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MMJ Davinotti jr
Anno: 1954
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Da Pirandello. Episodi: "La giara" (Pandolfini), "il ventaglino" (Bru), "La patente" (Totò), "Marsina stretta" (Fabrizi).
Numero commenti presenti: 10
Papiro: cartaceo

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R.f.e. 17/06/09 11:39 - 817 commenti

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Un piacevolissimo film a episodi anni '50, oggi purtroppo non molto considerato. Invece presenta gradevoli episodi d'origine letteraria, interpretati con garbo e professionalità da noti attori e superlativi caratteristi dell'epoca. Fra i vari spezzoni, i migliori a mio giudizio sono quello di Totò ("La patente") e quello di Fabrizi ("Marsina stretta"). Ma anche il Turi Pandolfini de "La giara", tratto da Pirandello, è straordinario (quesito: è meglio questa versione o quella di Franchi & ingrassia in Kaos...?).

Enricottta 20/08/09 18:11 - 507 commenti

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Film a episodi che racconta alcune novelle di Pirandello. I 4 episodi, non tutti riusciti, risentono un po' dello "slegato" tipico dei film del genere. Si salva Totò, anche se non è il migliore. Discorso a parte va fatto per "La marsina", per la regia ed interpretazione di un ispirato Aldo Fabrizi: se ne apprezza la bravura della recitazione e a volte si rimane incantati per la sua spontaneità espressiva. Il grande attore riesce, al contrario della marsina imprestata, a cucirsi addosso un bell'abito su misura!

Daniela 15/11/10 18:02 - 9644 commenti

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Uno dei primi film ad episodi del cinema italiano del dopoguerra, di nobile ispirazione letteraria, ingiustamente caduto nel dimenticatoio, a parte il folgorante e giustamente famoso episodio con Totò iettatore. Infatti, se si esclude l'inconsistente "Il ventaglio", anche gli altri due episodi sono di valore: "La giara" per la presenza di ottimi caratteristi, "Marsina stretta" - quello di maggior respiro narrativo - per l'umanità che Fabrizi riesce ad infondere al suo personaggio, un mite professore reso "leone" dalle contingenze.

Graf 13/09/13 12:30 - 700 commenti

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I temi pirandelliani del paradosso, dell'esagerazione drammatica, del "sentimento del contrario", dell'incomunicabilità, della dell'infelicità umana, li troviamo discretamente approfonditi in questo film a episodi diretto a otto mani da Pastina, Soldati, Zampa e Fabrizi. Spiazzante ed eccentrico l'episodio di Fabrizi, tagliente e macabro quello con Totò che scolpisce con evidenza quasi michelangiolesca uno "iettatore" in cerca di riconoscimento giuridico che, più che da Pirandello, trae linfa dall'antichissima tradizione apotropaica napoletana. Buono.

Furetto60 23/09/13 09:26 - 1129 commenti

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Dei 4 episodi quello del ventaglino è probabilmente il meno riuscito, ma anche quello più triste, mentre gli altri sono maggiormente improntati alla commedia; anche l’ultimo, quella della marsina stretta, che risulta il migliore grazie a un’interpretazione magnifica di Fabrizi, mirabilmente in bilico tra comico e tragico: solo per questo una palla in più. Quello di Totò è molto divertente, ma la conclusione appare affrettata. L’episodio della giara, che apre il film, ha un aspetto irreale, quasi kafkiano, ma tutto sommato non è granché.

Nando 5/08/14 00:50 - 3495 commenti

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Quattro novelle pirandelliane in un film a episodi di inizio anni Cinquanta. La giara è consueto e abbastanza impossibile nel suo svolgimento, con un Pandolfini in gran forma. Il ventaglino è piuttosto triste ma notevolmente insulso. Nella patente Totò regala invece una mirabile interpretazione, nonostante la storia esile. Marsina stretta mostra un monumentale e bonario Fabrizi che dimostra se mai ce ne fosse stato bisogno di essere un monumento della cultura italiana.

Minitina80 22/04/15 10:19 - 2400 commenti

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Quattro piccoli apologhi di Pirandello che non reggono la trasposizione su celluloide. Sono troppo esigui e striminziti per poter lasciare un segno concreto. L’unico che riesce a trovare maggior senso è "La giara", mentre "Il ventaglino" è assolutamente inconsistente. Nella "Patente" Totò recita troppo sopra le righe e il seguente episodio con Fabrizi scorre via noiosamente. Meglio limitarsi a leggerli.

Il Dandi 8/03/18 22:50 - 1849 commenti

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Operazione di divulgazione culturale di massa come usava ai tempi: tutti gli episodi appaiono fedeli alle novelle, ma quelli più celebri (con Pandolfini chiuso nella giara e Totò in divisa da iettatore) in realtà non vanno oltre un generico impianto folkloristico (sia pur iconico) e lo spirito pirandelliano ne esce piuttosto banalizzato. Vi si avvicinano di più il sottovalutato "Il ventaglio" (il più breve) e soprattutto il monumentale "Marsina stretta", in cui Fabrizi si autodirige in uno dei suoi ruoli più signorili e commoventi di sempre.
MEMORABILE: Fabrizi affronta i parenti dello sposo strappandosi la manica del frac.

Rufus68 3/02/18 23:16 - 3152 commenti

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Di Pirandello rimane poco. La casualità, il doppio, il grottesco qui non hanno campo. Pittoresco "La giara", un divertimento, mentre gli episodi con Totò (memorabile pur se caricaturale) e Fabrizi (bravo, ma "La marsina" risulta troppo diluito e di maniera) sono schiacciati dalla mole del carisma dei rispettivi protagonisti. Solo nel sottovalutato "Il ventaglio" risalta la poetica dell'illogico e del crudele tipica dell'Agrigentino. Mezza palla in più (arbitraria) in ricordo di Emilio Cigoli.

Rambo90 22/07/20 01:31 - 6435 commenti

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Episodi diseguali tratti da Pirandello. Il peggiore è "Il ventaglino": forse perché tratto da una novella poco ispirata sa di inutile, all'interno di questa raccolta. Molto meglio "La giara", interpretato da un bel gruppo di caratteristi, e ancora di più "La patente", in cui Totò mostra ancora una volta le sue qualità di grande attore. Il migliore del lotto è comunque l'episodio finale, diretto e interpretato con maestria da Fabrizi che passa dai toni comici a quelli drammatici con disinvoltura e regala una performance degna d'essere vista. Buone le musiche.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 15/06/10 21:01
    Consigliere - 13999 interventi
    Wylly ebbe a dire:
    Allora, il film, o meglio, l'episodio "la patente" con Totò (non dura molto) è stato girato tutto in Piazza del Pebliscito a Nemi.
    Totò è stato calunniato dagli abitanti di essere uno jettatore, così, dopo aver parlato col giudice per avere la patente, esce di casa, vestito di nero, occhiali scuri ecc..per farsi vedere dagli stessi abitanti raccomandando a tutti di testimoniare che lui è davvero uno jettatore altrimenti saranno guai, quindi Totò ne approfitta di questa situazione, lasciando esterrefatti gli abitanti, motivo? farsi pagare per non "interferire" nella loro vita, privata o di lavoro.
    Quindi, diciamo la piazza per farsi notare e parlare, minacciandoli, con gli abitanti, gli stessi che lo calunniavano, si grattavo o toccavano ferro appena lo vedevano



    È tratto da LA PATENTE, novella di Pirandello.