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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Moltiplicando le donne intorno a sé Pieraccioni riesce a guadagnarci in varietà; da tempo ha capito che la formula a due che lo aveva portato al successo non può essere replicata senza rischiare di apparire fuori tempo massimo e percorre giustamente altre strade, portate piuttosto a valorizzare un approccio disilluso e talvolta malinconico che indubbiamente gli si addice. Tuttavia, non potendo più puntare sulla frizzantezza degli esordi, a emergere finiscono spesso con l'essere le indecisioni nella sceneggiatura, le titubanze di una regia che non più sostenuta dal ritmo naturale scandito dalle frequenti battute tende a sgonfiarsi. Quel che però ha perso per via come comico puro, Pieraccioni l'ha guadagnato in profondità, pur senza mai...Leggi tutto toccare vette vertiginose. SE SON ROSE non lascerà il segno, ma ha diversi momenti in cui l'affiatamento con le attrici e il diverso rapporto con ognuna di loro permette di ottenere un risultato piacevole grazie all'ampia apertura su un gineceo al quale gli uomini non sono ammessi, presenze estranee e del tutto marginali alla narrazione, se pensiamo che il più presente - il marito (Guidi) della sua ex-moglie (Pandolfi) - è poco più di una macchietta. Il ritorno al passato scelto per lui dalla figlia quindicenne (Pollio) è decretato da un messaggio identico spedito via mail da quest'ultima a tutte le ex del padre, i cui nomi e cognomi ha ottenuto grazie alla memoria della nonna. E così, accantonato momentaneamente il rapporto con l'allegra svampita Ginora (Cucci), detta quarantotto come il numero dei neuroni "ufficialmente verificati", Leonardo parte per un viaggio che lo porterà a ritrovare quattro antichi amori: Benedetta (Murino) lavora in un convento dove masturba i disabili spiazzando con risposte che passano dall'esplicito al timoroso, Elettra insegna all'università esibendo una sicumera e un cinismo che lasciano ampio spazio ai botta e risposta forse più divertenti (grazie anche all'ottimo affiatamento tra i due), Angelica (Andreozzi) è malata e sembra aver perso la memoria salvo poi ricordare particolari del rapporto passato non troppo lusinghieri, Fioretta (Truppo) si è trasformata in un maschiaccio con vociona e operazione a base di ormoni. In aggiunta c'è la vicina di casa, Coscia (Schiano), una signora che ha perso il marito per colpa d'un fulmine (un richiamo al Ceccherini di FUOCHI D'ARTIFICIO?) e che regala perle di saggezza popolare. Ciò che più piace è l'acquisita capacità autoironica di Pieraccioni, sempre più maturo nell'interpretazione ancorché più spento rispetto ai primi tre film, dopo i quali s'è attivato un processo irreversibile dovuto a un evidente smarrimento d'ispirazione soprattutto in fase di scrittura. Oggi più attore che cabarettista, ha trovato una propria via sincera alla commedia che, imperfetta e zoppicante, vive di singoli momenti in cui s'accende e in cui il suo personaggio azzecca lo scambio efficace e divertente. Capita con ognuna delle partner, anche se è solo con la Andreozzi (in particolar modo) e con la Pandolfi che individua un bilanciamento ideale tra le due anime del film, mentre con le altre punta più dichiaratamente alla battuta con esiti alterni. Simpatico il cameo di Salemme in carrozzella (e davvero bravo lui), ruolo fugace per Alessandro Paci prima di entrare in aula all'università, comparsata di Carlo Conti alla partita di tennis. Un Pieraccioni che non dispiace, pur dovendo rimpiangere il ritmo dei tempi migliori e si noti il ricorso a gag logore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/12/18 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/12/18
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Markus 10/12/18 08:38 - 3400 commenti

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Un cinquantenne, grazie a una mail scritta da sua figlia agli indirizzi rintracciati sui social, ritrova in sequenza tutte le sue "ex" dagli Anni '80 ai giorni nostri. Ritorno di Pieraccioni alla commedia pseudo romantica dopo la virata un po' folle (ma apprezzabile) de Il professor Cenerentolo. Si ride stavolta a denti stretti - con qualche situazione che poteva essere meglio impiegata - nel puro divertissement che il regista/attore toscano con mestiere e brillantezza innata riesce ancora a rendere gradevole. Valide le attrici.

Rambo90 6/12/18 00:23 - 6698 commenti

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Dopo uno scivolone Pieraccioni torna al suo meglio, sempre Peter Pan ma più malinconico e riflessivo. L'idea è semplice quanto divertente: un 50enne divorziato viene costretto dalla figlia a rivedere tutte le sue ex per trovarne una con cui mettere la testa a posto. Ritmo veloce, belle gag, dialoghi scoppiettanti e una vena di romanticismo amaro che non stona. Come attore è maturato e qui si contorna di ottime attrici (più un bel cameo di Salemme). Qualche scena comica di troppo (specie quelle con Guidi), ma molto godibile.

Sircharles 9/12/18 19:43 - 93 commenti

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Il ritorno di Pieraccioni è di buon livello. Commedia agrodolce che dosa in giusta misura i momenti divertenti e quelli più riflessivi e malinconici. La ricerca (imposta) di tutte le ex del protagonista è uno spunto per percorrere le accidentate vie della maturazione personale e rivedere il passato per meglio impostare il futuro. Insomma, una commedia di sostanza: il Leonardo non è diventato serioso, ha semplicemente alzato l'asticella mostrando capacità di cimentarsi in qualcosa di meno disimpegnato. Breve ma intensa la prova della Andreozzi.

Gabrius79 9/12/18 22:51 - 1253 commenti

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Leonardo Pieraccioni, pur perdendo in freschezza rispetto alle sue prime pellicole, riesce a trovare il modo di regalare una commediola gradevole che a volte ricorre a gag e battute risapute. Il cast femminile riesce a funzionare piuttosto bene, specie con la Pession e la Cucci e con Nunzia Schiano dispensatrice di perle di saggezza. Sceneggiatura non sempre all’altezza, ma il film si fa seguire agilmente. Cameo di Salemme che lascia il segno.

Samuel1979 11/12/18 15:42 - 486 commenti

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Il tempo passa anche per Pieraccioni e ne è prova questa commedia decisamente sottotono e priva di ispirazione, da annoverare indubbiamente fra i suoi film meno riusciti. Molto brave le attrici ma per essere una commedia si ride ben poco, a eccezione della scena in cui compare il simpatico Salemme nei panni di un invalido. In fin dei conti ci si aspettava molto di più. Mediocre.

Mco 30/12/18 12:51 - 2177 commenti

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Fa lo stesso effetto dell'incontro con un buon amico. Lo si conosce quasi a memoria ma ci si diverte sempre. La storia è volta alla (ri)scoperta dell'amore. Il risalente si scontra con l'attualità, specchiandosi nel passato ci si desta nel presente. Pieraccioni regala qualche momento esilarante (il duetto con Salemme, Marcello Del Pra) disseminato in un percorso di passaggi romantici (le confidenze alla vicina, in barca con l'ex moglie), con lo scopo di far capire quanto di positivo ci sia nell'affrontare la vita a testa alta. Un bel film.
MEMORABILE: "Che tu c'avevi du poppe..."; "L'importante è che non siano secche le radici"; La partita a tennis di "48".

Paulaster 16/01/19 16:05 - 3098 commenti

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Giornalista di stampo tecnologico ci riprova con le ex. Commedia sentimentale che parte non molto spontanea con dialoghi che cercano di essere moderni, per passare poi in rassegna il cast femminile. Tema dell’amore come ricordo e ritorno alle origini tanto da scemare nel malinconico. Si sente la mancanza di una spalla maschile con i momenti vernacolari che sembrano uscire da un film di Virzì. La Murino dà qualcosa e la Truppo fa sorridere, il resto dimenticabile in fretta.
MEMORABILE: La soddisfazione del credente; La ex infedele a scuola; L’arrivo di Fioretta.

Nando 3/12/19 11:22 - 3544 commenti

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Il solito Pieraccioni nel ruolo del cinquantenne guascone e fanciullesco che rivede le sue ex in un déjà vu che non aggiunge altro alla sua produzione cinematografica. Qualche scenetta in cui si sorride, ma il resto vede un sentimentalismo abbastanza mediocre che culmina con un finale sbrigativo. Tra le interpreti femminili da segnalare la Murino e la Pession.

Gmriccard 5/04/20 20:47 - 119 commenti

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Pieraccioni riesuma il proprio passato (sotto forma di incontri con le proprie ex fidanzate) onde trarne giovamento per il presente. L’espediente, già visto tra gli altri ne La vita è meravigliosa e La rivolta delle ex, insieme alla presenza delle sei antagoniste, cercano di affrancare il regista dal cliché solitamente imputatogli dalla critica: monotonia. Ci riescono solo in parte purtroppo, in quanto il nostro presenta un tono troppo dimesso: eccessivo condizionamento da autobiografismo? La paternità “reale” non consente più parti da scapolone? Peccato.
MEMORABILE: Pieraccioni confessa il proprio stupore per il cambiamento di una ex un po’ mascolina, lei: "Du’ anni d’ormoni cambierebbero anche il PD!".

Camibella 11/04/20 23:14 - 277 commenti

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Un immaturo cinquantenne è costretto dalla figlia a incontrare tutte le sue ex per dimostrarle di poter avere una relazione duratura. E bravo Leonardo! Dopo la stagione dell'eterno Peter Pan si è convertito in un attore più maturo e introspettivo e ci regala un film vedibile, certo non un capolavoro e dalla trama poco credibile, ma un sano passatempo serale dove nel finale si inciampa anche nella commozione.
MEMORABILE: App della prostituta che diventa "apputtana"; La scena con la Andreozzi.

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Hackett 16/12/20 14:41 - 1800 commenti

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Pieraccioni resta giocoforza all'interno delle sue tematiche sentimentali venate di buonumore, ma in questo ultimo lavoro riesce a farlo con maggior consapevolezza: la giovinezza è passata e preferisce ripiegare su una sorta di amarcord di relazioni passate e questioni sentimentali troncate bruscamente da rimediare. Come sempre è l'unico gallo del pollaio, ma la porta del pollaio, lasciata aperta, lo ha fatto rimanere un po' più solo e maturo. Gradevole.

Galbo 1/05/21 07:47 - 11589 commenti

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Eterno Peter Pan del cinema italiano, Leonardo Pieraccioni realizza un film sui cambiamenti utilizzando il proprio alter ego come centro di gravità intorno al quale ruotano diversi mondi femminili. Il risultato è una commedia garbata, con alcuni momenti riusciti legati alle gag su alcuni personaggi femminili e una non spiacevole malinconia di fondo che non riesce a nascondere qualche limite di scrittura di sceneggiatura. Come regista, Pieraccioni lascia meritoriamente spazio alle sue attici mettendo da parte talvolta se stesso. Non male. 

Redeyes 3/05/21 07:27 - 2256 commenti

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Pieraccioni dopo pellicole in caduta libera riesce qui non a tornare ai fasti del tempo ma quantomeno ha confezionare una dignitosa commedia. In negativo troviamo una sceneggiatura spesso raffazzonata e una regia non certo fantastica, ma recuperiamo una stilla della freschezza che ce lo aveva fatto amare agli esordi. Gli sketch di pura comicità sono pochi ma non forzati come ultimamente e così nasce più di un sorriso. Il cast femminile funziona e aiuta il comico toscano.
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