Non aprite quella porta - Film (2022)

Non aprite quella porta
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Texas Chainsaw Massacre
Anno: 2022
Genere: horror (colore)
Note: Aka "The Texas Chainsaw Massacre". Sequel diretto dell'originale del 1974. La narrazione iniziale è di John Larroquette, come nell'originale.
Papiro: elettronico
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Troppo spesso ci si dimentica che NON APRITE QUELLA PORTA, l'originale e unico, non era solo Leatherface. Il reiterato tentativo di trasformare l'uomo dalla maschera in pelle umana in un mostro da affiancare a quelli solitari della tradizione classica ha portato a cancellare il ricordo dei fratelli, del nonno, di tutta una famiglia che unita aveva saputo colorare di follia autentica quell'antico gioiello. In questo sequel, che ancora una volta apre con flash su fotografie ingiallite per stabilire un ponte col passato, il tuttofare del macello si arrangia in autonomia, e quando gli muore mamma cacciata di casa da chi è venuto lì per prendere legalmente...Leggi tutto possesso dell'edificio, il nostro eroe (che per ragioni anagrafiche non può esere lo stesso di allora, visto che non siamo in un remake ma in un seguito diretto delle avventure del 1974) non trova di meglio che strapparle la carne e con quella cucirsi una maschera prima di avviare l'abituale mattanza. Decontestualizzato rispetto a un mondo che l'aveva circondato di parenti svalvolati quanto lui, Faccia di Cuoio diventa un babau come tanti, distinguibile giusto per l'inseparabile sega elettrica, la maschera e il look da macellaio in libera uscita. E così il film di David Blue Garcia si accoda ai tanti anonimi massacri da cinema moderno cui manca tanto la personalità degli artigiani di un tempo, che li sapevano calare in realtà allucinate attraverso personaggi, dialoghi, costruzioni narrative decisamente superiori. Cosa resta allora, in superficie? Un bel lavoro d'immagine, questo è certo (per quanto non paragonabile a quello di Nispel, che già aveva capito quanto fosse fondamentale restituire l'atmosfera ocra e polverosa tanto inscindibile dal classico di Hooper, nei nostri ricordi) e il recupero in chiave massimamente iconica di Leatherface, che frantuma corpi a non finire in una mattanza splatter che è la più graficamente esplicita del'intera saga. Un suggello all'impressione che tutto ormai sia diventato un gioco, una ripresa sbiadita in cui ciò che conta è solo il sangue e chi lo produce. Quale consistenza hanno i quattro ragazzi giunti nel disperso paesello texano di Harlow in cui coltivano l'obiettivo di vendere all'asta le proprietà per ripopolare la zona rimodernandola? Due scambi con la vecchina che occupa una delle case (che è poi la mamma di Faccia di Cuoio), un rapporto appena meno teso con un tizio col quale già avevano avuto a che fare lungo la strada... Evanescente preambolo utile solo a preparare goffamente il terreno all'imminente massacro via motosega; realizzato con tutti i crismi per carità, studiato nelle luci, nella ferocia di martellate che sfondano teste e storcono gambe. Il "divertimento" per l'appassionato è garantito, in questo senso, nulla da eccepire; le scene da consegnare alla storia via filmatino sui social non mancano, ma se l'opera va considerata nel suo insieme, la mancanza di ogni substrato che sappia dare tridimensionalità alla vicenda è evidente e in questo senso l'egregio lavoro di Nispel fu di molto superiore dimostrando di saper cogliere assai meglio l'essenza dell'originale. Al di là dell'ottimo impatto visivo e della spietatezza tremenda di qualche scena (pure se l'impalamento con sega elettrica nel prefinale fa più SHARKNADO che altro), dei buoni valori tecnici espressi dalla regia di Garcia, un sequel superfluo che sarà difficile ricordare. Né può aiutare a farlo il solito ripescaggio dell'unica superstite del massacro del 1974. Morta l'indimenticabile Marilyn Burns tocca a Olwen Fouéré rivestire il ruolo dell'invecchiatissima Sally, chiaramente sulle tracce della Jamie Lee Curtis degli ultimi seq... reb... remak... degli ultimi HALLOWEEN insomma.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/02/22 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/02/22
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Markus 20/02/22 11:18 - 3540 commenti

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Sangue e corpi bellamente dilaniati dalla motosega di "Leatherface" per una buona durata in questo ennesimo apocrifo di Non aprite quella porta. Il film - modernamente distribuito su Netflix e perlopiù destinato alla Generazione Y - promette e mantiene egregiamente le aspettative. Fa un po' rabbia, ma ce ne siamo ormai fatta una ragione, che il solare Texas sia invece - per motivi di low budget - la Bulgaria, che per l'ennesima volta ospita attori yankee a uno stuolo di meastranze col cognome che termina per "ova". Bulgary Chainsaw Massacre!

Herrkinski 18/02/22 17:23 - 6942 commenti

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Come per Halloween, si riparte dal prototipo per ridare una nuova verginità al franchise. Bisogna dire innanzitutto che la sensazione è che il nuovo Leatherface sia il migliore mai visto dal '74, spaventoso e con un look che ricorda da vicino quello di Gunnar Hansen, inclusa la motosega; le sequenze con lui sono di grande effetto, lo splatter (con molti SPFX pratici) è ad alti livelli e la fotografia regala momenti molto suggestivi. Lo script traballa, come in ogni sequel della serie; il ritorno di Sally dal prototipo è del tutto esornativo, la durata esigua ma il suo effetto lo fa.
MEMORABILE: Sull'auto della polizia; Sull'autobus; Il texano sfracellato a martellate.

Caveman 19/02/22 15:14 - 467 commenti

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Ennesimo numero 2. Scelte simili ad Halloween (ma perché!?) con una sopravvissuta che è praticamente una scialba copia di Jamie Lee Curtis. Viva la fantasia, con questo tipo di operazioni di comodo che vorrebbero attirare nuove leve e strizzare l'occhio agli appassionati storici. Non ci siamo; i protagonisti sono inespressivi e va a finire che si tifa per Leatherface su tutta la linea. Anzi, il suo personaggio ha un minimo di fascino ed è brutto, sporco e cattivo come copione richiede. Scene in CGI imbarazzanti. Buone le location.

Leandrino 19/02/22 15:21 - 430 commenti

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Non era facile tornare su uno dei franchise più inflazionati della storia del cinema horror; ecco quindi che i risultati di questo seguito diretto dell'inarrivabile originale del '74 diventano notevoli. Del film di Hooper si ritrova quell'atmosfera da provincia texana che unisce l'afa del sole all'odore della marcescenza; si ritrova Leatherface, nei suoi soliti panni da uomo-mostro-bambino. Ma soprattutto, si nota una volontà di interpretazione da parte degli autori, capaci di riassumere la lotta tra vecchio e nuovo in una manciata di temi attuali, senza morale e con divertimento.

Lupus73 21/02/22 12:20 - 1284 commenti

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Altra operazione di reboot che quasi 50 anni dopo va a sostituire il sequel di Hooper (per la verità un baraccone fin troppo grottesco) riprendendo la storia dell'insuperato iniziatore. A dirla tutta non c'è gran continuità, e si concentra tutto su faccia di cuoio, con momenti di tensione discretamente gestita e immancabile splatter/gore. La ricostruzione del personaggio è terrifica, ma l'idea più brillante è il recupero della sopravvissuta (e ormai vegliarda) Sally come vendicatrice, mossa purtroppo non riuscita al 100% (come del resto si può dire di tutto il lavoro). Vedibile.

Viccrowley 21/02/22 21:56 - 811 commenti

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Missione compiuta. Mamma Netflix fa più danni della grandine e manda in malora le speranze degli orfani del grande Tobe Hooper. Con un colpo di spugna sparisce la disgregazione e l'imbarbarimento del nucleo familiare e le redini passano tutte a Leatherface, che diventa l'ennesimo emulo immortale e indistruttibile alla Jason o Michael Myers. Aumenta il gore, ma scompare l'atmosfera marcia e malsana che avevano reso immortale il film del 74 rendendo di fatto totalmente inutile la visione dell'ennesimo horrorino mainstream di cui non si sentiva il bisogno.
MEMORABILE: Il personaggio di Sally che plagia senza pietà il ritorno della Laurie invecchiata della saga di "Halloween".

Teddy 22/02/22 17:41 - 322 commenti

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Se come sequel diretto non ha praticamente senso di esistere (e di fatto non esiste), come slasher della nuova generazione sa il fatto suo. Annullati completamente i teoremi morali, politici e storici, il film si lancia in un corollario di violenza assortita che riesce, se non altro, a limare il vuoto cosmico della sceneggiatura e a far guizzare la tempra del linguaggio figurativo. Con un altro titolo avrebbe sicuramente fatto una figura migliore.

Schramm 24/02/22 13:36 - 3029 commenti

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La porta che non andava aperta s'è fatta da tempo girevole e a bascularvi è un Leatherface ormai latore di tutta una genia di scocomerati per continuare a mungere una mucca morta. Che sapendo di esser tale, se non altro si decompone di brutto intossicando alla grande: puntando ogni avere su splatterama e forsennato ammazzatoio tra trucidi sgorghi-scoppi plasmatici come fandom comanda, Garcia fa del franchise una betoniera di fragole e panna come non accadeva dall'Hooper-bis, spazzando via trequel prequel recap reboot spinoff ripoff e divertendo quanto basta a evitarsi la scomunica.
MEMORABILE: Osso del polso spezzato come tagliagola; Sorriso allargato; Tra i girasoli; Bisettrice; Bus party.

Redeyes 6/03/22 11:29 - 2310 commenti

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Ne sentivamo il bisogno? Non ci aspettavamo un incubo hooperiano ma un sussulto nispeliano perché no? Invece ci troviamo dinanzi all'ennesimo cattivone ritardato che non muore nemmeno con piombo, motoseghe e compagnia cantando e senza alcun appeal scorrazza con la motosega a sventrare cristiani. La carne da macello ha il peso specifico di una piuma e non crea alcuna empatia con lo spettatore, finendo per apparire un mero numero nel conteggio finale delle vittime. Noioso come la fuga in Tesla.
MEMORABILE: Il polso rotto usato per sgozzare.

Jena 6/03/22 12:33 - 1395 commenti

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Perso il conto dei sequel/prequel/remake/reboot dell'opera hooperiana, stavolta si ignora il tutto e si gira il sequel diretto del capostipite. Il risultato è buono. Si intravede la contrapposizione delle due Americhe di oggi, quella progressista smart multietnica ma ipocrita e cinica e quella conservatrice sudista armaiola ma leale. Buone l'atmosfera e la fotografia, notevole il look di Leatherface motosega compresa, effetti speciali tradizionali ben fatti, epico lo scontro finale con Sally.
MEMORABILE: La riattivazione della motosega; La nuova faccia; Il tipo segato mentre filma con lo smartphone; La carneficina nel bus; Scontro finale con le teen.

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Rebis 9/03/22 11:37 - 2202 commenti

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Tra le scene tagliate nel film di Hooper ce n'è una in cui Leatherface si trucca da donna davanti allo specchio. Oggi quella sequenza trova posto nel sequel che instaura il matriarcato nella saga, facendo del volto della madre la maschera di carne, convocando la superstite Sally a imbracciare il fucile e passando le consegne a due sorelle. Un paio di passaggi assaltano la logica e il buon senso, ma il film carbura: Leatherface è totemico, la motosega ronza che è un piacere, la carneficina s'impenna allo zenit del ciclo e l'ambientazione western, tra i girasoli riarsi, è d'impatto.
MEMORABILE: Il rombo della motosega nel villaggio abbandonato.

Pinhead80 25/03/22 16:27 - 4334 commenti

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Ennesimo sequel del famigerato Non aprite quella porta, questa volta targato Netflix. Il target è inevitabilmente quello di un pubblico giovanissimo che deve consumare un prodotto violento e di breve durata tutto d'un fiato. In questo caso, però, la scelta non è del tutto sbagliata perché si possono apprezzare alcune scene molto truculente dal grande impatto visivo che riportano il personaggio di Leatherface ai "vecchi fasti". L'operazione di ringiovanimento del brand si può dire riuscita e si può perdonare la presenza forzata del personaggio di Sally.
MEMORABILE: Le martellate in testa.

Pumpkh75 20/07/22 16:10 - 1538 commenti

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Il jolly inaspettato quando pensi siano ormai finiti: sanguinoso, avanguardistico, registicamente e graficamente sorprendente. Tralasciando la forma di groviera che fa da contorno narrativo, la perplessità maggiore sta comunque nell’aver cancellato, sbianchettato e bruciato sul rogo tutto quel che ha seguito il ‘74, ripescando alla carlona una Sally Hardesty in odore (o fetore?) di Laurie Strode e spacciando Nispel, Testa di latta e il bolso treddì per frottole da baretto. Cotanto biasimo e poi son tre pallini? Sì, perché Leatherface stavolta la platea eccome se la infiamma. Slurp.

Anthonyvm 11/08/22 02:46 - 4163 commenti

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Piacevole e grintoso ritorno del mitico Faccia di Cuoio, che dopo una caterva di sequel, prequel, remake e reboot, si ricollega senza tanti complimenti al prototipo di Hooper del '74. Nonostante la breve durata e la trama elementare, lo script sa come rallegrare i vecchi fan (buona l'idea di "resuscitare" Sally, agguerritissima dopo cinquant'anni) sottintendendo al contempo motivi non così banali per uno slasher da centennial (l'ipocrisia dei giovani liberal benpensanti, il cui atteggiamento ricalca quello dei loro avi ai tempi dei pellerossa). E poi c'è il gore, ovviamente. Not bad.
MEMORABILE: Il sanguinosissimo massacro dell'autobus trasmesso in streaming dalle stesse vittime; Sally e Leatherface si rincontrano; Il colpo di coda nel finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Herrkinski • 19/02/22 01:29
    Consigliere - 2501 interventi
    Contro ogni previsione, un ritorno che risolleva con un certo stile il franchise dopo le deludenti ultime prove (specialmente il pessimo Leatherface); l'operazione di annullamento di tutti i sequel dopo il prototipo - come fatto da Halloween nel 2018 - permette se non altro di ricominciare con la mente fresca e senza troppi fronzoli, con un background minimo che per una volta ci risparmia le solite famiglie "rimaneggiate" viste dal secondo capitolo fino ai reboot e sequel degli ultimi anni. Sebbene lo spunto di partenza sia un po' improbabile (Leatherface avrebbe vissuto in un orfanotrofio dal '75 - appena dopo il massacro "storico" - fino ai giorni nostri, accudito come un figlio dall'ormai anziana rettrice che avrebbe nascosto le sue malefatte, in una cittadina ormai abbandonata nel profondo Texas), è comunque meglio dell'introdurre forzatamente nuovi membri della famiglia come fatto le altre volte. E' un puro Leatherface show, ormai rimasto vecchio e solo contro un mondo che lo rappresenta meno che mai, con degli hipster influencer che invadono il suo angolo di pace facendo esplodere tutta la rabbia repressa per quasi 50 anni; ed è un massacro, con una violenza splatter di quelle delle grandi occasioni, inclusa una scena su un autobus che a suo modo rimarrà un classico del franchise.
    Ma è soprattutto bello ritrovare un Leatherface dall'aspetto spaventoso, una maschera distorta e grottesca, con la sua motosega Poulan e il suo grembiule giallo direttamente dal 1974, a richiamare il compianto Gunnar Hansen con la prova fisicamente più vicina al prototipo tra tutti i sequel; l'idea di far ricomparire anche la sopravvissuta Sally (il cui ruolo avrebbe meritato di essere della purtroppo scomparsa Marilyn Burns), alla maniera dell'ultimo Halloween, poteva essere buona ma non viene sfruttata a dovere, risultando tutto sommato una presenza più esornativa che altro. Poco male comunque, di fronte a un film stringato (tolti i titoli di coda, sì e no un'ora e un quarto) che va al sodo presto e mantiene alta la tensione per tutta la durata, con una fotografia vecchio stampo che regala qualche momento visivamente suggestivo, tanto da render quasi credibili le location bulgare spacciate per il Texas. Superfluo il resto del cast, pura carne da macello che rischia di far tifare per Leatherface fin da subito.
    Occhio al finale dopo i titoli di coda, che potrebbe dare uno spunto per l'ennesimo ritorno.

    Un sequel/quasi-reboot che tutto sommato convince e restituisce un po' di dignità a Leatherface e a una saga fin troppo sfruttata, che pur senza far gridare al miracolo regala qualche momento memorabile e un'atmosfera plumbea e funebre.
  • Discussione Schramm • 19/02/22 21:52
    Scrivano - 7357 interventi
    è vero che va via benino ed è meglio di tutta la sarbanda di sequel prequel ripoff spinoff reboot che ci siamo sciroppati (va rimarcato che peggio non era più possibile fare e non restava che correggere un po' il tiro - ci voleva davvero poco), ma diciamola intera e come va detta: detraendo gli sgorghi e gli scoppi di splatter bello trucido come piace a noi, rimane davvero un film solido e soprattutto necessario?! che farcene di una pur dignitosa e onesta tribute band quando possiamo riascoltarci gli originali?
  • Discussione Herrkinski • 19/02/22 22:19
    Consigliere - 2501 interventi
    Beh certo, ma per me vale vale per qualunque remake-reboot e anche per tanti sequel.. È un diversivo piacevole diciamo, considerando che l'originale l'ho visto credo oltre un centinaio di volte essendo il mio film preferito.. Va valutato nell'ambito di quel che è.
  • Discussione Schramm • 19/02/22 22:52
    Scrivano - 7357 interventi
    si certo anche se in finale anche nell'ambito di quel che è non è  memorabile né innovativo se non appunto nel considerevole carico a 90mila dello splatter che è poi anche l'unico motivo per cui vederlo e ricordarlo. ma quanto ad atmosfera non acchiappa davvero mai, se non per brevi isolate parentesi. ciò detto, ammetto che a me è piaciuto anche più del secondo capitolo a firma hooper, che a mio gusto sbracava un po' troppo in un grottesco quasi involontario e ai limiti dell'autoparodia fuori controllo. ed è abbastanza buona anche l'idea di non rispolverar da subito la motosega. si può tributargli un **! e senza troppo essere rompipalle anche un *** ma solo in virtù di coreografie splatter azzardate come mai prima.a me in ogni caso la scena più riuscita e intelligente è parsa quella dell'apparizione di leatherface salutata da venti smartphone social-immortalanti con megamattatoio al seguito. vale tutto il franchise.
  • Discussione Herrkinski • 20/02/22 01:32
    Consigliere - 2501 interventi
    La scena degli smartphone in un mondo ideale diventerebbe una di quelle "classiche" dell'intero franchise, non solo per l'entrata in scena trionfale di Leatherface e per la battuta sulla cancel-culture, ma anche per il massacro seguente che è girato davvero con ottimo stile visivo.
    Sì, credo che anche **1/2 andrebbe bene, più che altro per uno script un po' minimale (non che il prototipo e i sequel avessero una gran storia eh) e per qualche spunto lasciato un po' cadere nel vuoto a favore di ritmo e violenza; comunque non necessariamente un male.
    Per me è un *** perchè il nuovo Leatherface è diventato immediatamente il mio preferito dai tempi dell'originale, e anche perchè visivamente mi ha convinto e la brutalità è alta e senza fronzoli.
    Il secondo capitolo era una cosa un po' a parte; a me piace molto per una serie di motivi, ma ovviamente vive quasi in un universo alternativo rispetto al resto del franchise. Era un ottimo film per tanti versi, spettacolare e spassosissimo, ma chiaramente sul versante grottesco.
    Non mi era dispiaciuto affatto il remake di Nispel - che ho comunque un po' ridimensionato negli anni - e ancor meglio L'inizio, più brutale, anche se vedo ora che gli avevo dato un ***1/2 che alla luce di questo nuovo forse ora abbasserei un po'.
    Per il momento il film di Garcia lo metto alto nella mia personale classifica, vedremo col tempo ma penso terrà botta.
  • Discussione Schramm • 20/02/22 02:02
    Scrivano - 7357 interventi
    Va anche aggiunto che considerato chi produce (l'alvarez del recappricciante evil dead) non ci si può proprio lamentare. Le mie maggiori riserve forse vanno al round finale con una
    SPOILER
    melody che da incastrata tra le lamiere diventa deus ex machina - come ha fatto a liberarsi? La gamba malamente trafitta e non un cenno di zoppia, mavacagà!- e lo stesso leatherface redivivo fullvforce dopo essersene buscate di ogni tra fucilate ovunque e due fendenti di motosega...
    Ultima modifica: 20/02/22 02:07 da Schramm
  • Discussione Herrkinski • 20/02/22 02:33
    Consigliere - 2501 interventi
    Beh a livello di sospensione dell'incredulità ci son diverse scene incriminate, incluso lo scontro con Sally e relative conseguenze, ma nell'horror (specialmente degli ultimi 20 anni, ma forse anche prima) è ormai cosa abbastanza comune, generalmente per favorire colpi di scena/jumpscare e snodi narrativi altrimenti un po' noiosi. È un po' un prendere o lasciare, diciamo che lo giustifico di più qui che magari in altri lavori non prettamente legati all'horror.
    A proprosito di Alvarez e Evil Dead, ho notato che i titoli di coda hanno esattamente lo stesso stile..
  • Discussione Schramm • 20/02/22 13:08
    Scrivano - 7357 interventi
    a parte tutto, garcia una certa mano ce l'ha e sa come calcarla. sarebbe interessante recuperare il suo esordio.