Passi nella notte

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Night Walker
Anno: 1964
Genere: thriller (bianco e nero)
Note: Scritto da Robert Bloch.
Numero commenti presenti: 16
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/10/10 DAL BENEMERITO SAINTGIFTS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/01/14
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Saintgifts 10/10/10 16:59 - 4098 commenti

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La professionalità e la "grinta" di Barbara Stanwyck, alla fine della sua carriera, fanno passare in secondo piano la poco verosimiglianza della storia, che in un buon thriller si può anche accettare, ma questo non basta a rendere The Night Walker interessante e coinvolgente. I colpi di scena ci sono a dir la verità, ed è buona anche la fotografia, ma troppe lungaggini e una regia un po' bislacca non danno il giusto risalto ad una storia che, probabilmente data in mano ad un altro direttore, poteva diventare un lavoro più che buono.

Daniela 19/06/11 17:58 - 9631 commenti

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Ricco cieco sospetta che la moglie abbia una relazione con l'avvocato di famiglia. Quando lui muore in un incidente, la vedova non inconsolabile inizia a fare strani sogni, molto realistici... Thriller con venature horror, con una trama molto poco plausibile ed una notevole dose di ingenuità nella rappresentazione, che però ne costituisce anche il principale se non unico motivo di interesse. Dei due stagionati protagonisti, dignitosa prova di Stanwyck al suo ultimo film sul grande schermo, mentre Taylor è espressivo quanto una statua di cera.

Myvincent 20/10/11 23:13 - 2603 commenti

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Una musica ossessiva ci introduce nel misterioso mondo dei sogni e delle rappresentazioni oniriche. Ma gli incubi assomigliano alla realtà, anzi sono la realtà stessa travestita da sogno. Una ingarbugliata trama in questo horror di serie B, ma con due grandi stelle come Barbara Stanwyck che urla a squarciagola e Robert Taylor dall'occhio bistrato. Accattivante ed ipnotico.

Cotola 12/12/11 00:07 - 7607 commenti

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Thriller di Castle che pur non mancando di fascino e di una salutare ambiguità, dovuta ad un abile fusione di “sogno” e realtà, appare ormai abbastanza risaputo. In particolare la soluzione finale non appare così imprevedibile, almeno nella sostanza. L’epilogo poi è troppo sbrigativo e raffazzonato. Ovviamente negli anni Sessanta deve aver avuto il suo bell’effetto e comunque anche oggi si mantiene un piacevole passatempo.

Lucius 22/12/11 22:49 - 2819 commenti

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Dove andiamo con l'immaginazione quando dormiamo? In un mondo parallelo fatto di antimateria o nel profondo di noi stessi? E perché talvolta parliamo durante la fase REM? E ancora, cosa accadrebbe se un marito geloso desse importanza ai farfugliamenti notturni della sua insoddisfatta mogliettina? Un incubo nell'incubo, che non cessa neppure da svegli, una musica sfiziosa e ossessiva, la Stanwyck che da sola riempie lo schermo e alcune trovate di regia degne di nota. Non del tutto lineare ma onirico, ambiguo e inquietante. Sogni d'oro.
MEMORABILE: Le urla della Stanwyck: che abbiano ispirato quelle della Nicolodi in Tenebre? La scultura che ruota su se stessa, come in Sotto il vestito niente.

Digital 5/02/12 18:11 - 1122 commenti

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Discreto thriller diretto da Castle e sceneggiato dall'abile penna di Robert Bloch. Beneficiando della presenza di un attrice di razza come Barbara Stanwyck (doppiata magnificamente da Lydia Simonesch) il film, pur presentando un coup de théâtre non del tutto imprevedibile, è in grado di regalare forti emozioni e un apprezzabile dose di suspense. Notevole l’intro psichedelico accompagnato dalla voce di Emilio Cigoli. Imperfetto ma ampiamente godibile.

Stefania 17/07/12 22:38 - 1600 commenti

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Lasciamoci prendere all'amo dal prologo surreal-psichedelico, fluido montaggio di immagini cangianti dal bizzarro al sinistro (la mano che stringe l'occhio sbarrato): finiremo fritti nel padellone di uno psico-thriller ordinario nello svolgimento e forzato nel colpaccio di scena finale, ma ci consoleremo con la vecchia volpe Stanwyck, che qui rischia di finire in pelliccia tra crisi isteriche da consumata scream-queen, e gusteremo effetti horror collaudati ma sempre validi: manichini, candelieri roteanti, maschere sfregiate... una sempre saporita specialità della casa, old style Hollywood!
MEMORABILE: La celebrazione delle nozze nella chiesa abbandonata; l'omicidio della parrucchiera con la pugnalata nella schiena.

Giùan 9/08/12 18:57 - 3045 commenti

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Tra i più divertenti trickes or treats di quell'esemplare artigiano cinematografico che fu William Castle. Soprattutto nella prima parte il film unisce a una tensione parossisticamente incalzante, la precisa connotazione dei personaggi: una Stanwick che dispiace non sia mai stata il tipo di bionda frigida di Hitch, il cieco Rorke ossessionato dalla gelosia (un "carattere" quasi bunueliano) e quella inespressiva faccia di tolla dell'avvocato Taylor. Ingenui ma comunque funzionanti i sogni, inseriti nel perfetto contesto onirico e notturno della vicenda.
MEMORABILE: L'incubo del matrimonio con la chiesa piena di manichini; Le apparizioni del miliardario cieco; Taylor che si toglie la "maschera".

Ciavazzaro 2/10/14 00:02 - 4766 commenti

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Interessante. La grande Stanwyck tra realtà e sogno in questo suo ultimo film per il grande schermo, sotto la regia del mitico Castle che anche questa volta non delude lo spettatore con trucchi e colpi di scena. Molto buono anche il cast maschile. Il film intrattiene e non poco, ha un buon ritmo, bello il finale con presa in giro nella chiusa (solito scherzettino del buon Castle). Da segnalare la pugnalata nel negozio, l'incubo nella cappella.

Nicola81 1/05/17 19:26 - 2004 commenti

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Scritto da Robert Bloch e prodotto dallo stesso Castle un thriller che, nel perfetto stile del regista, a tratti non sembra prendersi troppo sul serio, con una storia abbastanza improbabile e una soluzione non proprio imprevedibile; ma è visivamente suggestivo, originale per le sue incursioni nella sfera onirica, dotato di un buon ritmo e di qualche colpo di scena. Ottima la prova della Stanwyck (al suo ultimo ruolo sul grande schermo), mentre l'ambiguo Taylor non brilla per espressività.

Anthonyvm 10/03/18 01:28 - 2119 commenti

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Thriller datato e prevedibile ma che comunque gode di numerose trovate visive tutt'altro che banali. La materia trattata (i sogni e l'ossessione da essi derivata) è un'occasione per sperimentare e sbizzarrirsi con montaggi, giochi e bizzarrie varie e Castle non si tira certamente indietro. L'insieme vale meno dei singoli elementi che lo compongono (certi incubi della Stanwyck sono resi molto bene, anche se le sovraimpressioni di volti roteanti oggidì sono superate e un po' ingenue, pur mantenendo un fascino retrò). Finale e soluzione deboli.
MEMORABILE: Il matrimonio (celebrato da manichini la cui voce arriva da chissà dove, pura uncanny valley) ancora oggi mantiene intatta l'inquietudine.

Rufus68 2/02/18 23:13 - 3149 commenti

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Solido thriller-horror in cui il regista conferma il suo mestieraccio. Il colpevole è sgamato dallo spettatore sin dalle prime scene eppure la semplice forza dell'intreccio non può che avvincere (complici le musiche). Non banali anche le tinture da dramma psicologico (il sogno, il cieco) e il finale regge bene lo svelamento: segno che, oltre al superficiale andamento narrativo, opera un sottofondo inquieto di buona lega.

Von Leppe 17/12/19 12:02 - 1047 commenti

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Una donna sogna un misterioso amante notturno e dopo la morte del marito i sogni sembrano avere riscontro nella realtà. Il film ha una buona tensione e riesce a mantenere alto l'interesse dello spettatore con il mistero che si infittisce sempre di più, fino a un finale non proprio male ma che delude le aspettative. Pellicola che mescola razionalità e fantasia, thriller e horror. Buone le trovate di William Castle che rendono il tutto più divertente.

Fedeerra 28/04/20 22:11 - 467 commenti

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William Castle alle prese con il subconscio. Proprio così, perché fino alla fine non capiamo se ciò che stiamo guardando è la realtà o il sogno e come dice la protagonista all’investigatore che tenta di aiutarla: “E' come andare a caccia di un incubo in pieno giorno". Si sgretola un po’ nel finale, ma è un thriller dal forte mordente necroforo e gotico, accompagnato da una colonna sonora davvero bella. Barbara Stanwyck, strepitosa, ci regala la sua ultima apparizione sul grande schermo; l’ultima “fiamma del peccato”.

Mco 4/07/20 19:00 - 2157 commenti

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Incubi che s'inseguono lungo un percorso ben studiato da Robert Bloch e che Castle incanala in una diegesi filmica dalla resa brillante. Lo spettatore attento arriva in fretta a smascherare l'artefice del piano diabolico ordito ai danni della povera Barbara Stanwyck ma tutto profuma di divertissement di quelli buoni. E la sequenza del matrimonio (pseudo) onirico ha un fascino notevole, in tal senso. Inquietante risulta poi la figura dello scienziato geloso, sia in vita che trapassato e ritornante. Brividi d'antan assicurati.
MEMORABILE: "Sono un tipo così riposante che le donne che cenano con me spesso si addormentano", dice l'avvocato Morland alla bella Irene Trent.

Ira72 20/11/20 08:30 - 970 commenti

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Inizio surreale e "daliniano" ove Barbara Stanwyck la fa da padrona, conferendo quel quid in più ad un film un po' claudicante. La sceneggiatura, infatti, tende a girare su se stessa con non poche facilonerie, eppure la colonna sonora azzeccata che torna e ritorna entrando nel cervello e il talento della protagonista rendono il tutto godevole e, a tratti, inquietante. Alcune scene, poi, virano al kitsch a tal punto che conferiscono alla pellicola il suo genere e la sottraggono dall'anonimato horror del periodo. Dopotutto, non è affatto male.
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