Music box - Prova d'accusa

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/10/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 16/10/07 13:37 - 2824 commenti

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Intensa interpretazione da parte di Jessica Lange, qui nel ruolo di un avvocato penalista che accetta di prendere le difese del padre, accusato di essere un ex ufficiale delle SS colpevole di aver torturato e ucciso nella Budapest occupata dai nazisti, convinta della sua completa innocenza. Costa Gavras confeziona un prodotto che tocca temi importanti riuscendo anche a fornire il giusto grado di spettacolatità. Consigliatissimo.

Galbo 19/10/07 06:12 - 11520 commenti

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Efficace e solido film di Costa Gavras. Collocato tra il thriller, la storia (dolorosa) di una famiglia e il dramma giudiziario, è forse un po' "facile" e scontato nello sviluppo ma sicuramente onesto e ben realizzato. Sceneggiatura ben scritta che forse ha il limite di mantenersi un po' in superficie rispetto agli argomenti trattati. Si avvale di ottime interpretazioni sia di J. Lange, che è costretta ad un doloroso percorso di presa di coscienza, che di Armin Mueller Sthal nei panni dell'ambiguo padre.

Redeyes 29/01/08 09:59 - 2204 commenti

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Sicuramente un film ben fatto, non eccelle ma non sfigura per niente. Siamo nel genere legal-thriller, con importanti e strutturali rimandi al periodo del genocidio nazista. Un film che ha una buona sceneggiatura e che grazie a questa non annoia durante la proiezione. Finale abbastanza scontato, ma non fastidioso. Ottimo il cast di attori. Efficace l'incredulità della Lange e la falsità e perfidia del padre ex-nazista. Un film che merita di esser visto.

Tnex 14/12/10 12:55 - 62 commenti

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Una figlia avvocato nell'America anni '80 viene travolta dalle accuse del governo al padre ungherese di essere stato un efferato criminale infanticida al soldo dei nazisti. Il film mostra il doloroso percorso umano della protagonista tra certezze sentimentali e dubbi professionali. Thriller legale godibile e ben fatto con attori all'altezza dei ruoli. Bravi la Lange e Muller-Stahl nel ruolo di amabile nonno assassino. Finale un po' romanzato, ma nel complesso un bel film.
MEMORABILE: Il sangue del proprio sangue conta di più del sangue versato.

Cotola 8/05/11 15:28 - 7696 commenti

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Più legal-thriller che film di denuncia, risulta abbastanza sobrio ed onesto (evita gratuiti colpi bassi) ma tutto sommato troppo convenzionale e perciò poco incisivo. Piacevole poichè tiene alta la tensione fino alla fine, ma con una sceneggiatura non sempre credibile ed equilibrata. Sarebbe stato più affascinante, pur andando contro la storia, lasciare nel dubbio lo spettatore, cui viene servito invece un finale chiarificatore. Buone prove della Lang e di Armin Mueller-Stahl. Gravas ha fatto di meglio ma anche di peggio.

Pigro 10/07/11 22:43 - 8093 commenti

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Gran bel film di impegno civile, nella fattispecie riguardante il rapporto fra noi e la memoria: a vivere sulla sua pelle questo lacerante conflitto è la figlia avvocato di un criminale nazista a 40 anni di distanza dalla guerra. Costa-Gavras entra a fondo nella contraddizione tra l’amore filiale e la verità, mettendo in evidenza le contraddizioni stesse di una società che preferirebbe non sapere. Implacabile nell’evitare ogni buonismo o catarsi all’americana, è un film che pone interrogativi e tiene incollati nonostante qualche tempo diluito.

Addison 1/07/12 15:00 - 90 commenti

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Sobrio, intenso dramma giudiziario che deve ovviamente molto alla sceneggiatura dello strapagato Joe Eszterhas, americano di origini ungheresi come i protagonisti, qui al suo copione migliore e più sentito. Una donna avvocato decide di difendere il padre accusato di efferati crimini sotto il nazismo. Costa-Gavras lodevolmente evita flashback sensazionalistici e si affida ai soli racconti dei testimoni in aula, forse con qualche prolissità ma anche con notevole rigore. Brava la Lange, che ben trasmette il triste dilemma del suo personaggio.

Nicola81 29/09/13 12:18 - 2048 commenti

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Tra i vari registi attivi nel campo dell'impegno civile, Costa Gavras è uno dei più abili nel trasmettere indignazione. Niente flashback o filmati di repertorio, ma le deposizioni dei testimoni al processo valgono più di mille immagini. Bello l'evolversi del rapporto tra una Lange via via meno convinta e un Mueller-Stahl (che la faccia da carnefice ce l'ha eccome!) che pian piano mostra la sua vera natura, ma le mie simpatie vanno tutte all'indomito procuratore di Forrest. Finale cerchiobottista ma giusto. Qualche analogia con Doppio taglio.
MEMORABILE: "Se lei è un buon americano, questo paese è messo male".

Paulaster 13/01/16 20:04 - 2919 commenti

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Riuscire a mescolare affettività, olocausto e giustizia poteva sembrare ostico, ma il risultato è abbastanza positivo grazie all’interpretazione della Lange. Meno efficace la difesa della figlia avvocato al padre, interrogatori in aula poco incisivi e una parte conclusiva che lascia intendere ma senza sussulti. Tematica delicata: la politica occulta ogni tanto si insinua come se fosse normale, gogna mediatica che viene risparmiata.

Daniela 26/11/20 02:27 - 9836 commenti

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Un operaio ungherese in pensione da molti anni residente negli Stati Uniti viene accusato di complicità nei crimini nazisti. Per impedirne l'estradizione, la figlia avvocato che ne ha assunto la difesa, cerca prove che possano scagionarlo... Buon legal thriller i cui difetti sono da imputarsi alla sceneggiatura a tratti forzata di Eszterhas e vengono comunque controbilanciati dalle ottime prove di Mueller-Stahl e Lange. Il colpo di scena nell'epilogo, pur non del tutto imprevedibile, ha un sicuro impatto ma forse un finale sospeso nel dubbio sarebbe risultato più intrigante.

Costa-Gavras HA DIRETTO ANCHE...

Pessoa 28/11/20 00:56 - 1364 commenti

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Costa-Gavras porta avanti la dissezione dei valori americani colpendo con la solita lucida precisione il petto di una delle più prestigiose istituzioni degli USA: il sistema giudiziario. Ma il vero capolavoro è il dramma familiare che si consuma, perfettamente incastonato nella storia principale. Il soggetto, scritto dall'ungherese Eszterhas, argomenta con cognizione di causa, i due protagonisti fanno faville con un immenso Mueller-Stahl, icona del cinema tedesco, che mette in riga tutti gli altri. Cinema engagé di alto livello, da guardare con rispetto.
MEMORABILE: La music box del titolo, ovvero il carrilon con le foto, di pregevole fattura e automazione.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Noncha17 • 18/12/18 15:30
    Magazziniere - 1072 interventi
    Una curiosità sulla scritta che appare nel retro dell'edizione in Blu-ray della Pulp Video.






    I sottotitoli - quando lei va in Ungheria - nel DVD della San Paolo non apparivano > DVDEssentialForum

    Non sono presenti quelli in Inglese, invece.


    Audio: Italiano 5.1 e 2.0 - Inglese 2.0
  • Homevideo Zender • 18/12/18 15:34
    Consigliere - 43942 interventi
    Non ho capito. In quelli della San Paolo non apparivano, ma in questa?
  • Homevideo Noncha17 • 18/12/18 15:35
    Magazziniere - 1072 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Non ho capito. In quelli della San Paolo non apparivano, ma in questa?

    In questa sì..c'è scritto nel retro! ;)
  • Homevideo Zender • 18/12/18 16:01
    Consigliere - 43942 interventi
    Ah ok, non sapevo se le scene in Ungheria fossero quelle indicate come sottotitolate o altre, non avendo visto il film. Quindi le scene in Ungheria son le uniche sottotitolate, ok.
  • Discussione Pessoa • 28/11/20 01:06
    Addetto riparazione hardware - 240 interventi
    Volevo aggiungere al mio commento il fatto che una parte del merito della grande interpretazione di Armin Mueller-Stahl andrebbe attribuita al magistrale doppiaggio di Riccardo Cucciolla, che riesce a riprodurre alla perfezione l'accento straniero da immigrato del protagonista.

    Lo aggiungo di proposito qui perché non sono riuscito a metterlo nel commento e volevo in qualche modo sottolineare la bravura di alcuni nostri grandi doppiatori.
    Ultima modifica: 29/11/20 08:49 da Zender