Requiem for a dream

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Requiem for a dream
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 38
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non che non ne siano già stati fatti un bel po', di film sulla droga e i suoi effetti. Certo, perché la reazione del cervello alla tossicodipendenza rappresenta una bella sfida per i registi, che si divertono a giocare col montaggio, gli effetti speciali, le allucinazioni e i sogni. Darren Aronofsky, già autore di culto per aver diretto l'ottimo TEOREMA DEL DELIRIO, ci costruisce in pratica l'intero film, che per il resto poggia su basi fragili che non riescono a restituire lo spessore del romanzo di Hubert Selby da cui parte la sceneggiatura. Sono in pratica quattro i personaggi da seguire: tre giovani eroinomani (la coppia Jared Leto/Jennifer Connelly con l'aggiunta,...Leggi tutto più marginale, dello “SCARY MOVIE boy” Marlon Wayans) e la madre di uno di loro, Ellen Burstyn (quella dell’ESORCISTA), la quale per seguire una dieta finisce schiava di pillole e anfetamine trovandosi protagonista di incubi alimentari spaventosi in cui i guru televisivi s'intromettono affollandole l'immaginazione. Aronofsky ci dà dentro con le accelerazioni, gli stop, gli stacchi frequentissimi, il montaggio “creativo”... abusa insomma di quella tecnica ultratrendy che ha spopolato a fine Anni 90 col risultato di caratterizzare il suo film in questo senso e basta. Non v’è dubbio che la tecnica e anche una buona dose d'inventiva non manchino, ma per lasciare il segno ci voleva più spina dorsale e meno manierismo autocompiacente (si vedano i tanti, inutili split screen). C’è ritmo, per fortuna, il cast è ben diretto, la Connelly truccata è ancora bella da impazzire e la confezione è comunque di Serie A.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 18/01/07 18:41 - 4499 commenti

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Una piacevole sorpresa. Ogni attore dà il suo decisivo contributo per renderlo vero e godibile, a patto che si entri in sintonia con queste vite sporche. Insomma, bisogna tapparsi un po' il naso, ma ne vale la pena. C'è persino della graffiante, tragica ironia, di quella che ti lascia i segni (la madre e la sua ossessione). Ottima anche la non invadente colonna sonora. E poi dove sta scritto che alla fine tutto, o quasi, deve andare a finire bene? Solo nelle favole.
MEMORABILE: Il protagonista, quando non ha più soldi per comprarsi la droga, ruba il televisore alla madre per rivenderlo; e ogni volta la donna se lo ricompra.

Attis78 20/01/07 11:28 - 22 commenti

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Il caro Darren si dà da fare, e bene, anche se a tratti (la scena del frigo animato) scade in un grottesco fuori luogo. Due storie, la stessa cosa: l'ero e la tv, l'amore e l'ossessione per il cibo. Le dipendenze, di qualunque tipo, ti distruggono, eppure come si fa a non avere dipendenze? Clint Mansell con Kronos Quartet creano l'atmosfera del film con la colonna sonora. Il montaggio è ben riuscito, anche se in effetti a tratti ridondante; una maggior semplicità in alcune sequenze sarebbe stata ottima.

Deepred89 17/02/08 11:31 - 3272 commenti

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Una radicale discesa negli inferi di vari tipi di dipendenze raccontata con una buona progressione drammatica che esplode negli ultimi deliranti e tesissimi 20 minuti prima del finale (purtroppo deludente e poco coraggioso). Ottimo il montaggio, buona la regia nonostante la ripetitività di alcune tecniche (lo split screen, le immagini velocizzate ecc.) e bella, azzaccatissima la colonna sonora. Molto bravi i protagonisti, soprattutto Ellen Burstyn, a tratti davvero impressionante. Decisamente un bel film (anche se non per tutti i gusti).

Pizzetta 18/02/08 12:44 - 11 commenti

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Il film è diviso in tre parti: estate, autunno (fall-caduta) e inverno. E’ attraverso queste stagioni che Aronofsky ci porta nelle menti dei protagonisti e ci fa capire il loro stato di turbamento che va a crescere man mano che la dipendenza prende sempre più piede nelle loro vite; il declino sarà inevitabile e non si arriverà mai alla primavera, stagione della rinascita. Il film è quindi un requiem alla speranza, speranza che soccombe dinanzi a falsi miti di denaro e successo. Esperienza e sperimentazione audiovisiva difficilmente obliabile.
MEMORABILE: "...È un motivo per alzarmi al mattino. È un motivo per dimagrire, per entrare nel vestito rosso. È un motivo per sorridere, per pensare che il domani sarà bello. Che cos'altro ho, Harry?"

Nail_88 23/06/08 16:36 - 10 commenti

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Film particolare, non eccessivamente perfetto, che grazie soprattutto al montaggio riesce a intrappolare lo spettatore e a farlo stare a tempo con le scene del film. La pecca è che alcune parti scorrono troppo in fretta mentre altre decisamente lente, ma dopotutto non sono lasciate al caso. Bella interpretazione di Jahred Leto in un ruolo non facilissimo. Colonna sonora non memorabile e fotografia abbastanza bella, ma quello che è da lodare è il montaggio delle scene e alcuni particolari ripetuti quasi fino alla noia, ottimo modo per accattivarsi il pubblico.

Maineng 28/07/08 17:01 - 100 commenti

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Un film che mi é piaciuto per la visione lucida e senza fronzoli che offre della vita. Madre e figlio con un comune destino in versioni differenti. Ellen Burstyn bravissima nella parte della signora non più giovane che vede la vita attraverso i quiz televisivi e, chiamata a partecipare a uno di questi, cerca inutilmente di assumere un aspetto all'altezza della situazione. Il figlio é un tossicomane dedito anche al commercio della droga. In entrambi i casi (antidepressivi e pillole dimagranti o eroina) la prospettiva é nota! Aronofsky abile comunicatore.
MEMORABILE: La madre che indossa un elegante abito rosso per l'occasione, ma essendo di vent'anni prima, non riesce ad infilarselo.

Brainiac 12/08/09 06:42 - 1082 commenti

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Film sulle droghe nell'accezione onnicomprensiva del termine: eroina, marijuana certo, ma anche televisione e cibo-spazzatura. Metà Pasto nudo e metà Trainspotting, è una pellicola che funziona fino a quando procede schizzata nella descrizione delle dipendenze, con un montaggio che per quanto concerne i film sulle droghe farà scuola (si veda l'ottimo Spun che lo seguirà ad un lustro di distanza). Risultano invece superflue le venature surreali (le vecchine in fila, i sogni catodici, il frigo ondivago) dello script, desunte forse dal romanzo di Selby Jr.

Disorder 3/08/10 13:41 - 1408 commenti

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Davvero un piccolo capolavoro questo film di Aronofsky. Diciamo che le parti con protagonisti i ragazzi sono buone, ma in fin dei conti l'escalation dalla droga alla criminalità e prostituzione la si era già vista nei celebri Trainspotting o Christiane F. Il vero pugno nello stomaco è l'attempata signora che cade nel tunnel della dipendenza, un'autentico vortice senza speranza di decadenza fisica e morale; il tragico è che in fondo nemmeno lei ha dei validi motivi per uscirne e ritornare alla realtà. Ottima regia, grandi interpretazioni, da vedere!
MEMORABILE: La signora che gradualmente esce dal mondo reale per abbandonarsi alla follia (e il suo mondo dei sogni è un programma tv...)

Galbo 7/05/10 16:27 - 11344 commenti

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Il diverso spettro delle dipendenze umane raccontate in questo strano ma coinvolgente film di Darren Aronofsky.Il progressivo degrado dei personaggi viene raccontato dal regista con un certo autocompiacimento ma la particolare tecnica delle riprese intrattiene lo spettatore con abilità, insieme alla buona prova del cast nel quale si segnala l'ottima Ellen Burstyn.

Greymouser 14/05/10 21:16 - 1458 commenti

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Tratto da un romanzo di Hubert Selby jr., autore del più noto "Ultima fermata Brooklyn". all'inizio stanca un po' per un eccesso di virtuosismi da manuale del regista figo (dissolvenze, fast forward, split screen, flashback onirici, etc.), che appaiono un po' fini a se stessi. Poi decolla, altrochè, e infila una serie di sequenze finali di indicibile orrore e disperazione, che picchiano duro allo stomaco e lasciano senza fiato, sfiorando il capolavoro.

Ciska 20/07/10 17:28 - 17 commenti

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Le dipendedenze possono portare all'inferno o all'internamento. Alcune sono illegali perché causate dalla cocaina, la marijuana e l'eroina, altre semplicemente sdoganate e liberalizzate dallo stato perché ne è il primo distributore, dai psicofarmaci alle anfetamine per dimagrire fino alla tv-plasma coscienze. Ipnotico e densamente ritmico il montaggio che descrive i viaggi lisergici. Non vediamo una siringa in vena se non al momento della fine per il bravo Jared Leto, digeribile come attore meno come cantante. Colonna sonora coinvolgente.

Luchi78 6/08/10 12:03 - 1521 commenti

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Altro film sul mondo della droga che non può far altro che richiamare al paragone con i vari Trainspotting, Spun e altri del genere, perdendo in originalità. Sicuramente il lavoro di Aronofsky è ben confezionato e la storia sembra funzionare nonostante gli intrecci sentimentali (familiari e non) di cui il film è intriso. La Connelly è come al solito brava e bellissima, ma anche Leto fa bene la sua parte. Bello il leit-motv sonoro di tutto il film. Sicuramente da vedere.

Fabbiu 17/08/10 03:07 - 1930 commenti

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Quattro vite al macero, la storia del percorso della decadenza; con un po' di cinismo ed un po' di critica (vengono paragonati i tossicodipendenti criminali e le menti plagiate lecitamente da organizzazioni-sette); come in diversi film sulla droga, anche in questo si segnala un particolare montaggio frenetico, nel quale sono godibilissime le rappresentazioni degli stati confusionali dei personaggi. Buon ritmo, ottima prova del cast (in particolare Burstyn e Connelly) e ottima la colonna sonora.

Mdmaster 17/09/10 08:14 - 802 commenti

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Una triste parabola sui sogni e come questi possano diventare una sorta di dipendenze che intrappolano le nostre vite, per poi distruggerle. Cast utilizzato davvero bene, perfino Wayans in uno dei suoi pochissimi ruoli seri. Incredibilmente brava la Burstyn. Tornano anche diversi attori visti in Pi. Incalzante soundtrack dei Kronos Quarter guidati dal fido Mansell. Darren è invaghito dei suoi personaggi, ma non resiste dal degradarli, punirli, farli diventare bestie. E così pure lo spettatore dovrà averne di peli sullo stomaco per resistere.
MEMORABILE: La scena dove Leto e la Connelly sono vicini ma il film li riprende come già divisi.

Paruzzo 11/01/11 23:11 - 140 commenti

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Angosciante film in cui Aronofsky riesce, grazie ad un efficace uso del montaggio e delle inquadrature (e grazie anche ad un tema musicale ripetuto ossessivamente e perfetto per il film), a mostrare cosa comporta la tossicodipendenza in quattro diversi personaggi. Dopo Pi greco un altro grande lavoro di Aronofsky.

Gestarsh99 11/11/10 17:59 - 1315 commenti

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Tre anni dopo un'opera sgranata e di nicchia come Pi Greco, Aronofsky si ripresenta con un film ancora più duro ed esplicito ma probabilmente meno penetrante e personale del precedente. Il regista abbandona quel bianco-nero rancido e spettrale dell'esordio ma non sfugge alla tentazione di riutilizzarne in parte gli stilemi (montaggio in alcuni punti sincopato, accompagnamento musicale techno, loop ossessivi). Una disumana discesa negli inferi della dipendenza, agghindata in un abito cool, accattivante e glorificato dalla magistrale partitura d'archi del Kronos Quartet.
MEMORABILE: Ellen Burstyn, impressionante nella sua appassionata intensità e la sempreverde Jennifer Connelly, che qui riserverà un vero pugno "hard" nello stomaco

Didda23 6/12/10 19:24 - 2282 commenti

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Aronofsky è davvero un bravo regista: ogni inquadratura è particolare, curata, originale. Mi è piaciuta la scelta di ripetere compulsivamente certi rituali tipici di chi soffre di dipendenza (qualunque essa sia). Senza ombra di dubbio la parte migliore è affidata ad Ellen Burstyn, che offre una interpretazione memorabile. Il resto del cast è adeguato, ma niente di eccezionale. Intrigante la colonna sonora. Da vedere.

Mickes2 14/02/11 09:01 - 1668 commenti

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Per me Requiem è magnetico, ti trasporta nel vortice di degradazione dei protagonisti; Aronofski è in grado di raccontare diverse storie di vita incrociate di vario genere, visioni, illusioni e tanto senso di fuori di testa! Amarissima riflessione sul mondo dell'apparenza, dell'esteriorità a tutti i costi, dell'immagine e dell'ingerenza dei media nella vita degli uomini. E poi la regia e il montaggio del regista sono eccezionali, qualcosa di "drogato" e che ti inchioda alla poltrona creando un collegamento di pelle fra spettatore e film.

Cotola 21/02/11 23:39 - 7459 commenti

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Disturbante viaggio all'interno del mondo delle dipendenze: droga, pillole dimagranti, tv. Il titolo è quanto mai presago: i sogni dei protagonisti finiranno in frantumi, scontrandosi con la loro inconsistenza e apparenza. Molti sono andati in sollucchero per uno stile "fighetto" e da "primo della classe" che, tra le altre cose, riporta inutilmente in vita espedienti ormai defunti come lo split screen. Montaggio e ritmo frenetici (specie alla fine) ma quanta ostentazione tecnica e quanta gratuita cattiveria verso i personaggi. Spesso fuori luogo i troppi eccessi.

Zutnas 6/06/11 12:08 - 85 commenti

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La dipendenza dalla droga come quella dalla televisione, madre e figlio in un una discesa senza freno verso l'autodistruzione tra amori infranti e speranze perdute. Il film ci trascina con i protagonisti in questo vortice con un montaggio spesso frenetico e immagini a tratti oniriche a tratti allucinanti giungendo ad un finale che non lascia spazio all'ottimismo. Un film che punta a colpire e ci riesce!

Tyus23 23/08/11 23:34 - 220 commenti

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Un vero pugno nello stomaco. Parte come un normale (si fa per dire) film incentrato sui problemi di droga ma gradualmente, senza che te ne accorgi, sei risucchiato in un vero e proprio inferno di tossicodipendenze e vite rovinate. Il montaggio, da subito molto evidente, raggiunge il suo apice espressivo negli ultimi angoscianti minuti. Uno dei film più senza speranza che abbia mai visto.

Nancy 16/09/11 02:12 - 774 commenti

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Di film sulla droga ne avevamo visti parecchi, da Christiane F a Trainspotting, ma questo film di Aronofsky ci offre spunti su altri tipi di dipendenza, che rendono il film visionario: davvero interessanti le vicissitudini della madre, interpretate magistralmente dalla Burstyn, che permettono si sfociare in un surrealismo magicamente disturbante. Ottima la regia, i tempi sono serratissimi e la visione è assolutamente consigliata. Peccato per gli ultimissimi minuti, che dopo un quarto d'ora in crescendo risultano fiacchi.
MEMORABILE: La scena in split screen di Leto e Connelly; il quarto d'ora finale.

Ducaspezzi 9/10/11 01:40 - 222 commenti

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Una discesa allucinata nella consunzione neuronal-morale, sulla scorta di varia chimica stupefacente, con corredo visivo di tangibili incubi con cui le varie sostanze piallano cervelli e coscienze dei protagonisti. Decostruzione, personale e relazionale, disumanizzazione, avvolte lugubremente dalle fenomenali note circolari della sound-track che ci dicono, con angosciante dolcezza, che non c'è sbocco. Le varie estrosità del montaggio sembrano atte ad appena mitigare l'inesorabilità sorda della dissoluzione rappresentata, che non ad estetizzare.

Capannelle 17/01/12 14:26 - 3700 commenti

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Insiste parecchio su split screen e altri artifici tecnici, gioca a più riprese col senso del grottesco ma rimane un'opera potente, che ti entra dentro pur nella linearità della trama e "ristrettezza" della vicenda. Proprio il mix tra dramma e surreale aiuta a entrare in empatia coi personaggi e a conferire carattere al film. Significativo ad esempio il parallelo tossici/vecchietta, siringa/pillole dimagranti, spacciatore/pastore televisivo, grazie anche alla prova della Burstyn. Finale amaro senza sconti e magnetica soundtrack.

Tommy3793 12/02/12 18:09 - 72 commenti

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Disturbante, maliconico, opprimente. Darren Aronofsky (il miglior regista in circolazione) racconta la realtà della droga con cupa espressività e realistica brutalità. A ciò si aggiunge l'immensa fantasia di Aronofsky: split screen ed ogni sorta di "trucchetto" cinematografico sono presenti in tutto il film, usati per creare stupore ed essere disturbanti al tempo stesso. Splendida l'interpretazione di Jared Leto ed Ellen Burstyn; pazzesca, immensa e magnifica la colonna sonora di Clint Mansell.
MEMORABILE: Ogni volta che si sente "Requiem for a dream" di Clint Mansell.

.luke. 14/02/12 15:58 - 89 commenti

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Secondo lungometraggio del promettente Aronofsky. Un'ottima abilità registica (che riesce a creare scene disturbanti) e un montaggio di alto livello fanno la fortuna di questo film che ha come tema principale la tossicodipendenza che rovina le vite di quattro diversi personaggi. Il messaggio viene però fin troppo marcato, soprattutto nel finale, che esagera nei toni pessimistici. Grandi interpretazioni di Ellen Burstyn e Jennifer Connelly.
MEMORABILE: No, non verrà.

Redeyes 3/06/12 11:32 - 2130 commenti

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Da tempo non vedevo un gran bel film come questo. Disagio e alienazione. Solitudine, amicizia e amore. Passione ed aghi a perforare, cancellare, devastare la carne. Mansell dà il suo gran contenuto con una colonna sonora eccellente. Il regista, quasi all'esordio mainstream, non pecca in virtuosismi fini a se stessi, ubriaca di anfetamine, con taluni rimandi quasi Cronenberghiani - vedi il frigo-mostro - e un uso del fast forward che non stufa. Notevole la scena del pontile, ma anche alcuni primi piani della bellissima e distrutta Marion-Connelly.

Giacomovie 8/12/12 10:58 - 1342 commenti

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Aronofsky punta su una costruzione forzata ma che mantiene una certa efficacia nel far percepire l'incubo della droga (il cui tunnel viene associato alle 4 stagioni, dall'estasi iniziale associata all'estate al baratro accostato all'inverno). Il ritmo è velocizzato da scene convulse ma non confuse e da accelerazioni che rendono il tutto ancor più allucinatorio. Pur se l'enfasi registica può spiazzare, il film può essere considerato di riferimento per la tematica affrontata. ***!

Ryo 30/12/12 13:50 - 2169 commenti

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Avvincente film diviso in tre parti. La prima racconta i sogni e le speranze dei quattro personaggi, la seconda è dedicata alla decadenza degli stessi e nella terza viene narrata la caduta completa. Situazioni rovinose raccontate in maniera da trasmettere un'ansia pazzesca. Scene brevissime, montaggio frenetico ricco di suggestivi time-lapse, split screen e dettagli strettissimi in sequenze rapidissime. Perfetti gli attori nei loro ruoli: interpretano alla grande i loro personaggi dando credibilità alla trasformazione. La colonna sonora rende il tutto ancora più disturbante (il motivo principale è ormai un cult).
MEMORABILE: Il braccio infetto; Sara agli studi televisivi; La posizione fetale che assumono tutti alla ricerca di protezione.

Giùan 16/01/14 06:53 - 2932 commenti

I gusti di Giùan

Il miglior film di Aronofsky e tra le più potenti riflessioni sulla fine del sogno americano all’alba del nuovo millennio. Le allucinazioni solipsistiche di Pi greco lasciano il posto a una estrema addiction cinematografica che si riverbera continuamente in una realtà i cui stati di alterazione non son mai slegati da una quotidianità sempre immanente. Il parossismo estetico è così necessariamente propedeutico a un irripetibile racconto di autodistruzione, cronaca senza filtri dal fondo di cervelli spappolati. Chapeau al temerario coraggio di Ellen Burstyn.
MEMORABILE: L’elettroshock cui è sottoposta la Burstyn; Le allucinazioni del frigo e dello spettacolo televisivo; Jennifer Connelly rannicchiata sul divano.

Homesick 12/04/14 08:18 - 5737 commenti

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Più che la nota devastazione psicofisica provocata dalle droghe – siano esse la cocaina o le pillole per dimagrire -, al centro del film arde la pena di una donna vedova e sola, le cui uniche ragioni di vita sono l’avvenire del figlio e l’illusione di rivivere per un attimo la propria giovinezza perduta partecipando ad uno show televisivo. Immagini da incubo aggressive, grottesche e lisergiche rintronano in un racconto convulso, convergente sulla toccante interpretazione della Burstyn e commentato da uno score drammatico e triste. Incantevole la Connelly, ancor più con i capelli schiariti.
MEMORABILE: L’entusiasmo materno della Burstyn per il ritorno del figlio; la Connelly in abito rosso; le allucinazioni; il ricovero della Burstyn.

Pinhead80 26/03/16 19:16 - 3893 commenti

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La dipendenza è qualcosa di incontrollabile che ti divora lentamente e inesorabilmente dal di dentro. Aronofsky ci sbatte in faccia quello che non vorremmo mai vedere ovvero i sogni che si frantumano in derive allucinogene che sconquassano le vertebre in fremiti agghiaccianti. La pupilla si chiude e si dilata incessantemente e assiste impotente al macerarsi dell'anima che va di pari passo con quello della carne. Se non c'è più niente da salvare allora non rimane che rannicchiarsi come bambini nel ventre materno. Dolorosamente cupo.

Cinecologo 21/03/18 19:33 - 40 commenti

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"Mister Tamburino non ho voglia di scherzare, rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare". E c'è realmente da chiedersi se sia uno scherzo questa stereotipizzazione della tossicodipendenza per adolescenti in cerca di modelli a la "belli & dannati", esemplarmente rappresentata da una Connely urticante in perenne voce suadente e sguardo a mezzasta. Ruba un po' dal Lee di Fa' la cosa giusta (sul piano estetico) e dal Boyle di Trainspotting, ma il risultato è irritante

Magi94 22/04/18 20:32 - 656 commenti

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Una scommessa rischiosa, pure presuntuosa sul piano registico, ma vinta a piene mani da un Aronofski in stato di grazia che surclassa tutti i colleghi hollywoodiani del periodo. La dipendenza assume le forme della nevrosi, scandita dai rapidissimi stacchi del montaggio e da un incredibilmente adeguato uso dello split screen. La spirale di perdizione che porta tre giovani bellissimi e una tenera vecchina alla miseria umana è un canto di guerra contro la droga "pesante", cento volte più del cesso di Trainspotting.

Paulaster 28/05/18 09:59 - 2731 commenti

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In una famiglia si svelano dipendenze assortite tra droghe, tv, voglia di apparire. Aronofsky punta tutto sul montaggio sincopato e su varie soluzioni visive, ma l’approccio iniziale dà l’impressione di un quadro senza amalgama. Molto meglio la discesa agli inferi finale, nella quale si resta colpiti dalla conclusione di un viaggio senza speranza. La Burstyn ha le scene migliori ma è la Connelly a creare la vera drammaticità.
MEMORABILE: L’entrata nello show della Burstyn; La Connelly al festino hard; La forchettata al ristorante.

Bubobubo 8/11/18 15:14 - 1187 commenti

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La prima concessione del giovane Aronofsky viene mossa in favore del sensazionalismo parossistico, di un soggetto così torbido e nichilista da far sembrare Korine uno scolaretto delle medie a corto di attenzioni. Al contrario di Clark e criccaglia assortita, qui il dramma generato dalle situazioni al limite è così potente e totalizzante da obnubilare i sensi (terrificanti, in particolare, i destini di Sara-Burstyn e Harry-Leto): ma il sospetto, considerata anche una certa tendenza al virtuosismo, è che le intenzioni siano insincere. Ambiguo.
MEMORABILE: Il frigorifero di Sara che comincia a muoversi.

Xamini 26/07/19 22:20 - 1000 commenti

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Lavoro fatto di virtuosismi ma anzitutto potente: Aronofsky sa far funzionare a meraviglia l'amalgama fatta di split screen, camere legate ai personaggi, montaggio a tratti nevrotico che velocizza alcuni momenti ripetitivi e comunica ossessione, violini a enfatizzare lo strazio quando è il momento del colpo di grazia. Jared Leto e Jennifer Connelly hanno volti stupendi, puliti, innocenti, con occhi limpidi fatti di sogni, perfetti per la distruzione. Ellen Burstyn è il parallelo fatto di labbra rinsecchite dalle anfetamine, vita che smarrisce di senso e allucinazioni. Immagini che rimangono.
MEMORABILE: Loro a letto, spezzati dallo split screen; loro inquadrati dal soffitto; e sull'erba; e in cima alla città mentre lanciano aerei di carta.

Daniela 31/08/19 14:53 - 9222 commenti

I gusti di Daniela

Dipendenze (eroina, tv, pillole per dimagrire) e sogni ad esse legati (soldi e successo, indipendenza dalla famiglia, riconoscimento sociale attraverso una popolarità seppur effimera) destinati ad infrangersi in una discesa agli inferi scandita in tre tappe che coinvolgono una vedova che soffre di solitudine, il figlio tossico, la ragazza di questi ed il suo miglior amico. Certe soluzioni registiche, e in particolare il montaggio lisergico, sono d'effetto, la colonna sonora suggestiva, gli attori bravi (Burstyn eccelle) ma tutto sa di troppo programmatico per convincere/coinvolgere pienamente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Brainiac • 12/08/09 08:02
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Il regista chiese a Jared Leto e a Marlon Wayans di evitare sesso e zucchero per trenta giorni prima delle riprese del film, per comprendere meglio cosa significa l’astinenza e provarne le conseguenze fisiche.

    fonte:movieplayer
  • Discussione Gestarsh99 • 5/12/10 01:54
    Scrivano - 14071 interventi
    Un bellissimo e stupefacente TRAILER ARTIGIANALE

    Complimenti al suo autore!!!

    P.S.: Non fraintendere Zender, l'autore del trailer non sono io :)
    Ultima modifica: 5/12/10 12:54 da Gestarsh99
  • Musiche Gestarsh99 • 5/12/10 03:03
    Scrivano - 14071 interventi
    Composto dal bravissimo Clint Mansell ed eseguito dal Kronos Quartet, un brano/capolavoro che raccoglie in se pathos, tristezza, desolazione, angoscia e disperazione :

    - Lux Aeterna (original)

    - Lux Aeterna (full orchestra)
    Ultima modifica: 1/09/19 22:27 da Gestarsh99
  • Homevideo Buiomega71 • 27/07/14 18:49
    Pianificazione e progetti - 21761 interventi
    Rieditato in dvd (e BR) per Pulp Video, disponibile dal 21/10/2014

    http://www.kultvideo.com/DVD.aspx/21064-DVD-Requiem-for-a-Dream-21-10-Requiem-for-a-Dream?__lang=it-IT
  • Musiche Schramm • 29/08/17 18:32
    Risorse umane - 6703 interventi
    Una parte del brano Lux Aeterna specificamente composto da Clint Mansell per il film è stato spesso riciclato in altri contesti, quali trailers per altri film (tra i tanti, Il Signore degli Anelli - Le due torri, Il codice da Vinci, Io sono leggenda, Man on Fire - Il fuoco della vendetta, Sunshine), soundtrack per videogiochi (Total Miner: Forge, Assassin's Creed), e sfondo musicale per programmi e spot televisivi. È anche comunemente usato per promuovere diversi college o professionali team sportivi (tra questi, le squadre di baseball del Notre Dame, Missouri State University, Boston Celtics, Virginia Commonwealth University; le squadre di calcio dell’ Università di Alabama e del Bowdoin College, l’Arsenal Football Club, e la squadra nazionale di rugby inglese.
  • Curiosità Schramm • 29/08/17 18:45
    Risorse umane - 6703 interventi
    * Durante l’appassionato monologo di Ellen Burstyn su come ci si senta a essere vecchi, il cameraman Matthew Libatique fa slittare accidentalmente la mdp fuori bersaglio. Quando Darren Aronofsky diede il "cut" chiedendogli spiegazioni, scoprì che il motivo di quest’errore lo si è dovuto alla commozione che prese inaspettatamente il sopravvento sul tecnico: Libatique scoppiò a piangere durante la ripresa perdendo la presa sulla mdp e oscurandone l’obiettivo. Il regista decise di usare quella take nel montaggio finale.

    * Darren Aronofsky ha montato il film con la tecnica del montaggio hip-hop tipica del videoclip, concatenando scene sempre più brevi per dare il senso opprimente della dipendenza e della totale perdita di controllo. Un film di 100’ ha in media dai 600 ai 700 tagli, questo ne contiene oltre 2000.

    * Jared Leto perse circa 12 chili e fece amicizia con reali eroinomani di Brooklyn per prepararsi al ruolo di Harry Goldfarb, arrivando a mimetizzarsi tra loro facendosi pere di sola acqua.

    * La scena della conversazione telefonica tra Harry e Marion venne girata simultaneamente in parti adiacenti con una connessione telefonica dal vivo, di modo da catturarare simultaneamente le diverse reazioni in tempo reale.

    * Quando Ellen Burstyn lesse per la prima volta lo script offertole dal regista, ne fu orripilata e rifiutò la parte. Fu solo la visione di Pi greco - Il teorema del delirio a farle cambiare idea e tornare sui propri passi. Arrivò a considerare il film la cosa migliore di tutta la sua carriera.

    * Tutto il materiale con Tappy Tibbons è stato girato in un solo giorno, grazie anche a un Christopher McDonald che improvvisò genialmente buona parte del suo ruolo, al punto che al termine delle riprese, tutte le comparse della Sag e la crew gli hanno riservato una standing ovation.

    * Oltre ad avere una telecamera montata addosso per determinate sequenze, Ellen Burstyn, ha passato quattro ore in sala trucco ogni mattina circondata da protesi di ogni tipo, indossando 4 diversi colli finti (sia grassi che emaciati)due differenti strati di grasso (uno da 18 chili e uno da 9) e nove diverse parrucche.

    * Quando Sara in metropolitana dice a sconosciuti che sarà presto in tv, un uomo le urla "sei suonata/fatta". Quell’uomo è il padre di Darren Aronofsky.

    * La ripresa dal basso in cui Marion urla sott’acqua dentro il lavandino pieno è una replica esatta di una scena di un thriller animato giapponese, Perfect Blue. Il regista si assicurò i diritti per un remake non animato del film per poter includere quella scena.

    * Inizialmente Aronofsky voleva che i tre eroinomani protagonisti fossero molto più giovani di quanto lo fossero nel romanzo e nella sceneggiatura di Selby Jr. Aronofsky sentiva che modificando l’età attorno ai 14-16 anni avrebbe ulteriormente dimostrato quanto devastante fosse l’impatto della droga e raddoppiato la carica emotiva del film. Selby la trovò un'ottima idea, mentre i produttori vi si opposero, dicendo che il pubblico avrebbe trovato troppo opprimente vedere preadolescenti distrutti dalle droghe andare incontro ad avvenimenti così sciagurati e che anche gli organi di censura non ne avrebbero accettato l’idea. Selby e Aronofsky premettero per avere protagonisti minorenni ma i produttori replicarono che così procedendo il film non sarebbe mai stato programmato nelle sale. Selby comprese le loro posizioni, Aronofsky portò avanti con riluttanza il progetto coi protagonisti più maturi.

    * La parola eroina non viene mai pronunciata in tutto il film.

    * Per immedesimarsi nel personaggio di Marion, che è una stilista, Jennifer Connelly iniziò a confezionarsi da sé i propri abiti, e finì col diventare costumista del proprio guardaroba scenico. Il padre di Marion lavora nell’industria tessile, e così pure il padre della Connelly.

    * L’uomo che sbuccia l’arancia nella scena in cui i personaggi vanno a ritirare una nuova partita di droga non solo anticipa la loro prossima destinazione (la Florida), ma è anche una connessione con la serie del Padrino, dove la presenza delle arance preludeva al disastro.

    * L’allucinazione in cui Harry cade venne ottenuta collocando la telecamera all’estremità della corda di un bungee-jumping e facendo una prova per assicurarsi che si sarebbe fermata a pochi pollici dal suolo (funzionò).

    * Ogni volta che le droghe vengono usate vediamo il close-up di una pupilla che si dilata. Questo avrebbe un riscontro reale solo nel caso delle anfetamine usate da Sara, mentre per l’eroina è vero l’opposto: la pupilla si restringe fino ad assumere le dimensioni di una capocchia di spillo.

    * Anche se Tappy Tibbons ripete più volte che nel suo programma ci sono tre step da seguire, ne sentiamo nominati solo due: evitare carne rossa e zucchero. Sara non sente mai il terzo. Secondo il regista il terzo avrebbe dovuto essere evitare l’interruzione improvvisa dei farmaci, ma i produttori gli chiesero di modificarlo in quanto preoccupati delle possibili reazioni ostili delle case farmaceutiche che avrebbero potuto equivocare che il messaggio di fondo nascosto del film fosse di evitare di ricorrere ai farmaci. Invece di assecondare le richieste dei produttori, Aronofsky ha manipolato la scena in modo che Sara, fantasticando/accusando gli effetti collaterali del farmaco, sia incapace di udire il terzo step, e noi con lei.

    * Tre dei quattro protagonist sono vincitori dell’Oscar: Jared Leto, Jennifer Connelly ed Ellen Burstyn.

    * Stanley B. Herman improvvisò la famosa trovata del “culo contro culo

    * Hubert Selby Jr. scrisse il romanzo nel 1978, quando le strutture mediche erano inadeguate e spesso incuranti dei propri pazienti. Il film non fa riferimento al periodo in cui è ambientato, ma lo si può collocare sotto molti aspetti negli anni 70. Ironicamente il film venne criticato per aver gettato una pessima luce sulle istituzioni mediche.

    * A Dave Chappelle venne offerto il ruolo di Tyrone, ma declinò.

    * Le pillole che Sara prende nel film sono in realtà pastiglie di Synthroid, bilanciatori della tiroide per chi soffre di ipotiroidismo. Sono le stesse che prendono anche Marion, Tyrone e Harry prima del party.

    * Neve Campbell fu la prima scelta per il ruolo di Marion Silver, ma rifiutò quando scoprì che includeva nudità.

    * Aronofsky voleva Giovanni Ribisi per il ruolo di Harry Goldfarb perché aveva riccioli biondi, esattamente come Goldfarb nel libro.

    * In una delle allucinazioni di Sara, uno degli assistenti dello studio televisivo immaginario passa a Ellen Burstyn una scheda col simbolo del pi greco sul retro, un injoke al debutto di Aronofsky.

    * Mr. Rabinowitz è così chiamato in omaggio al montatore del film Jay Rabinowitz.

    * Hubert Selby Jr., autore del libro da cui è tratto il film e co-sceneggiatore dello stesso, ha un cameo come uno degli ufficiali che hanno in custodia Tyrone. Aronofsky appare brevemente come uno degli ospiti di Big Tim.

    (Fonte: Imdb)