Right at your door

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Right at Your Door
Anno: 2006
Genere: fantascienza (colore)
Numero commenti presenti: 16
Papiro: cartaceo

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/02/09 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/06/12
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Daniela 8/02/09 11:07 - 9626 commenti

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Bombe "sporche" esplodono a Los Angeles. Per proteggersi dalla pioggia di polveri portatrici di contagio, le autorità ordinano di sigillare porte e finestre, evitando ogni contatto con i possibili infetti. Brad si barrica in casa, mentre la moglie Lexi resta chiusa fuori. Pochi soldi, un minimo di effetti speciali, eppure è un catastrofico angosciante come non ne vedevo da tempo. Ci vuole maestria per rendere avvincente un film che vede in scena per gran parte del tempo due soli personaggi divisi da un telo di plastica. Bravi gli attori. Ottimo.
MEMORABILE: Il finale - inaspettato e sadico - è di quelli che non si dimenticano.

Patrick78 13/05/09 17:38 - 357 commenti

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Opera prima da parte di Gorak, abituale collaboratore di registi importanti come i Coen e Gilliam, che punta forte sul senso di paranoia post 11/9. Realizzato in un'unica location ed interpretato da un manipolo di buoni attori, soffre però di un difetto troppo evidente ed influente sul giudizio finale. Come per altri film analoghi (Ils) la tensione cala drasticamente nel finale una volta scoperto il tragico giochino a cui stiamo assistendo, mentre tutto il resto della pellicola risulta abbastanza tedioso e ripetitivo. Lo guarderete ma solo una volta.

Greymouser 28/03/10 17:50 - 1458 commenti

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Veramente notevole, questo fanta-thriller che gioca su scenari purtroppo verosimili e quindi ha buon gioco nel lavorare su un punto di pressione particolarmente sensibile. La vicenda è lineare, ma le dinamiche psicologiche ed emozionali dei due protagonisti sono studiate e rappresentate con intelligenza e realismo. Il finale, tanto semplice quanto imprevedibile, chiude degnamente il film.

Brainiac 14/04/10 10:59 - 1083 commenti

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Se avessimo seguito i tipi di Miracle mile dopo la detonazione atomica. Se si fossero rifugiati in una villa ricolma di stanze anti-panico sigillate con fiumi di nastro isolante a difenderne l'immunità da contagio sulle colline di L.A, avremmo visto questo film. Right at your door, perchè vuole il detto che sia "meglio un morto in casa che una-moglie-contagiata sull'uscio". Funziona a tutti i livelli la cronistoria di bombe sporchissime e soccorsi-lumaca: l'occidente che si rintana sottovuoto coccolato da media ballisti è metafora che brilla, deflagrando in un finale burbero per quanto studiato.

Rebis 8/10/10 21:06 - 2088 commenti

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Cinema pandemico di discendenza romeriana che lavora sui sentimenti di vulnerabilità e paura post 11/9 estirpando però gli stilemi horror che connotano altri epigoni: ne esce un film ancor più livido e drammatico e, forse proprio per questo, anche un pò monotono. I pochi mezzi tecnici sono ottimizzati alla grande, a partire dal montaggio e dal sonoro (bella soundtrack di tomandandy) fino alla circoscritta location, e il clima apocalittico è centrato. L'interesse però cala all'unisono con un racconto che non ha grosse potenzialità narrative da sviluppare. Il finale ossequia le regole del caso.

Gestarsh99 8/02/11 12:19 - 1334 commenti

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Economico virus-movie, denso e concentrato, che sembra rimaterializzare lo spettro incombente della tragedia dell'11 Settembre 2001. Sin troppo chiari i richiami al tremendo attentato terroristico alle Twin Towers: la prima e la seconda esplosione a distanza ravvicinata, la terza in un aeroporto, l'edificio che crolla, la nube di polvere che si alza nel cielo, la strana cenere biancastra che si deposita ed appiccica dappertutto. Alle convulse ecatombi visive di Emmerich e Shyamalan, Gorak risponde con l'esplorazione domestica dei conflitti tra amore ed istinto.
MEMORABILE: Il braccio catapultato nell'auto della protagonista; l'imprevedibile colpo di coda finale.

Lupoprezzo 14/04/11 19:45 - 635 commenti

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Ci sono titoli decenti, come questo film americano, che passano da noi un po' in sordina, ingiustamente. Chris Gorak, con l'ausilio di una messa in scena scarna e originale e l'utilizzo di pochi ma ben dosati effetti, crea una buona atmosfera e momenti tesi decisamente convincenti. Gli attori, soprattutto i due protagonisti, sono dignitosi e senza strafare reggono bene la scena. Niente di impressionante, ma funziona.

Tyus23 10/07/11 17:19 - 220 commenti

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L'impressione è che questo "Right at your door" sarebbe potuto essere un ottimo cortometraggio ma la realtà è invece che l'interessante ed attualissimo spunto iniziale non sia per nulla sufficiente per coprire 90 minuti di pellicola. Dopo la presentazione della vicenda non accade infatti quasi nulla fino alla conclusione, e la noia purtroppo impera, nonostante il forte senso drammatico, due buoni protagonisti e un beffardo finale.

Pigro 31/08/11 09:14 - 7899 commenti

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Ottimo e originale film catastrofico, che racconta tutto (bombe chimiche su L.A.) da una prospettiva intima, quella di un uomo che cerca di sopravvivere in casa sua. La prima mezzora ci catapulta in un’emergenza frastornante mozzafiato. Il resto del film, rimanendo su un alto livello (gran ritmo e buona tensione visiva e narrativa), trasferisce la catastrofe nel dolore, con gli strazianti duetti con la moglie contaminata rimasta fuori dalla porta (bello il doppio senso del titolo). Il colpo di scena finale chiude alla grande. Angosciante.

Capannelle 1/09/11 00:20 - 3741 commenti

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Girato senza grossi mezzi e penalizzato da un doppiaggio sconsolante, questo "fobico-catastro-apocalittico" gioca delle valide carte rendendo angosciosa la vicenda dei (per fortuna pochi) protagonisti. Di fronte hanno una classica paura post 9/11 e la prospettiva di una futuro tragico, complicato dal fatto (e qui sta l'essenza del narrato) che moglie e marito vivono situazioni diametralmente opposte che corrodono i loro sentimenti. Qualche momento di stanca ma una valida prova.

Mickes2 2/10/11 12:52 - 1668 commenti

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Con gran mestiere e senso del ritmo Chris Gorak mette in scena la paura, la più istintiva e terribile, quella scaturita da un nemico quasi invisibile, rarefatto e impalpabile come la polvere. Gran gestione degli spazi, funzionali in tutto, in cui paranoia, disperazione, rimorso, insicurezza, sentimenti vanno all’unisono. Efficace in ogni snodo narrativo e incalzante nel tratteggiare le psicologie dei singoli. Spietato nell’affondare il colpo di grazia nel tremendo finale.

Rullo 17/09/11 22:03 - 388 commenti

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Senso di oppresione ed impotenza in grande crescendo. Una storia dallo stile indie ma anche molto profonda, contornata da psicologia e mente umana. Siamo a Los Angeles in una villa borghese dove tutto va come deve andare per i soli primi minuti del film. Ben diretto, molte inquadrature con mdp a mano. Ottimi gli attori.

Luchi78 22/12/11 13:33 - 1521 commenti

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Non vorrei affossarlo troppo, ma appena si intuisce che la vicenda rimarrà circostritta all'interno delle mura domestiche, la sceneggiatura si sofferma eccessivamente sui sentimentalismi, degradando prima del finale in interminabili colloqui e primi piani su visi sconvolti dalle lacrime. Sentimentalismo in realtà tradito sin dall'inizio dal comportamento non troppo coerente del protagonista maschile. Finale col botto ma ormai è troppo tardi.

Deepred89 30/10/15 10:20 - 3306 commenti

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Sarebbe stato un notevole mediometraggio, ma dopo la bella idea iniziale il film, pur mantenendo un certo ritmo, arranca tra momenti scontati e inutili ripetitività, almeno finché il notevole finale beffardo non risolleva abilmente la situazione. Regia semplice ma efficace, con qualche bella idea nella rappresentazione del disastro (la neve di polvere tossica); protagonista non eccelso nonostante un certo impegno a livello di espressività. Insomma, più che sufficiente nonostante i riempitivi, con incipit ed excipit di alto livello.

Schramm 1/10/19 16:16 - 2446 commenti

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Bomba Sporca? Amore, non so che dirty, resti fuori. Chiudendo un'ideale zip tra terrorismo e incidente nucleare, Gorack incamera scene da un matrimuoio: la Fine è Liturgia ma disossa il romantico sogno a occhi aperti: in Jarnatt la Bomba-Cupido fondeva-fondava garantendo Eternità, qua l'amore è profilassi, quarantena iperbarica e mortuaria camera da letto; non inconsumabile, già consunto, incapace di suggellare a festa l'apocalisse. Se nel passo più lungo di un arto fantasma il film casca male, quando caldeggia il puro genere fa, sebbene su una gamba sola, salti di metri più staccati da terra.

Anthonyvm 25/05/20 23:23 - 2116 commenti

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Dopo un intenso inizio che richiama le angosce dell'America post-9/11, arriviamo al quesito morale su cui si basa l'intero film: la moglie è contaminata, il marito la farà entrare in casa? Gorak sfrutta con sapienza i pochi mezzi a disposizione puntando sul pathos e sulla suspense minimalista, aiutato da buoni dialoghi e da protagonisti non banali (lei è una donna in carriera, lui un disoccupato che si trova per la prima volta in una posizione di vantaggio). 90 minuti però sono troppi, per una storia di questo tipo e il ritmo barcolla. Peccato.
MEMORABILE: La cronaca in diretta radio della tragedia; La pioggia di cenere; I militari in tuta in stile La città verrà distrutta all'alba; Il beffardo finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gestarsh99 • 24/08/11 14:08
    Scrivano - 15035 interventi
    Capannelle ebbe a dire riguardo "Tempo di reazione" (2011):
    Ok Gest. Ah sto guardando il film, a breve primi commenti.

    Ricorda però di visionare anche Right at your door, in modo da poter cogliere il succo del mio intervento.
  • Discussione Capannelle • 31/08/11 22:40
    Scrivano - 2509 interventi
    Una perla della versione italiana al minuto 34:
    "..sono centinaia le persone in attesa di cure davanti ai centri di raccoglimento".

    Complimenti al traduttore e al doppiatore, spero li abbiano pagato poco.

    @Gest: ti ho risposto nell'altra scheda
    Ultima modifica: 1/09/11 00:11 da Capannelle
  • Discussione Gestarsh99 • 1/09/11 01:57
    Scrivano - 15035 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Una perla della versione italiana al minuto 34:
    "..sono centinaia le persone in attesa di cure davanti ai centri di raccoglimento".

    Complimenti al traduttore e al doppiatore, spero li abbiano pagato poco.


    Fortuna che non l'hanno tradotto come raccolta differenziata...