Sangue e arena

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Titolo originale: Blood and sand
Anno: 1941
Genere: drammatico (colore)
Note: Remake dell'omonimo film del 1922. Soggetto tratto dal romanzo Sangre y arena dello scrittore spagnolo di Vicente Blasco Ibáñez, pubblicato nel 1909.
Numero commenti presenti: 8

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/08/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 20/08/07 15:20 - 3011 commenti

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Il rustico Juan è bravo nell'arena e con le donne: sposato con la bella Carmen, perde tuttavia la testa per la ricca Dona Sol... Fiammeggiante versione di un polpettone spagnolo già portato sullo schermo da Rodolfo Valentino: questa volta è Tyrone Power il protagonista, mentre la Ritona incarna (in tutti i sensi) la maliarda di turno. Technicolor bigger than life per un classicone del kitsch hollywoodiano, ancora efficace nelle scene di corrida, e con attori poderosi. Invecchiatissimo, ma a suo modo esemplare. Parodiato da Totò.

B. Legnani 9/02/08 00:52 - 4746 commenti

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Ricco d'incantevole cromatismo. Tolto il dialogo Darnell-Madonna (manco in Don Camillo...) il film tiene. Una fotografia stupefacente cita El Greco e Zurbarán: fenomenali i 30" che precedono l'arrivo della Hayworth (mai vista una scena, immota, che trasuda morte con tale potenza). Credo che la forza del film stia nel fatto che la sua semplicità si fa linearità e non banalità, mentre la sua retorica si fa valido strumento narrativo. Soggettive del toro, ottime scene di massa, cast portentoso, doppiaggio di quelli di una volta...
MEMORABILE: I citati 30" che precedono l'arrivo della Hayworth.

Daniela 21/04/09 15:34 - 9512 commenti

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Sfolgorante versione del romanzo di Vicente Blasco Ibáñez, già portato sullo schermo con Rodolfo Valentino, ha i suoi punti di forza nella lussuosa messinscena, negli accesi cromatismi, nel cast azzeccato. Stupende le due donne, la mora moglie fedele Darnell, il cui volto incorniciato da trine e merletti assume un'aurea di santità, e la ramata Hayworth, carnale sirena tentatrice. In mezzo a loro, Power ci fa un po' la figura del bischero, ma ha indubbiamente il fisico adatto al ruolo. Cinema di una volta, invecchia con classe.
MEMORABILE: La vestizione del torero.

Galbo 12/06/09 18:50 - 11419 commenti

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Potente melodramma che ripropone dopo Il segno di Zorro l'accoppiata tra il regista Mamoulian e il divo Tyrone Power (senza dimenticare la presenza di Linda Darnell in entrambi i film). Attraverso sontuose scenografia e ricostruzioni ambientali efficaci il film propone una Spagna plastificata ma contemporaneamente realistica. Se a tratti l'attore protagonista appare quasi imbalsamato, sono le due attrici (specie la sensualissima Hayworth) a costituire l'anima del film grazie alla loro prorompente femminlità.

Pigro 22/12/10 12:28 - 7819 commenti

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Ah, i colori di Mamoulian! E la fotografia! E le inquadrature come pitture, e il ritmo narrativo che cattura e incolla allo schermo...! Il remake del mitico film di Valentino è un tuffo nella bellezza classica hollywoodiana guarnita di inconfondibile sapienza visiva e registica. Incastonati come diamanti stanno l'affascinante Hayworth e soprattutto il fascinoso Power, che dona allo spavaldo torero un'intensità che riverbera il "calore" iberico trasmesso da ogni inquadratura e ogni suono. Un film da riguardare ogni volta con ammirazione.

Giacomovie 6/03/11 15:12 - 1351 commenti

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Super classico immortale che costituisce e costituirà una pietra miliare del cinema delle origini. E si tratta di cinema nella sua vera essenza, povero di effetti speciali ma ricco di passione. Un melodramma "sanguigno" che si avvale di attori al top, tra cui spicca una Rita Hayworth al massimo grado della bellezza, emblema della donna ammaliatrice che ti trascina nel vortice dei sensi fino alla rovina. Anche la Darnell fa bella figura. "Vecchio" quanto si voglia, è efficace in tutte le sue componenti ed impreziosito da un bel technicolor.

Saintgifts 15/09/14 17:09 - 4098 commenti

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Non si va troppo per il sottile nel caratterizzare i personaggi, dai protagonisti ai comprimari fino all'ultimo spettatore nell'arena. O sono bianchi o sono neri, anche se il film è coloratissimo fino a far percepire il caldo clima spagnolo. Credo siano le donne a uscirne vincitrici, o sante o collezioniste di uomini (più delle corna dei tori) o inginocchiate a pulire pavimenti, tanto per non cadere più in basso. Altro vincitore il grasso giornalista, bella figura di "va dove ti porta il vento". Grande esempio di cinema.

Siska80 25/09/20 16:35 - 744 commenti

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Sebbene il film presenti il solito triangolo amoroso nel quale un famoso torero viene conteso da due donne (una angelica, l'altra perversa, sai che novità!), si lascia comunque vedere per la bravura degli interpreti (la coppia Power/Hayworth fa scintille), le accurate coreografie delle corride, la bellezza della fotografia e la passionalità che sprigiona il personaggio di Juan, il quale vive di puro istinto. Finale a effetto in verità eccessivo.
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  • Curiosità Daniela • 9/02/17 09:11
    Consigliere massimo - 5219 interventi
    Soggetto tratto dal romanzo Sangre y arena dello scrittore spagnolo di Vicente Blasco Ibáñez, pubblicato nel 1909.

    Il romanzo ha avuto quattro trasposizioni cinematografiche:

    Sangre y arena del 1916 diretto dallo stesso Vicente Blasco Ibáñez;
    Sangue e arena (Blood and Sand) del 1922 diretto da Dorothy Arzner e Fred Niblo, protagonista Rodolfo Valentino;
    Sangue e arena (Blood and Sand) del 1941 diretto da Rouben Mamoulian, protagonista Tyrone Power
    Ossessione d'amore (Sangre y arena) del 1989 diretto da Javier Elorrieta con Christopher Rydell e Sharon Stone.