Mr. Klein

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Titolo originale: Monsieur Klein
Anno: 1976
Genere: thriller (colore)
Note: Aka "Chi è Mister Klein?" o "Chi è Mr Klein?" o "Chi è mr. Klein?"
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/12/07 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 24/12/07 02:54 - 8313 commenti

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Un usuraio è perseguitato dall’esistenza di un suo presunto sosia. Cercherà di saperne di più rimanendo sempre più coinvolto in una “strana” faccenda fino ad arrivare a scoprire la “verità” nell’incredibile, beffardo e agghiacciante finale. Bellissimo thriller di stampo kafkiano che deve la sua riuscita alla regia sobria e asciutta di Losey, ad una sceneggiatura tesa e avvolgente ed alla riuscitissima interpretazione di Delon.

Daniela 3/01/10 23:46 - 11450 commenti

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Nella Parigi occupata dai nazisti, un mercante d'arte fa affari d'oro commerciando con ebrei costrette a svendere, ma finisce coinvolto in uno scambio di persona con un uomo che gli somiglia, ha pure il suo stesso nome ma è ebreo. Thriller metafisico sul tema del doppio, qui invisibile (non vediamo mai il volto dell'altro), con echi kafkiani (più Klein cerca di "discolparsi", più risulta coinvolto e "colpevole" di non essere ariano). Fotografia elegante e fredda, epilogo agghiacciante nella sua secchezza, grande interpretazione di Delon.
MEMORABILE: La sequenze iniziale, con la visita per accertare la razza

Homesick 8/11/12 16:56 - 5737 commenti

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Il burocratismo e l’insicurezza della Parigi prona ai nazisti nel ’42 stringe una tenaglia “kafkiana” sulla perdita d’identità e il richiamo sirenico dell’ignoto che portano un novello Joseph K. all’autodistruzione deterministica. L’atmosfera plumbea e le disumanità degli eventi – la visita medica in apertura, il protagonista che si arricchisce con le disgrazie altrui e a sua volta viene parassitato dal suo misterioso omonimo – avvolgono in una fitta nebbia (metaforica e non) un Delon attonito e caparbio: è uno dei ruoli più seri e difficili della sua carriera. Di gran pregio la scenografia.
MEMORABILE: L’animalesca visita medica alla presunta ebrea.

Galbo 28/01/13 10:37 - 11853 commenti

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Un bel film di Joseph Losey, a cui si adatta bene la definizione di "thriller kafkiano". La storia dell'usuraio e del suo sosia e' ricca di riferimenti letterari alla poetica del grande scrittore e assume l'andamento di un dramma esistenziale che culmina in un finale beffardo e di grande impatto. Ottime la ricostruzione ambientale e l'interpretazione di Delon. Da vedere.

Lythops 25/02/13 19:01 - 981 commenti

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Perfettamente dosato, calibrato dalla sottile violenza che solo il destino può riservare. In questo film tutto è metodico, a partire dalla prima sequenza in cui una donna viene misurata per valutarne la razza, fino a quella finale in cui Mr. Klein sceglie la propria fine. È un film in cui vengono deposte poco a poco le tessere di un domino crudele e surreale, con indizi sparsi e splendidamente fuorvianti che ti lasciano interrogativi dai quali non riesci ad uscire. Immenso Delon. Gli si può credere quando dice che il cinema è morto.

Rebis 4/04/13 20:04 - 2178 commenti

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Nella Parigi nazista del 1942, in piena paranoia antisemita, Morandi e Solinas intessono un fitto incubo kafkiano cui lo spettatore può solo abbandonarsi, impossibilitato a decifrare l'ordito metafisico che lo sostanzia. La messa in scena di Losey, assorta in un cerebrale scandaglio psicologico, è al culmine del suo algore visuale, volta a trascendere la contingenza storica in universalismo esistenziale. Prodotto da Delon, è infestato dalla sua presenza - untuosa, meschina, divorata dalla paura e dalla predestinazione. Meravigliosa Jeanne Moreau, struggente apparizione di un tempo non vissuto.

Lucius 28/04/15 23:00 - 2953 commenti

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La coppia per eccellenza del cinema francese (e non solo) Delon vs Moreau e la regia di Losey, aspettative altissime e non disilluse. Una pellicola di ottima fattura tecnica, basata sulla sceneggiatura di Solinas, che inchioda letteralmente allo schermo lo spettatore votato al cosiddetto "cinema impegnato". Come in Barocco di Téchiné è il doppio al centro del film: un sosia, due vite e un epilogo comune che chiude il cerchio del destino in una Parigi nostalgica, in cui sarà facile perdersi. Who's that man?

Nicola81 12/02/18 15:44 - 2394 commenti

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La sceneggiatura porta la firma di Morandi e Solinas, ma è Kafka il vero nume tutelare di questo sfuggente dramma psicologico dalle venature gialle in cui l'indagine alla ricerca del proprio omonimo (o del proprio io?) si trasforma in una lenta ma inesorabile corsa verso l'autodistruzione. Losey, che qualcosa avrebbe potuto tagliare, ricostruisce al meglio il clima della Parigi nazista e antisemita, mentre Delon, accantonata qualsiasi posa divistica, fornisce proprio in uno dei ruoli più ostici una delle sue interpretazioni più convincenti.

Thedude94 15/04/20 00:02 - 841 commenti

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Alain Delon domina la scena in questo film ben diretto come sempre dall'ottimo Losey, il quale mette in mostra una storia ambientata negli anni del nazismo senza ipocrisie, puntando sugli aspetti e le vicende personali del protagonista. La stupenda cornice parigina, gli interni borghesi e gli spazi dedicati alle scene del film sono ben dettagliati; il mistero fa da punto cardine della sceneggiatura, che ha sempre sullo sfondo l'orrore della guerra. Ottimi anche gli attori comprimari, così come la fotografia cupa. Da riscoprire.

Il Dandi 17/01/21 00:30 - 1917 commenti

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Nella Parigi occupata dai nazisti un cinico mercante è vittima di un'omonimia con un ebreo che diventa ossessione. Il film più tenacemente voluto della carriera da produttore di Alain Delon, che fu ferito a morte dal suo flop ma può consolarsi con una meritata rivalutazione critica: non solo per la maturità della prova attoriale, in cui la glacialità del "samourai" viene ripetuta in luce meschina dalla hybris fatale, ma soprattutto per come la vicenda kafkiana viene condotta con gusto quasi polanskiano: il mistero più grande è quello che non si rivela.

Joseph Losey HA DIRETTO ANCHE...

Jandileida 30/09/21 10:38 - 1385 commenti

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Un grande Delon viene trascinato, a sua insaputa, dall'ineluttabile fato, dalla burocrazia e infine dalla macina della storia fin dentro il cuore più nero degli anni '40. L'impostazione glaciale, straniata e straniante fa pensare certo a Kakfa ma anche alle peripezie degli "eroi immobili" di Buzzati. Proprio l'incedere quasi onirico lo rende a tratti difficile da seguire, con personaggi che appaiono e scompaiono, ma d'altro canto non si sarebbe potuto rendere altrimenti il traumatico distacco con la realtà che il vecchio continente visse all'inizio degli anni '40. Tagliente.

Bubobubo 14/12/21 20:59 - 1676 commenti

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Passare una vita a cercare preziose opere d'arte da aggiungere alla propria collezione, senza mai accorgersi che la più importante, sé stessi, non può che eludere indefinitamente ogni controllo. Storia agghiacciante di un'ossessione kafkiana alla deriva fra doppi e riflessi escheriani, tenzone psicologica di guardie e ladri dove il carnefice, osservandosi allo specchio, si scopre vittima: da un Vittoriale stracolmo di ninnoli agli appartamenti squallidi e disadorni di una Parigi razziata e sottomessa dai nazisti, la parabola di Klein (Delon) si infrange nell'ultima, devastante scena.
MEMORABILE: Alla ricerca del doppio; La polizia sequestra le opere d'arte di Klein; Il finale, agghiacciante.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 8/01/10 09:39
    Scrivano - 15392 interventi
    Se la memoria non m'inganna il titolo con cui il film uscì a suo tempo al cinema è semplicemente "Mr. Klein" (la cosa sembra confermata anche dalla locandina della scheda).
  • Discussione Zender • 8/01/10 10:12
    Pianificazione e progetti - 45710 interventi
    Effettivamente sì, grazie Caesars. Lascerò il chi è... negli aka e basta.
  • Homevideo Buiomega71 • 30/06/17 13:32
    Pianificazione e progetti - 23911 interventi
    In dvd per Titanus, disponibile dal 14/09/2017

    https://www.amazon.it/Mr-Klein-Alain-Delon/dp/B073FT56W8/ref=sr_1_440?s=dvd&ie=UTF8&qid=1498821720&sr=1-440
  • Homevideo Rocchiola • 5/10/17 09:00
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Lasciate perdere, con questo titolo distribuito dalla 01-RaiCinema, possiamo tranquillamente assegnare l'oscar per il peggior DVD non solo del 2017 ma direi del secolo!!!
    Fin dai titoli di testa ti chiedi se la tua vista è peggiorata oppure se il lettore ha qualche problema.
    Cito testualmente una recensione presa da Amazon che mi trova perfettamente concorde: "La qualità dell'immagine è cosi’ scadente che talvolta si stenta persino a capire cosa la scena rappresenta: video talmente sfuocato, sbiadito, slavato che dopo un po’ dà persino fastidio agli occhi (sembra di avere la vista appannata).
    E mi chiedo perché continuiamo a farci prendere per il culo dalle etichette locali che sono tra le più truffaldine e sgangherate al mondo.
    12 euro per questa ciofeca ... vorrei sapere se rivolgendosi all'Associazione Consumatori si può avere un rimborso???!!!
  • Homevideo Rebis • 5/10/17 17:19
    Compilatore d’emergenza - 4328 interventi
    Che peccato, è un film che amo molto. Ho una registrazione da Rai Movie che ricordo di buona qualità...
  • Discussione Samuel1979 • 27/02/19 16:07
    Capo call center Davinotti - 3536 interventi
    L'edizione di Moby Dick, trovata in casa del misterioso Mr.Klein, doveebbe essere quella tradotta Lucien Jacques, Joan Smith e Jean Giono. L'edizione forse è del 1941










    http://www.livres-anciens-rares.com/herman-melville/moby-dick
  • Discussione Zender • 27/02/19 18:12
    Pianificazione e progetti - 45710 interventi
    Qui per mettere in curiosità boisogna avere la certezza.