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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Una delle tante storie di perdenti destinati a coronare il loro bel sogno americano grazie all'aiuto inatteso di Hollywood. Ronnie Dobbs (Cross) è il più classico dei perditempo made in Usa, che nella sua cittadina del Sud si dedica a vandalismi e crimini da quattro soldi venerato dall'amico tonto Clay (Koechner), il quale nel corso del film continuerà a mantenere la sua indole ottimista e il carattere positivo nonostante disgrazie di ogni tipo che ad ogni bravata ne minano vieppiù la salute fisica (per la conclusione delle sue traversie dovremo aspettare la fine dei titoli di coda). Ronnie ha una storia interrotta da anni con Tammy (Talley), che da lui ha avuto tre figli e se li è tenuti ma che non può sopportare di vederlo ridotto così:...Leggi tutto "Ognuno ha un talento, trova il tuo e sfruttalo", gli dice attraverso le sbarre dopo l'ennesima cretinata finita male. Da solo però Ronnie non ce la farebbe mai. Ci deve pensare Terry Twillstein (Odenkirk), talent scout televisivo alla ricerca di materiale per lanciare una nuova trasmissione. Seguendone un'altra dove in candid camera la polizia insegue tanto per cambiare Ronnie per arrestarlo, decide che quell'argento vivo, scapestrato senz'arte né parte, è quello che fa per lui: ci costruirà sopra “Ronnie Dobbs Get Arrested”, durante le puntate del quale il nostro combinerà ogni sorta di disastro fino a quando la polizia non comincia a inseguirlo per arrestarlo. E il successo arriva, manco a dirlo; con Ronnie promosso a superstar e gnoccolona (Cox) pronta a sostituire nel cuore la lontana Tammy. Tutto ampiamente prevedibile e già visto, comprese le megafeste affollate di vip che smaniano per farsi offendere da Ronnie (tra gli invitati anche Ben Stiller in un cameo, che ricicla una gag del protagonista, quando al suo paese cercava di far mangiare del vomito a un cane!). Una commedia dai toni vagamente demenziali rintracciabili nella ricercata idiozia dei protagonisti, caciarona come ci si può aspettare e pronta a propinarci la solita moraletta del divo insoddisfatto che per ritrovare la grinta perduta deve riscoprire le proprie radici (e l'adorata Tammy, che non ha mai dimenticato). Non troppo divertente (nemmeno il simpatico Koechner, che ha il compito di fare da narratore, si esime da una stanca ripetitività nella sua gag degli infortuni sempre più limitanti), offre poco nel rapporto tra Ronnie e il suo manager scopritore entusiasta e nelle scene esemplificative del catastrofismo tipico della trasmissione sbanca-ascolti. Il Ronnie di Cross è solo un sempliciotto volgare e iperattivo che ogni tanto reagisce con qualche battuta azzeccata a chi cerca di fermarlo: troppo poco per farci un film. Jeff Goldblum ha una piccola parte durante l'immancabile riunione ascetica col guru di turno, Jack Black fa lo spazzacamino in un siparietto cantato verso la metà, quando lo strano tizio (Taylor) che aveva presentato il film mettendo in guardia i non avvezzi alle volgarità, spiega come anche altre pellicole siano state censurate in passato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/09/18 DAL DAVINOTTI

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