Misconosciuto prodotto dell'underground a stelle e strisce, il film di Joseph Merhi si propone quasi come strana variazione americana del Neorealismo (in chiave molto più rozza e dilettantistica, s’intende). Narra le vicende di Ziggy (Robert Gallo) e Dino (Raymond Martino), due amici che fanno evidentemente parte della vita malfamata di Los Angeles e raggranellano qualche quattrino trovando lavori assai loschi (ivi compreso quello di sicari). Ziggy vuol cominciare una relazione con Misty (Pamela Dixon), ragazza dal mestiere alquanto ambiguo, mentre Dino è ossessionato dai ricordi della propria vita con l'ex moglie Rachel (Wendy McDonald), che ha lasciato fuggendo con l'amante perché lui non la...Leggi tutto lasciava abortire. La prima parte del film è tutta dedicata ai rapporti tra queste tre persone ed è resa dal regista con uno stile iperrealista che sa essere originale e toccante, pur nella sua dimensione quasi amatoriale. Merito soprattutto degli interpreti (Raymond Martino su tutti, tratteggia una figura di psicolabile attendibilissima e lontana dai soliti stereotipi delle megaproduzioni) e di una sceneggiatura atipica che sa cogliere le piccolezze della vita quotidiana. Poi, da quando Misty viene rapita, cominciano le sparatorie e il sangue (ma non tanto da giustificare un titolo assurdo come MAYHEM, mutilazione) e la vicenda si avvia alla conclusione senza risparmiare nessuno. La morte viene gettata in faccia con insolita crudezza (ricorda certo Friedkin, per il distacco), tra dialoghi semplici e senza pretese. Il film è piuttosto lento, confezionato con evidenti limiti di budget, ma è meno sciocco di quanto si creda.
Merhi è foriero di un genere tutto suo, fatto di degrado, sparatorie, silenzi e particolari femminili ripetuti. Questo Mayhem esterna una sana consapevolezza cheapo e repertoria tutto l'armamentario afferente al b-movie: location squallidissime, sceneggiature tirate via alla bell'e meglio, violenze assortite e gratuite. La storia fa dormire ma le sparatorie cruenti tengono alto il livello trash. Particolare.
Due brutti ceffi alla ricerca di due donne scomparse (che poi scomparse non sono): potrebbe essere questo il sottotitolo alla pellicola delirante di Joseph Merhi. Film probabilmente girato senza un canovaccio di sceneggiatura, tirando su qualche scena nell'arco del giorno... e poi tutti al night club con i Ratt in sottofondo.
Esordio alla regia per Joseph Merhi, regista che si specializzerà in produzioni a basso costo, perlopiù di azione. Il film è confuso come pochi, caratterizzato dalle ambientazioni tipiche dei low budget americani degli ultimi anni 80. La recitazione è mediocre, ma si è visto di peggio. In questo suo esordio già si notano i tratti distintivi che caratterizzeranno successivamente i film di Merhi: qualche scena al rallentatore e numerose sparatorie con effetti speciali neppure fatti malissimo, per quegli anni.
L'esordio di Merhi è un mix tra dramma urbano e crime che dipinge una Los Angeles marginale e degradata, più vicina alla realtà di quello che i film mainstream volessero farci credere nei solitamente scintillanti 80s; le vicende dei due disgraziati protagonisti (e delle persone con cui hanno a che fare) ricordano quasi certi film di Morrissey o Waters, non fosse per una violenza più esplicita e per la totale assenza di humour. La confezione low-budget e lo script un po' balzano tradiscono l'inesperienza e gli scarsi mezzi ma il film si fa comunque seguire grazie a qualche crudezza.
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