Quella casa nel bosco

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Cabin in the Woods
Anno: 2012
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 50
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel panorama asfittico del cinema horror di oggi a volte basta poco per colpire l'immaginazione dello spettatore assuefatto a colpi di scena telefonati e giochi di torture protratti per novanta minuti. Basta magari una rielaborazione fitta di omaggi e citazioni multiple al servizio di una storia che peschi a piene mani dal tema reality, sempre molto di moda, popolata di personaggi alle prese con dialoghi meno sciatti del consueto. CABIN IN THE WOOD ricalca volutamente l'avventura dei cinque disgraziati della CASA di Raimi arrivando già subito a sfociare nella citazione più smaccata e voluta: per la forma della casa, per la botola che si apre nel buio di una cantina misteriosa, per le riprese...Leggi tutto che sbirciano dall'esterno delle finestre, le formule magiche, il libro e mille altre cose. Ai confini del remake insomma, senonché qui qualcuno sta seguendo tutto da una postazione che ha videocamere piazzate ovunque, nella casa e nel bosco: una coppia di inservienti sulle tracce dell'Ed Harris di THE TRUMAN SHOW, anche qui circondati da colleghi che si comportano stando ben attenti a dirci il meno possibile per non svelare troppo presto la soluzione. Le scene da questa sede esterna si alterneranno per tutto il film a quelle che vedono protagonisti i nostri cinque ragazzetti nella casa, tutti rigorosamente stereotipati (ma ci sarà un perché, come in SCREAM). La cosa dopo un po' a dire il vero comincia a stancare, e tutto il mistero che regola il mondo "al di fuori della casa" si fa spesso esageratamente fumoso quando invece sarebbe tempo di chiarire un minimo la situazione. Cominciano gli immancabili ammazzamenti (ma il più delle volte di pura routine, per nulla fantasiosi) e alla fine è impossibile non cominciare a infastidirsi per l'autocompiacimento di una regia che pare non saper più dove sbattere la testa, ammassando citazioni su citazioni (CUBE) senza riuscire a evitare una ripetitività allarmante e un'indecisione sul registro da seguire, a metà tra horror vero e malcelata parodia. Poi, finalmente, la svolta: comincia quasi un altro film e l'impianto visivo si fa molto più affascinante (anche se certi omaggi a HELLRAISER, con tanto di colonna sonora replicata, sanno di giochetto fine a se stesso), arrivano l'orrore e lo splatter e, pur in contesto più da cinema fantastico vagamente fantascientifico che da horror classico, il delirio travolge ogni cosa, divertendo e a suo modo intrigando fino alla comparsa - sorpresona - della rediviva Sigourney Weaver. Così, nonostante ci si accorga di aver avuto a che fare soprattutto con un giocattolone meno intelligente di quanto voglia sembrare, se non altro si riesce ad apprezzare lo sforzo di chi ha voluto uscire un po' dagli stantii canoni del genere forzando le barriere e contaminando il contaminabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/05/12 DAL DAVINOTTI
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Galbo 15/05/13 19:02 - 11387 commenti

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Non male questo horror scritto dal regista di The Avengers. Il suo pregio principale è quello di mescolare i generi e utilizzare i riferimenti al classici (viene in mente principalmente Raimi) in modo abilmente citazionista, senza scadere nel banale plagio. Ne deriva una pellicola coinvolgente, capace di cambiare rapidamente registro utilizzando il meccanismo delle scatole cinesi. Prova del cast di buon livello.

Cotola 23/05/12 23:33 - 7525 commenti

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Horror citazionista (un po' troppo) che cerca di discostarsi dalla media con qualche considerazione metacinematografica sul genere e qualche stilettata ironica, a volte riuscita, nei confronti dello stesso. Ma si ha l'impressione che l'insieme delle parti non sia ben amalgamato. Mantenere a lungo le carte coperte gli giova, ma il disvelamento finale, parte in cui francamente il film sbraca non poco, fa restare indecisi tra la ca**ata megagalattica e un qualcosa di beffardo, bizzarro ed originale. Non convince, eppure potrebbe meritare una seconda visione più attenta e consapevole.

Jandileida 12/05/12 20:55 - 1253 commenti

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Horror dal sapore ironico con chiari rimandi ai primi Raimi. Non vi aspettate quindi di saltare sulla poltroncina o di non dormire la notte perseguitati da spiritelli vari, ma se volete farvi un paio di risate e godere di una storia non troppo abusata e bizzarramente sorprendente (nonostante l'inizio più che standard), allora il film non delude. Tra l'altro il non prendersi troppo sul serio è esercizio non semplice ma sempre salutare, e allora ben vengano registi e attori che si (e ci) divertono. Regia e attori nella media. Saporitamente anni '80.
MEMORABILE: Il motocross alternativo.

Puppigallo 14/05/12 18:27 - 4509 commenti

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Quando meno te l'aspetti sbuca una pellicola che, se non altro, ti porta qualcosa di diversamente elaborato dai soliti horror, nonostante vi attinga. L'impronta è quasi Lovecraftiana (lo scopo di tutto...le ataviche paure...i mostri in attesa). Ma qui ci si prende molto meno sul serio; ed è uno degli aspetti vincenti, oltre ad alcune chicche, come l'organizzazione stile aziendale, l'utilizzo del sangue, la manipolazione chimica...E poi, finalmente i soliti ragazzi hanno un'utilità, che va al di là dell'essere macellati (ognuno ha un suo perchè). Riuscito, grazie anche a dialoghi potabili.
MEMORABILE: Lo strafatto: "Gli sbirri non fermano mai un tizio con un bong gigante...sanno che lui vede oltre"; "Adesso lo spirito di Kiko vive nella rana felice"

Von Leppe 19/05/12 14:02 - 1028 commenti

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Miscuglio di remake molto alla moda, dove non manca il voyerismo di ultima generazione in una trama delle più tipiche americane: i ragazzi allegri che vanno in vacanza in una casa solitaria (ricreata quasi identica a quella di Raimi) vengono osservati da un laboratorio che sembra la borsa di Wall street, che spezza molto l'atmosfera horror. Nell'insieme è un film divertente con molti effetti speciali e mostri. Poco comprensibile la situazione.

Markus 19/05/12 12:14 - 3295 commenti

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Quando un horror non fa paura - a mio parere - ha fallito; in questo senso mi sento di bocciare il manufatto di Goddard, a cui però devo riconoscere (e qua guadagna un punto) il bel mix di citazioni fatte da classici dell'horror americano Anni '80 e il fatto di averle rielaborate in salsa fantascientifica nella moderna concezione televisiva del reality-show (anch'esso a dire il vero abusato). Prima tempo fiacco (in cui ho preferito le parti giovanilistiche) e secondo, invece, scoppiettante e ricco d’emozioni, ma appunto con l'assenza di terrore.

Mickes2 21/05/12 19:17 - 1668 commenti

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Fulgida girandola citazionista e commedia nera horrorifica di macabro e irriverente gusto, che adopera l’assunto Lovercraftiano elaborandolo in chiave dissacrante con mestiere, intelligenza e conoscenza. Ragazzotti in viaggio tra le foreste Descentiane sospetta che Non aprire quella porta sia la scelta più sensata, ma La casa li attrae impaziente di assaggiare – attraverso il prezioso aiuto di Zombi-Strangers per lo più Notturni – le loro paure ancestrali; il tutto Raimizzato e metacinematografato tra ascensori al Cubo e corridoi Shiningheggianti. Addizionando gustose apparizioni e deliranti mescoloni Ju-onici, Ringueggianti... Necessario.

Pumpkh75 26/05/12 18:14 - 1314 commenti

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Dopo anni passati tra cloni di Saw, fantasmi più o meno orientali e torture sempre più spinte e sempre più noiose, ecco il ritorno all’horror scoppiettante degli anni 80, con questo spudorato omaggio a un cinema fantastico che sembra scomparso, diviso in due parti: una convenzionale, l’altra scatenata e ritmatissima. Staccare il cervello e trascurare la logica: qui c’è divertimento puro, senza fronzoli e senza furbizie, derivativo quanto si vuole ma non per questo meno appetibile. Si sarà capito, ma a me è piaciuto davvero tanto.

Rambo90 8/06/12 01:25 - 6347 commenti

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Horror che sembra creato appositamente per cinefili: La casa, Cube, Non aprite quella porta, The grudge, Hellraiser... tutto frullato insieme, mantenuto da una struttura originale (con qualche debito verso il Truman show però) e che non smette di regalare sorprese e divertenti citazioni. Non mancano buoni effetti "gustosi", il cast è buono: Hemsworth se la cava, Jenkins è molto bravo e c'è pure la Weaver. I fan del genere avranno di che godere, gli altri forse un po' meno. Notevole.

Chimera70 6/06/12 16:50 - 34 commenti

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C'è molta carne al fuoco in questo film godibile e giocoso, che già dall'incipit si preannuncia quantomeno singolare. Ci si perde in una giungla di citazioni, ci si bagna nel sangue come richiesto dal rituale, sposando tesi lovecraftiane in un finale follemente apocalittico. Tensione e paura però sono assenti, neutralizzate da un'ironia ai limiti della parodia. Attori, a me sconosciuti, senza infamia e senza lode, messi al servizio di un'opera che non è sorprendente come speravo.

Cloack 77 7/06/12 11:19 - 547 commenti

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Preso da punti di vista differenti non ha alcun pregio esaltante: l'accumulo di citazioni è stantìo e ripetitivo, l'esaltazione della pigrizia (immagino gli sceneggiatori di Boris), prendi un cumulo di film horror e tirane fuori qualcosa che li ricordi tutti senza essere originale: complimenti! Se poi proprio vogliamo trovare un motivo di interesse, forse il massacro "fantasioso" del finale regala almeno un sorriso; resta il dubbio però: è un film o una presa in giro?

Mota 8/06/12 13:50 - 59 commenti

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Buon esordio alla regia per Drew Goddard, che ci regala un horror con contaminazione di altri generi. Il film non parte in maniera originale (cinque ragazzi, abbastanza stereotipati, decidono di trascorrere il weekend in una casa isolata nel bosco) ma col passare del tempo ci si accorge che la trama in realtà è ben più complessa e studiata. Il ritmo è abbastanza elevato (specialmente nella seconda parte) e tiene viva l'attenzione fino alla conclusione. Il film inoltre regala anche varie risate. Da vedere.
MEMORABILE: Le scene nella postazione di controllo.

Neapolis 19/06/12 08:14 - 175 commenti

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Evidentemente non si riesce più a essere un po' originali, nella sceneggiatura di un film horror. Decisamente scopiazzato da più parti, un film inutile e a tratti ridicolo (quando si tenta di dare un tocco di originalitâ con le riprese televisive).

Schramm 12/08/12 11:52 - 2414 commenti

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Truman, giù la maschera: le colline sanguinano e tu che fai? Urli ai quattro vanti di avere un occhio piccolo! E nella foga dell'iper-meta-metatutto barra velleità di voler essere Definitivo ti lasci sfuggire proprio il cinema! Frani come horror in sè, come citazionistico mastermind da tavola pitagorica, come critica e/o atto di fede al genere; ricordi chi spiega i finali delle barzellette al perplesso auditorio che continua a non comprenderle perché ti mancano i tempi e la presenza; titilli con un barkeriano bad trip e poi ci ingozzi di sottilette Lovecraft? Ma io ti mando a fare in Chtulu!
MEMORABILE: La Weaver formato Nicoletta Orsomando: Coppa Superscult 2012!

Daniela 2/09/12 10:33 - 9402 commenti

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Alcune delle domande che più assillano i fans dell'horror: perché il numero 5 porta tanta sfiga? perché i personaggi si comportano tanto stupidamente di fronte al pericolo? perché solo la ragazza più "seria" del gruppo ha qualche possibilità di sopravvivenza? L'esordiente Goddard declina le risposte sulla scia tracciata da Craven con Scream, quella della destrutturazione ipercitazionista condita da abbondanti dosi di ironia. Il risultato, interessante ma certo poco originale fino ad un certo punto, raggiunge invece lo scopo nel delirante finale splatteroso ed apocalittico, che spiazza e diverte
MEMORABILE: La scommessa fra i tecnici del laboratorio - la visione delle "scatole" trasparenti - "Vergine? Io?" "Beh, ci accontentiamo di quel che troviamo"

Greymouser 3/09/12 19:03 - 1458 commenti

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Non mi convince l'insistito citazionismo metafilmico che trasuda continuo da ogni sequenza di un film piuttosto sopravvalutato - a mio parere -, che volge come al solito in burletta temi lovecraftiani che meriterebbero più seria e filologica considerazione. La narrazione mi sembra raffazzonata e scollata, con una regia che ha molte virtuosistiche ambizioni, ma - alla resa dei conti - scarsa fantasia visionaria, nonostante il grandguignol teratologico del finale che scalda un po' l'atmosfera (ma è mediocre CGI). Nuovo cult movie? No, grazie.

Redeyes 23/09/12 10:35 - 2144 commenti

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Lovecraft. Bastan davvero gabbioni di mostri e esseri originali a tirarlo in causa? Perchè non gettar in cantina anche i tarocchi di Aleister Crowley, allora? Più che citazionistico l'ho trovato scevro di sceneggiatura. Come un tema dove si abbozza qualcosa ma la si lascia morire. L'idea trumaniana m'intrigava, ma non vi ho visto altro, però, dentro. Fenomenale l'orgia di oggetti evocatori in cantina e altrettanto lo zoo di mostri. Su tutti l'unicorno assassino (e notavo anche il serpente che ricorda da vicino il mitico King Kobra). A fine della sessione di caccia come si faceva a rimettere nei gabbioni gli animali scelti? Cerco risposte.
MEMORABILE: L'unicorno.

Ducaspezzi 19/10/12 20:49 - 222 commenti

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Un film che, come questo, viene calato in una vera e propria sarabanda citazionistica, deve poi mostrare di poterselo permettere sfoderando una sua propria originalità d'impianto e di segno che qui, purtroppo, manca. Smarrita nel continuo rifarsi a qualcos'altro. Anche il lato ironico appare sbiadito, con dialoghi appena sotto il passabile e, per esempio, la figura del cannato cronico che riesce come una carta scialba più che comica. I personaggi non traggono certo spessore dal senso che gli viene appiccicato alla fine. Sfibrato luna-park! Quella era la Weaver? No, no, negherò a oltranza. Sigourney non ha mai preso parte a questo film.

Mco 22/10/12 23:18 - 2151 commenti

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Lo spirito che attraversa le dinamiche del film appare prima facie quello di un semplice distruttore del genere. In realtà, invece, costruisce proprio demolendo le fondamenta di un sistema. E quando i superstiti parlano di una nuova era esemplificano al meglio questa notio. Questo guazzabuglio ipercitazionista mette a nudo, infatti, la fallacia di quelli che sono parte dei valori attuali annunciando l'imminente fine dell'intero sistema stesso. La ventata di pessimismo totale ne fa un'opera a suo modo importante nel cinema di genere.
MEMORABILE: La suddivisione in celle dei vari tipi di mostri a disposizione del sistema.

Undying 19/12/12 21:22 - 3840 commenti

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Citazionistico sino alla nausea gode di una bella messa in scena e di una felice scenografia che, in maniera inversamente proporzionale, stona non poco con un plot inverosimile, fuoriposto e al limite del ridicolo. Almeno all'inizio ci fosse stata risparmiata l'esibizione della postazione "scientifica" di controllo, per buona metà ci si sarebbe potuto godere un bel film. L'inverosimile e pirotecnico finale sembra perdersi in esternazioni caotiche, almeno quanto lo sono quelle della sceneggiatura. Tra la marea di film evocati risaltano, al limite del plagio, Thir13en Ghosts e Hellraiser II.

Deepred89 31/10/12 01:48 - 3283 commenti

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The Evil dead show. Il gioco è dichiarato fin dall'inizio, con una specie di remake del film di Raimi che diventa reality show, ma l'alternanza tra slasher e satira televisiva regge fino a un certo punto. Poi, forse a tempo scaduto, si punta più in alto, con un vero e proprio delirio in cui entrano a far parte maledizioni, digitale, splatter, azione, ascensori per l'inferno e, udite udire, Sigourney Weaver. Un prodotto strambo e curioso, anche se l'ironia e le esagerazioni non sempre riescono a sortire gli effetti sperati. Moderatamente spassoso.

Hackett 1/12/12 17:15 - 1725 commenti

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Divertente non sarebbe il termine più indicato per giudicare un horror ma l'aggettivo ci sta tutto ed è positivo. Citazioni a man bassa (ma non le faceva anche Craven?) rendono semplice l'introduzione a un film che parte sul binario del puro slasher giovanile per poi virare su una visione sconcertante del futuro che omaggia (o plagia) la saga di The Cube e pure Dal tramonto all'alba. Poche idee o omaggi che siano, il film è ben fatto e ci si diverte. Pirotecnico e liberatorio il finale.

Didda23 13/12/12 19:42 - 2287 commenti

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Stranissima quest'opera scritta dall'accoppiata Whedon-Goddard, che mescola disordinatamente stilemi diversi; in effetti sono molto i titoli che vengono in mente, ovviamente su tutti i rigurgiti raimiani e weiriani. Il costrutto è girato con mestiere e senza esagerare in movimenti di macchina fini a se stessi. Purtroppo gli ultimi minuti svaccano nella scemenzucola per colpa delle ambizioni troppo elevate, che hanno poco a che fare con il resto. Difficile rimembrare un finale così osceno.

Pol 16/12/12 15:44 - 589 commenti

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La locandina parla chiaro: la classica casa nel bosco è sempre stata un giocattolo di cui Goddard ci vuole spiegare i meccanismi. Che, va detto, non sono proprio svizzeri, ma ben venga un film imperfetto come questo piuttosto che l'ennesimo inutile horror-fotocopia. Dopo la classica mezz'oretta di introduzione il ritmo si assesta su livelli alti fino alla sarabanda finale con relativo sbrocco Lovecraftiano, a sigillo di una sceneggiatura tanto improbabile quanto divertita. Nient'altro che un gioco per cinefili, ma gustoso.

Jena 9/02/13 10:23 - 1192 commenti

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Ed ora qualcosa di completamente diverso! In effetti il film spiazza non poco con i suoi cambi di direzione, risultando un incredibile incrocio tra Lovecraft e Il cubo (!) con innesti da La Casa, Zombi ed Hellraiser. Chiaramente siamo al post post horror: tutte le storie sono state raccontate, rimangono solo giochini a incastro di intelletualoidi del cinema come Whedon/Goddard. Non è detto che ciò piaccia ai duri e puri del genere. Regia anonima, attori a livello zero (su tutti il tonno Hemsworth), a parte Jenkins, effetti speciali scontati**1/2
MEMORABILE: Il folgorante cameo finale della regina, Sigourney Weaver.

Rebis 13/04/13 18:24 - 2088 commenti

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Sadako non ha cambiato le sorti del cinema horror. Lo slasher capitola nella ripetitività che lo sostanzia. Lo zombi-movie, arranca. Parla dell'empasse contemporanea Cabin in the wood: nasce da quel sentimento di sfiducia verso il genere che spinge a smascherarne cinicamente gli stereotipi nella convinzione che ormai solo una sovrastruttura metanarrativa possa rivitalizzarlo. Eppure anche Whedon e Goddard finiscono col rifugiarsi nell'irrazionale, e allestendo una sarabanda teratomorfa citazionista e visionaria, non fanno che sottostare al giogo: horror omnia vincit. Sollazzevole, suo malgrado.

Myvincent 17/05/13 20:35 - 2553 commenti

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Inizia come il solito horror giovanilistico, dove un gruppetto di ragazzi (ognuno ha una tipologia a sé stante) va in vacanza nel solito cottage sperduto, poi si scopre che c'è di mezzo un esperimento e la musica cambia. Non male il tentativo di arricchire di significati un genere spesso usurato da situazioni sempre uguali a sé stesse, scomodando perfino Orwell, ma i risultati sono così così.

Pinhead80 5/06/13 11:41 - 3951 commenti

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A voler esagerare con gli omaggi ad altri film spesso si combina un macello. Questo succede anche a The cabin in the woods, che non si accontenta di partire come La casa e decide di scomodare mezza filmografia horror, miti lovecraftiani e compagnia bella andando a "riesumare" una statica Sigourney Weaver. Davvero troppo anche per chi si diverte a riconoscere qua e là pezzi di film tra una scena e l'altra. Oltre a essere prevedibile manca pure di sostanza. Una delusione.

Piero68 12/06/13 09:06 - 2758 commenti

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Brutto horror senza capo né coda. Con una storia talmente assurda da risultare imbarazzante e tante di quelle parti incomprensibili e inspiegate fino alla fine da far sentire lo spettatore uno stupido (senza contare il citazionismo infinito nella ridda di mostri finali). Mancava solo Alien... Ma a questo gli autori hanno ovviato assegnando un cameo a una Weaver in caduta libera che ormai accetta veramente di tutto. Inutile poi stare a parlare di verve recitativa in un coagulo di facce inespressive. La Hutchison almeno cerca di essere sexy.

Nando 8/07/13 17:25 - 3476 commenti

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Horror abbastanza copiativo in cui si osservano numerosi riferimenti a pellicole di genere del passato. Tra grande fratello e un abitazione pericolosa si snodano le vicende di cinque ignare vittime predestinate. Se la prima parte può mostrare qualche interesse nella seconda lo splatter emerge sovrano con situazioni orrofiche totalmente e inutilmente sanguinolente. Cast giovanilistico, cameo per una perfida Weaver. Modesto.

Blutarsky 24/10/13 17:35 - 353 commenti

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In poche parole una ciofeca! Fatico a capire il senso dell'operazione; cos'è, una sorta di decostruzioe del genere slasher? Un malriuscito gioco cinefilo? Una presa in giro alle aspettative del malcapitato spettatore? Qualunque cosa sia o volesse essere, è sopratutto una pellicola senza un minimo di tensione, spaventosa come una puntata degli “orsetti del cuore”, con una storia indecente e noiosa, prevedibile nello svolgimento, buttando alle ortiche la pur buona messa in scena e un cast tuttosommato decente (Sigourny che fai!).

Herrkinski 7/12/13 04:04 - 5138 commenti

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Curioso esperimento tra metacinema, citazionismo e satira del cinema horror. Le sequenze in stile La casa sono in realtà solo parte del gioco, come si capisce da subito; il film infatti va più che altro a parare su lidi alla Cube, con un contorno di suggestioni lovecraftiane nello spiegone finale. Un bel pasticcio, in bilico tra il geniale e il ridicolo, godibile a patto di prenderlo per quel che è: un giocattolone splatter per horrorofili annoiati ma dotati di sufficiente senso dell'umorismo. Tollerabile nel contesto fantasy la CGI.
MEMORABILE: Il massacro nel laboratorio.

Viccrowley 23/01/14 02:06 - 803 commenti

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I Grandi Antichi ai tempi del Grande Fratello in un circo ultra citazionista che parte bene e continua solido in un mare magnum assolutamente decostruttivo nei confronti del genere horror. Peccato per quell'ultima mezzora, dove il castello di carte crolla a suon di bulimici, esagerati effetti digitali e dove il solito spiegone, fatto su misura per lo spettatore yankee, ridicolizza un risultato che poteva essere ben superiore. Con più coraggio e meno scelte commerciali poteva uscirne un nuovo cult.
MEMORABILE: "Peccato, non vedrò mai come è fatto un Tritone..."

Kinodrop 14/07/14 15:27 - 1502 commenti

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C'è di tutto un po': horror, splatter, slasher, demenziale, fantasy, Truman Show... il tutto frullato al servizio di una trama banale e assurda che toglie subito i presupposti del coinvolgimento e della paura. Jenkins e soprattutto la Weiver (in un cameo di pochi minuti) sprecatissimi. Si salvano solo la scenografia e qualche effetto speciale che comunque non apportano interesse all'insieme. Il finale è irritante quanto imbarazzante e di certo non basta citare all'impazzata per creare qualcosa di valido, anzi.
MEMORABILE: I due sopravvissuti che si passano uno spinello tra le rovine di una apocalisse, al limite del comico.

Xabaras 31/12/14 10:40 - 189 commenti

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Un'ora e mezza di insulti inenarrabili alla storia del cinema horror presa nel suo insieme, un'opera che (attenzione!) non lo rivitalizza affatto, bensì lo porta all'estrema necrosi. Dove sta l'orrore, dove sta la tensione? Forse in quel finale che dovrebbe (rido per non piangere) omaggiare Lovecraft? O forse nelle continue e a dir poco pedanti citazioni? Boh.

Lucius 24/06/15 01:39 - 2819 commenti

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Come sfruttare La casa differentemente da un remake? Ruba a man bassa dal film originale, aggiungi una star di Hollywood (Sigourney Weaver, sempre bravissima ma qui in una marchetta cinematografica) e sprazzi di fantascienza, condisci il tutto con SFX di ultima generazione e vedrai che il piatto è pronto per la tavola. Qualcuno lo troverà pure interessante. Io no. La Playstation è rotta, no problem, "The cabin in the woods" è pronto per intrattenerti e divertirti, senza ironia, senza pretese autoriali. Dimentichi il popcorn!

Taxius 21/03/15 21:24 - 1643 commenti

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Splendido horror capace di mescolare nuove e vecchie idee: possiamo trovare infatti un evidentissimo tributo alla Casa di Sam Raimi e ad altri famosi cattivi come Pinhead. Verso il finale del film si comincia a realizzare che "quella casa nel bosco" non è il tipico slasher visto e rivisto, ma qualcosa di nuovo. Probabilmente il miglior slasher dal primo Scream.

Belfagor 12/10/16 22:20 - 2623 commenti

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Cinque ragazzuoli si ritrovano in balìa di un Grande Fratello raimiano. Whedon affronta l'horror armato della sua cara decostruzione, impelagandosi progressivamente in un citazionismo debordante che tradisce il doppiogiochismo della pellicola: da un lato l'appiglio sicuro dei mostri sacri; dall'altro una smania parricida che, come per Edipo, conduce alla cecità. La Weaver compare giusto il tempo per gridare la morale fin troppo ovvia e, nel complesso, non c'è nulla che Scream non abbia già detto. Troppo meta, poco cinema.

Gabigol 21/03/17 16:52 - 417 commenti

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Interessante riflessione sulla scarsa educazione del pubblico, perennemente ingordo di prodotti horror copia-incolla (parallelismo con gli Antichi, desiderosi sempre e solo delle stesse vittime "cliché" per sopravvivere). La trappola di Goddard esegue la riflessione metacinematografica con un trailer fuorviante per attrarre il pubblico-vittima in sala, il quale è condannato/costretto a comprendere di essere stato preso in giro per i suoi difetti. Vivace nel gioucare con i cliché del genere, il film intrattiene con le banalità del caso.
MEMORABILE: L'arrivo del fattone in macchina; Il tritone che incede pesantemente; L'unicorno; Il gas per dividere tutti; La serie di "gabbie".

Rufus68 28/05/17 23:00 - 3087 commenti

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L'horror ha da tempo finito di raccontare la realtà (rendendola comprensibile) per ridursi a raccontare sé stesso (o parodiare l'insigne passato) e originare centinaia di filmetti fatti con lo stampino (metacinema: ma mi faccia il piacere!). Cabin è uno dei tanti, ma vanta almeno il pregio d'essere divertente grazie al raffronto fra la narrazione vera e propria e il cinismo profuso dai controllori del "gioco" (bravi Whitford-Jenkins). Qualche caduta nella grossolanità, qualche stoccata anti-sistema a segno e sangue a ettolitri: non malaccio.

Luras 21/04/18 14:43 - 142 commenti

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Che fosse il classico filmettino adolescenziale era chiaro fin subito: ragazzi belli, musichette insignificanti e la solita casa misteriosa. Purtroppo ha anche la pretesa di imitare un gran numero di pellicole dell'orrore, risultando una macedonia confusa e nemmeno buona. La casa non fa paura, per non parlare dei mostriciattoli che compaiono di tanto in tanto. La parte del pubblico in studio che segue le loro vicende è di uguale, bassissimo livello. in realtà sarebbe solo brutto, ma la recitazione dei giovanotti lo rende pessimo.

Thedude94 30/10/18 00:37 - 565 commenti

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Pellicola celebrativa, per veri amanti del genere, che attraverso una storia apparentemente semplice riesce a raccontare una realtà a dir poco apocalittica. Goddard dirige degnamente, forse soltanto il montaggio in alcuni momenti è troppo frettoloso e toglie quel pathos alle scene di paura; già, perché il film non è terrificante, non cerca di mettere paura ma mette in mostra i molteplici esseri disumani in maniera a dir poco gore e selvaggia. E' tutto un omaggio al genere, ma è comunque originale nella trama e non banale. Buono.

Il ferrini 22/07/18 11:28 - 1685 commenti

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La forza del film sta nel mescolare più sottogeneri fra loro dando vita a un curioso jukebox, in larga parte citazionista, in cui trovano posto un po' tutti gli orrori dei racconti di Lovecraft o di Poe, il tutto in palese salsa Raimi. Ne viene fuori un prodotto leggero e divertente, che non spaventa nemmeno per un secondo, però di sicuro intrattiene e può essere goduto anche da chi non ama l'horror. Il passaggio alla Cube dei protagonisti fra le varie celle contenenti i mostri è una sequenza che rimane. Non un miracolo ma un buon film.

Modo 3/09/18 01:08 - 824 commenti

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Horror che prende spunto dai suoi più famosi predecessori (vedasi Raimi). Ma il pezzo forte è l'idea dell'azienda formato Grande Fratello con annesse scommesse sulla riuscita del piano sanguinario. Il tutto non guasta se l'obbiettivo finale è comunque un film nel complesso ben fatto e a tratti pure simpatico. Il finale ci regala pure Sigourney Weaver come direttrice del tempio malefico. Attori e dialoghi sopra la media, per il genere di film: non sbracano eccessivamente.

Bubobubo 29/09/18 22:44 - 1199 commenti

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Interessante operazione antropologica: è più il tempo passato a chiedersi dove sta il confine (se esiste) tra le buone intenzioni e la sottile ironia del postmoderno di quello effettivamente speso per stare dietro alle vicende dei soliti sciocchi universitari nella solita casa misteriosa di legno ereditata da parenti mai visti. Il citazionismo è fluviale, ma sincero: alcune situazioni assurde, ma volutamente tali; la mattanza simbolica dell'intero genere grottesca eppure pregnante. Poi arriva il finale: e di nuovo si resta con un palmo di naso.

Faggi 6/10/18 20:06 - 1505 commenti

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Horror concettuale e citazionista o boiata appropriazionista? Una via di mezzo, forse. Per oggetti come questo conta la pura (non la mera) capacità d'intrattenimento: è probabile che l'obbiettivo sia stato raggiunto. Abbiamo una realtà parallela orrorifica stimolante e infatti il film lo si guarda con curiosità, fila liscio (più o meno) e non infastidisce (cosa non da poco per un horror contemporaneo). Dimostra cinismo e riesce a non prendersi sul serio (anche se l'ironia non è sempre sinonimo di qualità espressiva).

Minitina80 17/02/20 22:16 - 2340 commenti

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Non si capisce bene cosa avessero in mente gli autori. L’impressione è che guardassero principalmente a Craven e Raimi e da lì abbiano cercato di creare un qualcosa che assumesse la forma di un tributo, anche se qualche interrogativo resta. Nella seconda parte cambia pelle, deflagrando in un tripudio di splatter buttando nella mischia a più non posso creature di ogni sorta. Alla fine resta addosso una sensazione di inutilità e l’incapacità di Goddard di dare seguito e concretezza alle proprie ambizioni.

Lupus73 19/02/20 23:08 - 597 commenti

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Ragazzi ambosessi vanno a trascorrere ore spensierate in uno chalet nel bosco. Sembrerebbe un revival dei più classici slasher/chalet movie ottantiani ma c'è di più: una geniale reinterpretazione metacinematografica in cui i cliché tipici del genere sono solo scenografia fittizia dietro la quale c'è chi muove i fili. Come se non bastasse, il nocciolo a monte di tutto interseca il genere pagan horror. Hemsworth è il bellimbusto stereotipato mentre il vero mattatore è "il buffone" (Kranz). Ottima regia e confezione con finale che non delude.
MEMORABILE: La parte iniziale nello chalet; La delirante parte finale.

Capannelle 22/02/20 10:21 - 3721 commenti

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Sembra per un tempo poter divertire, grazie a quel connubio forse forzato ma gestito bene tra atmosfere horror classiche e reality show con tanto di tecnici allupati nel guardare attraverso il buco della serratura. In questo modo anche certe divagazioni giovanili e gli stessi protagonisti diventano accettabili. Al momento di tirare le fila però le risposte non convincono e ci portano diretti verso un finale francamente ridicolo, che peggiora la percezione già traballante della pellicola.

Enzus79 5/09/20 22:36 - 1802 commenti

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Esordio alla regia di uno dei migliori registi di questi ultimi anni: Drew Goddard. Pellicola che si fa apprezzare col passare dei minuti, dato che la prima parte è veramente piatta. Dopodiché si assiste a un buon film: scene splatter, spiazzanti e divertenti, in cui le banalità lasciano spazio a un humor nero che più si confà alla storia. Magari fra qualche anno lo si potrà definire un horror cult.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Jandileida • 14/08/12 16:17
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    D'accordo, ma l'ironia di fondo dell'operazione si coglieva chiaramente. Non era Shining, per dire.
  • Discussione Schramm • 14/08/12 16:18
    Risorse umane - 6710 interventi
    Zender ebbe a dire:
    e non so cosa intendi con senza basi: c'è una storia (che può piacere o meno) e che pesca a piene mani da Lovecraft e dalla moda degli Antichi Dei che sarebbero stati presenti sulla terra prima di noi (siamo più in zona Stargate che altro)

    peccato che sta roba salti fuori come SPOILER SPOILER SPOILER

    giustificazione finale,

    appiccicata con lo scotch carta, dopo tutto quel gratuito farfugliamento trumaniano, anch'esso attaccaticcio alla meno male...
  • Discussione Zender • 14/08/12 16:31
    Consigliere - 43526 interventi
    Come 3/4 minuti? Io parlo di tutto il caravanserraglio finale, che dura ben di più. Difficile scegliere 3/4 minuti in quel lungo caos... Sì, La casa mi spaventò parecchio in effetti al cinema (avevo 13 anni però, e un film come questo mi avrebbe ugualmente traumatizzato), ma poi cose come La casa nera (che pure m'è piaciuto parecchio) direi proprio che di paura niente, così come Drag me to hell...

    Sulle trumanate son d'accordo, ma ripeto che il twistone dell'ultima parte è un bel tunnel degli orrori (a livello immaginifico, non di spavento) e dello splatter, e rialza parecchio il senso dell'operazione.
  • Homevideo Undying • 20/12/12 02:20
    Scrivano - 7630 interventi
    DVD in catalogo Eagle Pictures, cioè a dire certa qualità tecnica a partire dalle caratteristiche audio (italiano ed inglese dolby 5.1) e video (anamorfico 2.40:1).
    Opzionabili i sottotitoli in italiano.
    Extra presenti in maniera limitata - oltre al trailer italiano - formati da disquisizioni attorno al film di:
    Drew Goddard (4' 19")
    Joss Wedhon (6' 55")
    Attori (4')

    Durata della versione: 1:31:42
    Sotto: frame dal DVD Eagle

    Ultima modifica: 20/12/12 07:44 da Zender
  • Discussione Herrkinski • 7/12/13 04:13
    Scrivano - 2294 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Sì, La casa mi spaventò parecchio in effetti al cinema (avevo 13 anni però, e un film come questo mi avrebbe ugualmente traumatizzato)[/b]
    Apro piccola parentesi: oggigiorno c'è la tendenza a dire che La Casa sia un film che "fa ridere", ma veramente faceva paura, eccome se ne faceva. Quando vidi la VHS in 5a elementare per poco non mi veniva un infarto, hahaha. Che poi i seguiti fossero comici, non ci piove.. Ma l'originale aveva un'atmosfera maligna mica da poco e penso che tuttora rimanga imbattuto.
  • Discussione Zender • 7/12/13 07:24
    Consigliere - 43526 interventi
    Esatto Herr, è appunto quello che sostenevo anch'io. Lo vidi al cinema colla gente che urlava, non che rideva...
  • Discussione Jandileida • 7/12/13 10:00
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Eh però l'hai pure visto in 5a elementare. Per dire io ancora mi sogno Scarlatti la notte con la tipa fantasma vestita di bianco che svolazzava, e più o meno lo vidi pure io alla stessa età: adesso non è che sia il film più perverso della storia del cinema.
    Ultima modifica: 7/12/13 10:00 da Jandileida
  • Discussione Buiomega71 • 7/12/13 10:30
    Pianificazione e progetti - 21911 interventi
    Jandileida ebbe a dire:
    Eh però l'hai pure visto in 5a elementare. Per dire io ancora mi sogno Scarlatti la notte con la tipa fantasma vestita di bianco che svolazzava, e più o meno lo vidi pure io alla stessa età: adesso non è che sia il film più perverso della storia del cinema.

    Quoto Jandi...Anche per me Sarlatti rimane un cult assoluto (anche se vidi il gioiello di Laloggia diciottenne).

    Rivisto in tempi "recenti" mi e parso addirittura seminale per la "ghost story" del nuovo millenio...

    Poi per la questione "paura indellebile infantile" rimane per sempre la Marina Yaru di Tre Passi Nel Delirio
    Ultima modifica: 7/12/13 14:49 da Buiomega71
  • Discussione Mco • 7/12/13 14:45
    Scrivano - 9683 interventi
    Concordo con gli illustri colleghi che mi hanno preceduto.
    Si conferma affare improbo se non del tutto impossibile attualizzare le paure. In quanto emozioni, le medesime rimangono legate, cristallizzandosi, ad un momento specifico della nostra vita.
    Nel mio caso "Mirror chi vive in quello specchio" ha lasciato solchi indelebili nella mia mente di fanciullo per la sola scena incipitaria, coi bambini terrorizzati a guardare dalla finestra uno spettacolo inadatto.
    Rivista oggi, tale scena conserva un fascino tutto speciale ma con suggestioni totalmente differenti...
  • Discussione Zender • 7/12/13 17:39
    Consigliere - 43526 interventi
    Jandileida ebbe a dire:
    Eh però l'hai pure visto in 5a elementare. Per dire io ancora mi sogno Scarlatti la notte con la tipa fantasma vestita di bianco che svolazzava, e più o meno lo vidi pure io alla stessa età: adesso non è che sia il film più perverso della storia del cinema.
    Uscì tardi in Italia, io lo vidi credo quindicenne tipo, e c'era gente più vecchia di me. Oltretutto era un VM 14 e assicuro che alcune scene terrorizzavano eccome l'intero cinema (non popolato solo di quattrodicenni).