Natale in casa Cupiello

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/12/20 DAL BENEMERITO RAMBO90
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Pigro 24/12/20 10:27 - 8869 commenti

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La beffarda descrizione delle crepe relazionali nella famiglia profana, contrapposta a quella sacra, torna in una versione che spinge sul pedale di una maggior godibilità televisiva, tendente un po’ al patinato natalizio con la trasformazione di Napoli in presepe e con una incisiva scelta fotografica cromatica sul blu. Castellitto si smarca dal confronto impossibile con l’autore-attore Eduardo nelle versioni del 1962 e del 1977, e riesce bene. Regia un po’ leziosa, ma alla fine il capolavoro ha la meglio sui dubbi, e il film funziona.

Rambo90 22/12/20 23:45 - 7137 commenti

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Non è facile confrontarsi con il mito di Eduardo. De Angelis ci prova e fallisce il colpo, soprattutto a causa della sua stessa regia, che non riesce a padroneggiare il materiale originale costruendo un'opera fredda e a cui manca l'anima profonda che permeava le trasposizioni passate. Castellitto si impegna e a tratti convince pure, ma sembra recitare da solo, non trovando mai il giusto affiatamento con un'ottima Confalone e il discreto Pantaleo. La sequenza migliore è anche una delle poche inventate ex novo, quella che vede Luca acquistare i pastori.

Gugly 23/12/20 00:17 - 1059 commenti

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Castellitto si ritaglia da par suo un Lucariello completamente diverso dal monumento eduardiano (un ambiguo sognatore), più energico e iroso mentre la Concetta della Confalone ricorda Pupella Maggio nella trasposizione del 77 che la vide nel cast; nemmeno Pantaleo osa riproporre le stramberie di Luca de Filippo ed è giusto così, gli altri più o meno in parte (lo zio Pasquale troppo dimesso). I puristi storceranno il naso ma Eduardo non si può resuscitare, godiamoci l'ottima fotografia e alcune battute immortali.
MEMORABILE: L'energia di Lucariello che spesso trascende in scatti d'ira che manterrà quasi fino alla fine.

Marcolino1 23/12/20 01:06 - 553 commenti

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Gli esterni, proiezioni del presepe, posticci nel loro finto-fiabesco di una Napoli innevata, sono controbilanciati da un' intreccio che anticipa, con acuta preveggenza, le famiglie d'oggi, dalla prole ribelle e indolente. Preciso nel trasmettere il sapore partenopeo, con un  Pantaleo cresciuto, anche professionalmente, esagitato nella mimica facciale, pungolato nel dare il meglio di sé. Un Natale  tutt'altro che tradizionale nella sostanza, che unisce le famiglie e le lacera quando la convivenza  fa esplodere le tensioni, i contrasti e perfino i segreti incoffessabili.
MEMORABILE: Il risveglio infreddolito; Il figlio poltrone e la zuppetta di latte; La lettera natalizia; Il furto delle 500 lire; Gli auguri alla madre.

Smoker85 23/12/20 11:20 - 448 commenti

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Castellitto cerca di rendere un Luca diverso da quello di Eduardo per non cadere nella tentazione dell'imitazione, però dal suo personaggio non traspare quell'animo genuino di bambino mai cresciuto, sospeso in una dimensione temporale che non esiste più. Molto male gli interpreti di Nicolino e Vittorio, si salvano solo l'ottima Concetta della Confalone e il Nennillo di Pantaleo, vicino più all'interpretazione di De Vico. Nel complesso, operazione poco riuscita, e non per eccesso di devozione all'inarrivabile trasposizione tv del 1977.

Galbo 24/12/20 07:56 - 11904 commenti

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Difficile immaginare Luca Cupiello interpretato da un attore non partenopeo; Castellitto non lo è e si vede, nonostante l’impegno messo in un’opera professionale ma fredda e distaccata rispetto alle versioni di Eduardo. Un’opera che risulta “ibrida” tra un prodotto teatrale ed uno televisivo, con segmenti inediti che non aggiungono nulla e che vede gli elementi migliori nella bella prova della Confalone e nella colonna sonora.

Daniela 10/04/21 07:42 - 11641 commenti

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Luci ed ombre in questa riproposizione RAI di uno dei cavalli di battaglia di Edoardo, sostanzialmente fedele al testo anche se con alcune modifiche come lo spostamento dagli anni '30 agli anni '50. La messa in scena è resa pregevole dalla fotografia di Ferran Paredes Rubio, suggestiva negli interni e preziosa nei rari esterni, mentre lascia perplessi la recitazione: gli interpreti sono validi, compreso Castellitto pur improbabile come napoletano, ma più che ad una prova corale del cast pare di assistere ad "assoli" teatrali e questo trasmette una certa sensazione di artificiosità.

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