Ricordi di un incubo - Film (1996)

Ricordi di un incubo

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La bella Sean Young (un viso perfetto, quasi da dipinto d'altri tempi) è la protagonista di un thriller piuttosto canonico, tipicamente all'americana, in cui interpreta Gwen McGerrall, una poliziotta specializzata in disegni d'identikit. Spedita dal suo capo in uno sperduto paesino del Minnesota per risolvere il caso del sequestro di una bimba, scopre che proprio in quei paraggi aveva vissuto da molto piccola, prima di venire adottata in seguito alla morte di sua madre e del suo patrigno in un incidente d'auto. Tornata sul posto raggiunge subito il fratellino della scomparsa per portare su carta le fattezze del rapitore, ma nel mentre ecco entrare in casa proprio la piccola Bria (Hertford), riuscita miracolosamente a fuggire...Leggi tutto dalla casa dov'era tenuta segregata. A quel punto, ovviamente, l'identikit spetta a lei, ma il risultato è un uomo che somiglia in tutto e per tutto - o almeno così dice Gwen - al suo patrigno morto trent'anni prima. Evidentemente si è lasciata trasportare dai ricordi, modellandovi a proprio piacimento le istruzioni datele dalla bimba. Si confida con Tom Sawyer (Moses), il poliziotto locale, e lo avvisa che l'identikit è inevitabilmente sballato. Nel frattempo arriva sul posto anche la tipica coppia di agenti federali lui/lei, col primo (Guzaldo) modellato disgustosamente sul più antipatico, irritante, invadente degli stereotipi FBI. Le mani su di un sospettato i nostri riescono a metterle, ma sarà davvero lui il colpevole? La risposta è elementare, così come lo sono un po' tutti gli snodi della vicenda, ampiamente prevedibili fino ai titoli di coda, con un'ultima parte più thriller che si vorrebbe tesa e angosciante ma che invece smaschera la forte banalizzazione della vicenda. Si era invece cominciato discretamente, perché Sean Young risulta abbastanza credibile nel ruolo della poliziotta turbata dai propri ricordi d'infanzia e, nel suo rapporto con la piccola liberatasi dalle grinfie del maniaco pedofilo, sa mostrarsi sinceramente affettuosa e convincente. Meno centrata la sceneggiatura (di Rob Fresco come la regia), che incorre in una serie di ingenuità a volte non facilmente accettabili (perché ad esempio, per verificare l'attendibilità dell'identikit realizzato insieme a Bria, Gwen non lo mostra anche al fratellino, che il maniaco l'aveva ben visto in faccia?), testimonianza di uno script piuttosto sommario e tirato via. Pur tuttavia la storia si segue senza gran rimpianti, e anzi l'apparenza è quella del thriller congegnato con gusto e diretto seguendo senza problemi gli schemi classici mantenendo una lodevole dignità. Magari il cast non è dei più sensazionali, ma il suo dovere lo fa. Poi subentra qualche scena inserita chiaramente per allungare il brodo (l'agguato in casa del maniaco) quando ormai ci si avvia alla conclusione e il rischio è che - visto il finale - il tutto lasci l'amaro in bocca; nell'insieme comunque - se si valuta il film all'interno del suo genere - si può essere piuttosto indulgenti: qualcosa di buono lo si trova.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/04/20 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/10/22
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Digital 19/04/20 15:44 - 1194 commenti

I gusti di Digital

Chiamata per tracciare l’identikit del rapitore di una ragazzina, Gwen si troverà a rivangare il proprio, turbolento, passato. Thriller capace di instillare una considerevole dose di suspense tra molestatori di bambini, genitori in odor di pedofilia e sogni incubotici. La figura dello sketch artist, pur essendo originale, si era vista almeno in un’altra pellicola, ma qui è ben sfruttata grazie a una solida sceneggiatura. Brava la Young, al pari di un cattivissimo Chelcie Ross. Un film poco ricordato, meritevole di tornare a far parlare di sé.

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