Minari

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Titolo originale: Minari
Anno: 2020
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 9
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/04/21 DAL BENEMERITO ZAMPANò
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Zampanò 5/04/21 19:40 - 310 commenti

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Jacob e Monica, coreani, hanno americanizzato i nomi, voglion vivere il sogno stars & stripes. Il testo è la famiglia e tutto lo stress del Mercato che nei sogni non compare. Chung strofina con la perseveranza asiatica dell'attesa incessante il corpo "già noto" dell'America profonda, che ancora inficia prove come Nomadland. Lo sguardo politico si serve dei protagonisti, polarizzanti come le coppie di certi film iraniani, per tendere l'elastico sentimentale fino al punto di rottura e aspettarne l'esito. Grandi i comprimari: l'estatico Will e la buffa nonna, infine medium del destino.

Capannelle 12/04/21 21:37 - 3876 commenti

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E' un film potente nel suo piccolo, ben calibrato nella semplicità della sua trama, scritto con tatto e messo in scena con dedizione da parte di un cast che non annovera nomi famosi. Sia come ruoli che come ennesima descrizione dell'american dream non propone chissà quali novità ma la forza dei personaggi, sia grandi che piccini, e di quello che esprimono, lo rende coinvolgente senza mai dover ricorrere ad artifici narrativi o scene strappalacrime. La regia è al servizio della storia, come lo sono le note del commento musicale.

Daraen4 15/04/21 13:23 - 99 commenti

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E' ciò che è nascosto, ciò di cui si ha più paura. Racconto di una catarsi, di legami, di obiettivi, di incomprensioni, di un fato che li avvolge e che alla fine divampa, brucia tutto e porta alla rinascita. Chung mette in scena uno dei migliori film mai visti, con garbo, un uso sapiente ed equilibrato delle musiche, che fanno da spartiacque ai grandi silenzi della Vita. Ci avvolge, ci emoziona, e ci affranca con un senso di dolcezza e di pace. Sotto la superficie del conflitto fra culture si nasconde una storia molto più legata all'umanità e all'umanesimo. Meritevole.
MEMORABILE: "E' ciò che è nascosto, ciò che più ci spaventa".

Leandrino 6/05/21 08:41 - 189 commenti

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La storia di Jacob e Monica, coppia coreana con famiglia alla ricerca di un posto nel futuro a stelle e strisce. Ad accompagnarli le difficoltà familiari, e la speranza di una fede che diventa la possibilità di una crescita quasi spontanea nel luogo più avverso - la pianta del minari, appunto. Un racconto agricolo basato sull'epica del sogno americano ma declinato sui ferrei valori asiatici, dal grande apparato simbolico e il forte impatto fotografico. Un film di grande livello sotto tutti i punti di vista, sebbene forse un po' esplicito nell'uso delle metafore.

Enzus79 7/05/21 20:29 - 2010 commenti

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Davvero notevole! Film che sorprende in positivo per la sua leggerezza e sensibilità, non forzando niente per cercare di stupire. Si apprezza, inoltre, come è stata dettagliatamente rappresentata una famiglia emigrata (eccetto il piccolo David) con tutti i suoi problemi annessi, senza mai cadere nel melodrammatico. Convincente il cast. Discreta la colonna sonora.

Paulaster 14/05/21 10:22 - 3156 commenti

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Famiglia coreana si trasferisce in Arkansas per il sogno di avere una fattoria. Siamo in periodo reaganiano, il famigerato edonismo sottintende la voglia di successo del marito come esempio da dare ai figli, ma non sarà la scelta giusta. Discrete le contaminazioni tra la cultura coreana vecchia e nuova, come tutti gli insegnamenti di vita della sboccata nonnina. La regia accompagna bene la vicenda e le musiche aiutano in qualche frangente. Gli intermezzi di fanatismo religioso lasciano il tempo che trovano tra i tornadi della regione e gli incidenti che possono capitare.
MEMORABILE: Il serpente che si nasconde; L'urina data alla nonna; Il figlio piccolo che corre verso la nonna spaesata.

Nando 18/05/21 13:28 - 3554 commenti

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Personalmente le aspettative erano maggiori e mi aspettavo qualcosa di più potente, tuttavia il senso poetico e la denuncia edulcorata del sogno americano è presente. Nella prima metà la narrazione non offre spunti nonostante i due principali protagonisti, il nipotino e la nonna suscitino piacere emotivo. Nella seconda parte qualcosa si muove e rende la pellicola degna di nota per ottenere un giudizio valido ma non eccelso.

Giùan 22/05/21 14:26 - 3298 commenti

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Caldo e atipico dramma sentimentale che cala una percettività tutta orientale dentro la profonda campagna americana (l'Arkansas dell'era reaganiana, così lontano nel tempo e nello spazio dalla Corea). Chung orchestra una progressione sensoriale il cui "slow burn", che respinge il ricorso a toni eclatanti e iperboli clamorose, conosce bene chi frequenta il cinema di Yoji Yamada (o del suo "figlioccio" Kore'eda). Non a caso a coinvolgere sono i protagonisti, ognuno disegnato (e recitato) con raffinato acume che talora olezza lievemente di callidità. Sessaggio della sensibilità.
MEMORABILE: La nonna e il rapporto col piccolo David; Jacob porta in ospedale il campione di prodotti da mostrare in città; Paul porta la croce.

Bubobubo 4/06/21 17:21 - 1446 commenti

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Nell'immenso verde incolto dell'Arkansas il giovane e volonteroso patriarca della famiglia Yi (Yeun) crede di scorgere i contorni del vagheggiato sogno americano: un limbo di Corea agricola in salsa sudista, un futuro florido per sua moglie e i suoi due figli. È forse l'illusione di chi vorrebbe far finta che il proprio passato non sia mai esistito? Indiscutibile merito della storia orchestrata da Chung è la sua lenta lievitazione, che sfocia in un'ultima mezz'ora di grande impatto emotivo; ma la persistente ambiguità narrativa che avvolge il finale è anche il suo più grande limite.
MEMORABILE: Coppia sull'orlo di una crisi di nervi; La fattoria va a fuoco.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 26/04/21 11:00
    Consigliere - 44557 interventi
    Premio Golden Globe al miglior film straniero e Oscar come miglior attrice non protagonista a Yoon Yeo-jeong.