Nessuno si salva da solo

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2015
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mazzantini.
Numero commenti presenti: 8
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Viaggio nei ricordi a colpi di flashback per una coppia separata, che seduta al tavolo d'un ristorante si fissa negli occhi comunicando già molto con la sola espressione; di lei, soprattutto: lo sguardo ficcante, gelido della Trinca punta in un silenzio carico di rancore quello di lui, più cinico e distaccato, forse colpevole ma – lo si intuisce subito - meno disturbato. Si capisce che si scopriranno gli altarini; che, al contrario del tavolo poco distante dove due teneri anziani si scambiano complici tenerezze (lui è Vecchioni), qui a emergere saranno i tanti perché di un rapporto finito malissimo, con due figli che lei accudisce con troppe attenzioni e lui trascura. Via allora al ricordo del primo incontro nello studio di lei, nutrizionista,...Leggi tutto preda difficile da catturare ma che poco dopo già si ritrova al centro di un torrido amplesso, primo simbolico step di una relazione travolgente. Poi stacco al ristorante per aprire il continuo gioco di rimpalli tra passato e presente sul quale si costruisce il film, seguendo uno schema oggi molto di moda in cui i flashback si fondono indefinitamente per dare unitarietà al trascorso dei protagonisti. I primi screzi, le incomprensioni dovute all'instabilità mentale di lei retaggio di uno shock d'infanzia in cui la giovane figlia colse la madre (Galiena) in flagrante adulterio. Da qui il complesso rapporto col cibo, l'anoressia, le fissazioni da igienista, un mondo di assurde privazioni che lui fatica a controllare e che non può in nessun modo condividere. Castellitto sceneggia con la moglie Margaret Mazzantini l'omonimo romanzo di quest'ultima trovando nella coppia Scamarcio/Trinca i volti ideali da associare a interpretazioni assolutamente all'altezza. Ben diretti, i due offrono il meglio di sé sostanziando una storia di sentimenti forti e contrasti psicologicamente ancor più profondi. I brevi squarci sui più significativi passaggi della loro vita insieme non trovano però sempre i ritmi giusti: la storia spesso arranca, lasciano molti dubbi alcune lungaggini evitabili (tutte le scene con i genitori “hippy” di lui, ad esempio) che appesantiscono il naturale fluire di un film comunque intelligente, attento ai dialoghi ma che talvolta si lascia prendere la mano sbracando e lambendo a più riprese (quanto consciamente?) i territori del cattivo gusto. Lo salvano la soavità di una colonna sonora indubbiamente di rango, il buon disegno d'insieme dato anche dalle scene corali (quelle con gli amici e colleghi di lui), la normalità negli atteggiamenti mai forzatamente sopra le righe, qualche inattesa spruzzata d'umorismo (il corso di rianimazione, le significative divergenze sulla fine che aspetta i criceti) e un finale meno banale di quanto si potesse immaginare (bravo Vecchioni, a sorpresa). Se si fosse riusciti a selezionare il meglio dai ricordi senza indulgere in qualche scontatezza di troppo parleremmo certamente di un buon film. Così invece ci si avvicina molto, si affonda bene nella profondità dei sentimenti, si trovano di frequente le parole giuste ma poi ci si arena nelle sabbie mobili di un cinema d'autore “ad ogni costo” che rallenta solo il racconto senza avere i numeri per esaltarne con l'arte o la tecnica i vuoti narrativi. E questo nonostante la regia di Castellitto non sia affatto peregrina ma anzi competente (un po' gratuita in ogni caso la spudoratezza nelle riprese degli amplessi). Piccola parte per un ritrovato Ciavarro, il dentista di lei.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/03/15 DAL DAVINOTTI
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Markus 7/03/15 09:50 - 3292 commenti

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In un ristorante romano una coppia di separati (gli ottimi Trinca e Scamarcio) trascorrono la serata a rimembrare cronologicamente le radici del loro fallimento amoroso tra una cotoletta e un carciofo alla giudea. Castellitto riesce nell'intento di rinverdire una vicenda cinematograficamente logora che, grazie alla personalità degli interpreti e alla buona scrittura della Mazzantini, dà una vivacità insperata e maschera alcuni momenti inevitabilmente logorroici con un'astuta ironia (di introspezione socio/psicologica si tratta).

Gugly 7/03/15 11:21 - 1015 commenti

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Scene da un matrimonio a pezzi nell'Italia di oggi: Castellitto prende due bravi attori (Scamarcio in un ruolo inusuale di "superficiale" più efficace della Trinca solita problematica) e fa precipitare loro e noi in un gorgo di parole, avanti e indietro nel tempo e tanto, tanto sesso (troppo?); non sempre si riesce a seguire il filo della storia e il deus ex machina Vecchioni (bravo, che sorpresa) sembra un po' "appiccicato", ma il regista non indugia in abbellimenti: amore è sangue e tanta, tanta carne.
MEMORABILE: Riunione di sceneggiatori: "Prendiamo Trinca" "E' morto da due anni"; Mega ruffianata a Dalla.

Deepred89 9/03/15 14:41 - 3282 commenti

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Storia d'amore coi crampi narrata nel suo sgretolarsi in blocchi stile Se mi lasci ti cancello. La sceneggiatura alterna momenti pessimi (i dialoghi porconi per fare molto "vita reale") o imbarazzanti (la biondina) con attimi di grande finezza e umanità, finendo per appassionare nonostante alcuni dettagli sconsolanti. Scamarcio forse al suo meglio, la Trinca col solito rimpianto di un volto meraviglioso schiacciato da una voce assolutamente non all'altezza. Tecnica raffinata (o patinata), musiche di routine, buon ritmo. Niente male.
MEMORABILE: Il finale, la sequenza giusto nel punto giusto, che assolve il film da tutti i peccatucci disseminati lungo il percorso.

Elsolina 24/05/15 13:11 - 41 commenti

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Una cena per discutere i programmi per l'estate dei loro bambini si trasforma, attraverso una serie di flashback, nella ricostruzione della travolgente storia d'amore dei due protagonisti, un ottimo Scamarcio (Gaetano) e una discreta Trinca (Delia), ormai separati. Dalla passione e l'entusiasmo dei primi tempi alle difficoltà di un matrimonio dall'equilibrio sempre più precario, un eccellente Castellitto riesce a dare un'oggettiva e realistica immagine dei limiti di una relazione intensa quanto rovinosa. Ottima la colonna sonora, firmata Radiohead.
MEMORABILE: Sono simpatico a tutti. Solo a te sto sul cazzo!

Galbo 17/06/15 05:54 - 11382 commenti

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Dopo il precedente film, poco riuscito, continua la collaborazione artistica tra Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto. La dissoluzione del rapporto di coppia tra i due protagonisti si realizza attraverso un gioco al massacro di rimpianti e rancori, stemperato da flashback che raccontano i momenti dell'innamoramento. La sceneggiatura è bene equilibrata tra le parti sentimentali e quelle più drammatiche. Buona la scelta degli attori che (forse un pò a sorpresa) sono credibili in tutti i momenti del film. Buono.

Capannelle 3/01/16 15:20 - 3720 commenti

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Castellitto e moglie cercano una linea narrativa oltre il banale ma la cosa gli riesce a metà. Se l'inizio, tra sesso ostentato e dialoghi forzati, faceva presagire il peggio è nel prosieguo che la storia prende corpo e, sfruttando la bella prova di Scamarcio e una regia adeguata, assesta qualche bel colpo. Non mancano le scenate "moderne" e nei flashback non tutto torna, ma alla fine qualche merito gli si può tributare. Curioso nei titoli di coda il credit a youporn.it per lo spezzone hard che uno dei colleghi di Gaetano guarda sul pc.

Redeyes 28/03/16 18:15 - 2141 commenti

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Dopo esser uscito non troppo convinto dalla lettura del libro omonimo mi getto sulla pellicola un po' diffidente, restando tuttavia soddisfatto per le buone intepretazioni e per una chiave di lettura maggiormente fluida e più orecchiabile della storia. Castellitto si circonda di buoni interpreti che con la loro bellezza, soprattutto, non finiscono per svilire il concetto di base. Ben reso anche il personaggio di Vecchioni e decisamente convincente la selezione musicale d'accompagnamento. Interessante, senza dubbio.

Ira72 14/09/18 23:15 - 935 commenti

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Scamarcio ha sempre pagato lo scotto del "figaccione", del bello che non balla. Bistrattato ingiustamente, perché è uno dei migliori talenti nostrani. Vedere per credere. Affiancato da un’algida - ma focosa in gioventù - Trinca, interpretano ciò che di più realistico accade alle coppie odierne, trasportando e coinvolgendo, grazie anche a una sapiente regia. E che dire della colonna sonora, se non lupus in fabula? Uno dei migliori film sul tema degli ultimi anni. Privo di piagnistei tipici o di favolette da epilogo. Buca. Lo schermo. E i cuori.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 7/03/15 11:22
    Segretario - 4677 interventi
    Mi sentirei di dire "Non per tutti"....
  • Discussione Capannelle • 7/03/15 12:55
    Scrivano - 2505 interventi
    Gugly ebbe a dire:
    Mi sentirei di dire "Non per tutti"....

    Cioè ?
  • Discussione Gugly • 7/03/15 15:38
    Segretario - 4677 interventi
    Pesante e con scene di sesso quasi ginecologiche...
  • Discussione Zender • 7/03/15 17:10
    Consigliere - 43500 interventi
    Non esagererei Gugly... Va un po' a vederti Vita di Adele. Direi che non mi sono parse distanti dalla norma di oggi sinceramente...
  • Discussione Gugly • 8/03/15 11:56
    Segretario - 4677 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Non esagererei Gugly... Va un po' a vederti Vita di Adele. Direi che non mi sono parse distanti dalla norma di oggi sinceramente...


    A mio parere non erano così necessarie nello sviluppo della storia, tutto qui...
  • Discussione Zender • 8/03/15 12:40
    Consigliere - 43500 interventi
    Non lo sono in tre quarti dei film in cui ci sono, al giorno d'oggi :)
  • Discussione Markus • 8/03/15 15:08
    Scrivano - 4789 interventi
    Beh, effettivamente le scene ginecologiche sono un po' insistite. Presumo che Castellitto abbia voluto convincerci dell'intesa sessuale della coppia qua rappresentata.
  • Discussione Capannelle • 5/01/16 08:37
    Scrivano - 2505 interventi
    In effetti le scene di sesso danno l'idea di essere buttate lì per vendere il prodotto ma nell'economia del film non pesano più di tanto.

    Comunque bene Scamarcio, autore di una prova convincente: ho visto dalla sua filmografia che negli ultimi anni ha partecipato anche a produzioni internazionali, cosa che fa curriculum ma che lo relegava spesso in ruoli stupidi e di poco conto.
  • Discussione Zender • 5/01/16 09:51
    Consigliere - 43500 interventi
    Sì, credo che per lui sia uno dei ruoli buoni in carriera, tutto sommato.
  • Musiche Samuel1979 • 17/12/17 09:53
    Call center Davinotti - 2925 interventi
    Nei titoli di testa viene trasmesso il brano dei Sigur Ros " Við Spilum Endalaust"
    Ultima modifica: 17/12/17 09:56 da Samuel1979