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Belfagor 15/06/10 10:47 - 2632 commenti

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Premessa interessante, risultato discreto: sembra un ibrido improvvisato fra Quo vadis e Il conte Max. Sordi fa da mattatore restando quasi sempre sopra le righe, mentre De Sica diverte nei panni di un Seneca specializzato in retorica dell'aria fritta. Invece la Swanson, in un ruolo più serio, pare richiamare i vecchi peplum per dare un po' di consistenza alla storia. Una giovane Brigitte Bardot completa il poker di celebrità in questa commedia divertente ma leggerina, che procede liscia senza impennate comiche.
MEMORABILE: Seneca che riesce a scampare alla condanna a morte grazie ai suoi giri di parole.

Galbo 17/06/10 18:42 - 11541 commenti

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Cast prestigioso con vecchie e nuove (per l'epoca) glorie in questa commedia/peplum che mantiene meno di quello che promette. Nonostante un Sordi in gran spolvero nella parte del dittatore isterico e paranoico (è uno dei ruoli migliori dell'inizio di carriera), il film non è adeguatamente supportato da una sceneggiatura spesso dotata di macchiette con poco nerbo.

Homesick 17/06/10 17:55 - 5737 commenti

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Allegra farsa sugli intrighi di palazzo all’epoca dell’imperatore Nerone, amante della musica ed assillato da madre, moglie, precettore e generali... Nonostante qualche lungaggine di troppo, brio e divertimento sono garantiti dalle interazioni del terzetto protagonista, che spesso fa ridere di gusto: al centro Sordi, lunatico e fanciullesco Nerone, affiancato dalla Swanson - l’ingombrante e guerrafondaia Agrippina - e da De Sica, l’atarassico retore Seneca. La Bardot si intromette con aggraziate movenze e il Cinemascope di Bava tinteggia il film dei cromatismi del peplum più raffinato.
MEMORABILE: Lo spettacolo canoro di Nerone; gli artifizi retorici di Seneca.

R.f.e. 2/08/10 10:20 - 817 commenti

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Rivedo sempre con piacere questa spensierata commedia - la replicano spesso in tv - che, se vogliamo, fa un po' il paio con il piccolo 'cult' in Ferraniacolor di Mattoli di due anni prima, Due notti con Cleopatra. Indovinato Sordi-Nerone vanesio, spassoso il Seneca di De Sica e in fondo funzionale la Swanson (doppiata da Tina Lattanzi). C'è anche una BELLISSIMA Brigitte Bardot-Poppea (non troppo gradita dal regista, il quale si domandava come potesse piacere questa "magrolina" in un periodo in cui andavano di moda le supermaggiorate!).

Rambo90 8/01/12 16:20 - 6592 commenti

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Bizzarro senza essere mai davvero divertente: Sordi nei panni di Nerone gigioneggia alla grande e qualche sorriso lo strappa, come pure De Sica/Seneca che filosofeggia a vanvera; la Swanson e la Bardot sono messe lì solo per contorno. La storia comunque è inesistente e alla lunga questa farsa può stancare. Simpatico ma non fra i migliori del Sordi primo periodo (né fra quelli del grande Steno).

B. Legnani 27/10/12 19:19 - 4856 commenti

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Curioso filmetto con cast principale da vero filmone, che mantiene meno di quanto promette. Si lascia però guardare, grazie ad alcuni guizzi di Sordi ("Pussa via!"), alla divertente signorilità cialtronesca di De Sica, al carisma della Swanson, alla freschezza della Bardot. Nel cast di contorno tanti volti cari (Poli, Vingelli...), che avranno avuto buon gioco nel vantarsi di aver lavorato in un colpo solo con i quattro pezzi da novanta citati all'inizio...

Graf 22/11/13 02:14 - 706 commenti

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Nel periodo nel quale Hollywood veniva sul Tevere a girare i suoi peplum seriosi e ridondanti su Roma antica i cinematografari di Cinecittà si prendevano la licenza di libero sberleffo nei confronti di Nerone. I lazzi e i contorcimenti di Sordi con la barbetta e i riccioli rossi fanno farsa allegrotta e arlecchinata colorita, gradite allo spettatore, ma la folle e sanguigna arguzia del Nerone di Petrolini era tutt'altra cosa. Doviziose le scenografie, la fotografia a colori è curata da Bava, la Swanson e la Bardot brillano in un raro e pregiato cast.

Saintgifts 9/11/14 22:39 - 4098 commenti

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Gradevole proprio perché in forma di commedia, dove l'essere sopra le righe non risulta fastidioso ma è il modo giusto per ironizzare su un personaggio storico come Nerone. Non so come si sia riusciti ad affiancare a Sordi e a De Sica (padre) la Swanson e la Bardot, ma direi che la mossa è azzeccata, specie per il personaggio di Agrippina, con la Swanson che può mettere a frutto il suo sguardo magnetico. Sordi inizia con quello che diventerà il suo repertorio in tanti film, De Sica è perfetto e, per la Bardot-Poppea, basta la parola.

Ira72 26/01/18 21:31 - 995 commenti

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Povero Nerone! Ridotto a una macchietta teatrale, dedita solo a orge e a spettacoli, immersa nella sua follia. Un’idea stereotipata, concentrata solo sul complesso di Edipo, che (per fortuna) è stata smentita negli anni, rivalutando la figura di quello che fu un Imperatore bizzarro ma non poi così tragico. Il film va salvato dal diasastro, se non altro per questa parata di stelle che, inspiegabilmente, Vanzina (o chi per lui) è riuscito a riunire: Sordi, De Sica, Bardot e Swanson. In un’atmosfera che più kitsch non si può non si riesce a non amarli!

Maxx g 10/08/18 23:29 - 509 commenti

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Pessima farsaccia anni '50 che dimostra come anche all'epoca esistessero sottoprodotti trascurabili. Qui siamo nell'antica Roma e Nerone è più incline a gozzovigliare che non a fare la guerra come vorrebbe sua madre. Si ride poco o nulla e il ritmo è piuttosto blando. Sordi è irritante e macchiettistico, De Sica cerca di destreggiarsi dando dignità al suo Seneca, la Swanson è discreta, la Bardot (ai suoi esordi) bella senz'anima e per un attimo si vede anche Tacito, interpretato da Mario Mazza. Si può anche perdere senza grandi rimpianti.
MEMORABILE: Gli schiaffetti dispensati da Sordi qua e là; La Bardot e le sue performance, caste ma ricche di fascino.

Steno (Stefano Vanzina) HA DIRETTO ANCHE...

Daniela 4/10/20 11:51 - 9957 commenti

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Farsa modesta soprattutto per carenze a livello di sceneggiatura che finiscono per penalizzare il cast sulla carta promettente. La confezione infatti è piuttosto accurata sia per quanto riguarda arredi e costumi che per la bella fotografia pastosa di Mario Bava, ma la comicità è latitante, Sordi eccede in smorfie restando ben lontano dalla finezza satirica di Petrolini, Swanson è palesemente spaesata, Bardot si limita ad essere una gran bella figliola mentre l'unico che pare trovarsi a suo agio è De Sica, avvolto nella toga del parolaio Catone.
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