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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/04/07 DAL BENEMERITO GRADA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 14/04/15
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Grada 22/04/07 20:01 - 26 commenti

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La sceneggiatura rende assai bene il linguaggio di borgata, i giudizi sommari, gli inganni e le seduzioni dell'età e dell'approccio alla politica senza mediazioni culturali. Il regista ambienta senza retorica la storia nei luoghi deputati: la fabbrica, la casa degradata, l'università, la Roma notturna e sa far recitare bene i suoi attori. C'è affetto e compianto per queste giovani vite in tumulto, storicamente segnate anche da scelte disperate come quella di Manrico.

Dusso 5/05/07 08:10 - 1535 commenti

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Non c'è molto da dire: è un film molto riuscito e davvero gradevole nel primo tempo mentre nel secondo ci ritroviamo una sceneggiatura piuttosto sfilacciata che rallenta il film e lo rende leggermente noioso (ho potuto verificarlo anche dagli atteggiamenti del pubblico in sala). Quindi, alla fine, il risultato è di un film poco riuscito. Comunque tutti gli attori si dimostrano piuttosto bravi, Scamarcio compreso.

Black_xmas 1/06/07 17:47 - 18 commenti

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Sorpresa positiva per un regista che sembrava alla frutta già da qualche anno. Merito di un racconto che immerge i suoi personaggi nella storia senza farli annegare, e di una leggerezza di tocco che è materia rara nell'ultimo cinema italiano politico-generazionale. Peccato che manchino momenti davvero memorabili e, soprattutto, che Rulli e Petraglia decidano, proprio in extremis, di rullipetragliare con un finale altamente simbolico di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Germano è un signor attore.

Galbo 22/09/07 13:44 - 11422 commenti

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Film molto ben fatto da un regista che si era un po' perso per strada, prende spunto dalla storia dei due fratelli Accio e Manrico, per parlare di due percorsi esistenziali diversi che si nutrono dello stesso terreno originario, quello del proletariato di provincia. La sceneggiatura è ben scritta e curata, specie nella prima parte del film, così come la ricostruzione della piccola Italia degli anni Sessanta-Settanta. Germano è un ottimo attore e lo dimostra in questo film. Bravi anche Scamarcio, Zingaretti e la Finocchiaro.

G.Godardi 30/09/07 21:21 - 950 commenti

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Buon film di Luchetti. Più che essere una riflessione sulla destra e sulla sinistra in Italia, è in realtà un film sul bene e il male, su come nulla è come appaia a prima vista. Qua e là vi sono influenze di American History X, ma il regista tratteggia bene il contesto storico culturale del periodo e azzarda anche digressioni formali nel cinema di propaganda fascista (le riprese dei palazzi). Bravi i due fratelli, ma Germano vince 2 a 1 su Scamarcio. Il finale straripa in velleità poetiche e lascia un po' tutto inconcluso. Ad ogni modo un bel film.
MEMORABILE: La "benedizione" in acqua del fratellino da parte di Scamarcio,dalla quale uscirà il volto di Germano. Il pesonaggio di Zingaretti.

Magnetti 22/10/07 12:24 - 1103 commenti

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Un ottimo film con una perfetta caratterizzazione dei personaggi, anche grazie alla buona prova dei due attori protagonisti Scamarcio e Germano. Molto brava anche la Finocchiaro. Ci si immerge in quella cultura Anni Sessanta delle ideologie contrapposte, estremiste quanto inutili. Grandissimo cinema il finale riflessivo con Accio uscito finalmente dal tunnel dell'odio, che trova il suo equilibrio all'interno degli affetti familiari e, sullo sfondo, il mare che sembra farsi sberleffo delle meschinità umane.

Redeyes 31/01/08 10:23 - 2148 commenti

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Uno dei film più interessanti della scorsa stagione. Veramente ben fatto. Pur essendo interamente bagnato dalla politica riesce a sdoganarsi da questa, ed anzi a non averci quasi niente a che fare. Partivo prevenuto su Scamarcio, ed invece ha fatto molto bene. Germano come al solito ottimo! Un bel ritratto familiare e di borgata e di basso censo che riesce a non cadere mai, o quasi, in banali luoghi comuni. Veramente godibile. Titolo azzeccatissimo.

Elsup 17/09/08 00:01 - 140 commenti

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Ben realizzato, esprime al meglio un'epoca italiana, una delle più difficili del dopoguerra, con ironia e durezza. Elio Germano ricopre ottimamente il suo ruolo, come non mi dispiace nemmeno la prova di Scamarcio. Piccolo capolavoro del cinema italiano. Ottima la colonna sonora con arrangiamenti di vecchie canzoni di Nada.

Cotola 1/11/08 02:07 - 7560 commenti

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Simpatico film, girato da Luchetti, che ancora una volta conferma appieno il limite principale di questo regista: quello di essere ruffiano oltre ogni limite e di girare film finto autoriali che in realtà non vanno molto al di là del puro intrattenimento e che sono troppo ricchi di luoghi comuni (in questo caso su comunisti e fascisti). Stavolta però almeno diverte molto più della media dei suoi altri film. Inoltre Elio Germano è molto bravo e Scamarcio recita dignitosamente. Bene anche il cast di contorno.

Gugly 13/12/08 20:45 - 1016 commenti

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Film da cui era lecito aspettarsi qualcosa di più: la fattura è buona, ma qua e là aleggia un'aria di fiction e di incompiuto (il finale) che lascia a bocca asciutta. In ogni caso plauso a Germano, Zingaretti (che con il suo look somiglia al DUce...) e Finocchiaro. Dignitoso e figo Scamarcio. Le ambientazioni sembrano un po' tirate via. Comunque un buon esempio di medietà, avercene!
MEMORABILE: Il passaggio di Accio da una parte all'altra che, in sostanza, riflette la sua voglia di giustizia.

B. Legnani 7/07/09 00:13 - 4749 commenti

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Buon film italiano che coniuga lo spettacolo con la riflessione sul tempo che fu. È divertente sentire Beeethoven "defascistizzato" nell' "Inno alla gioia": lo è un po' meno il pensare (chi ha la mia età lo sa bene) che queste cose all'epoca capitavano davvero (come accadevano cose altrettanto discutibili, sia chiaro, anche dall'altra parte). Bravi i due protagonisti, con Germano un gradino sopra, forse anche perché il ruolo lo dota di una tavolozza più variopinta. Cala un po' nel finale. Qualche anacronismo nella sequenza delle canzoni.
MEMORABILE: Manrico che dice al fratello che va a letto con una sindacalista della CISNAL...

Stubby 13/07/09 09:06 - 1147 commenti

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A mio parere è riuscito a metà: ho trovato piuttosto intrigante quasi tutta la prima parte, mentre nella seconda mi sono annoiato un po'. Sul cast nulla da dire, lo promuovo tranquillamente in toto. Abbastanza verosimile la ricostruzione temporale e l'atmosfera ricreata di quegli anni.

Pigro 17/07/09 09:12 - 7825 commenti

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Un ragazzo proletario, suo fratello, la sua famiglia, la militanza fascista prima e comunista poi, il disincanto e la sensazione di essere sempre solo e sempre contro. Bellissima storia che una perfetta sceneggiatura mantiene tra la dimensione famigliare e quella politica intrecciandole indissolubilmente, rivelando oltretutto le sottigliezze di quel fronte molto arretrato che fu la vita vera dei giovani italiani durante i caldi anni 60/70 (davvero un'altra epoca!). Notevole Elio Germano, ottimo il resto del cast, pessimo l'uso della musica.

Rebis 24/07/09 19:39 - 2088 commenti

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L'irrequietudine di Accio, che dal cattolicesimo passa al fascismo e al comunismo per poi schierarsi dalla parte degli uomini, è un'urgenza prima di definizione identitaria poi di giustizia e, insieme, l'unico auspicio sensato da volgere all'Italia d'oggi. Con le mani in pasta nelle ideologie che hanno fatto la nostra storia, il rischio di appesantimenti retorici era altissimo: Luchetti riesce ad essere pertinente ed incisivo senza perdere in freschezza. Complici i due giovani interpreti che si accordano su un'efficace empatia. Ben scritto e musicato. Finale in calare ma coerente.
MEMORABILE: Tutti i pretesti per fare a botte...

Ciavazzaro 17/01/10 10:56 - 4765 commenti

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Un po' sopravvalutato, ma più che accettabile. Bravo Germano, inutile dire che invece Scamarcio, anche se tenta di fare l'attore serio, fa solo ridere (cambi mestiere, sarà un bene per il già disastrato cinema italiano). La sceneggiatura è ben fatta, anche se in certi punti non funziona, ma alla fin fine il film si può definire un buon prodotto.

Belfagor 5/05/10 19:14 - 2625 commenti

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Storia non sempre equilibrata ma coinvolgente, incentrata su un personaggio solitario, idealista e scontroso, ottimamente interpretato da Germano. Scamarcio un po' si atteggia, ma riesce comunque a liberarsi dal fardello mocciano, mentre Zingaretti e la Finocchiaro si confermano ottimi come sempre. La prima parte è molto ben riuscita, con una valida riflessione sul clima della contestazione. Nella seconda si cade in lungaggini e luoghi comuni evitabili, ma comunque il film è nettamente al di sopra di molte pellicole contemporanee.

Nando 4/05/10 00:16 - 3486 commenti

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Titolo ripreso da una meravigliosa canzone del compianto Rino Gaetano, il film brilla per la presenza cattivo-buonista di Germano che si ritaglia uno spazio considerevole nella narrazione. Ambientato in terra pontina, il film ripercorre gli anni della contestazione giovanile (e non solo) in maniera lucida anche se romanzata. Bel cast che vede, oltre Germano, un valido Zingaretti ed una fascinosa Bonaiuto. Scamarcio, che a me non piace, evito di giudicarlo.

Il Dandi 8/10/10 16:27 - 1820 commenti

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Davvero una sorpresa come questa (ennesima) parabola generazionale regga così bene anche alla seconda visione: pur non essendo del tutto immune da certe tipiche semplificazioni anacronistiche, si sente che c'è dietro un romanzo solido. La degenerazione degli anni di piombo è comunque servita con garbo non urlato (la scena della gambizzazione del dirigente nel racconto di Manrico). Si vedeva già allora che Germano e la Rorwacher sono due signori attori, Scamarcio e la Trinca dignitosi, ma fondamentalmente più belli che bravi (e tali restano).
MEMORABILE: Accio bambino in seminario si immola sotto il temporale: "Mio Dio, fammi morire di polmonite ma converti i comunisti!"

Homesick 14/02/11 11:38 - 5737 commenti

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In progressivo calando. Alla prima parte, icastico e trascinante spaccato popolare sugli estremismi politici degli anni Sessanta e sulle loro ricadute sul piano privato ed affettivo, ne segue una seconda destinata ad affievolirsi in un circuito di bozzettismi e a spegnersi del tutto in un lieto fine – una delle tante licenze rispetto al romanzo di Pennacchi – che pare appiccicato lì per non deludere gli spettatori delle odierne fiction. Discreti gli attori, tra cui risaltano, per la centralità dell’indomito Accio da essi a turno interpretato, l’adolescente Propizio e il più maturo Germano.
MEMORABILE: Il primo incontro tra Accio e Francesca; la "defascistizzazione" di Beethoven.

Stefania 12/10/11 02:20 - 1600 commenti

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E' un corpo a corpo, lo scontro politico, è viscerale e sanguigno, la sezione è una seconda casa, i compagni e i camerati una seconda famiglia... il privato è politico negli anni della contestazione, e il politico si intreccia col privato. Il tratto è leggero ma fermo nel ritratto di due fratelli entrambi generosi, impulsivi e sinceri nelle loro ribellioni, culminanti l'una in una sconfitta storica, l'altra in una vittoria umana. Narrativamente molto efficace, abbastanza semplice per piacere al grande pubblico (e forse per compiacerlo). Discreto.
MEMORABILE: La scena madre al Conservatorio occupato.

Motorship 13/09/12 17:36 - 567 commenti

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Non è il capolavoro di cui parlava la ragazza che stava con me al cinema quando lo vidi la prima volta, ma un buon film questo sì. La prima parte è ben delineata, descrive bene gli estremisimi di destra e di sinistra degli anni 60 e 70, mentre la seconda è decisamente inferiore, con un ritmo blando e un finale deludente e troppo sdolcinato. Tra gli attori sicuramente spiccano Germano, Zingaretti (questi due i migliori in assoluto) e la Finocchiaro. Meno bravi invece Scamarcio e la Trinca, ma comunque convincenti. ***

Saintgifts 24/12/12 17:35 - 4098 commenti

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Piuttosto superficiale nella ricostruzione del periodo, lo si può capire perchè mi sembra che il film verta tutto sulla figura di Accio, che si fa tutto "l'arco parlamentare" partendo dagli studi in seminario (presi molto seriamente al punto di rifiutare una assoluzione) per arrivare passando dalla destra più bastonatrice, fino all'estrema sinistra. Nel frattempo diventa uomo, conosce le donne e matura per arrivare ad un finale che lo mette in pace con se stesso e lo riporta al punto di partenza. Invita a crescere e a vedere le cose come sono.

Gabrius79 25/10/13 00:08 - 1199 commenti

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Interessante film diretto con mano sicura da Daniele Luchetti e con un ottimo cast su cui spiccano sicuramente la bravura e la simpatia di Elio Germano e di Angela Finocchiaro e dove troviamo un Riccardo Scamarcio più a suo agio del solito. La storia riesce a coinvolgere lo spettatore pur con qualche lungaggine di troppo. Si sorride, si riflette e ci si commuove.

Stelio 22/05/14 18:50 - 384 commenti

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Gran bel film diretto da un Lucchini abbastanza ispirato. Scamarcio probabilmente alla sua migliore interpretazione, Germano eccezionale come spesso ci ha abituato. Storia equilibrata, qualche lieve sbilanciamento moralistico (come purtroppo ancora troppi ve ne sono nel mondo culturale) ma risultato finale di sicuro effetto. Uno dei migliori film sul tema dell'ideologia; sintomatico che sia tratto dal lavoro autobiografico di Pennacchi.

Bizzu 19/10/14 00:33 - 210 commenti

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Accio è un ragazzino irrequieto e ossessionato dall'idea di giustizia in un Italietta di provincia negli anni '60. C'è da vederne delle belle, una simpatica presa in giro dei cliché nell'antagonismo fra Rossi e Neri. Un film che funzionava molto bene come commedia (strepitosa l'irrequieta prima parte, tiratissima fino all'apoteosi della "crescita istantanea" di Accio) è stato leggermente appesantito nelle battute finali con qualche passaggio a vuoto e una conclusione stucchevole.
MEMORABILE: La "defascistizzazione" di Beethoven.

Roger 22/10/14 23:09 - 143 commenti

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Ottimo nella prima parte, dove la cosa migliore è il ritratto di un giovane che non sa bene dove indirizzare la propria rabbia e disordine emotivo e li sfoga seguendo ideologie estreme e opposte (come a sottolinearne la paradossale somiglianza). Ma il film cala nel finale, in una soluzione che mi è sembrata un po' troppo conciliante. Buona prova di tutti gli attori, ma curiosa la scelta della Finocchiaro come madre: brava, ma è dura scrollarsi di dosso la maschera comica di una lunga carriera...

Nicola81 14/12/16 17:25 - 1980 commenti

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Ennesimo mix tra commedia e dramma partorito dal nostro cinema contemporaneo. Intendiamoci, brutto non è e anzi la prima parte, fatta di satira politica e di un fedele ritratto della provincia italiana anni '60, risulta molto buona e godibile. Poi arrivano la lotta armata, la nascita di un figlio, ed è come se iniziasse un altro film, di cui non si sentiva proprio l'esigenza. Resta all'attivo una prova più che positiva dell'intero cast, ma complessivamente lo ritengo sopravvalutato.

Daniela 22/07/17 21:49 - 9522 commenti

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Prima parte piuttosto riuscita, con il ritratto di questo ragazzino che va controcorrente per partito preso inserito in un ruspante quadretto familiare, in seguito però la contrapposizione fra i due fratelli, inizialmente di opposte sponde politiche ed innamorati della stessa donna, si irrigidisce in uno schematismo con troppe forzature e coincidenze per risultare convincente, come pure suonano troppo programmatici sia la svolta tragica che l'epilogo all'insegna dell'"importante è crederci". Bravo Germano, appena accettabile Scamarcio, discreta la prova del cast nei ruoli minori.

Modo 11/12/18 16:10 - 826 commenti

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Film che tratta tematiche forti come la militanza a partiti estremi sia fascisti che comunisti degli anni '60 e '70. La storia ha una sua linearità e non cade nel banale. Elio Germano percorre con bravura la sua tormentata e caotica giovinezza. Non male neanche il "povero" Scamarcio che si scrolla la parte di inizio carriera con Moccia. Nel complesso un discreto film che non annoia, nonostante sia romanzato, e coglie comunque l'essenza di un periodo non facile.

Westonberg 12/04/20 10:42 - 29 commenti

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Ottimo film di Luchetti, con un cast formidabile e una sceneggiatura coinvolgente e mai retorica. È la storia di Accio e Manrico, due fratelli che maturano idee politiche diametralmente opposte nella Latina proletaria degli anni '60, mossi entrambi dalla voglia di cambiare la situazione sociale di indigenza. Commovente e delicato, talvolta forte e violento, il film si avvale di un Elio Germano enorme che rappresenta chi dapprima vede la famiglia come un ostacolo per poi accorgersi dell'importanza e della ricchezza. Da vedere.
MEMORABILE: Il finale; La storia tra Accio e la moglie di Mario; Angela Finocchiaro; Il finale.

Pinhead80 21/04/20 16:42 - 3969 commenti

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Dentro a questo film di Lucchetti c'è la bellezza di una stagione della vita che porta con sé grandi cambiamenti e allo stesso tempo molti turbamenti esistenziali. Non è solo la storia di due fratelli diversi che si amano a modo loro, ma anche quella di una famiglia povera all'interno di un contesto sociale in pieno fermento politico. Alle lotte di classe si associano momenti di rara tenerezza che fanno pensare con nostalgia ai tempi in cui si dava valore ai sogni e alle speranze. Divertente e tragico allo stesso tempo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 19/09/08 14:29
    Segretario - 4677 interventi
    Liberamente tratto dal romanzo "Il fasciocomunista. Via scriteriata di Accio Benassi" di Nicola Pennacchi.
  • Discussione Pigro • 1/10/12 23:38
    Consigliere avanzato - 1490 interventi
    Una precisazione su Bruschetta, che è conosciuto come Ninni Bruschetta. Però su Imdb è riportato stranamente col nome Antonino Bruschetta. Fatto sta che il database del Davinotti riporta un po' l'una e un po' l'altra versione. Ti riporto qui tutti i film, così vedi tu a quale versione uniformare.
    Con il nome Ninni (secondo il suo vero nome riportato nei titoli): To Rome with love, La fuga di Teresa, La donna della domenica, Fuoriclasse, Occhio a quei due, L'uomo di vetro, Il coraggio di Angela, Boris, La vita che vorrei, Perduto amor, Il siero della vanità, I cento passi, Libera, I buchi neri, Caldo soffocante, Visioni private.
    Con il nome Antonino (secondo Imdb): Boris il film, Le ombre rosse, Liscio, Volevo solo dormirle addosso, L'uomo in più, Lupo mannaro, Prima del tramonto, La vita che verrà, Il giudice ragazzino, Ladri di futuro, La gentilezza del tocco.
    Ultima modifica: 2/10/12 07:53 da Zender
  • Discussione Zender • 2/10/12 07:55
    Consigliere - 43613 interventi
    Ovviamente dobbiamo mettere Antonino, su questo non devono esserci dubbi.

    Quindi la cosa più inaccettabile è che un film del 2012 come To Rome with Love abbia il nome sbagliato. Il responsabile nello specifico è Rambo90 al quale ripeto: il cast va COPIATO E INCOLLATO da Imdb.it e MAI da altri siti. In caso di reiterato errore provvederò a cancellare la scheda inserita come da regolamento.
    Ultima modifica: 2/10/12 08:09 da Zender
  • Discussione Rambo90 • 2/10/12 14:27
    Pianificazione e progetti - 323 interventi
    Ma se lui è famoso come Ninni Bruschetta e in tutti i film che ha fatto nei titoli esce così credo che l'errore sia di Imdb, è come accreditare John Wayne come Robert Marion Morrison in ogni film... scusate ma non sono d'accordo questa volta
  • Discussione Rambo90 • 2/10/12 14:34
    Pianificazione e progetti - 323 interventi
    Inoltre quando io aggiunsi la scheda quella di Imdb non era ancora completa, mancavano molti attori fra i quali Bruschetta, Gemma, Tognazzi...
  • Musiche Samuel1979 • 2/10/12 15:06
    Call center Davinotti - 2952 interventi
    Fa parte della colonna sonora "Ma che freddo fa" di Nada
  • Discussione Zender • 2/10/12 15:56
    Consigliere - 43613 interventi
    Allora, Rambo. Non è questione di essere d'accordo. Avrò spiegato credo almeno un milione di volte che se si vuole che la ricerca funzioni il nome deve essere sempre scritto allo stesso modo. Se non lo si fa ognuno copia da dove vuole e non si trova più niente. Per ottenere questo UNA SOLA strada c'è, prendere da un'unica fonte. Siccome tu non sai cosa vuol dire cambiare anche un solo nome in una scheda in termini di tempo, se vuoi inserire devi prendere da lì e basta. E' pure scritto chiaro a fianco. Se non sei d'accordo non inserire più film, perché io di andare a cambiare ogni volta i nomi di chi non ha voglia di copiare da lì son stufo di farlo. Se vuoi aggiungere dei nomi non presenti in Imdb lo segnali nelle note e io li verifico, ma la regola PRECISA è copiare e incollare da imdb.it, e non esistono casi diversi se non per i film orientali (ma lì è un altro discorso).
  • Discussione Rambo90 • 2/10/12 17:23
    Pianificazione e progetti - 323 interventi
    D'accordo su tutto, ma penso che se qualcuno cerca Bruschetta lo cercherà come Ninni, non come Antonino... quindi in questo caso Imdb come fonte non è preciso, detto questo, segnalerò nelle note quando su quel sito manca qualcosa
  • Discussione Zender • 2/10/12 17:59
    Consigliere - 43613 interventi
    Sì, ma se non lo troverà digiterà solo Bruschetta e capirà. Imdb non ho mai detto che sia preciso, è semplicemente di gran lunga il più completo e quindi non abbiamo scelta. Altrimenti non dovevamo fare i nomi cliccabili e finiva come ora che sembrava che di Ninni Bruschetta avessimo la metà dei film che invece abbiamo, perché tutti quelli dove stava scritto Antonino non apparivano. Gira e rigira non c'è speranza, dobbiamo prendere i nomi da lì, e non solo ricopiarli ma INCOLLARLI, perché basta una lettera, uno spazio, un "mac" invece di "mc", un "De Mille" invece di "DeMille" e il nome non si ritrova più.