Scoprendo Forrester

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Titolo originale: Finding Forrester
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 15

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/02/07 DAL BENEMERITO STUBBY
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Stubby 28/02/07 20:40 - 1147 commenti

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Un bellissimo film. Una storia forse un po' banale, carica di sentimentalismi, ma che secondo me raggiunge lo scopo di emozionare lo spettatore. Forrester è uno scrittore che si è ritirato a vita privata e tiene solo per sè ciò che scrive. Jamal è un ragazzo di colore con talento sia per lo studio che per il basket e si troverà davanti ad una scelta che cambierà la sua vita. Bravo Sean Connery nella parte dello scrittore molto scontroso e scorbutico.

Galbo 12/01/08 05:50 - 11644 commenti

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Film discreto anche se dal taglio piuttosto convenzionale a partire dalla storia, una sorta di rielaborazione moderna del Pigmalione stavolta ambientato tra scrittori (in erba e maturi). Il regista come già in altri suoi film dimostra una notevole capacità di accostarsi al mondo adolescenziale, occupandosi sopratutto dei soggetti che per vari motivi rimangono emarginati socialmente. Il limite del film è lo sviluppo piuttosto banale e prevedibile della sceneggiatura. Buone le intepretazioni dei protagonisti a partire da Connery.

Caesars 14/01/08 10:19 - 2992 commenti

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Niente di nuovo nella storia: il giovane con problemi aiutato a crescere e a combattere da una persona matura e disillusa, che è girata correttamente e si può avvalere di buoni interpreti (Sean Connery in primis, ovviamente). Non imperdibile ma sicuramente guardabile.

Cangaceiro 4/12/08 19:01 - 982 commenti

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Dopo Will hunting Van Sant torna sul luogo del delitto con un'altra storia focalizzata sull'età adolescenziale. Il fulcro del racconto è il rapporto tra il vecchio scrittore che vive recluso in un appartamento (un senile ma ancora bravo Connery) e il giovane afroamericano che ha come passioni il basket e la letteratura. Entrambi trarranno giovamento dal loro incontro: il vecchio eremita riuscirà a risocializzarsi ed il ragazzino maturerà sotto i suoi insegnamenti. Le oltre 2 ore di film però sono troppe per non stancare e degenerare nel polpettone.

Herrkinski 2/02/09 18:25 - 5869 commenti

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Film tutto sommato particolare, dallo sviluppo prevedibile ma comunque orchestrato con grande professionalità e rigore stilistico. Molto buona l'interazione tra i due protagonisti, il giovane Rob Brown e soprattutto Sean Connery, che sembra echeggiare i modi rudi e pessimisti di un Hemingway. Qualche tocco ironico e una confezione patinata, ma non si capisce bene a che target di pubblico questo film fosse rivolto, nelle intenzioni del regista. Ad ogni modo resta un buon prodotto. Rilassante.

Capannelle 20/02/09 15:53 - 3884 commenti

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Molte analogie con il precedente Will Hunting, resa un attimo inferiore. Le premesse sono buone, il rapporto che si instaura tra lo scorbutico professore e Jamal sembra funzionare ma poi procede a strappi e perde vigore. La parte centrale soffre di una stasi senza sbocchi apparenti; il finale è discreto anche se abbondantemente buonista. Il Connery produttore poteva sforbiciare qua e là. Connery attore è sempre lui ma rimane defilato; non male l'esordiente Rob Brawn.

Stefania 4/06/09 22:27 - 1600 commenti

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Una buona occasione sprecata, perché il rapporto tra lo scrittore misantropo e il ragazzetto del Bronx, entrambi (più o meno consapevolmente) alla ricerca di una nuova dimensione, poteva essere narrato con molta più inventiva, il film poteva essere molto più teso, toccare corde più profonde. Si è scelto di raccontare una storia tutto sommato rilassante, rassicurante e non è un delitto, però almeno un guizzo sul finale, almeno quella lettera poteva essere scritta meglio...
MEMORABILE: L'irruzione del ragazzo nella casa-bunker dello scrittore.

Magnetti 1/06/10 09:19 - 1103 commenti

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Film godibile che ha il suo punto di forza nel rapporto tra il giovane talentuoso e un grande scrittore disilluso (e come dargli torto) e eremita. Il confronto fra i due è ben raccontato: Connery e il regista prendono per mano il giovane Rob Brown e gli permettono di fare una bella prova attoriale, ma con due tutor così... Intorno a loro una storia abbastanza convenzionale con un cattivo deficiente, F. Murray Abrahm. Da sottolineare il tono intimistico del racconto come già accadde, per Gus Van Sant, in Will Hunting.
MEMORABILE: Un benestante proprietario di BMW sbeffeggia Jamal che prontamente risponde raccontando la storia del marchio a elica bianco e azzurro dell'auto.

Didda23 20/09/11 12:58 - 2320 commenti

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Probabilmente chi venera il Van Sant di Paranoid Park, Elephant e Last days potrà storcere il naso e rimanere deluso, mentre chi apprezza Will Hunting e Milk potrà esserne soddisfatto. La classe del buon Gus emerge anche in questo lavoro poco personale, anche se purtroppo non è aiutato dalla sceneggiatura dal sapore dozzinale. Convincente la prova del cast, in particolar modo di Sean Connery. Nonostante l'assenza di originalità, la confezione è talmente buona da rendere la visione appagante.
MEMORABILE: I tiri liberi.

Lythops 13/02/13 13:37 - 980 commenti

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Un po' di sentimentalismo non fa male, ma da un regista che dirige un attore come Connery ci si aspetterebbe qualcosa di più rispetto alla fiera della banalità e del presentare il solito burbero benefico. Ancora una volta abbiamo il confronto tra esperienza e immaturità troppe volte già visto in film non solo del genere "educativo". Connery fa del suo meglio per rendere credibile la figura del professore e lo stesso fa la sua controparte, ma non si va oltre l'esercizio di stile che si risolve spesso in una superficialità disarmante.

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Pinhead80 22/02/13 16:45 - 4113 commenti

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L'incontro tra lo scrittore ritiratosi a vita solitaria e il ragazzo del Bronx dotato di una straordinaria intelligenza poteva dar luogo a un film povero di sollecitazioni. Invece, fortunatamente, il film riesce a mostrare cose che vanno al di là del semplice incontro/scontro generazionale e culturale, soffermandosi sugli elementi che fanno diventare un buon o un cattivo insegnante. Forse due ore di film sono un po' troppe, ma non si rimane delusi dalla visione.

Rebis 5/05/14 20:05 - 2134 commenti

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Reduce dall'insuccesso (artistico?) di Psycho, Gus Van Sant prosegue sulla strada del cinema mainstream: pur castigato dalle maglie di una prodizione commerciale che impone scelte meno autoriali, riesce a rianimare lo spirito edificante e idealista che fu del cinema classico, fatto di storie di formazione, destini incrociati, senso di emancipazione. Lo script, che rievoca la vita e il pensiero dello scrittore J. D. Salinger, accumula troppe premesse e si perde in una costellazione di temi; ma il lungo finale appassiona e prende il volo. Ingombrante Sean Connery.

Lou 24/07/15 23:59 - 1040 commenti

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Gus Van Sant dopo Will hunting torna a occuparsi del talento geniale, stavolta in campo letterario e non matematico, ma alcune situazioni si ripetono. Qui il giovane talentuoso nero Jamal trova nello scrittore di successo ritiratosi a vita privata, un Sean Connery perfetto nel ruolo, un maestro e un padre, che lo aiuterà a modo suo a farsi strada, a dispetto di un sistema universitario descritto come rigido e malgestito. Piuttosto scontato l'intreccio, forse poco espressivo l'attore che impersona Jamal, comunque un film istruttivo e gradevole.

Rigoletto 7/03/19 16:23 - 1649 commenti

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Non è la prima volta che grandi attori e giovani promesse vengono accostati affinché i primi facciano da chioccia ai secondi. I paragoni con Will hunting appaiono sin troppo scontati, ma in questo, sebbeme il giovane protagonista abbia meno personalità di Matt Damon, vi è una maggiore introspezione, oltre a una sorta di tenerezza nascosta dovuta non soltanto all'uso delle parole rispetto ai numeri ma anche al legame fra il vecchio leone e la giovane pantera. Da non dimenticare F. Murray Abraham, che rappresenta una garanzia assoluta.

Rambo90 22/01/21 17:15 - 6766 commenti

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Un Connery magnetico dà vita a quella che è la sua ultima grande interpretazione (prima del divertissement degli uomini straordinari) in un film che risulta ben costruito e discretamente sincero per appassionare. Certo Van Sant richiama più volte il precedente Will Hunting, ma non infastidisce, e il ruolo centrale della scrittura intrecciato con la scoperta di sé coinvolge e verso la fine commuove. Molto spontaneo Brown, mentre Abraham si distingue ancora una volta per la spregevolezza del suo personaggio. Ottimo.
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