Quando hai 17 anni

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Titolo originale: Quand on a 17 ans
Anno: 2016
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Se hai 17 anni".
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/10/16 DAL BENEMERITO BELGAZZARA
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Belgazzara 12/10/16 01:12 - 20 commenti

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Il viaggio interiore di due diciassettenni che si scontrano e si scoprono lungo una stagione scolastica, dall'inverno all'estate, ci riporta il Téchiné dell'Età acerba, osservatore inusualmente schietto e profondo di una fase della vita che spesso al cinema corre il rischio di essere alterata dalla percezione adulta. Il ritmo fila dritto in un esemplare incastro fra garbo e ruvidezza, con i suoi personaggi mai banali e l'insolita ambientazione pirenaica (siamo nell'Alta Garonna) che suggella il senso di comunità sempre caro all'autore.

Xamini 20/10/16 00:42 - 1000 commenti

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Un racconto delicato e onesto (e francese) sul divenire, sui corpi, gli istinti e i desideri in costruzione. Il contesto è del tutto particolare (un isolato paese sui Pirenei) e la vicenda è ripresa dall'altezza dei diciassette anni, senza particolari slanci in cabina di regia, ma una ricerca specifica dell'autentico. Anche un po' noioso, forse perché prevedibile.

Gippal 24/01/17 21:39 - 82 commenti

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Thomas e Damien sono due ragazzi con differenti background: uno proviene da una famiglia agiata, l'altro deve gestire una fattoria e fare una scarpinata chilometrica per arrivare a scuola. Diversi stili di vita che si uniscono, nonostante le differenze; una delicatezza che traspare nonostante la violenza, talvolta impetuosa, nonostante le incertezze. Nella bellezza e nella cura di certi dettagli, i difetti ci sono. La sceneggiatura, seppur ben congegnata, presenta alcuni difetti.

Daniela 6/08/19 23:30 - 9221 commenti

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Tre trimestri, nove mesi: è il tempo necessario per una gravidanza ed è anche il tempo che scandisce il rapporto fra il "cittadino" Damien ed il "montanaro" Tom, diciassettenni che frequentano la stessa scuola ma provengono da ambienti ben diversi. I due ragazzi si scrutano, si picchiano, sembrano detestarsi ma diventano infine amici, in un alternanza fra attrazione e repulsione legata agli orientamenti di Damien e ai dubbi di Tom. Pur con qualche sbavatura (il tentativo di suicidio), un film realistico e molto delicato sulla sessualità adolescenziale.

Galbo 21/04/20 05:55 - 11343 commenti

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Il regista André Téchiné si approccia alla storia del rapporto tra due adolescenti in modo molto sobrio, evitando quasi del tutto i toni eclatanti. Ne deriva un film che ha il pregio del realismo, nel quale la scoperta della sessualità e i turbamenti che ne conseguono vengono raccontati con naturalezza e verosimiglianza, utilizzando un contesto ambientale di grande bellezza come quello pirenaico che esalta il senso di isolamento dei personaggi. Ben scelti i giovani attori che offrono una prova credibile.

Pigro 4/05/20 09:24 - 7732 commenti

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L’ostilità tra i due liceali nasconde l’attrazione, la violenza è la risposta alla paura: paura dell’amore, paura della propria omosessualità. Bellissimo film che tratta con delicatezza e originalità l’educazione sentimentale di una coppia di adolescenti, o meglio il rozzo tentativo di trovare una strada per le loro emozioni. Particolarmente curata la cornice di quotidianità e naturalezza, di verità, anche ambientale nella azzeccatissima regione dei Pirenei, dove si giocano anche i due poli sociali tra città e montagna.

Giùan 10/07/20 09:27 - 2931 commenti

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La scrittura della Sciamma è riconoscibile nella sensibilità con la quale vengono descritti i meccanismi fisiologici e psicologici dell'attrazione/repulsione tra i due ragazzi, come nello spazio affatto succedaneo e anzi drammaturgicamente centrale che si conquista la madre-vedova-dottoressa della Kimberlain (secca e invero bravissima). La regia del maturo Techinè si occupa di prosciugare questo terreno sulla carta fortemente pulsionale rendendo il film più veritiero ed esemplare di Chiamami col tuo nome, esponendolo però al rischio di essiccamento ridondante. Perfetti i due ragazzi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 6/08/19 23:35
    Consigliere massimo - 5071 interventi
    Il titolo è ispirato al primo verso della poesia "Romanzo" scritta da Arthur Rimbaud nel settembre 1870 (espressamente citata nel film nel corso di una lezione scolastica):
    A diciassett'anni non si può esser seri.
    - Una sera, al diavolo birre e limonata
    e gli splendenti lumi di chiassosi caffè!
    - Te ne vai sotto i verdi tigli a passeggiare.
    (....)