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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Seconda e ultima regia del duo Castellacci & Pingitore dopo REMO E ROMOLO. Ancora un viaggio nell'antica Roma condito da centinaia di anacronismi ricercati a bella posta. Un cast “all star” che parte dal Bagaglino (ovvio) per arrivare ad Aldo Fabrizi nel ruolo di un Galba oppresso dalla vecchiaia e le emorroidi. La formula è sempre quella della parodia fracassona e anarchica, con qualche simpatica canzonetta ben coreografata (nei limiti del possibile, si intende) a spezzare qua e là gli sproloqui in rigoroso romanesco del cast. Pippo Franco, nel ruolo centrale di Nerone (con una barba sottile a incorniciargli il viso) sa essere simpatico e canagliesco...Leggi tutto più di tutti, mentre gli altri gli girano attorno alternandosi come spalle o proponendo sketch autonomi nei quali si incontrano con ulteriori personaggi secondari. Grande spazio anche per Enrico Montesano (Petronio Arbitro), leader della corrente artistica che a un certo punto decide come tutti di complottare alle spalle dell'imperatore. L'idea è quella di presentare un Nerone guascone e vittima delle circostanze, ingiustamente accusato di aver bruciato Roma: revisionismo storico in salsa popolaresca? Sì, ma solo per scherzo: i cristiani guidati da San Pietro (Paolo Stoppa) fanno sit-in e lanciano slogan comunisti, i senatori guidati da Seneca (Oreste Lionello) cercano l'aiuto di Tigellino (Gianfranco D'Angelo) per impadronirsi del potere. Rivisitati a volte con una indubbia abilità luoghi comuni e frasi fatte, ma nell'insieme i caotici eccessi finiscono per stancare e la seconda parte è fiacca. Microcomparsata di Carmen Russo tra il popolo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Daidae 12/11/09 19:47 - 2854 commenti

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Divertente parodia di uno dei più controversi personaggi della storia romana. Ottimi gli attori, alcune scene davvero divertenti come quando alcuni senatori inscenano una protesta con tanto di cori mutuati dall'estrema sinistra. Da segnalare un bel nudo integrale di Paola Tedesco.
MEMORABILE: La prova che Paola Tedesco offre della sua conversione.

B. Legnani 21/12/10 15:56 - 4950 commenti

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Incredibile bagaglinata portata sullo schermo. Spesso basata su anacronismi con riferimenti al periodo di produzione (esempio: il brevilineo Valentino Simeoni impersona Amintoris), si fa stucchevole perché non tutte le trovate funzionano (si pensi alla freddura su Galba e i "galbani", che meritano fiducia). Qua e là un po' blasfemo. Cast straordinario, a partire da Aldo Fabrizi, che dà segno della sua grandezza in una sciocchezza come questa. La Borboni mostra il seno. Buccella in nude look. Tedesco in nudo integrale. C'è Carmen Russo...

Galbo 20/06/12 16:43 - 11643 commenti

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Il Bagaglino romano (versione prima maniera) si trasferisce al cinema e mette in scena una versione parodistica (e parecchio sgangherata) delle vicende del noto imperatore romano. Si tratta in realtà di un assemblaggio di scenette da cabaret, alcune divertenti, altre molto legate all'attualità politica dell'epoca di realizzazione. Si ride quindi solo a tratti (nonostante il cast si impegni abbastanza) a causa della sceneggiatura dal fiato corto.

Deepred89 6/09/12 23:21 - 3390 commenti

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Un cast stracolmo di grandi nomi e una confezione non del tutto indegna al servizio di un film inconsistente, composto unicamente da gag e battutine in perfetto stile "Bagaglino", tutte basate su doppi sensi e satira politica. Le notevoli performance attoriali (c'è pure un fantastico Aldo Fabrizi, sprecatissimo) tengono lontana la noia, anche se per il resto c'è davvero poco da salvare e non di rado emerge un fastidioso senso di inutilità. Non bruttissimo ma decisamente trascurabile.

Nando 23/10/13 02:12 - 3564 commenti

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Baracconata in salsa avanspettacolo in cui vedere Fabrizi prestarsi a certe gag genera enorme tristezza. Le risate latitano e tutto appare ridicolamente posticcio e artefatto. La Buccella mostra generosamente il lato B e Montesano è inutile come non mai. Bombolo sembra monumentale in questa vergognosa pellicola.

Saintgifts 15/04/15 09:45 - 4098 commenti

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Con un po' di fantasia e con l'aiuto della storia dei governi, simili in tutte le epoche, non è difficile adattare la politica contemporanea (degli anni del film) alle vicende di un passato che ha fatto storia. È quello che è stato fatto dagli sceneggiatori di questo Nerone, una sorta di avanspettacolo monotematico non del tutto riuscito ma che forse il tempo ha in un qualche modo rivalutato. Cast ricco che aiuta a non soffermarsi troppo su alcuni personaggi e offre la possibilità di trovare del buono qua e là. Curioso.

Matalo! 28/05/15 09:06 - 1370 commenti

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I film parodia su Roma si basano sull'humor dato dagli anacronismi. Il Bagaglino fece qui satira politica sui 70 alla sua maniera. Qualunquismo di destra. Il finale vien dritto da Jesus Christ Superstar. In un certo qual modo Franco "giganteggia", mostrando le sue molto buone doti di attore. Invece fa tristezza il Galba di Fabrizi, che non sa che battute dire, triste fine di carriera. Poi il film ha anche una certa cura. All'attivo le forme sinuose delle Buccella (un mio amore) e la statuarietà della Tedesco (ammazza che fisico).

Homesick 29/07/15 17:31 - 5737 commenti

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Molti anni prima di Senator, la banda del Bagaglino paròdia la storia romana per una satira anacronistica su fatti, personaggi, vizi e tendenze dell'Italia contemporanea. Davanti a questi numeri di avanspettacolo grossolani e volgari si resta per lo più impassibili o indifferenti, tranne quando intervengono i nudi della Tedesco, cristiana protofemminista, e della Buccella, ocheggiante Poppea; senz'altro evitabile, invece, il seno della vecchia Borboni. Per una volta a Pippo Franco non tocca il ruolo della vittima, ma di quello che fa subire agli altri */*!
MEMORABILE: Nerone (Pippo Franco) che si spaccia per Gesù Cristo.

Ronax 12/03/16 02:04 - 971 commenti

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Folle sanguinario o vittima delle calunnie dei suoi nemici? Il trio Castellacci-Pingitore-Franco sposa la seconda ipotesi e allestisce una baracconata da avanspettacolo dove Nerone è un bonario mattacchione e i continui riferimenti all'attualità degli anni '70 sono un pretesto per la pseudo-satira reazionaria e qualunquista che è il marchio di fabbrica del Bagaglino. Nonostante tutto però Franco, Montesano, Fabrizi, Bombolo, D'Angelo e gli altri riescono a suscitare qualche risata. Notevole il nudo integrale "full frontal" di Paola Tedesco.
MEMORABILE: Le arringhe di San Pietro ai fedeli nella catacomba.

Pessoa 14/11/16 05:38 - 1558 commenti

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Dati i nomi coinvolti sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa in più, da questo esordio cinematografico della compagnia del Bagaglino. In realtà il cast si impegna a fondo e andrebbero citate diverse individualità, su tutti Pippo Franco, credibilissimo, Paolo Stoppa e Paola Borboni mentre Montesano è completamente fuori parte. Ma la storia esile è allungata con discutibili siparietti canori e le battute non fanno sempre ridere (molti doppi sensi che funzionano a teatro sullo schermo evaporano inesorabilmente). Guardabile, ma anche no.
MEMORABILE: La Buccella che vuole recitare a tutti i costi e i suoi "provini" con Nerone.

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Rufus68 13/06/18 21:50 - 3377 commenti

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Una sciocchezzuola da Bagaglino e dintorni, ricca di battutine all'acqua di rose, un po' di gnocca e riferimenti all'attualità che, forse, solo agli spettatori dai cinquant'anni in su riescono a dire qualcosa. Eppure non si riesce a volergli male sino in fondo: la debordante legione di comprimari, da Magalli a Lionello-Seneca al D'Angelo-Tigellino riesce a far sorridere in virtù della forza nostalgica. Un cinema di mestieranti poverissimo, ma ancora vitale nei suoi basici affondi farseschi.

Panza 15/10/19 20:26 - 1559 commenti

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Il messaggio è che tutto sommato la storia è fatta di corsi e ricorsi, in fondo le trame attorno al trono imperiale possono essere accostate ai maneggi politici dell'Italia repubblicana (qui probabilmente l'allusione è al golpe Borghese). L'idea sulla carta era simpatica, ma il tono eccessivamente sguaiato (e le battuttacce sugli omosessuali) nonché l'eccessivo ricorso all'anacronismo lo rendono faticoso e poco divertente. Pippo Franco bravissimo come al solito. Eccessivi i momenti canori, nonostante i brani siano orecchiabili.
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