Pazzi a Beverly Hills

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: L.A. Story
Anno: 1991
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Los Angeles story".
Numero commenti presenti: 7
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Steve Martin è un buon attore di commedia, sa essere anche un buon comico, è dotato di un'innata simpatia e ha dimostrato la sua versatilità facendo sempre un po' di tutto (giochi di prestigio compresi). Questa volta però si cimenta in un film da lui fortemente voluto arrivando a produrlo, scriverlo, sceneggiarlo e (naturalmente) interpretarlo. E casca il palco, come si suol dire. Perché le ambizioni sono quelle di un affresco quasi altmaniano che racconti la vita a Los Angeles (il titolo originale è infatti L.A. STORY) facendo partecipi gli spettatori delle nevrosi e delle follie dei cittadini della metropoli californiana, ma il risultato è una commedia ingenua, presuntuosa e più spesso imbarazzante che divertente. Abbondano le musiche...Leggi tutto d'atmosfera, i panorami notturni, i viaggi per i vialoni di Beverly Hills. A volte qualche trovata simpatica c'è, ma più sovente ci si imbatte in esagerazioni sciocche (le pistolettate nel traffico delle freeway, il museo di musicologia con le palle di Beethoven...) figlie di un umorismo poco ricercato e di grana grossa. Addirittura insopportabili invece le parentesi surreali, con il cartello stradale elettronico che dialoga col protagonista, mentre la “very british” Victoria Tennant sa rendersi decisamente antipatica. Ma la colpa è dello script di Martin, assai infelice e tragicamente intriso di luoghi comuni. Non bastan qualche risata qua e là, un ritmo accettabile, un paio di dialoghi riusciti, un Martin attore piuttosto in palla per riscattare una commedia di bassa lega, tragicamente inadeguata ai propositi iniziali. Simpatico Rick Moranis becchino; comparsate per Chevy Chase, Woody Harrelson e qualche altro nome celebre. Troppo leccato, preconfezionato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Magnetti 9/03/07 16:02 - 1103 commenti

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Senza Steve Martin, simpaticissimo giullare del cinema americano, questo film non sarebbe stato lo stesso. Vi si raccontano le ossessioni e le nevrosi della Los Angeles dei ricchi e benestanti con toni sarcastici quasi surreali. Da ricordare? Un pranzo, al termine del quale tutti i commensali ordinano il caffè con una variante diversa e i cartelloni stradali che danno lezioni di vita. Ma la vera chicca è la giornata in cui ci si può liberamente sparare da macchina a macchina in autostrada.

Daniela 19/03/09 10:32 - 9643 commenti

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Commedia discontinua e non esaltante, per il soggetto poco originale, nonostante alcune trovate più bizzarre che divertenti, come il cartellone stradale luminoso che fornisce consigli al protagonista. Anche se Steve Martin riesce a controbilanciare l'antipatia a prima vista suscitata da Victoria Tennent, che con il suo spirito da vecchio continente dovrebbe costituire l'alternativa alle nevrosi americane, si tratta di un'operina minore, nonostante le pretese, e di un'occasione persa per il bravo attore, qui anche autore della sceneggiatura.

Galbo 9/04/09 05:54 - 11451 commenti

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Tra i pochi film dedicati alla per molti poco affascinante città di Los Angeles, Pazzi a Beverly Hills è un vero e proprio atto d’amore nei confronti di questa metropoli sceneggiato ed interpretato dal comico americano Steve Martin. Il film che si concentra su alcuni bizzarri personaggi che popolano la città californiana è piuttosto divertente anche se l’umorismo (forse a causa del doppiaggio italiano) non graffia come dovrebbe e a tratti appare quasi un esercizio di stile.

Hackett 8/05/10 17:58 - 1743 commenti

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Ricordo che quando vidi il trailer cinematografico di questa pellicola mi sembrò un film spassoso ed imperdibile. Apprezzando Steve Martin aspettai l’occasione per noleggiare la vhs e gustarlo con gli amici. Visto il film mi accorsi che le uniche due scene divertenti erano state inserite ad arte (ah il montaggio!) nel trailer e tutto il resto era di una noia incredibile. Personaggi insipidi, battute fiacche e intrighi amorosi da soap di infimo livello fanno da piedistallo a un inerte e fuori posto Martin. Da vedere nelle notti insonni, come ultima carta.

Maxx g 20/09/13 04:59 - 492 commenti

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Steve Martin (chissà mai perché) da noi non ha avuto grande successo; forse per il suo stile, per le sue battute, probabilmente comprensibili in fondo solo dal pubblico statunitense. Io ho trovato il film divertente, anche se non graffia come dovrebbe. Trovo insopportabile la Tennant (doppiata da Laura Boccanera, voce storica di Candy Candy), ma il film è intriso di un bel romanticismo. C'è anche la giovane Sarah Jessica Parker. Simpatico.

Stelio 15/07/14 14:16 - 384 commenti

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Il film nasce nel periodo di apice artistico di Steve Martin e si vede. La tendenza onirica è un pretesto per dare sfogo all'ispirazione che trasuda dalla pellicola in ogni minuto, probabilmente frutto dell'esperienza da californiano acquisito di Martin, che sfodera anche una delle sue migliori prove di attore. Ottima la regia di Jackson. Le eccessive frammentazioni ed eterogeneità lo rendono in qualche punto un film quasi astratto e da questo punto di vista difficile da giudicare.

Steve 26/04/16 16:09 - 8 commenti

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Commedia frizzante, surreale, poetica. Steve Martin scrive e interpreta un film che è un atto d'amore alla città di Los Angeles, ai suoi folli abitanti, alla sua artificiosità e ingannevole bellezza dalla quale, però, possono nascere dei sentimenti: quelli del protagonista nei confronti di una donna gioiosamente immatura. Ottimo film, vedere per credere.
MEMORABILE: Martin, depresso, trova una svolta e un significato nella propria vita dopo aver dialogato con un'insegna stradale.
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