LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Van Heflin ha trovato l'oro in miniera, ora deve andare a picconare per estrarlo e portarlo in città. Ma da solo non ce la fa (non è più così giovane) e d'altra parte conosce i rischi di chiedere ad altri di darti una mano. L'unico di cui si fida è il suo figlioccio (George Hilton), un giovanotto un po' fesso che però si trascina dietro un personaggio dall'atteggiamento non esattamente amichevole (Klaus Kinski). Per pareggiare le forze Van Heflin chiama allora il suo vecchio socio (Gilbert Roland) e i quattro partono per la miniera tra sotterfugi, sospetti e un clima di diffidenza costante che però tende a unire i quattro nei momenti di difficoltà. La forza del copione...Leggi tutto di Di Leo (scritto con Augusto Caminito) sta tutta nel tratteggio dei personaggi, sfaccettati e credibili a partire da quello interpretato da Van Heflin, il migliore. Il regista, Giorgio Capitani, dirige correttamente rispettando l'eleganza della narrazione, senza troppo concedere ai luoghi comuni del genere e lasciando un buono spazio alle ariose musiche di Carlo Rustichelli. Lunghi silenzi, il vento che soffia, i volti provati dei protagonisti, ma soprattutto un finale non telefonato e sulla carta aperto a ogni possibilità. Le potenzialità del film sono rispettate, i limiti sono legati alla semplicità dello script, che tende inevitabilmente a ripetersi. La spettacolarità è relegata alla scena della lunga sparatoria, che comunque, pur bella, non offre molto a livello tecnico.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/03/08 DAL BENEMERITO IOCHISONO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/03/11
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Iochisono 22/03/08 19:18 - 133 commenti

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George Hilton è il figlioccio di Van Heflin e torna in paese dopo anni. Il vecchio conosce l'ubicazione di una miniera d'oro sepolta e ora può andare a portar via una ricchezza. Proprio quando stanno per partire però spuntano fuori altri incomodi: un biondino sadico legato morbosamente al ragazzo e un eterno rivale del vecchio. I due americani sono capaci di un'ennesima prova da antologia del cinema e i giovani non sono da meno, sotto la direzione del bravissimo Capitani. Risvolti omosessuali e altre sorprese non mancano. Gran film.
MEMORABILE: Una sparatoria memorabile subito dopo la partenza dei quattro per la miniera.

Nando 6/01/11 01:01 - 3495 commenti

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La febbre dell'oro sta alla base del film, che si avvale di un cast di buon livello, una trascinante colonna sonora e una discreta narrazione. Un vecchio cowboy che conosce l'ubicazione di una miniera d'oro vi si reca con il figlioccio, un sadico amico di quest'ultimo ed un suo vecchio rivale. Molta consuetudine nello sviluppo ma accettabile.

Dusso 16/05/11 22:55 - 1539 commenti

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Abbastanza deluso da questo unico western di Capitani che inizia ottimamente ed è uno dei migliori western che abbia visto ma... purtroppo solo nella sua prima metà (fino a quando i quattro personaggi non partono per la miniera); poi a mio parere il film perde molto, succede poco e alcune scelte sono deludenti; qualcosa mi sembra tirata per le lunghe. Super la fotografia di D'Offizi ed il cast è strepitoso, ma questo non fa che aumentare la mia delusione, viste le premesse.

Il Gobbo 10/06/11 08:52 - 3011 commenti

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Avidità, vendetta, edipi, coppia gay sado-maso, onore, Fato, fra tragedia greca e l'ovvio modello hustoniano: grandissimo. Pensato da Di Leo per Fulci, in mano a Capitani perde forse in crudeltà flamboyante ma guadagna respiro e un andamento classico, solenne, con musiche bolereggianti di Rustichelli. Eccellente tratteggio dei caratteri e maiuscole prove dei quattro protagonisti. Menzione speciale per il look fregoliano di Kinski, prete-becchino-tuareg-simil zombi. Imperdibile.

Homesick 20/06/11 18:45 - 5737 commenti

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Scritto da Di Leo e Caminito e diretto da un regista estraneo al genere, ripudia le abusate consuetudini del western leoniano per applicare allo schema de Il tesoro della Sierra Madre la lente della psicanalisi e persino dell’omosessualità, mantenendo i rapporti tra i quattro protagonisti sempre sul filo del sospetto, del rancore e della tensione. Magnifici e signorili Roland e Helfin; cereo, viscido e catatonico Kinski: il loro fluido mesmerizzante si trasmette anche a Hilton, bambinone succube e instabile in una delle sue migliori interpretazioni.
MEMORABILE: Lo scambio delle pistole per la reazione all’agguato.

Saintgifts 20/02/12 10:41 - 4098 commenti

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Non sono un amante del genere spaghetti-western, specie quando si vuole vestire di serietà e credibilità (escluderei Sergio Leone, regista speciale non etichettabile), ma questo film mi costringe a fare una eccezione, forse proprio perché Capitani non è un regista western e ha saputo dare al film, curandone i particolari e "usando" al meglio gli interpreti (tra cui vecchie glorie hollivudiane), un tono rispettabile e abbastanza coinvolgente, con anche risvolti psicologici non secondari. Buona la fotografia, che valorizza luoghi non western.

Addison 21/07/12 14:47 - 90 commenti

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Western italiano insolitamente dignitoso, oggetto di culto oggi per un legame gay abbastanza esplicito (alla sceneggiatura ha collaborato Di Leo), ma valido più in generale per i rapporti tra i quattro protagonisti e la dinamica che si crea tra essi. Il film ha chiaramente più simpatia per i due vecchi leoni (un ottimo Heflin in un ruolo alla Spencer Tracy e un incisivo Roland) che per i due giovani più ambigui (bravissimo e inquietante Kinski, ma per una volta se la cava bene anche Hilton, fragile e isterico). Regia non più che corretta.

Albstef90 19/11/12 17:20 - 78 commenti

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Assolutamente da riscoprire in quanto non è uno dei tanti e tipici western all'italiana; nasce anzi sulla falsariga dei western classici, anche se le location dov'è girato (molto belle peraltro) fanno capire che si tratta di produzione italiana. Dietro la macchina da presa il simpatico e raffinato Giorgio Capitani, regista più a suo agio con commedie brillanti. Nonostante ciò crea un vero e proprio capolavoro. Più che su azione e sparatorie si concentra sulla psicologia dei personaggi. Sceneggiatura a firma Di Leo e Caminito. Buone le musiche.
MEMORABILE: L'arrivo in paese di Klaus Kinski; Le scene finali.

Rambo90 17/02/13 16:43 - 6431 commenti

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Un western all'italiana molto riuscito, diverso dallo spaghetti e più vicino alle storie dei classici hollywoodiani, ma con i luoghi e i silenzi tipici di un prodotto nostrano. Heflin e Roland sono due attori di grande carisma, capaci di enorme espressività, ma non gli è da meno Klaus Kinski, in uno dei suoi soliti ruoli psicotici (e stavolta anche in sospetto di omosessualità). Hilton invece incide poco. Buone le musiche di Nicolai e Rustichelli. Notevole.

Giùan 20/07/13 07:12 - 3048 commenti

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Comincia come Il tesoro della Sierra madre hustoniano e termina come Sfida nell’alta Sierra di Peckinpah, dipanandosi nel mezzo come un dramma d’azione psicologico connotato da venature omosessuali ed edipiche. Originale western di Capitani, che può contare sulla estrema caratterizzazione (tangibile la presenza di Di Leo nello script) dei quattro personaggi principali: due vecchie pellacce (Heflin/Roland) arrampicate sia pur con le unghie a un codice etico e due “ragazzi interrotti” (Hilton e Kinski) legati da un rapporto morbosamente vampiristico.
MEMORABILE: L’inizio in miniera; Le crisi malariche di Roland.

Jdelarge 28/04/17 14:06 - 886 commenti

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Originale western diretto da Capitani, che focalizza la sua attenzione sull'inevitabile circolo vizioso a cui porta il cieco egoismo umano, amplificato dall'argomento pecuniario. Tutti e quattro gli attori principali forniscono ottime interpretazioni, ma a spiccare ancor di più è Hilton, che dà vita a un personaggio che è la vera e propria vittima del comportamento dei più. Musiche a tratti quasi hitchcockiane. Rivedibili il montaggio e alcuni dialoghi che rendono il film meno dinamico. Complessivamente molto interessante.

B. Legnani 18/08/20 14:25 - 4783 commenti

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Sorprendente, notevole western (decisamente NON spaghetti western) dell’eclettico Giorgio Capitani, che dirige quattro bravissimi attori in una trama che, pur rifacendosi a un celebre film di Huston, ha una sua pienissima dignità autonoma. Film petroso e sabbioso, con caratteri levigati magnificamente, persino con molteplici riferimenti gay, che vanta pure un minuto finale, immoto ed impeccabile, in cui risalta la stima che gli uomini, pur se avversari fieri, e non da ieri, hanno verso chi la merita. I due anziani sono superlativi, ma pure i due giovani tengono botta. Da vedere.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Il Gobbo • 10/06/11 08:54
    Contratto a progetto - 771 interventi
    Ottima edizione della Koch tedesca, con pregevole master (di Canal Plus, quindi coi titoli in francese: poco male), audio italiano, e due featurette curate da Federico Caddeo, una con Hilton e Capitani e una - sigh e sob - col compianto Antonio Bruschini.
  • Homevideo Buiomega71 • 4/10/12 20:45
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    Il dvd francese (con traccia italiana) della Artus Films:

    http://www.kultvideo.com/articles/ArticleSheet.aspx/aid15592aid-DVD-Ognuno-per-se
  • Curiosità Zender • 16/12/12 18:45
    Consigliere - 43739 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Homevideo M.shannon • 16/12/13 14:54
    Disoccupato - 312 interventi
    Dvd Koch (fotogramma minuto 29:18)

    Ultima modifica: 17/12/13 08:30 da Zender
  • Discussione B. Legnani • 19/08/20 10:45
    Consigliere - 13998 interventi
    Visto.
    Direi che non è neanche per un attimo uno spaghetti: si tratta di un western di stampo classico.