Nel fango della periferia

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Titolo originale: Edge of the city
Anno: 1957
Genere: drammatico (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 4

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/06/12 DAL BENEMERITO GIùAN
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Giùan 6/06/12 22:41 - 3358 commenti

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In una discarica portuale di Manhattan, la solidarietà tra un operaio bianco e un caposquadra nero scatena le provocazioni del duro supervisore dei lavori. Primo film diretto da Ritt, si segnala già per la sua forte connotazione sociale (almeno per i canoni della Hollywood post maccartista). Rivisto oggi il tema dell'integrazione razziale appare sbiadito (la MGM frenava), ma il piacere della visione è dato dal gran duetto tra il nervoso marginale di Cassavetes (che regala al suo personaggio un'ombra di latenza omosex) e la compassata icona Poitier.
MEMORABILE: I titoli di testa di Saul Bass.

Saintgifts 21/07/12 23:54 - 4098 commenti

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Sceneggiatura dai toni marcati, ma anche credibile ed umana nei rapporti di amicizia tra Axel (Cassavetes) e Tommy (Poitier), un bianco dalla vita segnata e un nero onesto e realizzato nel lavoro, ma soprattutto negli affetti familiari. I tanti Charles (Warden) della vita rendono le cose difficili e usano solo il linguaggio della prepotenza. Buona la prima regia di Ritt, ottima la fotografia ed il commento sonoro, interpreti all'altezza. Cassavetes sfrutta bene il suo bagaglio espressivo.

Daniela 30/08/20 14:13 - 10479 commenti

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L'amicizia tra il bianco Alex, gravato da una colpa segreta, e il suo caposquadra Tommy, lavoratore onesto e padre di famiglia esemplare, suscita il rancore di un altro caposquadra, un meschino approfittatore razzista... Ritt esordisce nella regia con un solido melodramma a sfondo sociale con un'ambientazione che ricorda quella di Fronte del porto. La denuncia del razzismo, pur presente, è coraggiosa anche se molto sfumata, mentre la buona caratterizzazione dei personaggi può contare su valide le prove attoriali, in particolare per quanto riguarda Cassavetes, un fascio di nervi tesi.
MEMORABILE: La telefonata "muta" alla madre.

Gottardi 17/06/21 09:50 - 120 commenti

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Giovane emigrato dal passato poco chiaro e senza mezzi trova lavoro come scaricatore; un capoccia gli dà il tormento, mentre un collega di colore lo prende in simpatia e cerca di aiutarlo a inserirsi, ma incombe l’impossibilità di seguire la via prescelta. Dietro una scrittura apparentemente semplice si rivela un dramma di spessore, che illustra temi quali la difficoltà di fuggire dal proprio passato, l’amicizia, il razzismo, l’autodeterminazione, la redenzione. Il duo di protagonisti e una regia accurata e di geometrica precisione componitiva sono il valore aggiunto di questo film.
MEMORABILE: Il duello con i rampini.

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