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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/12/21 DAL BENEMERITO XAMINI
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Xamini 10/12/21 13:19 - 1146 commenti

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Avrebbe dovuto essere la Transiberiana degli anni '80, ma Kuosmanen sceglie di spostarsi sul Mare Artico nei '90, limitandosi a ispirarsi al romanzo di Rosa Liksom. Il cuore resta: un road movie quasi claustrofobico (i riferimenti principali sono gli interni del treno) in cui si trovano a stretto contatto una studentessa di archeologia finlandese in cerca di identità e un rozzo minatore russo. La camera è spesso a mano, il racconto è ruvido ma onesto e cerca di portare sullo schermo quel che vede, quel che c'è. Non travolge, ma conduce bene allo spettatore un mood che sa di ghiaccio.
MEMORABILE: La barca; Il momento di libertà nella neve.

Bubobubo 12/12/21 17:07 - 1758 commenti

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Come teorizza il giramondo Sasha (Alatalo) in un solo apparentemente naif scambio dialogico di metà film, ogni uomo è in fondo solo con sé stesso: imprevedibilmente, è questa solitudine esistenziale a unire nello stesso scompartimento Laura (Haarla), studentessa d'archeologia finlandese spedita dalla subdola amante e relatrice Irina (Drukarova) a studiare i petroglifi nella lontanissima Murmansk, e il rozzo minatore russo Lecha (Borisov). Atipico road movie, compresso in luoghi angusti e spazi opprimenti, la cui grigiastra ripetitività si sgretola in un finale etereo e forse utopico.
MEMORABILE: Il primo approccio fra Laura e Lecha; Sosta alcolica a Petrozavodsk; In mezzo al lago Kanozero, nella bufera.

Myvincent 5/02/22 09:09 - 3305 commenti

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Spesso l'aiuto arriva da chi meno te lo aspetteresti: è anche questo il messaggio di un film che racconta ancora una volta del viaggio di due giovani estranei verso una meta che sarà anche la conoscenza di se stessi. Una parabola sul mettersi a nudo, quando veramente si giunge alla possibilità di farlo, senza rete. Girato con realismo, praticamente tutto su un vecchio treno in corsa, si chiude con un finale piuttosto "cinematografico", ma non per questo meno incisivo.

Kinodrop 23/03/22 19:05 - 2362 commenti

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Durante il lungo viaggio in treno per raggiungere il sito archeologico di Murmansk, Laura si ritrova a dividere lo scompartimento con un giovanotto rude e naif dall'apparenza ostile, ma che diventerà per la ragazza un inaspettato punto di riferimento. Un viaggio nella psicologia di due giovani molto diversi che pian piano mettono a nudo le loro fragilità e le difficoltà affettive, in parallelo al reale percorso del treno nell'inverno russo, in cui si alterna l'angustia degli spazi e la diffidenza degli inizi, alle aperture verso una nuova prospettiva nella parte finale. Notevole.

Daniela 23/03/22 20:56 - 11777 commenti

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Durante il lungo viaggio n treno verso una località nei pressi del circolo artico dove si trovano antiche incisioni rupestri, una studentessa finlandese condivide lo stesso scompartimento  con un operaio russo... On the road di tipo insolito dato che, a parte il gelatissimo epilogo, il paesaggio si intravede a malapena mentre l'attenzione è concentrata sul progressivo avvicinamento di due persone inizialmente agli antipodi costrette dal caso a interagire in un spazio ristretto. Interpretato con molta naturalezza, un film quasi senza trama ma in grado di raccontare molto.

Paulaster 6/05/22 09:48 - 3767 commenti

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Archeologa prende la Transiberiana per visitare un sito di incisioni rupestri. Un train movie che però offre anche diversi spunti: la presa di coscienza, il senso di liberazione, il superamento delle barriere culturali, l'accettazione della vita e l'adattamento. Il fulcro è la differenza finnico/russa nell'affrontare gli eventi mentre la recitazione di stampo spontaneo mette i protagonisti sullo stesso livello. Gli spazi angusti vengono alternati con la durezza ambientale esterna a rimarcare la piccolezza umana, anche se profonda.
MEMORABILE: Il furto della videocamera; Lo scambio dei ritratti come in Vanilla sky; La tempesta di neve.

Giùan 12/08/22 15:05 - 3855 commenti

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All'interno di una cornice conosciuta e anzi cinematograficamente abusata quale quella del road movie, più nello specifico poi di una strada fatta di rotaie, il film si fa apprezzare per una semplicità che nasce da una sofisticata capacità di evocare senza esplicitare grossolanamente, astuzia solo all'apparenza semplice da architettare e strutturare. Così Kuosmanen è bravo a farci sentire il non detto dei personaggi (sensibili  Haarla e Borisov) e a farci vedere scorci e paesaggi di una Russia pre(i)storica in un film "a freddo", mai nuovo eppure languidamente rincuorante.

Lou 24/08/22 18:36 - 1087 commenti

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Un film che si distingue per l’insolita ambientazione sul treno che conduce verso Murmansk, nella Russia del nord al confine con la Finlandia e per il curioso rapporto che faticosamente si instaura tra i due protagonisti, una studentessa di archeologia finlandese e un operaio russo. Solitudine e incomunicabilità sono al centro di questa atipica narrazione il cui finale è bello e divertente.

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