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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/07/07 DAL BENEMERITO ALMAYER
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Almayer 27/07/07 08:33 - 169 commenti

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Non è affatto male. Storia di una famiglia "alternativa" che non riesce ad entrare nei canoni della "famiglia per bene" e che cerca di resistere alle difficoltà della vita e dei problemi quotidiani. Ben girato nello scenario di un'allucinata Ravenna, con ottime musiche, un film strano, antipatico, soffocante e angosciante. All'inizio non mi ha convinto del tutto, epperò mi son ritrovato a cogitare sul film in seguito; il tono "documentaristico" che usa il regista ben si presta alle vicende raccontate.

Deepred89 22/09/07 14:45 - 3342 commenti

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Piccolo capolavoro del ridicolo involontario. Il livello di squallore è altissimo, ma una volta superata la noiosissima mezz'ora iniziale il film inizia ad incatenare una serie di perle trash che lasciano assolutamente a bocca aperta, risolvendo almeno il problema della noia. Il tasso di ridicolo cresce per tutto il secondo tempo per poi culminare nell'incredibile finale. Tristissimi Accorsi e la Cervi. Per trashofili o cinefili dai gusti bizzarri.

Redeyes 16/06/08 09:43 - 2229 commenti

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Piccola perla di tediosa vita. Un bell'affresco dell'allucinato mondo che non c'è. Attori al top per la parte: una Cervi antipatica, stucchevole, sciatta, un Accorsi fuori tempo massimo. La famiglia nel suo punto più basso. L'allucinazione visiva di contorno si sposa anche bene con i due protagonisti, ma l'insistenza verso un'assurdità di fondo finisce per annientare ogni tentativo di apprezzamento. Si fatica a finirlo e si resta, poi, con l'amaro in bocca. Assolutamente evitabile!

Homesick 11/12/08 18:29 - 5737 commenti

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Impegolato e vacuo. Regia anonima per quello che vorrebbe essere uno spaccato pseudo-neorealista sulla crisi della famiglia attuale: dalle ristrettezze economiche ai genitori separati, dall'immancabile suocera molesta e all'assistente sociale ficcanaso. La sgradevolezza della messa in scena è accentuata dalle melense sviolinate della colonna sonora, che tentano di evocare una drammaticità inesistente. Svogliatissimi sia Accorsi che la Cervi.

Stefania 17/01/09 21:39 - 1600 commenti

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Tra docu-fiction e tv movie. Disagio esistenziale proletario, con esotica iguana fuori posto nel tinello di un bilocale ravennate. Fuori posto come la protagonista, che però ci si stanca subito di compatire. Accorsi fa un personaggio che ha la caratteristica di non capire, dall'inizio alla fine, assolutamente niente. Capisce solo che il suo bambino non è suo, perché ha i capelli rossi... vabbè, guardatevelo. Anzi, no, evitate.
MEMORABILE: L'insopportabile assistente sociale. Il finale quasi da commedia, un po' insulso.

Giùan 25/11/11 14:27 - 3179 commenti

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Bel tentativo, volutamente in brutto stile, da parte dell'esordiente Mordini di raccontar una opzione alternativa di provincia e di contesto familiare. Certo non si può dire un film totalmente riuscito, eppure nel "normalizzato" scenario italiano, una pellicola che si muove tra Beineix (per certo maledettismo sentimentale) e Antonioni (il contesto ambientale straniato ma oppressivo) non andrebbe sottovalutata, perché nella sua lacunosità non c'è supponenza. Accorsi e la Cervi attori son bravi ma soffrono ormai di una sorta deficit personale di credibilità.
MEMORABILE: L'iguana e il davvero brutto finale.

Galbo 27/11/11 08:29 - 11544 commenti

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Un film che lascia perplessi; da un lato è decisamente ben rappresentato il degrado ambientale e il contesto provinciale opprimente nel quale si muovono i protagonisti. Non convincono invece nè la storia con la sceneggiatura che gira su sè stessa senza portare da nessuna parte nè la prova degli attori che non sembrano i volti adatti al genere di racconto.

Marcolino1 6/05/19 14:11 - 527 commenti

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Lo pseudo neorealismo post-2000 inciampa in simbolismi persi per strada (i pulcini e la nave chiamata "friendship": forse per compensazione del senso di solitudine e vuoto?), tenta di accendersi (ma l'acciarino non funziona) con l'eros finto-autoriale e con la retorica della speranza e s'introverte con inutili meditazioni ancestrali. Abbozzi incompleti tra una maternità di periferia e il caos depressivo di un loft-spelonca del basso proletariato. Inclassificabile in senso negativo e indefinibile per l'amorfismo nel disseminare tutto a casaccio.

Reeves 6/11/20 15:07 - 384 commenti

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Interessante esordio per Stefano Mordini, che veniva dal documentario e che conferisce al film un tono deliberatamente antonioniano (sono le terre tanto amate dal regista). Si vuole raccontare una storia di degrado umano in modo anticonvenzionale e in questo sforzo Mordini può avvalersi dell'ottimo contributo di Accorsi e di Valentina Cervi. Lo stile è volutamente trasandato e proprio per questo efficace. Da rivalutare, anche alla luce di quanto fatto dopo da Mordini.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Reeves • 6/11/20 14:44
    Servizio caffè - 261 interventi
    Il film è stato presentato nel 2005 al festival di Berlino. Piccolo ruolo (è la donna superstiziosa che rimane in attesa con un cuore di animale in mano) per la produttrice Minnie Ferrara.