Puerto Escondido

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

(BABY VINTAGE COLLECTION) Quarta impeccabile interpretazione di Abatantuono in un film di Salvatores. L'ex “terrunciello” si sollazza a Puerto Escondido, Mexico, in compagnia di Bisio e della Golino per sfuggire al perfido Renato Carpentieri che lo vuole morto. Qui, proprio come in un'ottima commedia, i due protagonisti si scambiano battute originali e simpatiche considerazioni sulla vita. Ma sono ancora molte le vicissitudini che dovrà passare il nostro "eroe fuor d'acqua" prima della conclusione, rivedendo in toto la propria etica professionale. Una fotografia splendida e scenari naturali da favola fanno il resto. Ottimo anche il cameo di Bentivoglio passeggero di Caserta sull'autobus messicano,...Leggi tutto mentre forse pesa sul film un sonoro scadente che passa da toni altissimi a frasi appena sussurrate e di difficile comprensione. Abatantuono è sempre divertente, anche in questa sua nuova incarnazione da attore meno incline al comico puro, Bisio è una spalla perfetta. Cameo anche per l'immancabile Ugo Conti. Da vedere e da conservare.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 27/07/07 00:40 - 5026 commenti

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Molto interessante. Pellicola con due grandi interpreti, perché Abatantuono dà vita all'ennesimo ottimo personaggio e accanto a lui c'è, favoloso, Renato Carpentieri, dotato di un possente "physique du rôle", sapientemente adattato alle necessità: talora incombente, temibile, talora composto, "sottovoce": una fulgida sorpresa. Sotto tono, invece, la Golino, che parla in modo quasi incomprensibile, ma non riesce a rovinare il film, che ha sì qualche banalità di stampo sociologico, ma le cui non poche ottime armi lo fanno spiccare verso l'alto.
MEMORABILE: L'apparizione messicana di Carpentieri: un momento veramente magico.

Xamini 4/09/07 15:52 - 1079 commenti

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Una pellicola che parte come thriller, rivela presto la sua anima di commedia e poi si concede qualche minuto da road movie. Il grande Abatantuono, travolto dagli eventi inattesi della vita, è l'occhio dello spettatore, attonito tanto dinanzi alle meraviglie di Puerto Escondido quanto di fronte alla meravigliosa bizzarria del caso. Salvatores fa un gran lavoro nel ricreare l'atmosfera messicana, ma colui che si deve amare, in questo film, è Carpentieri e il suo eccezionale personaggio sul filo di lana dell'esistenza.
MEMORABILE: Carpentieri quando, con quell'aria trasognata che ammicca a Paolo Conte, accenna un "Messico e nuvole".

Il Gobbo 6/09/07 08:30 - 3011 commenti

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Alla lunga lo stile di Salvatores si fa maniera, e il consunto tema della fuga (tanto più se sciorinato da gente benestante e ostinatamente residente a Milano) un polpettone. Dopodichè per essere sarebbe anche (girato come sempre bene, interpretato nel complesso pure. Naturalmente con l'eccezione della Golino, che non tradisce mai le aspettative: fa sempre schifo), ma insomma il respiro pare un po' corto.

Galbo 6/09/07 15:35 - 11725 commenti

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Un buon film italiano caratterizzato da una commistione di generi: si va dal thriller alla commedia con un tono di fondo dolceamaro ed il tema della fuga piuttosto costante nei film di Salavtores. Uno dei pregi della pellicola è la sceneggiatura che (stranamente per un film italiano) si rivela piuttosto ben scritta e coerente; la regia è leggera ed efficace, mai invadente nei confronti dei due attori protagonisti, Bisio e sopratutto Abatantuono (che conferma di avere trovato in Salvatores il regista con cui si esprime al meglio).

Fabbiu 8/04/08 12:07 - 2028 commenti

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Un prodotto molto godibile, anche rilassante. La regia di Salvatores riesce anche stavolta ad attribuire alla pellicola un carattere tendente al poetico, ma la cosa più bella è che lo fa senza inserire alcun sofismo nostrano o di complicata lettura: solo grazie a splendide inquadrature e alla bravura degli attori (Abatantuono bravissimo, Bisio dimostra di essere una spalla niente male, forse un po' patetica la Golino ma si può sorvolare). L'inizio (molto bello) non sembra affatto promettere quello che in seguito sarà.

Capannelle 30/04/08 17:08 - 3949 commenti

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Direi un classico di Salvatores per l'avvio del film, i temi trattati e l'atmosfera che fa da sfondo all'avventura di Abatantuono e soci. Però un classico che ormai si ripete troppe volte senza la necessaria freschezza. I protagonisti, Golino a parte, sono un condensato delle migliori armi a disposizione del regista, ma la storia procede a sbalzi, con uno sfondo malinconico ormai poco coinvolgente.

Homesick 4/08/09 11:36 - 5737 commenti

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Banale ma gradevole. La banalità è determinata dalla faciloneria nel contrapporre lo stereotipo dell'Occidente frenetico e malato di consumismo a quello di un Terzo Mondo primitivo e sonnolento: qui, un Messico - altrettanto stereotipato - tutto danze, tequila, microcriminalità e droghe leggere. La gradevolezza è invece conferita dalla sottorecitazione degli attori, pratica in cui Abatantuono è diventato un vero esperto. Benché insaccata in abiti poco femminili, la Golino arricchisce con cerulei sguardi lo splendore dei paesaggi naturali.

Tyus23 1/01/11 17:53 - 220 commenti

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Salvatores conclude la quadrilogia della fuga con un film divertente e ben realizzato, sebbene non all'altezza dei suoi migliori lavori. I temi sono quelli più cari al regista (la fuga, il viaggio, l'amicizia virile), che riesce come al solito ad infondere il suo tono leggero ma accurato, anche grazie ad interpreti notevoli (su tutti naturalmente Abatantuono, ma anche un Claudio Bisio particolarmente in parte) e a funzionali ambientazioni. Forse eccessivamente grottesco il rapporto tra Abatantuono e Carpentieri. Molto gradevole.

Jcvd 13/07/11 14:31 - 258 commenti

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Se solo i primi 20 minuti fossero stati più realistici e non così stucchevoli sarebbe stato un filmone... Salvatores trascina il duo Abatantuono-Bisio-Golina in Messico e fa divertire con i loro battibecchi e con gag azzeccate quali quelle col gallo Tyson. Finale a sorpresa, ma non troppo. Per essere un film italiano non è niente male.
MEMORABILE: Il gallo Tyson.

Nando 29/08/11 10:54 - 3590 commenti

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Un roadmovie ambientato in terra messicana in cui si cerca il distacco dalla realtà occidentale vivendo il paese centramericano con leggerezza nonostante le notevoli condizioni di arretratezza. I clichè sono in agguato benchè i tre protagonisti siano in discreta forma e la narrazione scorra lineare (salvo qualche inverosimile situazione).

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Nancy 1/12/11 00:47 - 774 commenti

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Un buon road-movie in salsa messicana, che per quanto scada in alcune banalità del caso (narcotrafficanti et similia) riesce a tenere alto il livello per tutta la durata e anche a far sorridere: merito degli ottimi Abatantuono e Bisio, irriverenti nelle loro (dis)avventure fra galli e campesinos. La Golino risulta sottotono nel confronto, ma sembra azzeccata ugualmente, con la sua aria da "fumata". La colonna sonora è piuttosto banale (si va da "Oye como va" alla canzone del Che), ma Salvatores è ottimo dietro la macchina da presa e si nota.
MEMORABILE: Il gallo Tyson.

Cotola 15/12/11 23:23 - 8102 commenti

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Il solito film alla Salvatores con tanto di fughe e considerazioni spicce sulla vita con in più qualche banalissima "tirata" (pseudo)sociologica. Per carità è ben girato e la durata passa via veloce, ma di idee registiche non ce ne sono, di mordente narrativo nemmeno e quindi si è ben lontani, a mio avviso, dall'opera che resta. C'è però un Carpentieri che conferma di essere sempre bravissimo e che dà solo si "mangia" tutti gli altri attori del cast tra cui solo Abatantuono gli riesce a tenere testa.

Coyote 25/03/13 09:33 - 185 commenti

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Un punto d'arrivo nel cinema di Salvatores: dopo alcune opere memorabili, la retorica della fuga inizia a mostrare la corda e la poetica diventa maniera. Certo, il terreno dell'"esotismo ma non troppo" è quello in cui il regista dà il meglio di sé inscenando situazioni fresche, divertenti, picaresche. Ma la magia di Marrakech e di Mediterraneo è ormai perduta e più che in altri casi emerge la faciloneria dell'opposizione occidente stressato/resto del mondo tranquillo.

Herrkinski 11/12/13 02:24 - 6149 commenti

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Fine dell'ideale "saga della fuga" di Salvatores, che qui porta su pellicola un libro di Pino Cacucci, vera controparte letteraria del regista. Rodato come sempre Abatantuono, ottimo Carpentieri, funzionali Bisio e la Golino. Il film inizia benissimo, poi dalla fuga in Messico il ritmo si fa più indolente e non mancano tanti scorci paesaggistici; tra commedia, azione e qualche blanda riflessione sulla vita, il film si dipana piacevolmente, pur senza quella scintilla che aveva reso classici Marrakech Express o Mediterraneo. Comunque un buon film.

Paulaster 18/02/15 10:21 - 3362 commenti

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Salvatores e il suo modo tipico di raffigurare la fuga come sinonimo di libertà (o di sopravvivenza); stavolta il paese ospitante è il Messico, mèta meno affascinante turisticamente, appesantisce coi suoi scorci pietrosi o deserticamente brulli. Per la storia in sé, l'inizio è notevole per la piega da thriller, poi si adagia con le scorribande dei tre, mentre il finale ripiega sul film all'italiana. Abatantuono stranito con humor, Carpentieri dagli sguardi di fuoco, Bisio poco espressivo, la Golino si fa apprezzare per i modi poco ortodossi.

Hackett 23/03/15 11:58 - 1815 commenti

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Dopo il successo (forse eccessivo) di Mediterraneo, Salvatores rimane se stesso e ci propone l'ennesimo on-the-road stavolta tinto di giall (almeno nell'incipit). Tra splendidi paesaggi e un tris di attori validi ma non allo stesso livello (Golino abbastanza inconsistente) si dipana una trama ricca di spunti e dal respiro un po' più ampio, al confine con il western. Eccellenti il personaggio di Carpentieri e il finale aperto.

Piero68 24/08/15 12:01 - 2848 commenti

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Pellicola che chiude, a mio avviso, la personale quadrilogia di Salvatores iniziata con Marrakech Express, incentrata su amicizia, sogni di evasione dalla quotidianità e ricerca di se stessi. Il tutto in uno scenario dove gli spazi aperti la fanno da padrona e rappresentano "il viaggio" come metafora di cambiamento. Non amo paricolarmente Salvatores, sia per la scelta degli attori (sempre gli stessi) che per quella etichetta di cinema impegnato a tutti i costi (un po' come Moretti) che si è autoimposto. Gli riconosco la buona confezione.

Manny 1/02/17 10:42 - 3 commenti

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Salvatores ci fa fuggire ancora. Favoloso contrasto tra la frenesia caotica di una Milano vulcanica e piena di lavoro, di sicurezze e il Messico con la sua calma e la sua diversa vitalità e l'insicurezza fascinosa dell'avventura. Un film che ci interroga sui veri valori della vita e lo fa grazie ad attori eccellenti e al massimo delle loro performance, mai stancanti e sempre divertenti Abatantuono, Bisio e Golino straordinario Carpentieri. Ottime sceneggiatura e fotografia, delude il sonoro: alcuni discorsi costringono ad alzare il volume.

Lythops 6/02/17 19:46 - 980 commenti

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Buon film alla maniera del Salvatores "di una volta", che contiene in gran parte elementi tematici e narrativi già visti in opere precedenti. Molto fresco e gradevole, si apprezza per location, tecnica di ripresa e in particolare per la sceneggiatura, oltre che per la credibilità dei ruoli (di Catania e, soprattutto, di Carpentieri). La polizia messicana è un po' troppo caricaturale e gentile, ma va bene così.

Mco 26/04/17 18:32 - 2221 commenti

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Salvatores coniuga situazioni al limitare del noir con altre prettamente avventurose, condendole con lo spirito sagace che lo contraddistingue. I personaggi si completano alla perfezione, tra insoddisfatti veraci e falsi realizzati, fughe studiate e improvvisazioni di comodo. La location messicana (soprattutto nella sua parte più selvaggia e desolante) aggiunge sale e colore all'intera vicenda, virando spesso verso scorci poetici. Viaggio cinematografico anomalo ma più che consigliato.
MEMORABILE: Il nascondiglio dei soldi.

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Ultimo 13/08/18 15:18 - 1496 commenti

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Buon film di Gabriele Salvatores, ancora una volta incentrato sul tema della fuga. Abatantuono è un protagonista perfetto e lo stesso può dirsi di Bisio come spalla (gli scambi di battute tra i due sono di ottima fattura). A completare il buon livello del cast spicca un sorprendente Carpentieri, il perfido commissario di polizia dal quale il protagonista sta scappando. Solo sufficiente la prova della Golino.

Pessoa 10/12/18 22:04 - 1758 commenti

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Un Salvatores inedito che, pur mantenendo le formule solite, rifugge da ogni connotazione sociologica preferendo innescare una storia ai limiti del credibile tenuta in piedi da un cast eccezionale. Complice l'ambientazione messicana, il regista prende a prestito dalla letteratura latinoamericana la tecnica del "realismo magico", che concede licenze narrative altrimenti poco plausibili. Il risultato è godibile anche per un ritmo più veloce rispetto agli standard del regista e una OST che, soprattutto nella parte messicana, trascina non poco.

Jandileida 9/07/19 21:45 - 1353 commenti

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Ennesima fuga di Salvatores che dopo il Marocco, l'Italia rurale e la Grecia non può esimersi dal farsi un giro anche in Messico, come da manuale del perfetto fuoriuscito. Stavolta viene almeno imbastita una storia gialla piuttosto casereccia ma che dona quel tocco di imprevedibilità alle vicende del povero Abatantuono, il quale con la sua solita onesta prestazione fa da contrappeso alla solita, anzi forse anche peggio, entrata in scena imbarazzante della Golino. Ritmo comunque piacevole, regia corretta, Bisio abbastanza accessorio. Trito ma guardabile.

Donarfio 7/04/20 17:16 - 38 commenti

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Idea originale per un lungometraggio indubbiamente ben realizzato. Impregnato di un'essenza quasi mistica che si riflette nel diverso stile di vita (suggellato dall'ultima battuta di Bisio), riesce a non cadere troppo nella banale retorica "sessantottina" ma prosegue oltre puntando lo sguardo anche sulla fragilità umana, sui legami che si creano in determinate situazioni e sulla apparente futilità delle certezze della società occidentale. Unica pecca è la mancata spiegazione del motivo per il quale Abatantuono è inseguito da Carpentieri.
MEMORABILE: Il viaggio in pullman con una colonna sonora stupenda.

Zampanò 9/06/20 17:09 - 364 commenti

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Il Salvatores ancora in forma, prima del lungo, inspiegabile declino. Gira tutto a meraviglia sul complicato set messicano: Monteleone parte dal libro di Cacucci e sceneggia una corazza leggera - chiave anche di Mediterraneo - consentendo ai tre picari protagonisti di imparentarsi a poco a poco (sciolti Bisio e Golino, decisiva l'eleganza accattona di Abatantuono). Scorre senza digressioni e senza dare l'impressione farsesca degli italiani all'estero; al solito sapiente Carpentieri, manna per tanto cinema italiano.

Reeves 26/10/21 16:52 - 752 commenti

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Uno dei migliori film di Gabriele Salvatores, con un inizio che sembra tratto da un giallo di Dürrenmatt, un Diego Abatantuono contenuto e mai sopra le righe, una storia che non sai dove ti vuole portare. Il romanzo di Cacucci è solo uno spunto, Salvatores e i suoi attori preferiti (oltre ad Abatantuono ci sono Claudio Bisio, Fabrizio Bentivoglio e Antonio Catania) vanno decisamente molto oltre. Una specie di apologo morale dedicato a chi fugge.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 24/08/12 08:54
    Consigliere - 45068 interventi
    L'ho preregistrata. Spero il video abbia fatto il suo dovere...
  • Discussione Ruber • 24/08/12 22:17
    Contratto a progetto - 9083 interventi
    Zender ebbe a dire:
    L'ho preregistrata. Spero il video abbia fatto il suo dovere...

    e se non la fatto aahah
  • Discussione Galbo • 25/08/12 07:46
    Consigliere massimo - 3872 interventi
    Credo che le puntate si possano recuperare sul sito della rete.
  • Discussione Zender • 25/08/12 08:53
    Consigliere - 45068 interventi
    Si', vero', pero' mi piacerebbe comunque averle registrate, specie quewlle dei film che mi interessano.
  • Discussione Markus • 25/08/12 10:00
    Scrivano - 4813 interventi
    Zen, la puntata ce l'ho.
  • Discussione Zender • 25/08/12 18:05
    Consigliere - 45068 interventi
    Ok, grazie, se il mio cassettone d'epoca non ha registrato ti faccio sapere :)
  • Discussione Ruber • 26/08/12 00:03
    Contratto a progetto - 9083 interventi
    Si possono direttamente scaricare dal sito di la7.
  • Discussione Tarabas • 26/08/12 12:36
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    L'unica cosa che mi ricordo di questo film è che contiene, probabilmente, la sola citazione cinematografica del mio paese natale.
    "Mi hanno trasferito nella filiale di Colico. Ma dove cazzo è Colico?!".
    Ultima modifica: 26/08/12 12:36 da Tarabas
  • Musiche Samuel1979 • 6/10/12 15:15
    Call center Davinotti - 3341 interventi
    Fa parte della colonna sonora il brano "Hasta siempre comandante" realizzata dal gruppo Los Guajiros e Son y la Rumba"
  • Musiche Huck finn • 26/12/20 21:55
    Galoppino - 425 interventi
    Il brano portante della colonna sonora è il bellissimo Suerte, composto da Mauro Pagani. Nonostante qualche elemento che rimanda all'ambientazione messicana del film (le chitarre il cui suono ricorda un po' quelle di Morricone, qualche 'spruzzata' di tromba che rimanda ai mariachi) a me il brano ricorda molto (per la melodia ariosa, la fisarmonica, gli shaker, l'atmosfera sognante) un'altra splendida composizione musicata dallo stesso Pagani: Monti di mola di Fabrizio De André, contenuta nell'album "Le nuvole" del 1990.

    Su Youtube è presente una playlist con tutti i brani della colonna sonora.
    Ultima modifica: 26/12/20 22:53 da Huck finn