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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'inusuale impostazione del film è la stessa che si legge nello sguardo profondo e indecifrabile di Giacomo (De Luigi), sorta di Forrest Gump consapevole piuttosto distante dalle facili caricature buoniste che l'hanno preceduto in ruoli simili. E' lui l'elemento chiave attraverso i cui occhi viene letta la vicenda fin dai primi passi: perso il padre a quattro anni (suicidio), approfondisce studi esoterici che lo portano a credere fermamente nella reincarnazione fino a concretizzare la sua ossessione: individuare l'uomo in cui l'amato padre si dev'essere obbligatoriamente – a suo parere - reincarnato. Come rintracciarlo? Semplice: interrogando un supposto studioso in materia (Leroy)...Leggi tutto che afferma di essere in grado di ottenere il nome e il cognome della persona che si sta cercando; quel nome è Mario Pitagora (Germano), perditempo perennemente inseguito dai creditori che naturalmente sfrutterà l'ingenuità di Giacomo per fingersi davvero la reincarnazione del di lui padre. Perché Giacomo è ricco di famiglia, basta chiedere e lui paga; e per reggere la furba mascherata basta entrare di nascosto nello studio del babbo defunto e carpirne le informazioni utili a perpetuarla. Giacomo infatti crede fin da subito (beata ingenuità) nell'avvenuta reincarnazione e il bonario raggiro durerà a lungo. Perennemente in bilico tra la commedia e la favola surreale, il film di Falcone non punta all'esplosività comica del precedente SE DIO VUOLE ma ne riprende l'approccio più riflessivo della seconda parte per ampliarlo, lasciando a Germano il compito di divertire attraverso le fruste gag del morto di fame in crisi con la moglie e i figli nonché amico (e presunto padre) per convenienza. Ma non sembra un ruolo così adatto all'attore, incline a interpretazioni più vere e meno caricaturali, qui troppo sopra le righe a differenza di un De Luigi mirabilmente contenuto e - in opposizione a tanta faciloneria - coerente con se stesso e autentico. E' proprio nella direzione del cast che comunque Falcone dà il meglio: Eros Pagni come padre di Giacomo non indulge mai nella battuta greve quando è evidente quanto sarebbe facile farlo, la Sandrelli incarna lo spirito più disincantato e affine alla dolce inconsistenza di Giacomo azzeccando alcune ottime battute, la Ragonese sa mostrare la giusta sorpresa nello scoprire le imprevedibili attitudini del fratello per il lavoro in azienda. A De Lorenzo, caratterista di lungo corso, sono affidate le fasi maggiormente legate alla nostra commedia tradizionale, che funzionano soprattutto quando il nostro deve fingersi medico agli occhi di Giacomo. Più stereotipata la famiglia di Mario, a conferma di un dualismo che divide nettamente l'anima lunare del film da quella cui spetta il difficile compito di divertire, legata però forse a scelte di casting non sempre felici. A tenere insieme il tutto dovrebbe essere la regia, che tuttavia allarga le maglie e cede presto evidenziando carenze nel ritmo e una colpevole indecisione sulla via da intraprendere, restando in un limbo che rischia di deludere tutti i possibili target di riferimento: quasi mai incline alla risata, il film fallisce anche dal punto di vista del coinvolgimento; banale nel ritratto di Mario (e nei dialoghi che lo vedono protagonista), si riscatta in quello della famiglia di Giacomo, dove De Luigi, Pagni e la Ragonese sanno dare il giusto spessore ai loro personaggi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/03/17 DAL DAVINOTTI
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Gabrius79 15/03/17 23:38 - 1182 commenti

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Una buona commedia con un pizzico di surreale che sa difendersi abbastanza bene grazie a un Fabio De Luigi tenuto (bene) a briglia stretta e a un Elio Germano sufficientemente bravo (anche se è migliore come attore impegnato). Alcuni momenti riusciti inframezzati da altri non proprio all'altezza che rischiano di scadere troppo nella prevedibilità. Una menzione speciale per Pagni e la Sandrelli, semplicemente deliziosi.

Markus 13/03/17 12:10 - 3222 commenti

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Commedia dai toni vagamente autoriali che mostra, attraverso la consueta ironia italica, due personalità diverse tra loro unite da differenti opportunismi (l'uno etico e l'altro materiale). La vicenda pecca solamente - e non è difetto da poco - per essere assai prevedibile, ma vince soprattutto per le buone interpretazioni offerte dal duo De Luigi (forse il suo primo ruolo serio e a mio avviso converrebbe insistere) e Germano (divertente e perfetto nel suo genere, ma banalmente sordiano). Si ride a denti stretti, ma fa pensare.

Galbo 17/07/17 05:52 - 11306 commenti

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Al netto di una vicenda piuttosto prevedibile e meno accattivante di quella del precedente film del regista, la parte migliore di Questione di karma è nel rapporto tra i due protagonisti, ben caratterizzati dalla sceneggiatura nelle loro differenze e nei punti di contatto, e tra i due attori che trovano un notevole (e inaspettato) feeling reciproco. Ma il regista mostra mano felice nella direzione di tutto il cast, con le buone prove della Sandrelli e soprattutto di Eros Pagni, misurato ed efficace. Non male.

Rambo90 18/12/17 23:01 - 6268 commenti

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Gradevole, anche se la buona idea di partenza si esprime solo in parte, visto che la sceneggiatura scorre prevedibile senza impennate. La coppia De Luigi-Germano funziona però, ed è grazie alle rispettive interpretazioni se il film si segue, nonostante un ritmo non eccelso e se si sorride anche con i classici mezzucci già visti del personaggio da traffichino affidato al secondo. Bene anche i comprimari, in particolare Pagni, che con le sue laconicbe risposte suscita le risate più grasse. Finale in linea col resto, scontato ma simpatico.

Redeyes 5/02/18 14:57 - 2126 commenti

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Vincerà il Karma o trionferà il solito "volemose bene"? La seconda, senza dubbio; in questo universo di bontà anche un Candido voltairiano e un farabutto come Mario Pitagora raggiungeranno i reciproci obbiettivi, diverranno amici, insomma tanto grasso che cola. D'accordo è una commedia, ma latitando i sorrisi con il dolce mettiamoci almeno una briciola di agro! Non è che sia stomachevole, ma di certo non se ne sentiva il bisogno; peccato perché i due protagonisti facevano ben sperare.

Daniela 5/03/19 09:22 - 9071 commenti

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Tenero idealista appartenente ad una ricca famiglia di industriali si convince che il padre, suicidatosi quando lui era bambino, si è reincarnato in un truffatore di mezza tacca. Naturalmente questi ne approfitta per spillargli più soldi possibile, ma non tutto il male vienw per nuocere... Commedia simpatica anche se poco incisiva, in cui molto contano gli attori. De Luigi appare sotto tono, mentre più convincente risulta Germano che con il passare degli anni assomiglia sempre più a Edoardo De Filippo. Accanto a Sandrelli svampita, l'acidissimo Pagni conquista la palma del migliore in campo.

Domino86 23/04/19 11:38 - 531 commenti

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Commedia leggera che non spicca mai il volo. Il buon Fabio De Luigi ha avuto ruoli sicuramente più fortunati, perché qui il suo personaggio è sì particolare ma manca di quella verve che dia un po' di sale e divertimento (che tuttavia manca all'intera pellicola). Il "Dio" denaro è il terzo personaggio principale, nascosto ma nemmeno troppo. Gli spunti più divertenti li regala Stefania Sandrelli.

Nando 9/11/19 23:45 - 3452 commenti

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Commedia incentrata su uno svagato ma culturalmente eccelso rampollo e un mezzo fallito borgataro. Situazioni simpatiche che generano qualche riflessione nonostante qualche momento appaia forzato all'inverosimile. Bravo De Luigi, troppo macchiettistico Germano, lineare la Ragonese, simpatici Pagni e la Sandrelli, cameo per Leroy. Finale totalmente buonista.

Ira72 15/03/20 13:54 - 906 commenti

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Gradevole commedia che fa il suo dovere: intrattenere piacevolmente senza troppe pretese. Il cast è dipinto e variegato: De Luigi mistico e sornione, Germano mascalzone di cuore, la perenne svampita Sandrelli che, però, ci piace sempre e un cinico Pagni in gran forma che strappa sorrisi amari. La trama non è una novità (indebitato furbacchione, trova la gallina (il pollo, in questo caso) dalle uova d’oro e, complice anche la durata limitata, il film risulta scorrevole. Brevissimo cameo di Leroy che ben ci azzecca. Degna di nota la meravigliosa Villa Calandra.

Paulaster 28/06/20 11:12 - 2667 commenti

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Credente nell'esoterico pensa che il padre si sia reincarnato. Commedia coi due personaggi contrapposti in cui ci cerca un equilibrio tra la truffa e i buoni sentimenti. Tutto prevedibile salvo una scena nel prefinale, in cui non si ha il coraggio di fare sul serio. De Luigi recita sommesso e le uniche variazioni vengono da Germano (in famiglia, il vicino e i creditori). Ben disegnato invece il ruolo di Pagni e con la Sandrelli si potevano trovare altri spunti in qualità di vedova.
MEMORABILE: La Sandrelli che dice che non vuole un rapporto sessuale; La lingua giapponese grazie a Ozu; I figli gentili.
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