Mignonnes

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Mignonnes
Anno: 2020
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka “Donne ai primi passi”, ma Netflix l'ha trasmesso col titolo "Mignonnes". Titolo internazionale "Cuties".
Numero commenti presenti: 4
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'undicenne Amy (Youssouf), senegalese a Parigi oppressa da una realtà familiare legata a tradizioni diverse da quelle europee, guarda con invidia alle coetanee ben più disinibite. In special modo a quattro ragazzine che hanno formato un piccolo gruppo di ballo (chiamato Mignonnes) col quale contano di vincere lo speciale concorso che si svolgerà di lì a poco. Di poche parole, intensa negli sguardi, intimamente triste, Amy sente che è arrivato il momento di dare una svolta alla propria vita. Non ha però ancora capito bene come, e questo la farà incorrere in ripetuti sbagli, atteggiamenti equivocabili, atti di ingenua ribellione... Un fratello più piccolo che è solo un inciampo,...Leggi tutto un altro poco più che neonato che non ne parliamo, una vecchia zia che si atteggia a saggia della famiglia ma non sembra in grado di capirla, una madre che ha da pensare al matrimonio dell'ex marito, che ha scelto di lasciarla per vivere con un'altra donna. Nessuno pare avere tempo per Amy, che si ritrova così sola in un mondo per lei difficilmente interpretabile, combattuta tra il rigore imposto dalla famiglia e dalla religione e l'allegria disincantata e (perché no?) provocante di quelle quattro ragazze che prima la guardavano come un'intrusa ma ora hanno deciso di accettarla nel loro gruppo di ballo. I primi passi in un mondo adulto che la regista Maïmouna Doucouré segue non senza malizia, sapendo che mostrare i corpi di ragazzine inguainati in tutine provocanti e aderenti espone a ovvie accuse. Il film decide di non arretrare; non esagera ma nemmeno finge che un certo mondo non esista, che i telefonini, le fotografie, l'accesso a una socialità diversa e universale non abbia in parte cambiato il nostro tempo. Perché chiudere gli occhi? Non si può credere che a undici anni non esistano pulsioni sessuali, ma non è certo questo ciò su cui il film fonda la sua storia. Vi rientra perché è un tema sotteso alla ricerca interiore da parte della protagonista, perché è parte integrante della vita, ma il percorso verso una veloce maturazione passa attraverso molto altro: il rapporto personale con le amiche, con la madre, con il ballo visto come atto liberatorio in cui sfogare tutta la voglia di comunicare gioia e innocente voglia d'esibirsi. Una regia competente, una bella capacità nel riprendere i volti e cogliere la spontaneità delle protagoniste, indubbiamente calzanti senza eccezioni. Per quanto appaia legittimo il desiderio (premiato) del film di raccontare una complessa fase preadolescenziale senza voler chiudere gli occhi di fronte alla realtà, non è difficile capire i motivi che hanno portato molti (troppi?) a condannare una certa insistenza nel riprendere i corpi spesso in costume o in calzoncini aderenti delle mignonnes. D'altra parte come raccontare il ballo moderno astendendosi da primi piani come quelli che il film ci mostra? Astuto espediente? Necessità? Portare in scena la femminilità a quell'età sarà sempre una sfida che comporterà rischi, rinunciarci a priori per timore di offendere qualcuno vorrebbe dire non raccontare una realtà che esiste. Polemiche che hanno distolto l'attenzione dal film vero e proprio, non eccelso ma piacevole da seguire e interpretato con bel trasporto da tutte le piccole protagoniste.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/09/20 DAL BENEMERITO PIGRO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/09/20
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Pigro 15/09/20 10:14 - 8101 commenti

I gusti di Pigro

Una undicenne introversa con la voglia di ballare, ma soprattutto di farsi accettare dalle coetanee, a tutti i costi. Bel racconto sulla soglia anagrafica tra infanzia e adolescenza, dove la ricerca della propria identità si intreccia col desiderio di integrazione sociale e con lo scontro con le tradizioni familiari (specie se sradicate: genitori senegalesi). Ma anche un’istantanea folgorante su questi anni, dove il culto dei social tra ragazzini diventa spregiudicato, anche mettendo in campo la sessualità. Raccomandabile soprattutto nelle scuole!

Kinodrop 27/09/20 19:32 - 1674 commenti

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Amy, di origine senegalese, insofferente alle tradizioni familiari, si inserisce in un gruppo di coetanee undicenni che intendono gareggiare in un concorso di ballo dallo stile tutt'altro che infantile. La storia è molto esile e già vista in mille declinazioni; ciò che colpisce è la spregiudicatezza con la quale la regista mostra le fasi più discutibili di una certa età desiderosa di affermazione e di autonomia. Un gesto provocatorio o un eccesso di realismo sociologico? Costruito bene, coglie aspetti di una certa realtà contemporanea che spesso sfuggono di mano al mondo adulto.
MEMORABILE: L'assenza totale di figure genitoriali o di controllo; La scelta delle musiche; La foto su instagram; L' "amica" spinta nel fiume.

Daniela 29/09/20 10:44 - 9843 commenti

I gusti di Daniela

L'undicenne Amy, nata in Francia da una famiglia senegalese legata alle tradizioni patriarcali, fa amicizia con alcune coetanee che stanno preparandosi per un'esibizione di danza... Un bel film che esplora con acutezza una fase della preadolescenza in cui le ragazzine sono particolarmente esposte ai modelli proposti dai media. Certo le scene che mostrano la precoce sessualizzazione dei loro corpi creano imbarazzo ma è un effetto voluto: l'ambiguità nasce dal riscontro con la realtà che ci circonda, non dallo sguardo della regista che è sempre empatico verso le piccole protagoniste.
MEMORABILE: Nascosta sotto il letto, Amy ascolta la telefonata della madre; Il discorso della zia sui doveri della donna.

Galbo 24/11/20 18:04 - 11522 commenti

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Ragazzina franco senegalese sospesa tra voglia di modernità e legami con le tradizioni culturali e familiari del suo paese di origine. Un film che coglie un preciso momento della vita preadolescenziale e lo descrive con notevole veridicità, "fermando" con acume gesti e espressioni tipiche dell'età. La regista dimostra una non comune capacità di dirigere gli interpreti, che mostrano grande naturalezza davanti alla macchina da presa. La storia non esalta, ma non è quello l'obiettivo del film. 

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 15/09/20 10:14
    Consigliere avanzato - 1506 interventi
    Zender, il film è stato prodotto e distribuito in Italia da Netflix con il titolo “Mignonnes”, ma stranamente su Imdb leggo il titolo “Donne ai primi passi” che non so da dove salti fuori. Io lascerei il titolo con cui è sicuramente uscito in Italia, appunto “Mignonnes”.
  • Discussione Daniela • 15/09/20 15:38
    Gran Burattinaio - 5357 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Zender, il film è stato prodotto e distribuito in Italia da Netflix con il titolo “Mignonnes”, ma stranamente su Imdb leggo il titolo “Donne ai primi passi” che non so da dove salti fuori. Io lascerei il titolo con cui è sicuramente uscito in Italia, appunto “Mignonnes”.

    Concordo, anche perché è un film di cui si sta parlando molto per via delle polemiche che sta suscitando sui social e sempre citandolo come "Mignonnes" oppure col titolo anglosassone "Cuties".
    Un accenno a queste polemiche che, non avendo visto il film, non so se e in che misura giustificate: sin dalla comparsa delle prime immagini promozionali, Netflix è accusata di aver "sessualizzato" il corpo di bambine undicenni, per cui è partita una campagna online che invita gli utenti a disdire per protesta i propri abbonamenti.
    Campagna di un certo successo, c'è da ritenere, visto che in un solo giorno Netflix ha visto crollare di 9 miliardi di dollari le proprie quotazioni in borsa, come si può leggere qui
  • Discussione Pigro • 15/09/20 21:38
    Consigliere avanzato - 1506 interventi
    Daniela, confesso di averlo voluto vedere dopo le polemiche e dopo aver visto il trailer che mi aveva fatto intuire che si trattasse di polemiche pretestuose (non a caso fatte da chi non aveva visto il film ma solo quel trailer o la locandina). Quindi, che dire? Il film ha vinto importanti premi al Sundance e alla Berlinale, e basterebbe questo per far capire la stupidità delle polemiche. Film bellissimo, che dovrebbe essere proiettato nelle scuole per come affronta questioni nodali consentendo dibattito e riflessioni. Se riesci, guardalo. Non è un capolavoro ma un film buono e ben sintonizzato sulla nostra epoca e sulla generazione delle 11enni.
  • Discussione Daniela • 16/09/20 05:45
    Gran Burattinaio - 5357 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Daniela, confesso di averlo voluto vedere dopo le polemiche e dopo aver visto il trailer che mi aveva fatto intuire che si trattasse di polemiche pretestuose.
    Anche io ho pensato la stessa cosa, considerato anche che le polemiche sono iniziate prima ancora che il film fosse effettivamente disponibile su Netflix.  L'avevo già messo in scaletta per i prossimi giorni, il tuo giudizio positivo mi farà anticipare la visione. 
  • Discussione Daniela • 29/09/20 10:53
    Gran Burattinaio - 5357 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Film bellissimo, che dovrebbe essere proiettato nelle scuole per come affronta questioni nodali consentendo dibattito e riflessioni. Se riesci, guardalo. Non è un capolavoro ma un film buono e ben sintonizzato sulla nostra epoca e sulla generazione delle 11enni.
    Visto in nottata. Concordo: film bello ed anche importante per il taglio originale con cui affronta un soggetto complesso in cui le difficoltà di integrazione (paradigmatico il discorso sui "doveri femminili"  che la zia fa ad Amy quando le vengono le mestruazioni) si mescolano con la forza attrattiva dei modelli imperanti imposti dai media che propongono una visione del corpo femminile anch'essa irrigidita dalle convenzioni, anche se di segno opposto.