Polar

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Polar
Anno: 2019
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto da una graphic novel di Victor Santos. Prodotto e distribuito da Netflix.
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Con tutta evidenza tratto da una graphic novel, il film di Akerlund si segnala per la schematica semplicità dei caratteri e per la violenza sanguinaria elevata giustamente a potenza come fossimo davvero in un fumetto. L'eroe di turno (che poi eroe si fa per dire, datosi che per tutta la vita non ha fatto altro che accoppare gente nei paesi e nei modi più disparati) è un killer prossimo alla pensione cui spetta una liquidazione impressionante di otto milioni dollari. Non esattamente quattro lire... E difatti il principale, ovvero il solito villain sopra le righe (Lucas), decide che per risparmiare è arrivato il momento di eliminare tutti coloro i quali, arrivati ai cinquant'anni (termine sancito da accordi precedenti), si apprestano a ritirarsi...Leggi tutto godendosi la pensione d'oro dalla Damocles. Il primo a lasciarci le penne è un collega (Knoxville) che viene massacrato nella sua villa in Cile dagli uomini dell'organizzazione, ma poi sarà il suo turno. Naturalmente però lui, Duncan Vizla detto "The Black Kaiser" (Mikkelsen), non è uno qualunque che ammazzi in un attimo: ha case sparse in tutto il mondo e già capire in quale stia non è facile. La banda dei cinque incaricata di farlo fuori sbaglia infatti bersaglio un bel po' di volte, prima di capire che l'uomo sguscia via come niente. Si è rintanato nella sua baita solitaria e durante una missione a Minsk, in Bielorussia, capisce che gli ex colleghi lo stan cercando per farlo fuori. Ahi che vita dura, perseguitato perdipiù dall'incubo di quando massacrò in auto una famiglia risparmiando solo una ragazzina. Ad ogni modo il tutto è solo un elementare contorno per dar vita all'ennesima caccia al killer, condotta a colpi di ammazzamenti splatter e spietati di povera gente finita per disgrazia in contatto con la banda. Dei cinque stereotipatissimi personaggi che la compongono si salva solo la popputa Ruby O. Fee, sexy in shorts e selvaggia come tutti gli altri ma almeno con uno straccio di personalità propria. Perfino Mikkelsen, attore superbo, viene sprecato in una caratterizzazione da duro gelido e spietato che avrebbe potuto interpretare chiunque senza sfigurare: basta lo sguardo cattivo, un po' di presenza scenica ed è fatta. Detto quindi di un cast che poco può fare (tranne nel caso del simpatico Matt Lucas, con capello giallo e atteggiamenti da ragazzino viziato), non resta che godersi la resa quasi grafica di certe immagini, che trovano prevedibilmente la loro maggiore ragion d'essere nei frequentissimi momenti sanguinari e in qualche trovata assai spettacolare (la carneficina al rendez-vous con guanti laser, l'obeso riempito di piombo e quello appeso al muro con la sparachiodi, la testa staccata di netto che sfonda il vetro e rotola in strada...). Centrale il rapporto con la giovane Camille (Hudgens), vicina di casa sui monti per la quale Duncan prova subito grande tenerezza, ma anche qui non si va oltre la superficie. Un giocattolone con cui baloccarsi per rifarsi gli occhi (anche le musiche sono ben scelte), al solito troppo lungo (quasi due ore) ma nei limiti del genere godibile, con qualche spunto ironico non disprezzabile (le poche scene col cane ad esempio).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/01/19 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/04/19
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Galbo 31/01/19 19:53 - 11424 commenti

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Un ultimo incarico si trasforma per un killer professionista in una caccia all’uomo diretta dal suo ex datore di lavoro. Un film dalla trama poco originale, “nobilitato” dalla buona caratterizzazione del personaggio principale ottimamente interpretato da Mads Mikkelsen. Il film alterna (in modo un po’ troppo “meccanico” e con qualche caduta di ritmo) momenti d’azione con la violenza spinta al limite, ad altri più intimisti legati al rapporto tra i due protagonisti. Bella fotografia e buona colonna sonora.

Daniela 2/02/19 11:55 - 9538 commenti

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Da un spunto assurdo (chi firmerebbe un contratto contenente una tal clausola?), un action survoltato in cui quel che conta non è la trama, in fondo banale (compreso presunto colpo di scena nell'epilogo), quanto il ritmo sincopato fra le accelerazioni demenziali impresse dagli scagnozzi al soldo dell'improbabile boss a capo dell'anonima assassini e la pacatezza della vita da pensionato del killer, illuminata da sprazzi di irresistibile humor nero (il cane, i pesci, la lezione a scuola), culminante in un memorabile finale sparatutto/picchiaduro. Mikkelsen grandioso, film molto divertente.
MEMORABILE: I guanti-laser

Redeyes 6/02/19 17:22 - 2148 commenti

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Mikkelsen non fa più notizia, e ancora una volta tira fuori il meglio dal suo personaggio, un killer in pre-pensionamento. A cornice una pletora di freak con rimandi, lontanissimi sia chiaro, killbilliani, e un montaggio che ricorda il Ritchie che fu, ma anche il primo Crank. Ne scaturisce una pellicola gradevole, fresca e sufficientemente adrenalinica, con qualche intermezzo comico azzeccato, ma anche tanti passaggi che in mani migliori avrebbero potuto creare un film decisamente ottimo. Ciononostante è un buon intrattenimento.
MEMORABILE: Rusty il cane.

Kinodrop 1/03/19 20:49 - 1552 commenti

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Una trama che fa diversi buchi nell'acqua a cominciare dall'impensabile motivazione che innesca il solito meccanismo di cattivissimi al soldo, con inseguimenti e scene splatter a non finire. Non si sa bene cosa seguire, se lo humor nero e le più o meno divertenti situazioni estreme, oppure il trito sentimentalismo appiccicato alla meglio, con una lei patetica e approssimativa. Non bastano la figura e la carriera di Mikkelsen in un personaggio tagliato con l'accetta per amalgamare questo troppo lungo e diseguale pot-pourri. Intrattiene ma con riserva.
MEMORABILE: Seviziato alla Rambo; La sparatoria ultra-tecnologica; L'artificioso finale.

Capannelle 2/03/19 11:45 - 3732 commenti

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Qualcosa si presagiva dai pacchianissimi titoli di testa: il film punta molto sullo stile grottesco, montaggio serrato ed espedienti facili quali sesso e sangue versato in tutte le salse. Piacevole a tratti, non si distingue per la scrittura ed è troppo lungo per quanto deve dire. Quello che lo salva è un Mikkelsen maledettamente in parte e alcune gag efficaci anche se appare derivativo come stile e nel complesso non è una produzione molto acuta.

Viccrowley 10/04/19 11:00 - 803 commenti

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Nuova pellicola tratta dall'ennesimo fumetto e prodotta da re Mida Netflix. Derivativo ai massimi livelli, da John Wick a Kill Bill e compagnia bella, il film di Akerlund è un mix non riuscitissimo di formule ormai stra-abusate. Mikkelsen è come sempre superlativo e riesce a infondere carisma a un personaggio stereotipato con il solito passato da riscattare, ma infallibile e quasi invulnerabile. Sopra le righe il parterre di variopinti avversari pronti a fargli la pelle e buono il montaggio action, ma il senso di déjà vu è davvero troppo indigesto.
MEMORABILE: Mikkelsen nudo nella neve con il fucile da cecchino.

Taxius 30/06/19 12:29 - 1645 commenti

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Vecchio killer va in pensione e il suo ex datore di lavoro per evitare di pagargli la pensione decide di farlo ammazzare da altri suoi dipendenti; nessuna idea fu più sbagliata di questa. Bel killer movie che alterna scene glaciali da spietato thriller a scene coloratissime da commedia nera. La storia è divertente e ricca di bellissime sparatorie che tengono il ritmo sempre molto alto. Mikkelsen ha la faccia adatta per il ruolo e non delude assolutamente. Colpo di scena finale che lascia le porte aperte a un eventuale sequel.

Hackett 1/09/19 12:25 - 1728 commenti

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Gommoso fumettone tutto ralenti, scritte in sovrimpressione e personaggi stilizzati male. Ritmo eccessivamente concitato, dialoghi e trama di una prevedibilità disarmante e uno stile di registico (che vorrebbe fare Sin city) che appare decisamente fuori tempo massimo. Fotografia ultra taroccata con colori stucchevoli a incorniciare paesaggi da cartolina. Unica consolazione la presenza di Mikkelsen, anche se a tratti sembra chiedersi anche lui il perché.

Pinhead80 13/09/19 19:22 - 3972 commenti

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Uno tra i killer più spietati in circolazione sta per andare in pensione. Potrebbe diventare ricco con la liquidazione ma il suo "datore di lavoro" si mette in testa di farlo fuori. Mikkelsen riesce come al solito a garantire un'ottima performance. Tutto ruota attorno alla storia di quest'uomo che diventa letteralmente una furia umana quando capisce di essere stato incastrato. La storia è molto bella e il risvolto finale non appare nemmeno troppo scontato. Consigliato agli amanti del genere.

Gestarsh99 3/11/19 17:06 - 1331 commenti

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Sulla scorta di un postmodernismo pulp che fa tesoro delle stilizzazioni di scrittura proprie dei cinecomics, Åkerlund arremba difilato i patterns di uno Shoot'em up - con tutto e tutti sopra le righe -, ci fa competitivamente a sportellate come un Tarantino bessonificato, astenendosi dal puntellare ritmi e progressioni negli acceleramenti freneticizzanti su cui s'incardina il "cultoon" di Davis e dando linearmente struttura alla semplicità senza contorcimenti né intellettualismi. Mai un calo di tensione, mai un accenno di sbadiglio, mai un blackout distrattivo. Eppoi un "Viggoroso" Mikkelsen.
MEMORABILE: La decapitazione "defenestrante".

Tarabas 27/09/20 17:16 - 1706 commenti

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Molto semplicemente, nel 2019 un film così non si può più fare. Ce ne sono in giro millemila, tutti uguali. Violenza stilizzata ben oltre il limite del fumettistico, humor nero, inserti grafici a sottolineare i personaggi, cattivi presi dal peggior trovarobato bondiano. Il peggio però è l'accenno di sottotrama "seria", che non c'entra veramente niente col resto del film ed è decisamente irritante, nel contesto.
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