Sballato, gasato, completamente fuso

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Fabbiu 22/02/07 22:48 - 1933 commenti

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Per una volta la Fenech non serve come contorno erotico e si aggiudica un ruolo da protagonista. Per chi non lo avesse ancora capito, il titolo fa riferimento al nome dell'articolo del servizio che lei promette al suo capo-redattore. Film molto simpatico seppure un po' troppo sempliciotto e in alcuni casi infantile (vedi la stupida sequenza con scombinate corse su vari mezzi di trasporto). Abatantuono ha un ruolo secondario, forse un po' immeritato ma comunque svolto molto bene.

Undying 11/06/07 18:37 - 3840 commenti

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Il volgare Abatantuono, ai tempi degli "spurcellamenti, dei terroncelli e delle viuulenze varie", al suo top. Il film funziona, toccando diversi registri di comicità (esilarante la parodia di Brian Di Pino - alter ego di Brian De Palma -, con musiche alla Profondo Rosso, menzione a Shining, ed il manifesto de l'Aldilà)... E poi, come sempre, c'è una Fenech al suo massimo splendore "estetico", con un fisico malleabile (indimenticabile quando sogna di essere un "manichino" importunato da due ladri, tra i quali Martufello). Sgangherato.

Il Gobbo 21/11/07 09:16 - 3011 commenti

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Non male, non male. Un ulteriore sforzo di scrittura (rispetto a un risultato peraltro già apprezzabile) e poteva venirne fuori un prodotto ancora migliore, ma già così si guarda più che volentieri, e non solo per la divina presenza della Edwige. Ovviamente il mattatore è Abatantuono, qui servito da alcune battute fra le migliori del suo primo periodo, e al massimo del suo gigionismo vitalistico. Bene anche Salerno, al posto del quale tutti avremmo voluto essere, nella scena finale.

Pstarvaggi 10/04/08 12:20 - 80 commenti

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Uno Steno minore, che eleva la Fenech a protagonista di un'altalenante girandola di sketch nei quali le tocca comunque far da spalla a vari attori comici più o meno navigati (Di Francesco, Bracardi, Martufello), senza poter dar sfogo alle sue innegabili doti di attrice brillante. Salerno professionale come sempre, mentre Abatantuono presenzia al film quasi come fosse in partecipazione straordinaria. Storiellina di fondo poco appassionante.

Lovejoy 2/07/08 14:50 - 1824 commenti

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Un Abatantuono ancora prima maniera a tratti insopportabile. Nemmeno Steno riesce a risollevare in parte la situazione. La storia è mediocre, la regia latita, il ritmo è basso e il resto del cast, da una spenta Fenech a un non in forma olimpionica Salerno non brilla. Il peggiore della compagnia comunque è l'insopportabile Di Francesco, noto attore per caso.

Galbo 13/02/09 15:07 - 11386 commenti

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In pieno periodo "terrunciello", tra gli altri Diego Abatantuono realizzò questo film in cui fu messo accanto ad un attore decisamente "serio" come Enrico Maria Salerno e ad un'icona della commedia scollacciata all'italiana, Edwige Fenech. Il risultato è purtroppo mediocre. Benché nobilitato sulla carta dalla regia affidata a Steno, il film stenta a decollare anche (e soprattutto) sul versante comico, infarcito com'è di luoghi comuni e situazioni già viste.

Puppigallo 19/05/09 09:24 - 4508 commenti

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Ci sono tre motivi per vedere questa pellicola: Abatantuono, che però non è il protagonista, ma che comunque riesce a rubare la scena a tutti con i suoi interventi vocali ("Il taxi è giallo dai cinesi che ho schiacciato"; "Nel traffico sono una biscia che rispetta la striscia"; "In effetti piaccio molto alle donne, si nutrono di me"...). Brian DePino (solo il nome, non lo sketch) e la Fenech, che è sempre un bel vedere, anche se è in un ruolo dove risulta assai poco credibile. Tutto il resto (e non è poco) è inutile fuffa riempipellicola. Chi può, vada a doppia velocità soffermandosi su Diego.
MEMORABILE: Diego, tornato nel suo luogo natio: "Qui la sfiga è cittadina onoraria; ha le chiavi del paese"; "Lei è uno che mente; ha il profilo menzognero".

Tomastich 5/07/09 11:08 - 1216 commenti

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Come tutti sappiamo, all'inizio degli anni 80 la commedia sexy italiana ebbe un lento declino, dando spazio ad altro tipo di tematiche. Questo film di Steno infatti vede la regina del cinema italiano anni '70 (sia a livello di thriller che di commedie), Edwige Fenech, nel ruolo di protagonista, vestita fino al collo. C'è la presenza carismatica di Enrico Maria Salerno, ma soprattutto il Diegone nazionale nel ruolo del tassista (Tango-1), irresistibili i suoi sproloqui. Peccato per la storia, Steno infatti rimane terra terra, ma a volte si ride.

Cangaceiro 26/10/09 12:37 - 982 commenti

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Discontinuo. La storia della Fenech giornalista capace ma sottovalutata è impresentabile, spinta anche da uno strisciante femminismo da 4 lire. Meno male che il terrunciello, preso a piccole/medie dosi, era ancora devastante: il primo "diagolo" in taxi è fantastico, un pezzo abatantuonesco d'antologia. La parentesi "horror" con Di Francesco è curiosa ma c'entra come i cavoli a merenda. Cast di seconde linee sui generis: Franco Bracardi, Martufello e Plinio Fernando (!) conciato da scimmia (tanto per cambiare). Da conoscere, almeno per la prova del Diego.
MEMORABILE: Il fulmineo cameo di Plinio Fernando. Abatantuono: "Ah ho capito, via Veneto, quela di Fellino, la Docce vita, il Vitellone!"

Daidae 25/05/10 14:27 - 2738 commenti

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Mi è piaciuto tantissimo. Abatantuono è irresistibile con la sua classica parlata e sforna simpatiche battute. La Fenech è sempre un belvedere con quel fisico pieno e prorompente; perfetto Enrico Maria Salerno e ottima la regia del valido Steno (un po' meno validi saranno i figli negli anni a seguire). Vengono omaggiati/citati personaggi esistenti come la Fallaci (qui chiamata Orietta Fallani) e classici del cinema italiano e non (Shining, Profondo rosso e Il gatto a nove code). Da vedere.
MEMORABILE: Abatantuono: Si toglie la tonaca di Monza.

Rambo90 6/12/10 03:30 - 6345 commenti

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Film di Steno abbastanza incasinato, con la Fenech protagonista assoluta, affiancata da grandi del nostro cinema come Salerno e Abatantuono. Purtroppo la storia è debole, si ride poco (giusto i soliti giochi di parole del terrunciello) e il ritmo ne risente spesso. Salerno è proprio spaesato, i momenti migliori sono quelli con Mauro Di Francesco che imita il Nicholson di Shining e il discorso delirante di Abatantuono ai suoi compaesani. Comunque evitabile.
MEMORABILE: Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

Ciavazzaro 8/12/10 20:29 - 4762 commenti

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Non un capolavoro della comicità ma ha i suoi momenti. Abatantuono è molto simpatico, bellissima la Fenech giornalista d'assalto, decisamente adatto Salerno. Tra i momenti voglio citare la scoperta dell'infermiera da parte di Abatantuono e le dichiarazioni di Salerno davanti a un gruppo di suore con tanto di svenimento delle suddette. Non mi convince troppo il finale, ma la valutazione generale è positiva.
MEMORABILE: Il mostro della corsia! Vade retro Saragat!!!

Disorder 16/12/10 23:12 - 1408 commenti

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Molto divertente. Steno in pratica rifà La poliziotta, solo accentuando i toni ironici e annullando quasi ogni pretesa di serietà: il risultato è ottimo e la Fenech è a dir poco a suo agio nel ruolo. Tanti i momenti da ricordare: dalle incursioni del solito Abatantuono (in formissima) alle sorprendenti citazioni cinematografiche (palesi quelle di Shining e Profondo rosso, ma c'è spazio anche per Nico Giraldi e altri!); da K.O. le fugaci apparizioni di Antonelli e Plinio Fernando. Ci si diverte, insomma!
MEMORABILE: "Vade retro Saragat!"; il sogno "zozzo" di Ennio Antonelli.

Trivex 1/02/11 09:15 - 1489 commenti

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La regina Fenech è un po' più matura, sia nel ruolo che all'anagrafe (rispetto ai più comuni riferimenti), mentre la storia rimane piuttosto acerba e disomogenea. C'è sicuramente l'apprezzabile tentativo di trattare una tematica seria, sviluppata in parallelo alla vena umoristica assicurata dal grande mattatore coi baffi. Il risultato supera di poco la sufficienza; simpaticamente da seguire senza poter ridere troppo, ma subendo comunque l'ultimo fascino del cinema di genere italiano (quello un po' segreto), collocato all'inizio degli anni 80.
MEMORABILE: Lo sfogo del taxista verso i turisti giapponesi, che si inchinano agli improperi!

Nando 1/02/11 17:33 - 3475 commenti

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Commediola sull'emancipazione femminile piuttosto mediocre che vede un ripetitivo ma forse discreto Abbatantuono, un imbalsamato Salerno ed una intraprendente ma limitata Fenech. Boccaccesco ed ai limiti della farsa con situazioni stereotipate che fanno leva sullo slang inimitabile di Diego.

Homesick 11/02/11 13:35 - 5737 commenti

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Commedia giornalistica eretta su luoghi comuni (dalla donna in carriera all’happy ending), ma giocata con un tris di carte vincenti: l’eleganza della Fenech, i monologhi di Abatantuono nella sua inconfondibile parlata e la classe che non abbandona mai Salerno, neppure in un contesto ludico apparentemente a lui meno congeniale. La Bosisio fa il verso alla Fallaci, Berling a De Palma e Di Francesco monopolizza una spassosa parodia thrilling con tanto di rielaborazione del tema di Profondo rosso. Nessuna volgarità o scivoloni nel cattivo gusto.
MEMORABILE: La guida ad occhi chiusi di Abatantuono; la citazionista parodia thrilling; il finale in cui Salerno “sceglie” (e scarta) i giornali.

Mark70 18/08/12 15:18 - 118 commenti

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A dispetto delle buone intenzioni (il femminismo, la parodia sul mondo del giornalismo) il film non raggiunge la sufficienza: il soggetto è trito e ritrito (la solita inchiesta sulla sessualità degli italiani) ed è sviluppato male, con una trama spesso ridotta a una serie di scenette e banali luoghi comuni. Si salvano gli interpreti principali, una Fenech tutto sommato all'altezza, Enrico Maria Salerno decisamente credibile e soprattutto un Abatantuono che, da battitore libero, infila una serie di monologhi esilaranti.
MEMORABILE: Abatantuono taxista: "Il taxi è giallo dai cinesi che ho schiacciato"; Enrico Maria Salerno che sceglie di leggere "il buon caro vecchio Topolino".

Graf 9/10/13 00:24 - 697 commenti

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La giornalista Patrizia per emergere sfida il suo direttore con una scommessa molto spericolata... Steno dirige questa commediola con la mano sinistra. Un’occasione per dare finalmente alla Fenech lo spazio che si merita come attrice e per tentare di strizzare ancora qualche altra goccia di comicità a quel limone già abbondantemente spremuto di Abatantuono. Con la Fenech vince la scommessa, con Abatantuono lasciamo perdere. Un discorso femminista abbozzato, qualche macchietta azzeccata (il regista horror), un paio di battute fulminanti. Un film alimentare.
MEMORABILE: Il bizzarro dialetto italo-pugliese di Abatantuono dopo due minuti stanca, ma la battuta "Vada retro Saragat" è veramente spassosa...

Panza 5/10/13 22:34 - 1494 commenti

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Mi dispiace stroncare questo film ma giuro che dopo mezz'ora ho incominciato a sbadigliare annoiato da questa storiella con la Fenech che deve fare un'inchiesta sul sesso. La si fa incontrare con Abatantuono che storpia tutto in un calembour frenetico visto che Diego è lasciato a ruota libera risultando soffocante ed eccessivo. Fra l'altro a dispetto della locandina Abatantuono non si vede spessissimo. Naturalmente il pasticcio non è nemmeno colpa della regia... Unico momento centrato: la villa con il regista di horror.
MEMORABILE: "Vade retro Saragat!", "Con Il gatto a nove code te lo faccio Profondo rosso", la citazione a Shining.

B. Legnani 10/11/13 19:47 - 4722 commenti

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Sballato, purtroppo, è il film. Non funziona la Fenech come primattrice (fra l'altro fuma di continuo, in maniera quasi insopportabile), né funziona la trama, vista e rivista. Funzionicchia Abatantuono, con qualche monologo azzeccato, mentre Salerno è, ovviamente, bravissimo anche quando pensa solo al portafoglio. Mancano le battute e manca il ritmo. Noioso.

Herrkinski 3/12/13 03:46 - 5133 commenti

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Steno non era certamente uno sprovveduto in termini di comicità e qui mette insieme una commedia gradevole, che riesce a non scivolare eccessivamente nella volgarità gratuita e ha il merito di incastrare insieme un cast di varie estrazioni; brava e bella come sempre la Fenech, impeccabile Salerno (grande attore), spassosissimo Abatantuono, che avrebbe certamente meritato più spazio; folle pure la parodia horror con Di Francesco. Buone le musiche; c'è qualche riempitivo di troppo, ma le gag sono svariate e ci si svaga senza problemi. Non male.

Gabrius79 20/12/13 23:13 - 1192 commenti

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Noiosa, fiacca commedia diretta da Steno che vede protagonista una bella Edwige Fenech e come spalle il "terrunciello" Diego Abatantuono che a tratti risulta essere insostenibile e un Enrico Maria Salerno bravo ma sprecato. Simpatica Liù Bosisio ma si vede per poche scene. Il titolo si riferisce alla descrizione che fa la Fenech dell'italiano medio.

Deepred89 31/03/16 08:08 - 3282 commenti

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Strano film che cerca di coniugare, con effetto dissonante, una pseudo-inchiesta sulla condizione femminile sul luogo di lavoro (con la Fenech che pare inizialmente pure determinata nel cimentarsi in un ruolo "serio"), intermezzi comici in cui l'attrice interagisce con Abatantuono, parentesi parodistiche (la tremenda sequenza alla Shining) e commedia sentimentale. Ne esce una gran confusione, acuita dalla rumorosa colonna sonora e ben parafrasata dal titolo, professionale e con un cast pieno di bei nomi ma totalmente sconnessa.

Alex75 4/04/16 09:35 - 676 commenti

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Film disomogeneo, la cui sottotrama seria appare un pretesto per sfruttare il periodo d’oro (peraltro in via di esaurimento) della comicità straripante e invadente del “terrunciello” Abatantuono, che qui diverte solo a tratti, risultando spesso irritante. La fulgida Fenech funziona bene in un ruolo più consistente di quelli abituali mentre Salerno, pur professionale, è piuttosto fuori contesto. Inutile e molesta la presenza di Mauro Di Francesco.
MEMORABILE: “Vade retro Saragat!”; Il ritorno di Diego al paesello.

Bergelmir 1/04/17 22:42 - 160 commenti

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Commedia gradevole, ma solo grazie al personaggio di Abatantuono, che riesce a catturare la scena e a divertire. Quando non c'è lui, invece, il ritmo inevitabilmente cade e tutto il resto è poco credibie, come la Fenech giornalista, Di Francesco finto regista; perfino il bravo Enrico Maria Salerno, che è sempre un piacere vedere recitare, sembra fuori contesto. Demenziale la scena nella casa del regista, ove si omaggia il cinema horror dell'epoca. Atmosfere primi anni Ottanta garantite.

Vito 25/07/17 03:49 - 649 commenti

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In effetti è proprio il film a essere sballato, gasato, completamente fuso. Parte come commedia giornalistica, con la bellissima Fenech e la sua inchiesta sulle fantasie erotiche italiote. Poi inserisce Abatantuono versione "terrunciello" qui davvero scatenato e persino parentesi horror con citazioni da Shining, Profondo rosso e persino L'aldilà di Fulci. Però inspiegabilmente trovo la pellicola davvero divertente, la rivedo sempre con piacere e a ogni visione mi colpiscono nuove idee e trovate comiche.
MEMORABILE: Salerno versione Eugenio Scalfari; La Bosisio versione Oriana Fallaci; "Il mostro della corsia!"; "Vade retro Saragat!".

Markus 3/08/17 08:33 - 3294 commenti

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Alla fine del film l'impressione è quella di un pasticcio di idee, con una sceneggiatura palesemente modificata in funzione delle mode del momento (Abatantuono "terrunciello" fagocita tutta l'attenzione) con protagonista la burrosa Fenech nei panni - non propriamente convincenti - di cronista ambiziosa e femminista che Steno... spoglia ugualmente. Salerno riesce a mantenere sempre alto il suo livello recitativo, ma la sensazione di "perle ai porci" in un simile contesto si palesa senza troppa fatica (Scuola di ladri docet...).

Il ferrini 12/08/18 00:27 - 1680 commenti

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La Fenech toglie il fiato, su questo non si discute e qui dà anche prova di saper reggere il ruolo di protagonista. Abatantuono fa Abatantuono ma è poco più di un effetto speciale, l'altro ruolo centrale è invece quello di Salerno, che s'innalza una spanna sopra tutti. La "signora Pina" Fallaci è divertente, Di Francesco che fa Jack Torrance molto meno. Alcune gag sono francamente infantili e soprattutto abusate ma nel complesso il film si lascia seguire e Diegone (solo lui) qualche risata la strappa. Steno ha fatto di meglio.

Jurgen77 16/01/20 10:48 - 630 commenti

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Pellicola comica di inizio anni Ottanta che vede stranamente la Fenech come protagonista: tutto sommato, malgrado non sfoggi seni e deretani, si difende bene, anche se a volte risulta un po' ridondante. Abatantuono fa il suo "sporco" lavoro in qualità di "terruncello" mentre Enrico Maria Salerno risulta sprecato nel ruolo assegnatogli. Tutto sommato la pellicola è discreta, benché i fan di Abatantuano rimarranno delusi dalla marginalità del suo personaggio.
MEMORABILE: La scena horror dello psicopatico Di Francesco che vuole approfittare della Fenech con i manifesti dei film horror tra cui spicca L'aldilà di Fulci.

Giacomovie 8/04/20 15:09 - 1347 commenti

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Una bella giornalista fa una scommessa col suo direttore che dubita della sua capacità di scrivere un'inchiesta. La simpatia e lo strano accento di Diego Abbatantuono a tratti divertono, la Fenech è meno spogliata e più spigliata del solito; si cerca di arricchire con qualche elemento fantasioso una sceneggiatura elementare ma ciò non basta a rendere il film sufficiente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 26/10/09 20:17
    Consigliere - 43513 interventi
    Io il film non lo ricordo affatto, in questo momento, ma il cast l'avevo copiato dal Mereghetti (al tempo), perché vedo che sul Mereghetti è proprio scritto anche nell'ultima edizione GIORGIO Bracardi. Sei sicuro che Giorgio Bracardi non ci sia nel film, Cangaceiro?
  • Discussione Cangaceiro • 26/10/09 22:08
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Io il film non lo ricordo affatto, in questo momento, ma il cast l'avevo copiato dal Mereghetti (al tempo), perché vedo che sul Mereghetti è proprio scritto anche nell'ultima edizione GIORGIO Bracardi. Sei sicuro che Giorgio Bracardi non ci sia nel film, Cangaceiro? Appena ti ho letto sono andato velocemente a ricontrollare.
    Di Giorgio Bracardi non c'è traccia, però c'è Franco, il pianista del Costanzo Show tanto per esser chiari al 100%.
    Non so se sia possibile, ma è probabile che Mereghetti si sia sbagliato.
  • Discussione Zender • 27/10/09 09:32
    Consigliere - 43513 interventi
    Eh eh, che il Mereghetti si sia sbagliato è possibile, ovviamente :)
    Conosco bene Franco Bracardi, e a 'sto punto, visto che hai ricontrollato, lo sostituirò a Giorgio.
  • Discussione Undying • 18/03/10 00:21
    Scrivano - 7630 interventi
    I pensieri di un fuso
    Citazioni dal film

    Comprensibile divagazione del "terruncello", un Abatantuono prima maniera, posto di fronte al pensiero di un incontro intimo con la Fenech:

    "La prendo, la 'nceppo, la ribalto, me la rivolto, me la avvolgo attorno a me come fosse un pitone, come un seppente baobab, tutta scarnifulenta, me la aggravuglio, me la sgranocchio come l'osso d'un pollo... Arena."
    Ultima modifica: 18/03/10 00:21 da Undying
  • Discussione Undying • 18/03/10 00:28
    Scrivano - 7630 interventi
    I sogni di un fuso
    Citazioni dal film

    "Il mio sogno è quello di avere un piccolo incidente co taxi, lugicamente senza rovinare il taxi, e di essere ricoverato di conseguenza all'ospetalo.
    Una volta all'ospetalo, dentro il mio lettuccio, spunta come pè incanto una suora bella, di una bellezza apucalittica, con un volto islamico e assurdo al tempo stesso.
    Tra noi c'è uno sguardo di sensuale e animalesca puteeeenza.
    La suora perde il controllo del suo coppo, e inizia a fa i spugliament!"

    Ducho (Diego Abatantuono)
  • Homevideo Xtron • 23/02/12 21:43
    Servizio caffè - 1831 interventi
    Il dvd Alan Young

    Audio italiano mono e 5.1
    Sottotitoli in italiano
    Formato video 1.85:1 anamorfico
    Durata 1h32m19s
    Extra: Galleria fotografica

    Immagine a 37:51

    Ultima modifica: 10/03/19 16:43 da Zender
  • Curiosità Zender • 3/01/17 16:50
    Consigliere - 43513 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Curiosità Bergelmir • 1/04/17 23:51
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Durante la scena nella villa del regista, dove Di Francesco rincorre la Fenech e si vedono una serie di omaggi a Shining, con in sottofondo una musica che a sua volta omaggia i Goblin, in particolare i motivi di Zombi e Profondo Rosso, sono visibili anche due manifesti: uno per l'appunto di Shining...



    ...e un secondo, molto più strappato e più sfuggente, de L'Aldilà ... di Fulci (con la Fenech che ripete la stessa espressione del manifesto):

  • Curiosità Samuel1979 • 16/10/19 08:07
    Call center Davinotti - 2928 interventi
    Il libro letto da Patrizia (Edwige Fenech) è "Malombra" di Antonio Fogazzaro. L'edizione è del 1965:

  • Homevideo Ruber • 15/05/20 17:49
    Compilatore d’emergenza - 8966 interventi
    Brutto il master della Rai che sembra un orrenda vhs.