Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Si apre con Jannacci che adatta la sua "Quelli che..." a scene di guerra, a Hitler e Mussolini smitizzando la storia con l'arma della parodia e consegnandoci un incipit straniante. Ma l'operazione della Wertmüller è diversa e più ragionata; è innanzitutto l'analisi psicologica di un personaggio controverso, il Pasqualino del titolo che chiamano Settebellezze perché unico maschio d'una nidiata di sette figli. Mentre vagabonda per i boschi tedeschi in piena Seconda Guerra Mondiale, disertore della campagna di Russia, si ferma a riflettere e torna con la mente alla Napoli degli Anni Trenta in cui è cresciuto, aprendo il primo dei tanti flashback che frammenteranno il racconto dividendo passato e presente; un presente amaro, che lo vede catturato...Leggi tutto dai nazisti e condotto in un campo di prigionia dove la vicenda continuerà fino al ritorno a Napoli, dove il film troverà la sua ricercatamente enigmatica conclusione di fronte a uno specchio. Il passato racconta di un Pasqualino guappo da quattro soldi, che per difendere l'onore di una delle sei sorelle uccide inavvertitamente (senza dargli alcuna possibilità di difendersi) chi l'aveva trascinata a prostituirsi. Un delitto d'onore mancato, con conseguente maldestro tentativo di sbarazzarsi del cadavere (fatto a pezzi in tre valigie), arresto e processo. Ci verrà spiegato come da lì Pasqualino finirà prima in un manicomio criminale e poi soldato con destinazione Russia. Un'avventura articolata, un disegno non comune di un personaggio invece assai comune, in Italia, quasi l'emblema di una parte del belpaese; è anche per questo che il film ha suscitato l'ammirazione di pubblico e critica in tutto il mondo arrivando a guadagnarsi addirittura quattro nomination all'Oscar (nessuno vinto). E' il film più ambizioso della Wertmüller, che perfeziona il proprio stile arricchendolo di un gran numero di splendidi primi piani e di ellissi che tagliano talvolta inspiegabilmente momenti in apparenza necessari alla comprensione della storia; tocca infatti dedicare una certa attenzione, se non si vuole perdere il filo della stessa. Perché già dalle prime sequenze a Napoli non sembra facile entrare in un mondo in cui l'utilizzo del dialetto rende spesso ardua la comprensione dei dialoghi, con l'aggravante di un montaggio volutamente frammentario a rendere ancor più caotica la scena. Invece poi, curiosamente e psrogressivamente, si giunge a cogliere sempre meglio la meschinità del personaggio grazie alla sua capacità di empatizzare con lo spettatore; e quando il ritmo rallenta ci si sofferma ad ammirare la ricchezza delle scenografie, la profondità negli sguardi ritrovandosi a precipitare nell'abisso in attimi di profonda tristezza che si mescolano al grottesco come nel lungo faccia a faccia con la grassa virago nazista. O ci si può stupire di certe acutezze in sceneggiatura, come nello scambio di opinioni col socialista in stazione in cui Pasqualino, pur lontano dalla politica, mostra dissimulata ammirazione per Mussolini in un saggio di bravura memorabile. Meno centrate le scene al campo (salvo le ultime), fellinianamente insistite quelle legate alla gioventù, alle sorelle e alle danze. Giannini sa parlare con gli occhi come pochi, ma è nei non troppi botta e risposta più sobri e contenuti (buoni anche quello con l'avvocato prima del processo o con Don Rafè dopo il delitto) che si misura la qualità del film. Che sfrutta bene anche le location napoletane in uno sforzo registico evidente. Peccato che le scene poco significative, troppo urlate, confuse e dozzinali siano la maggioranza, generando in definitiva un risultato controverso che lascia spesso l'amaro in bocca.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/04/08 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/05/20
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B. Legnani 30/04/08 21:27 - 5173 commenti

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Guardabile, ma a patto di sopportare quando il protagonista eccede e di tollerare l'orrenda autocitazione erotica nel pre-finale. Errori storici (si confondono i campi di sterminio dell'Olocausto con i campi di prigionia, che non erano certo linde "zimmer", ma erano cose diverse) e perfino numerici (i prigionieri dall'8 al 14 sono sette, non sei). Scene ben girate (su tutte il Tribunale e le citazioni dei carnai dell'Inferno dantesco) si alternano all'eccesso che affiora, che procura dissonanze spiazzanti. Qua e là prolisso. Incredibilmente candidato all'Oscar. Evitabile.

Sunchaser 1/09/08 19:37 - 127 commenti

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Pasqualino settebellezze è l'ennesimo esempio di italiano-senza-qualità, privo di morale e pronto sempre ad arrangiarsi ed approfittare della situazione per salvare la pelle. Su questo personaggio Lina Wertmuller ha costruito uno dei suoi film migliori: sagace alternanza di commedia satirica, cattivo gusto, film drammatico. Grandissima interpretazione di Giancarlo Giannini. Nomination all'Oscar per il film straniero.
MEMORABILE: "Sono vivo", sussurra Pasqualino, di fronte allo specchio, nel finale.

Matalo! 3/09/08 14:32 - 1371 commenti

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Pasqualino Settebellezze... Pasqualino Settebellezze... così sconsolato declinava Moretti in Io sono un autarchico; e davvero non si può non deplorare questo inno all'arte di sopravvivere venato di partecipazione da parte della regista. Sulla quale non si può negare un vitalismo spesso sentito ed efficace, rapido nello scivolare in maniera. Comunque uno dei titoli più vispi della Wertmuller.

Galbo 10/09/08 05:54 - 11854 commenti

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Tra i migliori film diretti da Lina Wertmuller, è una tipica storia di stampo italiano con un personaggio principale (di caratura piuttosto modesta) che fa dell'arte di arrangiarsi la sua unica grande risorsa. Pregevole nella ricostruzione storico-ambientale, il film si segnala per la buona sceneggiatura e una regia molto personale e contemporaneamente al servizio della storia. Bravissimo Giannini nel ruolo principale.

Skinner 11/01/10 15:38 - 592 commenti

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Gran bel film, retto da una entusiasmante, gigionesca performance di Giannini (meritatamente nominato all'Oscar) e dalle grandi trovate della Wertmuller (l'arrivo della famiglia "prostitutizzata" al processo, l'incontro amoroso tra la Stoler e Giannini). Ottimi le musiche di Jannacci, la fotografia di Delli Colli, il montaggio di Fraticelli. Da vedere.

Saintgifts 6/06/14 16:43 - 4098 commenti

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Chi capisce veramente il personaggio Pasqualino è la comandante del campo di prigionia (Shirley Stoler): lo mette alla prova e lo punisce promovendolo kapò, affidandogli un incarico da dove salterà fuori il vero Settebellezze. Attraverso le parole del comandante walkiria la Wertmüller non risparmia nulla a certe figure umane che non sono solo del nostro meridione, ma universali. A tratti il film è di qualità, anche se la buona interpretazione di Giannini in più di un contesto risulta eccessiva. Sorprende l'inusuale registro drammatico.

Enricottta 1/03/10 17:01 - 507 commenti

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La Wertmuller ama molto noi napoletani, gli altri meno. Sospeso tra l'irritato e il malevolo, il giudizio generale dell'altra metà dell'Italia (quella non filonapoletana) indugia nella critica "a prescindere", avrebbe detto Totò. Venendo al film, l'effettivo peso, la qualità, la classe, l'ironia, con la quale la Wertmuller dirige ha meritato la nomination all'Oscar. La recitazione di Giannini è magistrale: sembra veramente un napoletano. Nel finale dice: sono vivo! Quante persone oggi possono dire lo stesso?

Rickblaine 18/08/10 17:05 - 635 commenti

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Quest'opera sfiora le cinque palle. Storia che inizia commedia e finisce in drammatico, che vede come protagonista un uomo che cercando di farsi "grande" nel quartiere rischia di diventare "piccolo" nel mondo. Vicende bizzarre lo portano in guerra e poi a compiere atti insensati. Giannini è straordinario, così come Fernando Rey, anche se ha una piccola parte. Spesso si commettono errori storici, ma sono piccolezze in confronto all'idea e all'intento del regista. Ottimo Jannaci con le musiche. Un po' ripetitivo il Giannini ammaliatore.
MEMORABILE: Il processo senza parole, ma solo musica e sguardi.

Enzus79 4/11/10 16:33 - 2285 commenti

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Simpatico film, con sottolineature anche drammatiche, con un buon Giancarlo Giannini che impersona bene il napoletano capo quartiere e il disperato durante la guerra. A tratti il film mi è risultato noioso e ripetitivo. Bella la colonna sonora.

Nando 19/06/11 09:00 - 3629 commenti

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L'epopea di un guappo a cui va tutto storto nonostante la sua folgorante "bellezza". Una narrazione provvista di momenti validissimi e di rare fasi di stanca che vede un carismatico Giannini totalmente a suo agio nella parte. Alcune fasi sono palesemente forzate, tuttavia la visione è consigliata.

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Neapolis 21/02/13 08:44 - 181 commenti

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Richiama molto La pelle della Cavani. In primis per l'ambientazione partenopea, poi perché è presente l'istinto della sopravvivenza che ti spinge a commettere e accettare le cose più basse. Qui però abbiamo un Giannini in forma smagliante che per la prima volta si cimenta a interpretare il ruolo di un Napoletano (lui che ha studiato a Napoli) e lo fa alla grande. A me sembra un grande esempio di cinema italiano.

Gabrius79 3/12/13 22:00 - 1321 commenti

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Un superbo Giancarlo Giannini diretto abilmente dalla Wertmuller in una commedia di ambientazione partenopea basta sull'arte della sopravvivenza con alcuni momenti esilaranti ma anche con momenti un po' troppo ridondanti. Interessante l'inizio con immagini mussoliniane e con sottofondo la meravigliosa "Quelli che" cantata da Enzo Jannacci.

Furetto60 7/02/14 12:06 - 1129 commenti

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È una pellicola che non riesco a giudicare in modo netto: da una parte si accavallano pregi (l'interpretazione di Giannini, alcune scene forti, la profusa ironia), dall'altra appare un lavoro poco omogeneo e per vari tratti prolisso fino alla noia. Per casi del genere mi pongo una domanda semplice: lo rivedrei? In questo caso la risposta è negativa.

Almicione 13/05/15 01:09 - 765 commenti

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Ma come è riuscita la Wertmüller a ricevere le nomination agli Oscar per il miglior film straniero e per la miglior regia? Le inquadrature non sembrano curate, i primi piani sono eccessivamente accentuati, talvolta sfocati... La pellicola narra le memorie di un guappo napoletano che cerca di salvare l'onore della propria famiglia e si ritrova poi prigioniero dei tedeschi. La drammaticità si rivela ridicola soprattutto quando non si ricerca la comicità, rappresentata da un tizio che emette gas. Ridicolo Giannini.
MEMORABILE: La sequenza iniziale con i video del regime nazista e fascista.

Il ferrini 15/08/16 12:25 - 1950 commenti

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Senz'altro un film da vedere, se non altro per la superba prova di Giannini. Maschilismo, meschinità: Pasqualino è l'impietoso ritratto d'un vigliacco senza alcun ideale, se non quello di salvar la pelle. Un antieroe verso il quale non si può provare ammirazione, ma che spesso denuda lo spettatore. I richiami alla figura di Carmelo Mardocheo sono tanti (si pensi all'atto sessuale con l'obesa nazista), ma qui assumono un tono più drammatico. Interessante la fotografia, meno la regia.

Paulaster 3/07/19 10:00 - 3603 commenti

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Il cambiamento da guappo a reduce di guerra per un napoletano senza scrupoli. Nichilismo, senso dell'onore e sopravvivenza in un amalgama non sempre riuscito (il mostro, la fuga dai tedeschi) ma con grandi momenti (la prigionia, il manicomio). Giannini si trasforma man mano e si preferisce alla fine. Regìa che stringe molto sugli sguardi ed eccelle nelle riprese più ampie.
MEMORABILE: Il silenzio dopo lo sparo; Le borse col corpo a pezzi; Gli occhi aperti a forza dalla capitana nazista.

Rocchiola 12/12/19 09:03 - 933 commenti

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Sicuramente il film più ambizioso e riuscito della Wertmüller prima regista donna candidata all’Oscar. Sempre in bilico tra commedia grottesca e dramma, Lina modera gli eccessi del suo stile sguaiato, accostando coraggiosamente la guapparia del protagonista all’orrore dell’olocausto. Ne esce un feroce apologo sull’arte dell’arrangiarsi e della sopravvivenza a ogni costo. Bella fotografia di Delli Colli. Indimenticabile la terribile e corpulenta kapò interpretata dalla Killer della luna di miele Shirley Stoler. Mostruosa come sempre la Fiore.
MEMORABILE: "Sì, sono vivo"; Il cadavere a pezzi nelle valigie; I tentativi di seduzione della Kapò; L'uccisione di Francesco; La ribellione di Pedro.

Bubobubo 5/07/20 12:03 - 1676 commenti

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Guappo napoletano mosso dalla passione e schiacciato dal senso dell'onore, per un fatto di sangue maldestramente orchestrato Pasqualino finisce prima al manicomio criminale, poi sul fronte russo, da dove diserta ingloriosamente per finire incarcerato in un campo di rieducazione nazista. Bizzarro film-collage (straniante l'incipit jannacciano) che gioca con la sovrabbondanza di temi e registri per ricostruire la figura di un uomo superfluo, il cui tornaconto personale vale più di ogni legame di fedeltà e d'amicizia. L'uso estensivo del napoletano rende a tratti la visione difficile.
MEMORABILE: Il monologo sull'"uomo nuovo" di Pedro (Rey); Gli sprezzanti commenti della kapò nazista (Stoler); Al plotone d'esecuzione.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Babsj81 • 12/07/17 00:54
    Galoppino - 9 interventi
    Nella sequenza del manicomio compare brevemente Aldo Valletti, meglio noto come il Presidente in "Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini.
    Ultima modifica: 9/11/19 08:12 da Zender
  • Discussione Neapolis • 9/08/17 17:36
    Fotocopista - 2585 interventi
    Alla faccia di Nanni Moretti il film tiene bene anche a distanza di anni. Hai voglia a vomitare bile..
    Ultima modifica: 9/08/17 17:39 da Neapolis
  • Curiosità Zender • 10/08/17 08:54
    Pianificazione e progetti - 45714 interventi
    Celebre la tirata morettiana sul film tratta da "Io sono un autarchico".

    Traversa: "Ah senti, ho un'altra cosa importante da dirti, lo sai che in America all'Università di Berkeley è stata offerta a Lina Wertmüller la cattedra di cinema?"

    Moretti: "Ma chi, quella di Mimì metallurgico, di Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto. Insomma di Pasqualino Settebellezze. Pasqualino Settebe..."

    Traversa: "Lei, sì. Era ora no? Vedrai che il cinema italiano finalmente ha trovato il suo alfiere. I nostri film piacciono, incassano... Questo è un avvenimento importante, che crea un precedente".

    Ed è qui che Moretti, per l'appunto, mentre continua ad ascoltare l'amico, vomita bile in silenzio...
  • Discussione Didda23 • 10/08/17 09:01
    Comunicazione esterna - 5772 interventi
    Scena notevolissima.
  • Homevideo Taxius • 8/11/19 18:22
    Addetto riparazione hardware - 178 interventi
    In arrivo il bluray sempre della Mustang
  • Discussione B. Legnani • 8/11/19 19:59
    Consigliere - 14562 interventi
    Strano. Il Maestro non lo ha mai visto.
  • Discussione Zender • 9/11/19 08:19
    Pianificazione e progetti - 45714 interventi
    Vero Buono, questo film andrebbe visto anche solo per la citazione morettiana. Avvertirò quel posapiano!
  • Homevideo Rocchiola • 12/12/19 09:17
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Nuova versione restaurata
    La riedizione bluray della Mustang appena uscita utilizza la versione del film restaurata dalla Cineteca Nazionale a partire dai negativi originali messi a disposizione da RTI Mediaset in collaborazione con Infinity. questa versione presentata a Cannes nel 2019 non è mai apparsa prima in home-video. Quindi si tratta di una nuova versione decisamente superiore al precedente DVD sempre edito da Mustang che probabilmente utilizzava in vecchio master dell'edizione Medusa.
    Comunque il restauro è eccezionale, le immagini sono perfettamente pulite e riccamente dettagliate. La colorazione è viva ed equilibrata ed esalta la calda fotografia del maestro Delli Colli. L'audio originale dual mono presenta la giusta potenza e chiarezza. Insomma un lavoro davvero ben fatto per quella che si può considerare l'edizione definitiva del capolavoro della Wertmuller.
    La nuova edizione è presentata nella collana "La cineteca di Gianni Canova" con un introduzione al film da parte del famoso critico. In aggiunta al BD del film c'è anche un DVD recante il documentario "Dietro gli occhiali bianchi" sulla vita e la carriera della regista. Purtroppo non c'è nessun libretto ma si sa che CG non eccelle in queste cose. Speriamo che nella stessa collana escano a breve altri titoli degni di nota.
    Ultima modifica: 12/12/19 09:21 da Zender
  • Discussione Rocchiola • 12/12/19 09:22
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Moretti è un presuntuoso dai gusti cinematografici altamente discutibili. Ricordo che nei suoi film oltre a Pasqualino, ha stroncato anche Cuore selvaggio di Lynch e Heat di Michael Mann, oltre ad avercela cronicamente con i mostri sacri della nostra commedia come Sordi, Manfredi & C.
    Credo che il trascorrere del tempo gli abbia dato torto, in quanto i film da lui criticati hanno resistito meglio delle sue opere al passare degli anni !!!
  • Discussione Rocchiola • 12/12/19 09:31
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    E poi c'è la mitica “Quelli che…” firmata da Enzo Jannacci, ripresa poi con ovvie variazioni calcistiche per la trasmissione di Fazio Quelli che il calcio.