Second chance

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Titolo originale: En chance til
Anno: 2014
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "A second chance".
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/10/15 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 5/10/15 10:37 - 9083 commenti

I gusti di Daniela

Due coppie a confronto, ciascuna con un figlio di pochi mesi. Quello della coppia delinquente+tossica sembra destinato ad una infanzia infelice, ma a morire improvvisamente è l'altro, pur desiderato ed amato dai suoi genitori... Ancora una volta la regista danese calca il terreno a lei più congeniale, quello della disserzione del rapporto coniugale, e lo fa con una storia fortemente drammatica, senza timore di calcare la mano. Pur se a tratti forzato e poco verosimile, il film infatti colpisce duro ed è destinato a restare impresso.

Rigoletto 8/11/17 13:29 - 1483 commenti

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Danimarca. Un appassionato poliziotto e felice padre di famiglia si ritrova improvvisamente a perdere il figlio, nato da poco e a dover fronteggiare lo stato della moglie che non riesce a reggere il colpo. Che fare? Che brava la Bier: riesce a creare un film drammatico con qualche venatura thriller, utilizzando pochissimi elementi quanto mai scontati ma dosati in maniera virtuosa. Il cast, per me sconosciuto a eccezione del protagonista, appare estremamente funzionale ed efficacissimo. Da applausi la Bonnevie e Kaas.

Capannelle 6/12/17 23:42 - 3688 commenti

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La storia nella sua drammatica semplicità poteva essere più avvincente perché se da un lato la scuola europea tende a drammatizzare con meno orpelli rispetto a quelle americana, è anche vero che alcuni passaggi potevano essere resi meglio come pathos o come credibilità. Si trattava di lasciare intatta la struttura e di levigare meglio i momenti topici di una storia che comunque fa il suo sporco lavoro. Anche gli attori, seppur funzionali, potevano offrire qualcosa in più.

Ginestra 7/08/19 23:29 - 50 commenti

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Una coppia apparentemente perfetta con un figlioletto appena nato sembra destinata alla felicità. Quando muore il neonato tutto cambia e pian piano si svelano verità terribili. Nessuno è veramente al sicuro nel mondo della Bier e i ruoli dei personaggi si alternano in un crescendo di angoscia e orrore. Ottimamente diretto e recitato. La felicità è casuale e le apparenze ingannano. Colpo di scena finale in un film che rende umano anche quello che sembra impossibile. Un pugno nello stomaco, ma vale la visione.

Galbo 28/10/19 21:55 - 11309 commenti

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La regista Susanne Bier racconta una storia che riguarda la crisi di legami familiari messi alla prova da un evento tragico. Sebbene la vicenda mostri qualche elemento di inverosimiglianza, è mirabile il lavoro fatto sulla caratterizzazione dei personaggi, le cui emozioni sono realistiche e plausibili, nonché la capacità di trasformare un dramma esistenziale in un thriller. Ottima la prova degli attori, in gran parte sconosciti in Italia. Da vedere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 5/10/15 10:49
    Consigliere massimo - 5006 interventi
    Film affrontato con pochissime aspettative, in quanto ne avevo letto maluccio. A spingermi alla visione, più che la firma della Bier alla regia, è stata la presenza di Ulrich Thornsen, ossia il mio secondo attore danese preferito (chi sia il primo è tanto ovvio che non sto neppure a specificarlo). E poi, ammettiamolo, nel cast c'è pure Nikolaj Coster-Waldau, che non rientra nell'elite degli attori del cuore, ma è comunque sempre un bel vedere. Invece, dall'apertura delle ante di un armadio in poi, la storia mi ha preso e non mi ha mollato più. Non tutto fila nella trama e nel disegno dei caratteri, però se un film drammatico deve toccare qualche corda nel profondo, con me questo ha arpeggiato. Effetto legato alla sensibilità di mamma, oltretutto memore delle tante notti insonni passate accanto a piccini urlanti? Forse sì, ed è anche per questo che mi garberebbe leggere altri commenti davinottiani... :o)
  • Discussione Galbo • 5/10/15 13:46
    Gran Burattinaio - 3744 interventi
    Un film che mi incuriosiva, conto di vederlo presto (spero)
  • Discussione Cotola • 5/10/15 15:00
    Consigliere avanzato - 3603 interventi
    Cara Daniela, premesso che la lista delle future visioni arriva per lunghezza da Torino al Capo di buona speranza, proverò a vederlo. Anche se mi attrae poco: ricordo il trailer e mi sembrava quasi poco interessante. In ogni caso ti farò sapere. Ma un tuo consiglio è sempre bene accetto: vediamo se la nostra affinità supera questa prova. :)
    Ultima modifica: 5/10/15 15:02 da Cotola
  • Discussione Didda23 • 5/10/15 15:14
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    Vero Ulrich Thomsen è un grandissimo attore, ti dirò forse superiore a Mads (ti chiedo perdono).
  • Discussione Daniela • 6/10/15 12:52
    Consigliere massimo - 5006 interventi
    Didda23 ebbe a dire: Vero Ulrich Thomsen è un grandissimo attore, ti dirò forse superiore a Mads (ti chiedo perdono). Se lo venisse a sapere One Eye, ti menerebbe di brutto ;oP Tranquillo, io terrò la bocca chiusa, non tradirei mai un davinottiano, oltretutto se ammiratore del caro Ulrichino Scherzi a parte, sono entrambi due attori di grandissimo talento, Mikkelsen sta avendo maggiori possibilità di dimostrarlo e quindi raccoglie meritati allori, mentre Thomsen ha meno opportunità, sia in termini di numero e peso dei ruoli offerti (anche in Second Change ha una parte significativa ma comunque secondaria) sia in termini di contesti. Tanto per scantonare sul piccolo schermo, a Mads hanno offerto Hannibal, co-protagonista di un serial di successo che gli consente di mangiarsi tutti (letteralmente ed anche dal punto di vista attoriale). Al povero Ulrich invece è toccato il ruolo di Kai Proctor in Banshee, un villain che non sarebbe affatto male, ma inserito in un contesto scombinato, almeno a mio parere.
    Ultima modifica: 6/10/15 12:52 da Daniela
  • Discussione Didda23 • 6/10/15 13:58
    Comunicazione esterna - 5713 interventi
    Diciamo che è una questione di millimetri, ma la mia prefernza va ad Ulrich soprattutto per il volto davvero molto cinematografico. In Banshee è perfetto e spero che possa essere funzionale per una carriera statunitense di valore, magari nei panni di un cattivo super-sadico. Senza dubbio lui e Mads fanno parte della top 10 attori europei in circolazione..
  • Discussione Daniela • 6/10/15 14:28
    Consigliere massimo - 5006 interventi
    Didda23 ebbe a dire: Diciamo che è una questione di millimetri... Didda, attento, io sono maliziosa di natura e, se ti metti a parlare di misure comparative, non è poi colpa mia se ci scappa una battutaccia :oP