Only you - Amore a prima vista

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Only You
Anno: 1994
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Only you (solo tu) - Amore a prima vista".
Numero commenti presenti: 2
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

C'è chi al Destino ci crede davvero, come Faith (non un nome a caso): d'altra parte se una tavola ouija da piccola ti suggerisce che la tua anima gemella si chiamerà Damon Bradley e la fattucchiera di un luna park ti ripete l'identico nome a distanza di anni finisci per crederci inevitabilmente. E quando un Damon Bradley salta fuori davvero tra gli invitati del suo matrimonio, Faith (Tomei) decide che prima di sposarsi deve assolutamente sapere chi sia. Con in mano solo quel nome, segue le sue tracce a Venezia, poi in Toscana, poi a Roma e ancora a Positano, ma il misterioso uomo del destino continua a sfuggirle. A Roma però c'è chi la "frega": è tale Peter Wright (Downey jr.), che si spaccia per Damon sfruttando il fatto che la ragazza...Leggi tutto non abbia idea di chi sia, s'innamora di lei e la porta in giro per la città proprio come in un moderno VACANZE ROMANE (con tanto di citazione d'obbligo davanti alla Bocca della Verità). Affusolata, magra, il collo lungo e il capello corto, la Tomei non ha la classe di Audrey Hepburn ma ne è una replica plausibile aggiornata alla minor sofisticazione dei Novanta. Così come Downey jr. non potrà mai essere Peck ma sa dimostrarsi simpatico quanto basta per un film semplice semplice, che poggia le basi sulla bella fotografia di Sven Nykvist e sulla verve della coppia protagonista: la Tomei non si ferma un secondo nell'affannosa ricerca dell'idealizzato "Damon Bradley" (che per qualche scena prenderà pure le forme dell'adone vacuo tratteggiato da un Billy Zane con parrucca) mentre a Bonnie Hunt spetta di fare da spalla col compito di calmare l'amica partita per Venezia con ancora addosso l'abito da sposa provato per un matrimonio da consumarsi dieci giorni dopo. La formula che prevede l'avventura sentimentale in un'Italia che più da cartolina non si può funziona chiaramente meglio per gli americani, che potranno anche divertirsi con qualche scontato luogo comune sugli italiani (De Almeida che nei panni del romano tipico parla di amore trascurando il lavoro, il tassista che si fa pagare 50.000 lire per fare il giro della piazza...). Per noi è più difficile, ma tutto sommato la regia di Jewison è competente e la storia procede col giusto piglio puntando alla vivacità della coppia protagonista e alla curiosità degli spettatori ansiosi di vedere in faccia il misterioso Damon Bradley (sadicamente celato con inquadrature che ne lasciano intravedere solo alcuni particolari). Commedia all'acqua di rose, ma alcuni scorci italiani, per quanto scontati, hanno il merito di mettere in luce con gusto le meraviglie del nostro paese e fanno da sfondo suggestivo alla vicenda. Tra il cast i nostri Gianfranco Barra (alla hall del Danieli, con zoppicante accento veneziano), Renato Scarpa (all'aeroporto), Mattia Sbragia (sorride dalla cabina dell'aereo nel finale).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/11/13 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/06/17
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Galbo 28/11/13 18:56 - 11576 commenti

I gusti di Galbo

La ricerca dell'amore ideale vagheggiato da anni porta una giovane americana, in procinto di sposarsi, in Italia. Commedia romantica di livello medio basso, non degna del prestigioso regista che la dirige (Norman Jewison ha fatto decisamente di meglio). Al di là della storiella di poco conto infatti, il film è letteralmente infarcito di irritanti luoghi comuni di tipo turistico riguardanti l'Italia raccontata con accenti che definire da cartolina è poco. Discreta la prova della protagonista, Marisa Tomei. Evitabile.

Stelio 19/07/16 17:55 - 384 commenti

I gusti di Stelio

Filmaccio inqualificabile sul destino amoroso (o sedicente tale) in chiave favolistica, ambientato in Italia e, guarda un po', pieno zeppo dei peggiori luoghi comuni sul Bel Paese, dagli scioperi al tassista disonesto che prende una corsa per pochi metri. La Tomei è ben oltre l'imbarazzante, Downey Jr tutto sommato se la cava in una prima parte di carriera in cui, pur di lavorare, si può dire abbia accettato davvero di tutto. Si salverebbe l'ambientazione, ma è troppo poco per dargli qualcosa oltre il minimo voto. Immorale.

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