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Titolo originale: Abwarts
Anno: 1984
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 5

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/12/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 30/12/07 22:55 - 4746 commenti

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Un'occasione sciupata. L'idea, non originalissima, non era male: quattro persone chiuse in ascensore, una delle quali nasconde un malloppo. Ma l'assurdità, da sùbito, degli sviluppi, unita ad una recitazione mediocrissima (tremendi, poi, i dialoghi della squadra di intervento finale) uccide il tutto. Da evitare, benché abbia avuto un certo successo.

Buiomega71 17/02/11 10:54 - 2281 commenti

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Piccolo gioiellino di tensione, claustrofobico e con finale beffardo. Faceva ben sperare l'ottimo - qui - regista tedesco/elvetico, poi ha frantumato ogni possibile promessa finendo per girare scialbi thriller televisivi negli States. Questo resta il suo capolavoro, che non dà tregua, condito dalla recitazione nevrotica dei personaggi e da un ottimo spessore psicologico. Da antologia la coppia litigiosa, composta dalla verhoeviana Renèe Soutendijk e da Gotz George (forse il più laido del gruppetto). Piccolo cult di grande angoscia.
MEMORABILE: Il ragioniere Cossman, che ha fregato al suo datore di lavoro, un bel po' di marchi; la Soutendijk che esce dalla piscina a inizio film.

Maxspur 19/12/13 21:24 - 81 commenti

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Dal romanzo omonimo (Abwarts): quattro persone rimangono bloccate nell'ascensore di un grattacielo. Viene tratta un’interessante sceneggiatura per questo claustrofobico thriller ben diretto dal giovane regista svizzero Carl Schenkel, che si avvale di un gruppo di attori abbastanza in parte tra cui una conturbante Rénée Soutendijk (Il quarto uomo). La tensione è calibrata al punto giusto, sprazzi di critica sociale e qualche forzatura di troppo che però non va a inficiare un giudizio nel suo complesso positivo.

Gestarsh99 22/12/19 16:38 - 1330 commenti

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Dall'ex Germania Federale, un "elevathriller" teso, angosciante e, senza tema di smentita, tutto fuorché scontato. Se si escludono film-tv, corti ed episodi pochadistici made in Italy risalenti ai '70, questa è la prima pellicola a mostrare un gruppo di persone intrappolate all'interno di un ascensore. Palesemente - ma non pedissequamente - ispiràtosi a situazioni grafiche targate Malle e Maas (cavi che si spezzano, paratìe malfunzionanti, trombe di alloggiamento buie e vertiginose), Schenkel notomizza la contenzione in spazi ristretti sanguificandola di ansie, paranoie e isterie rivelatrici.
MEMORABILE: Le concitate e disperanti sequenze ambientate nella cavernosa tromba dell'ascensore.

Anthonyvm 6/12/19 10:20 - 2022 commenti

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Nei trapped movie la logica non è sempre una necessità: è il caso di questo piccolo ma interessante thriller che sfrutta la location claustrofobica per eccellenza (la cabina bloccata di un ascensore) per imbastire un racconto coinvolgente (per quanto inverosimile) sul solito tema "homo homini lupus", soffermandosi sull'incomunicabilità che affligge la società moderna (fra le generazioni, fra le caste, fra i sessi). Una caricatura pessimista, punteggiata da momenti di ottima suspense e scene realisticamente dolorose. Buono il finale maligno.
MEMORABILE: La conturbante Soutendijk; I tentativi di aprire le porte in equilibrio precario; Il racconto del tizio bloccato in un furgone frigorifero; Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Buiomega71 • 31/03/15 17:09
    Pianificazione e progetti - 22004 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (venerdì 4 agosto 1989) di Fuori servizio: