modesta. Deludente.

Rambo90 11/09/15 23:25 - 7239 commenti

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Una specie di versione moderna di Operazione diabolica, con più azione e meno cattiveria ma ugualmente valido. Il ritmo è sostenuto e i colpi di scena piuttosto validi, serviti con efficacia dall'esperta regia di Singh, a suo agio sia con le scene d'azione (ben montate) che con quelle drammatiche. Kingsley è in scena per poco tempo ma conferma la sua classe, Reynolds se la cava egregiamente. Peccato per il finale un po' troppo buonista.

Markus 13/09/15 10:42 - 3556 commenti

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Classico esempio di come gettare via un film che poteva e doveva essere migliore di come in realtà è stato fatto: l'idea del trasbordo da un corpo anziano e malato a quello di uno giovane e in salute - almeno nella prima mezz'ora di film - sembra spassoso, ma il regista evidentemente ha preferito attingere a un certo sentimentalismo di maniera con venature melodrammatiche che, nel secondo tempo, si fa presto noia. L'action abbozzato evidentemente per dar ritmo alla vicenda appare poi irritante. Buona la fotografia.

Piero68 30/05/17 09:37 - 2897 commenti

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Dopo un paio di giri a vuoto Singh torna al fanta-thriller, suo primo amore. E lo fa con una pellicola che benché priva di originalità presentava un incipit che lasciava ben sperare. Invece, dopo i primi 20/30 minuti abbastanza interessanti, la sceneggiatura abbandona completamente il fanta-thriller per tuffarsi in un action ordinario e buonista con situazioni telefonate e prevedibili. Reynolds continua a cavalcare la notorietà in ruoli a lui congeniali mentre Kingsley sparisce quasi subito dalle scene. Godibile ma non eccezionale.
MEMORABILE: Le innumerevoli "mutazioni corporee" di Anton.

Galbo 28/06/17 05:56 - 11981 commenti

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Lo scambio corporeo con relative complicanze emotive è alla base della storia del film di Tarsem Sing. Il regista conferma il suo talento visivo, fatto di inquadrature e scelte fotografiche non comuni, ma come quasi sempre accade nei suoi film non cura adeguatamente lo spessore della storia che spreca le sue potenzialità per ridursi ad un action non memorabile e interpretato con poca convinzione da Ryan Reynolds. Più convincenti la prove degli altri attori. La storia d’amore e il finale sono molto deboli.

Giapo 23/07/17 14:46 - 242 commenti

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L'inizio è accattivante, sembra un dramma fantascientifico con implicazioni di tipo etico. Presto si aggiunge un alone di mistero, un tocco quasi thrilling: bene, ancora meglio. Poi tutto precipita. Il mistero viene subito banalmente svelato, l'etica si riduce a retorica, il thrilling a inseguimenti e sparatorie. Allo spettatore rimane poco da capire o su cui riflettere. Godibile, ma sa di occasione persa. Peccato peccato peccato.

Puppigallo 24/10/21 21:15 - 4967 commenti

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Discreto fantascientifico, piuttosto intrigante nella prima metà grazie soprattutto alle interferenze, che se da una parte fanno capire quale possa essere il problema, come anche la vera origine del corpo in questione, dall' altra, con tanto di pillole speciali, danno quel tocco in più che permette di rendere lo svolgimento sufficientemente interessante. Nella seconda invece, a parte un paio di piccoli colpi di scena, la storia prende una piega un pò troppo prevedibile, seppur mantenendo una sua dignità. Nel complesso quindi, non male dopotutto.
MEMORABILE: Non c'è due senza tre a essere stati sottoposti alla "procedura speciale".

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