Match point

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Match point
Anno: 2005
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "match-point" o "Matchpoint".
Numero commenti presenti: 57
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il Woody Allen che non t'aspetti. Lontano dalle commedie argute che l'hanno reso celebre (non esiste una sola spiritosaggine nell'intero film) ma lontano anche dai drammi psicologici “interiori” alla Bergman. MATCHPOINT racconta di una passione forte, selvaggia, nata all'ombra di un matrimonio londinese dell'alta società. Lui e lei si amano (lei meno, a dire il vero) ma stanno insieme al partner sbagliato. Lui, ex promessa del tennis americano, si sposerà con la sorella del fidanzato di lei guadagnandosi una posizione nell'alta borghesia, ma non saprà rinunciare alla sensualità che la moglie non gli sa dare. Allen, che naturalmente è anche sceneggiatore, dirige molto bene...Leggi tutto il cast e riesce soprattutto a coinvolgere lo spettatore, che non sa mai cosa aspettarsi dalle evoluzioni successive. Così, anche all'interno di un canovaccio non certo originalissimo (quasi una versione edulcorata di ATTRAZIONE FATALE), Allen infila due o tre colpi di scena che spiazzano , rifiutando abilmente di seguire le regole non scritte del genere. Lo showdown drammatico che va in scena nell'ultima mezz'ora (il film dura due ore ma non te ne accorgi) cambia le carte in tavola inaspettatamente accelerando ulteriormente un ritmo che è più sostenuto di quanto appaia, grazie anche a un ottimo montaggio. Eccellenti i dialoghi: come spesso accade in quelli scritti da Allen, non c'è una parola fuori posto. Potrebbe sembrare una telenovela sintetizzata in due ore, ma il finale e certi “tocchi” smentiscono l'impressione.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/08/06 DAL DAVINOTTI
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Lattepiù 2/05/07 13:43 - 208 commenti

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Splendido. Un noir implacabile: sceneggiatura precisa come un orologio svizzero, regia raffinata e calibratissima di un Woody Allen che così in palla non si vedeva da anni. Ma non solo: film di una cattiveria atroce, di un impietoso realismo, di un pessimismo nerissimo. Straordinario Jonathan Rhys Meyers, disilluso antieroe dei nostri tempi pronto a difendere il posticino guadagnato nell'alta società, costi quel che costi. Impeccabili anche tutti gli altri interpreti, compresa la Johansson, qui brava oltre che gnocca.

Caesars 4/05/07 09:16 - 2673 commenti

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Sicuramente un Woody Allen anomalo ma non per questo non degno della massima attenzione. Qui il regista americano, per la prima volta in trasferta a Londra, si cimenta con il "noir" e il risultato è un film decisamente riuscito. La situazione di base non brilla certo per originalità, tuttavia lo svolgimento è perfetto: non una sbavatura nella sceneggiatura e tutto fila via liscio come l'olio. Un film profondamente pessimista ottimamente interpretato da Jonathan Rhys Meyer e Scarlett Johansson. Bello.

Homesick 14/06/07 18:35 - 5737 commenti

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Una vicenda che, seppur banale e risaputa (un giovane incastrato nei meccanismi della high society londinese e rimasto vittima di una nevrotica femme fatale che rischia di sconvolgergli la vita), è resa interessante dall’indubbio mestiere di Allen e da una conclusione all’insegna del “caso fortuito”, che è un po’ il leit motiv del film assieme alle note de “La Traviata”. Sceneggiatura sobria e attenta, recitazione seria, misurata e convincente.

Il Gobbo 19/08/07 12:14 - 3011 commenti

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Ohi ohi ohi, terribile ricaduta di Allen nella sua sindrome da "voglio essere un Grande Autore di Cinema Serio". Risultato: una specie di Dostojevskata de 'noantri, inscenata da un bestiario di rara antipatia ma verso il quale il parvenu (nella sua testa) Allen nutre un evidente trasporto. Insopportabile nella letterarietà posticcia e grondante dai dialoghi, nei vezzi snobistici (le letture, inquadrate con finta nonchalance... ), nelle musiche, nelle facce. Odioso e per di più logoro e trito, il peggior film dela sua carriera.

Galbo 20/08/07 16:41 - 11343 commenti

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Migliore film di Allen da parecchi anni a questa parte, è una commedia "nera" splendidamente diretta. La scelta di lasciare l'amata New York fa bene al regista americano che in questa trasferta londinese si rivitalizza; il film è sceneggiato con grande classe, i dialoghi sono brillanti e gli attori particolarmente in palla per continuare nella metafora tennistica del titolo. Anche il finale, volutamente non consolatorio e deliziosamente amorale, si intona perfettamente a tutto il resto.

Cotola 5/12/07 18:51 - 7456 commenti

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Il miglior film di Allen dai tempi di Crimini e Misfatti, cui la pellicola rimanda per ciò che riguarda il registro stilistico. Parzialmente ispirato a Dostoevskij e ad alcune sue tematiche cardine (la fortuna, il delitto, la colpa) il film ha i suoi punti di forza in una sceneggiatura solida, senza sbavature e cadute di tono oltre che nella grande capacità di descrivere gli ambienti in cui la storia si svolge. Molto bello ed ironico il finale beffardo che conferma il grande pessimismo alleniano presente cospicuamente anche nelle sue commedie.

Supervigno 8/06/08 21:26 - 229 commenti

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Primo film della trilogia londinese di Allen, è gradevole, elegante, patinato e si lascia guardare volentieri. Un po' come gli attori protagonisti del film, senz'altro belli e bravi, un po' come le ambientazioni, molto eleganti, tradizionali e anche moderne. Un po' come la trama, che unisce avidità, calcolo, pregiudizi di classe, passione e giallo in un cocktail ben miscelato. Resta, sopra tutto, l'impressione di qualcosa di ben congegnato e ben realizzato, ma senza anima. Forse era l'effetto cercato dal regista, in fondo.

Redeyes 14/06/08 14:19 - 2130 commenti

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Bel film di Allen che, a mio giudizio, necessita di esser fatto ossigenare per esser ben apprezzato; ad una prima visione non colpisce ma finisce per piacere a posteriori. Sceneggiatura molto ben fatta, attori che funzionano benissimo (non solo i due bei protagonisti ma anche quelli di contorno). Gustoso anche il black humor che pervade tutta la pellicola. Un punto in più anche per il finale. Delizioso il poliziotto Ewen Bremner: con la sua faccia risulterebbe simpatico qualsiasi tutore della legge!

Pigro 17/06/08 11:24 - 7730 commenti

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Sotto lo spirito di Dostoevskij, Woody Allen realizza un melodramma verdiano dalla trama antica e dall’ambientazione moderna. Giovane ex tennista compie una scalata sociale nella Londra altoborghese sposando una facoltosa rampolla, ma si innamora della futura cognata. Allen ci conduce nella banalità di una storia di corna con la potenza comunicativa del feuilleton e l’abilità di cogliere i sentimenti e i loro cambiamenti che preparano l’esplosione del dramma. A eccezione degli esterni londinesi da cartolina, il film è semplicemente eccezionale.

Supercruel 16/07/08 21:29 - 498 commenti

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Allen confeziona una storia dallo spiccato tono pessimista, con uno stile molto sobrio ed elegante. Nessuna caduta di stile, ottimi gli attori e narrazione con una buonissima tenuta anche nei momenti meno tesi. L'umanità dipinta dall'autore non ne esce affatto bene, lasciando agli spettatori ben poche speranze e possibilità di redenzione. Davvero una buonissima opera, a suo modo nerissima.

Straffuori 18/07/08 13:29 - 175 commenti

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Mai piaciuto Woody Allen ma questo film mi ha fatto ricredere. Davvero bello. La storia ingarbugliata, tesa, ansiosa, coinvolge lo spettatore il quale alla fine non può che realizzare di come e quanto sia vero che nella vita conta essere fortunati! Stupenda la Johansson.
MEMORABILE: "Bè... nessuno ha mai voluto indietro i soldi".

Matalo! 27/10/08 17:20 - 1368 commenti

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Semifallimentare tentativo di "giallo" e dramma morale da parte di Allen, che da tempo non riesce a trovare il "la" per una riflessione etica sull'uomo. Son lontani i tempi di Crimini e misfatti, in cui l'equilibrio era quasi perfetto persino con pillole di humor in una materia nera. Il film ha solo un'apparenza di solidità in quanto troppo lungo e sfilacciato e con attori privi di carisma. Buono a tratti, con qualche caduta ridicola.

Tarabas 18/01/09 13:01 - 1687 commenti

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Delitto e castigo a Manhattan-parte II. Allen, probabilmente in crisi di ispirazione, rifà quello che è il suo miglior film (Crimini e misfatti), con attori molto meno interessanti e un'ambientazione leccata che impedisce qualsiasi coinvolgimento nelle vicende dei protagonisti. Inoltre, la concatenazione degli eventi è così facile da risultare poco credibile, almeno quanto la parte "gialla". Johannson illegale quanto fuori parte.

Daniela 29/01/09 16:47 - 9210 commenti

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Piuttosto avvincente in prima battuta questa versione aggiornata de Un posto al sole, soprattutto alla luce delle prove scialbe degli ultimi anni. Tuttavia emergono incongruenze nel disegno dei caratteri (se la Johansson va a caccia di soldi, perché dovrebbe indurre l'amante alla rovina?) e nello sviluppo della storia (indagini di polizia tirate via), nonchè fastidiosi ammiccamenti colti (indice di insicurezza?) ed inserti onirici inutili. Interessante, ma forse più fumo che arrosto.

R.f.e. 30/09/09 12:32 - 817 commenti

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Non amo Allen, ma adoro questo film! Ben girato e ottimamente recitato, ma non è tutto. Ci ricorda che la Vita è guidata dal Caso, che pianificare serve a poco e che (come ribadito anche da altri; per esempio, da Malcolm Gladwell nei suoi eccellenti saggi) è più importante la Fortuna - o al limite l'Ambiente, la "situazione", "essere al posto giusto al momento giusto" - che il tanto sopravvalutato Talento. Napoleone preferiva avere vicino generali fortunati, più che talentuosi. Non aveva torto.

Stefania 2/10/09 14:03 - 1600 commenti

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Perseguitato dalla buona sorte... Anche la fortuna può perseguitarci, come un'amante cocciuta, che in cambio chissà che vuole. Forse non farci sapere mai cosa saremmo senza di lei, vuole non farci conoscere la fatica, la delusione, la caduta, la rinascita: la vita. Qui sta il lato tragico del mediocre Chris, incapace di "far rientrare il genio dentro la lampada", costretto a vivere la vita che la fortuna ha scelto per lui. Allen veicola splendidamente un paradosso di filosofia morale col linguaggio della crime story, in un bellissimo film.

Lucius 17/01/11 20:57 - 2819 commenti

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Una delle migliori pellicole di Allen. Una passione insana che ti scava dentro e che ti rovina l'anima, una Londra chic che non basta a farti rifuggire certe sensazioni che hai dentro e che esplodono in tutto il loro fulgore in un solo attimo. E allora senti che devi agire, quasi per dimostrare che sei padrone della tua esistenza, ignorando il destino che ha agito finora per te. Molte vittorie della vita possono tramutarsi in sconfitte e tu ci sei in mezzo. Antonioniano.

Vstringer 7/03/10 02:32 - 349 commenti

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Noir di alto livello, volutamente freddo e ipercinico, un congegno a orologeria dalle raffinate implicazioni filosofiche: di suo Allen ci mette una sceneggiatura notevole, senza logorrea, con una regia pulita e piuttosto svelta. Ovvi i rimandi a Dostoevskij, azzeccata la metafora tennistica, indovinata l'ambientazione. Jonathan Rhys Meyers regge benissimo il ruolo del protagonista: la Johansson è attorialmente adeguata ed esteticamente abbagliante, brava la Mortimer che fa il massimo possibile per la sua parte non semplice.

Cif 9/03/10 00:01 - 272 commenti

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Film decisamente inglese e non solo per l'ambientazione o gli attori. Tutto ciò pur mancando il tipico humour britannico (e più in genere l'humour, cosa rara per Allen). Dialoghi senza fronzoli ma non per questo disadorni, caratteri ben tratteggiati, personaggi dalle mille sfaccettature. Film nero, fatalista, che inizia e finisce con un net, il nastro della rete del tennis. E la pallina si ferma un attimo, si impenna e può andare di qua o oltre, là. Woody ci sorprende, ci spiazza, con un giallo studiatissimo, che non vuol farsi risolvere. 3 e 1/2.
MEMORABILE: La colonna sonora operistica che accompagna gli spari.

Mtine 11/03/10 20:25 - 224 commenti

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Ottima prova del più recente Woody Allen, che qui si distanzia dalle sue commedie da "pseudointellettuale di sinistra" per avvicinarsi a un dramma con tendenze al thriller, mantenendo però le distanze da quest'ultimo genere. Simpatico il contrasto fra musica e immagini, che da un certo brio a tutto il film. Bravi gli attori, bella la sceneggiatura, firmata come al solito da Allen e bello soprattutto il finale inaspettato e spiazzante.
MEMORABILE: Il finale e l'elemento chiave di tutto il film: una rete, che determina il destino del protagonista.

Animalo 11/04/10 14:22 - 31 commenti

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In questo film si rivela un Allen meno spiritoso e più "noir", tuttavia sempre magistrale nella regia e la seneggiatura. Una caratteristica peculiare è il riferimento ai romanzi di Dostoevskij, in particolare "Delitto e castigo" (dal quale è quasi identica la scena del delitto di Raskolnikov, anche se con diverso movente), la comprensione dell'intero film è nella scena iniziale, in cui si capisce quanto il caso sia presente e determinante nelle nostre vite.

Enzus79 27/08/10 16:03 - 1757 commenti

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Da Woody Allen non mi sarei mai aspettato un film del genere. Non che sia brutto, anzi. La sceneggiatura e l'intero cast sono da apprezzare, ma il difetto più grande è che sembra un film diretto più da un Lyne che da Allen. Bello il finale e le musiche d'opera che fanno da sottofondo.

Ghostship 29/08/10 16:26 - 394 commenti

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Il lavoro di un Allen che non ti aspetti fornisce ancora una volta prova tangibile della grande qualità del regista. La sapiente direzione degli attori, uno script che non lascia nulla al caso dando grande spessore ai personaggi, la messa in scena misurata, dall'incedere lento ed inesorabile, la musica lirica in colonna sonora, costituiscono una scelta d'autore che ben si sposa col vero obiettivo del film: scavare a fondo nell'animo umano, considerato nella sua più bieca e vigliacca normalità, costatando l'importanza del caso-fato.

Saintgifts 8/11/10 21:43 - 4098 commenti

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Cerco di mettermi nei panni di Allen quando ha pensato e scritto questo film. L'idea infatti è buona, ed è buonissimo il "prendersi gioco" dello spettatore, che sta in tensione per due ore per poi esplodere in un "Sììì!" Quindi è un film da girare (sono sempre nella testa di Allen). Peccato che la pur buona realizzazione passi sopra a un sacco di cose pur di portare avanti l'originale idea. Perchè mai una polizia seria dovrebbe fare indagini così povere? inoltre lei era incinta e la collega sapeva che lui l'aspettava... Per il resto tutti bravi.

Deepred89 9/11/10 19:50 - 3268 commenti

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Ottima pellicola, ricchissima di contenuti: la forza del caso, l'irrazionalità dei sentimenti, l'incapacità di assumersi la proprie responsabilità, il tutto affrontato con una maturità lodevole e con una capacità di spiazzare cinicamente sorprendente. Regia armonica ed equilibrata, di stampo decisamente classico, che si prende i suoi tempi senza far calare l'attenzione. Cast perfettamente in parte. Colonna sonora operistica a tratti un po' invadente, a tratti funzionalissima. Gran film, tra i migliori e più sottovalutati del regista.

Ilcassiere 25/11/10 19:16 - 283 commenti

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Commedia noir davvero geniale, uno dei migliori film di Woody Allen; ben diretto, ben recitato e, stavolta, cattivo al punto giusto! La fine della scalata sociale del protagonista è in realtà l'inizio di una fase di passione, tradimenti, cinismo e delitto. Ma alla fine, ad esprimere un verdetto non sarà la Giustizia ma semplicemente il caso.

Fabbiu 24/10/11 10:01 - 1930 commenti

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Quasi Melodramma, sorretto e articolato da vari fenomeni di imprevedibilità e sensazioni di sorpresa, specie nella parte finale. Narrativamente lento ma chiaro, permette alle due ore di passare in fin dei conti senza accorgersene. Sviluppato in un interessante contesto aristocratico dove ogni personaggio ha modo di esprimere le sfaccettature del suo essere borghese e di considerare o vivere la moralità un po' alla Rohmer, il piu dolce e colloquiale possibile. Con un contenuto ideocratico del concetto di giustizia sorprendentemente geniale.

Andykap 3/02/11 15:50 - 37 commenti

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Più melodramma in giallo che commedia nera, questo film ricorda Un posto al sole: buona la prima parte grazie alla regia agile e all’interpretazione degli attori che dà credibilità a questa storia di passione maledetta (e vedere Allen alle prese con un argomento del genere incuriosisce). Poi nell’ultimo quarto vengono a galla alcuni buchi di sceneggiatura e nel finale si sbraca: il riferimento diventa Crimini e misfatti e il paragone è impietoso (se si confrontano i dialoghi finali non resta che piangere calde lacrime di malinconia).

Tyus23 10/02/11 17:26 - 220 commenti

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Notevole dramma del redivivo Woody Allen che, più esplicitamente di quanto avesse fatto finora, ci mostra la sua visione pessimistica, quasi senza speranza, dell'esistenza. Libero dal fardello del "dover far ridere" Allen ha qui modo di curare i particolari della messa in scena con musiche (intensissime nella parte finale) e ambientazioni funzionali, attori in palla (persino la Johansson) e un notevole senso drammatico di fondo. Nonostante qualche forzatura nel finale è senza dubbio il miglior Allen anni duemila.

Rebis 8/03/11 18:01 - 2088 commenti

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Morale: tira più un pelo di .... o un carro di buoi? O l'alta società inglese è davvero un coacervo di starnazzanti galline o questa è una criptica autoparodia volta a suscitare ire protocomuniste. Ma senza ironia. Il santissimo Dostoevskij - chiamato in appello - non aveva certo bisogno di tanta mistificazione per scovare l'horror vacui assiepato dietro l'ambizione. Allen ne prenda atto: una messa in scena così artificiosa e ignobile è l'esito di un cinema fattosi petulante e borioso senza più una strada da intraprendere. La sequenza degli spettri è il ridicolo che impèra. Micidiale.

Mickes2 12/07/11 15:49 - 1668 commenti

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Delizioso, raffinato, cinico. Allen mescola dramma con punte di noir ed ironia formale ad una sottotrama passionale che porta il viso di Scarlett Johansson. Racconta intrighi ed amori cesellando i suoi personaggi con cura maniacale. In una Londra plumbea, co-protagonista e ottimamente descritta, supportata da una fotografia colorata ma livida, dipana le sue riflessioni sulla fortuna; relega tutto al caso, tratteggia i cambiamenti di un uomo offrendoci capovolgimenti di fronte folgoranti ed intensi. Ottimo score musicale. Finale amaro e spietato. Eccellente

Giacomovie 22/07/11 07:52 - 1341 commenti

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Allen vince la sua sfida del ritorno ad un grande film con una partita in due set (le due parti del film). Il primo stenta ad aggiudicarselo in quanto gli incroci sentimentali si susseguono con un po' di apatia; il secondo lo stravince con un netto 6-0 grazie all’abilità con cui ha sviluppato il contrasto amore-desiderio e le concatenazioni di una trama non del tutto originale ma dalla formula spiazzante. Il match point lo riserva al protagonista maschile. ***!

Didda23 7/09/11 15:29 - 2282 commenti

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Allen abbandona la commedia per costruire una tragedia dal sapore universale, nella quale regna incontrastato il destino beffardo. Allen rinuncia alla verbosità della sceneggiatura prediligendo l'enfaticità degli sguardi e la drammaticità delle relazioni umane. Rhys Meyers con il suo viso da angioletto compie un miracolo dando vita ad un personaggio tipicamente post-moderno (individualista ed arrivista). Ottima Scarlett come bomba sexy irresistibile. Dopo Crimini e misfatti il miglior Allen del ventennio. Film straordinario.

Capannelle 16/12/11 09:11 - 3700 commenti

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Una sceneggiatura di tipo classico ben calibrata sui personaggi che Allen sa dirigere con la consueta bravura. In particolare Rhys Meyers, chiamato a reggere tutta la tensione che si sviluppa in un racconto dal retrogusto polanskiano. Il risultato è buono e la messa in scena accurata ed elegante (si vedano i primi ammiccamenti tra i protagonisti) come nelle corde del regista. Anche passare dal contesto americano a quello inglese non ha rappresentato un problema per Allen.

Rambo90 4/04/12 19:59 - 6317 commenti

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A metà fra dramma e thriller, un Allen che non mi aspettavo ma che mi ha colpito tantissimo. L'intreccio si svolge in maniera lenta ma coinvolgente, con un grandissimo lavoro sulla psicologia dei personaggi e sulle loro motivazioni. Dopo una prima parte convenzionale, iniziano i colpi di scena, aperti da una soluzione alla vicenda che lascia spiazzati. Bravissimi Rhys Meyers, la Mortimer e la Johansson, particolarmente azzeccata la colonna sonora. Da non perdere.

Nancy 20/11/12 00:42 - 774 commenti

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Non malaccio ma decisamente sopravvalutato. Mi aspettavo una grande trama e invece nient'altro che una storia come mille altre, ambientata in una Londra stereotipata come poche (l'americana, la bella vita dell'alta borghesia tra tennis e opera, il brillante irlandese che fa fortuna...). Dei protagonisti la migliore è la Johansson, e quando sparisce se ne sente la mancanza. Per il resto, di questi film noir à la Woody è forse migliore Sogni e delitti, ma anche in quel caso siamo su questa falsariga.

Furetto60 19/04/13 10:42 - 1129 commenti

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Solito triangolo amoroso; nulla di nuovo sotto al sole, così come lo stallone di turno che con l’amante trova motivazioni sessuali altrimenti precluse dalla mogliettina, che peraltro lo assilla mirando ad espandere il nucleo familiare. Quello che rende originale il film è l’epilogo che, garantendo l’impunita all’omicida, lo avvicina al Mr. Ripley della Highsmith, anche per la totale assenza di sensi di colpa; forse un messaggio di Allen ad indicare come la moralità, nella società occidentale, stia diventando un inutile orpello.

Paulaster 26/06/13 09:56 - 2731 commenti

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Visione contrapposta in due blocchi principali. Il primo, descrittivo delle situazioni e intrecci tra personaggi, viene reso in maniera classica che rimane alla lunga piatto (la presenza della Johansson rivitalizza il tutto, mentre Rhys Meyer è monocorde). Nel secondo, dove impera il giallo, Allen dà il meglio di sé e gli attori si sentono più a loro agio. Qualche pecca temporale per mostrare gli avvenimenti porta a una chiusura dove poteva insistere di più sulle indagini. Londra dà lo sfondo senza approfittare della cultura anglosassone.
MEMORABILE: L'apparizione finale della Johansson e della vicina di casa.

Nando 27/06/13 13:24 - 3458 commenti

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L'Allen che non ti aspetti in un dramma con venature thriller che soddisfa discretamente. Buoni dialoghi e narrazione ben realizzata. La scalata sociale di un tennista genera situazioni interessanti nonostante il finale che non ho molto apprezzato. Notevole il cast, nonostante la Johansson appaia un pesce fuor d'acqua.

Elnatio 7/07/13 21:58 - 38 commenti

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Sicuramente il miglior film di Woody Allen degli ultimi tempi. Allen ci regala una storia cupa fatta di un amore morboso prettamente sessuale tra Chris (un ottimo Meyers) e Nola (una super sexy Scarlett Johansson) e un amore per interessi economici tra Chris e Chloe (una graziosa Emily Mortimer). Il caso e la fortuna sono presenti nel film e ne determinano una buona parte degli eventi come nella vita reale. Ottime regia e sceneggiatura.

Delpiero89 22/09/13 00:28 - 263 commenti

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Ottima black (molto black) comedy di Woody Allen. Il regista si destreggia tra ambientazioni inglesi da favola, una tensione che via via accresce fino al suo acme e una certa dose di umorismo che si evidenzia a tratti. Buona la prova della Johansson in versione femme fatale. Molto interessante. Da vedere.

Jandileida 17/10/13 21:24 - 1246 commenti

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Un solido Allen che ricorda da vicino (e in peggio)Crimini e misfatti: quello che parte come un convenzionale intrigo sentimentale ambientato nell'annoiata alta borghesia londinese si trasforma lentamente in un noir abbastanza teso e che tiene sulla corda soprattutto nell'ultima precipitante mezz'ora. Molto curate regia e scrittura (qualche forzatura evitabile qua e là). Peccato per le interpretazioni un po' approssimative del bambolotto Rhys Meyers e della perennemente imbronciata senza costrutto Johansson, sempre sexy come betoniera.

Lady 8/04/14 18:38 - 54 commenti

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La questione del peso della casualità che, dunque senza alcun merito, troppo spesso determina il percorso della vita è perfettamente illustrato in questa drammatica, trascinante pellicola di Woody Allen. Desolante e critico il passaggio di Chris dalla passionale e avventurosa infatuazione verso Nola al pervicace, sconfinato, rovinoso attaccamento al proprio status symbol, consapevolmente acquisito per l'appunto grazie alla mera fortuna. La tensione è calibrata in modo sublime.

Bizzu 2/12/14 20:52 - 210 commenti

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Allen rifà il suo Crimini e misfatti in chiave giovanilistica e il film ne guadagna in quanto a godibilità. Tolte la morale spiegata nel finale e l'inutile intreccio fra le due storie, trasforma la storia di corna in un discreto thriller. Ottimo per la tensione palpabile in diverse scene, perde colpi nel frettoloso finale.

Ultimo 4/12/14 17:36 - 1348 commenti

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Un Woody Allen che sembra tornato ai tempi migliori grazie a un film che non sbaglia un colpo, a un ottimo cast (tra cui spiccano l'allora giovane promessa Scarlett Johansson e Rhys Meyers) e a una trama perfetta ove si mescolano il dramma psicologico alternato a momenti di passione. Negli ultimi 20 minuti sprazzi di vero thriller. Lodevole, gran film.

Dupea 21/04/15 16:20 - 28 commenti

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Reminiscenze dostoevskiane a parte, è un vero mistero da dove Allen abbia tirato fuori questo apologo della vita familiare così malsano e affascinante. Sostituisci il jazz con l'opera, evita di recitarvi et voilà: ecco il miglior film della tua carriera. La narrazione circolare è disseminata di arie italiane che commentano i gesti e gli stati d'animo dei personaggi, in un film lento ma fluido, garbato ma crudele. Squisiti dialoghi upper-class e somma eleganza visiva impreziosiscono un film già perfetto, senza un solo fotogramma superfluo.

Lou 23/10/15 23:48 - 940 commenti

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Allen riprende il tema del "delitto senza castigo" già trattato quindici anni prima nel suo bellissimo Crimini e misfatti e realizza un altro grande film. Ambientato stavolta nella city londinese, è una storia di arrivismo e tradimento che vira in tragedia, dove il caso gioca un ruolo decisivo. Il ritmo è serrato, i dialoghi brillanti, gli interpreti perfettamente all'altezza dei ruoli, dall'inquietante e cinico Rhys Meyers alla "femme fatale" Johansson. Finale strepitoso.

Parsifal68 27/05/16 09:41 - 607 commenti

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Allen emigra a Londra e confeziona uno dei suoi film più riusciti dai tempi delle sue commedie migliori. Qui si cimenta in un thriller raffinato ispirato a "Delitto e castigo" di Dostoevskij; i dialoghi sono eleganti e le situazioni abbastanza credibili. Peccato aver utilizzato due attori un po' inespressivi come Meyers e la Johansson (sua ultima musa), ma la trama è coinvolgente fino al finale che non ti aspetti.

Ira72 15/11/16 14:53 - 920 commenti

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Preferisco Allen in questo genere che nelle commedie, soprattutto negli ultimi anni. Film riuscito, dai dialoghi acuti, sottili, raffinati ma non artificiosi. Originale anche la trama: che ruolo hanno il caso e la fortuna nella vita di ognuno di noi? Fanno da cornice ambientazioni azzeccate e la musica scelta ben valorizza le scene drammatiche. Anche gli attori, tra cui spicca un acerbo Meyers, risultano vincenti.

Minitina80 2/03/17 16:01 - 2304 commenti

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Un noir non completamente imprevedibile che vanta una costruzione narrativa perfetta e tremendamente ansiogena, in grado di mettere addosso un senso di angoscia non indifferente. Allen, inoltre, ha la capacità di rendere sin da subito antipatici tutti i personaggi, a prescindere dai loro comportamenti e dalla classe sociale di appartenenza, contribuendo ad appesantire il clima di malessere che serpeggia incontrastato. A dargli manforte è un epilogo inatteso e tutt’altro che rassicurante, sebbene sia un po’ tirato per i capelli.
MEMORABILE: La differenza tra amore e desiderio.

Magi94 17/09/17 22:51 - 656 commenti

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Un insolito Woody Allen, serio serio per tutto la durata e dalla morale cinica. La trama è ottima, ambientata tra ricconi inglesi del tutto insopportabili che trasudano antipatia da ogni poro, seppur è da dire che Scarlett Johansson in questo film è forse il mio ideale di perfezione femminile. La metafora della pallina da tennis è veramente semplice ma altrettanto efficace. Contrastante e particolare, ma in ultima analisi perfettamente riuscito.

Taxius 28/06/18 11:34 - 1643 commenti

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La storia è quella di un giovanotto ambizioso che fa carriera grazie al matrimonio con la figlia del boss ma che rischia di perdere tutto a causa della tresca con l'ex cognata. Con "Match point" Allen abbandona la sua amata commedia romantica per un thriller dove l'amore è sì protagonista ma viene visto sotto forma di ossessione e possessione. La pellicola, soprattutto nella prima parte, si prende i suoi tempi andando però sempre più in crescendo nella seconda fino al grandioso finale. Da applausi Mayers e la Johansson. Bellissimo.
MEMORABILE: L'anello.

Rocchiola 30/08/18 10:50 - 856 commenti

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Allen in trasferta britannica torna alle atmosfere di Crimini e misfatti ma più che Dostoevskij sembra rivolgersi a Una tragedia americana di Dreiser già trasporta al cinema con Un posto al sole nel 1951. E aggiunge anche la sua passione per il tennis girando a Londra nella patria di questo sport. Il delitto paga e il destino è segnato dalla fortuna come la pallina che tocca il nastro della rete e può cadere da un lato o dall’altro del campo decretando la vittoria o la sconfitta. Con le sue due ore di durata resta uno dei suoi film più lunghi.
MEMORABILE: L’incontro amoroso nel campo di grano sotto la pioggia; Il rimbalzo dell'anello sulla balaustra del Tamigi apparentemente sfavorevole per Chris.

B. Legnani 30/09/19 01:29 - 4688 commenti

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Film più che buono di Woody Allen, che dirige gli attori con grande maestrìa (azzeccatissima la scelta del cast) e ci fa domandare sistematicamente "cosa accadrà ora?", dato che sappiamo che non sceglierà mai la via più banale. Le due ore scorrono senza pesare mai, con la sapiente miscela di dramma che sfocia nel thriller. C'è però un buco in sceneggiatura: diario e autopsia non hanno rivelato un "particolare" sospetto? Vero è che il nastro della rete da tennis, da maligno, è divenuto benigno, però non era cosa così trascurabile...

Thedude94 19/03/20 19:39 - 537 commenti

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Allen torna a raccontare storie di coppie poco stabili in una Londra fotografata alla perfezione tra cinema, vie tipiche, musei e teatri dell'opera. Insomma c'è tutto del regista newyorchese, che inserisce anche quel pizzico di tensione, già vista in alcune opere precedenti, che rende il tutto più accattivante. Notevoli le performance della Johansson e di Meyers, che si trovano a loro agio dall'inizio mettendo in mostra tutta la loro bellezza. Uno dei migliori film del regista del nuovo millennio tra quelli girati in Europa.

Gmriccard 3/04/20 16:35 - 116 commenti

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Quasi un capolavoro. Allen condisce una già ottima commedia con riferimenti da Dostoevskij, mentre Caruso canta meravigliosamente a scandire sia i momenti di quiete che quelli thriller. È un film che si riguarda più volte col medesimo interesse e sarebbe opera d’arte se non ci fossero alcuni bassi di sceneggiatura: la dabbenaggine dei parenti acquisiti, in particolare della moglie, talmente candida da parire inverosimile; altro ma più importante forse è la superficialità dell’indagine. I centimetri tra il punto e il net diventano un po’ troppi.
MEMORABILE: La partita di ping pong; L’ascesa sociale del protagonista.

Pinhead80 27/07/20 20:22 - 3889 commenti

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Non c'è niente da fare, quando Allen decide che è il momento di dirigere qualcosa di veramente cattivo, ecco che ne esce qualcosa di poeticamente malefico. L'amore che si costruisce e quello che distrugge vanno a braccetto per quasi l'intera totalità della pellicola e, per citare il film, la spazzatura si ammucchia sotto al tappeto con classe e disciplina. Il lato oscuro dell'apparenza viene rappresentato con la solita maestria e va a colpire duro la classe più abbiente della società. La fortuna, quale elemento cardine dell'intera opera, è una componente rappresentata magnificamente.
MEMORABILE: La palla da tennis che rimbalza sul nastro e l'analogia con l'anello che sbatte contro la ringhiera.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Stefania • 2/10/09 14:10
    Portaborse - 606 interventi
    Emily Mortimer, l'attrice che interpreta la timida e inibita moglie di Chris, è stata nel 1998 protagonista di un episodio de "L'ispettore Barnaby", dal titolo "Poor Annabel!".
    Nel tv movie, sorprendentemente, il suo ruolo era quello di una spregiudicata "mantide", che arrivava a coinvolgere il proprio fratello in un rapporto incestuoso. Nel ruolo del fratello snaturato c'era Jonathan Firth, fratello minore del più famoso Colin.
  • Discussione Didda23 • 10/05/11 20:40
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Attenzione spoiler

    Pur apprezzando la pellicola Alleniana (a mio avviso il migliore post Crimini e Misfatti)),almeno una scelta della sceneggiatura non mi convince.Mi pare impossibile che gli investigatori (tramite autopsia)non si accorgano che Nola (Scarlett Johansson)sia incinta..Certo bisognava far quadrare tutto il racconto,ma mi sembra abbastanza improbabile!
  • Musiche Didda23 • 10/05/11 21:10
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Colonna sonora del film:

    Mal reggendo all'aspro assalto - Il Trovatore - Verdi

    Un di felice
    - La Traviata - Giuseppe Verdi

    Mia piccirella - Salvatore Rosa - Antônio Carlos Gomes

    Gualtier malde caro nome - Rigoletto - Giuseppe Verdi

    Mi par d'udir ancora - I pescatori di perle - Georges Bizet

    Arresta - Guglielmo Tell - Gioachino Rossini

    O figli figli miei - Macbeth - Giuseppe Verdi

    Desdemona - Otello - Giuseppe Verdi

    Una furtiva lagrima - L'elisir d'amore - Gaetano Donizetti
    Ultima modifica: 10/05/11 21:17 da Didda23
  • Homevideo Gestarsh99 • 6/11/11 17:36
    Scrivano - 14041 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Medusa Video:

    DATI TECNICI

    * Formato video 1,85:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 2.0 PCM: Italiano Inglese
    * Sottotitoli Italiano NU
    * Extra Delitto senza castigo (SD)
    Trailer (SD)
    Ultima modifica: 22/05/18 15:01 da Zender
  • Discussione Qed • 25/12/12 23:50
    Galoppino - 167 interventi
    *** SPOILER ***

    Non credo che la sceneggiatura trasmetta l'idea della polizia all'oscuro della gravidanza, al contrario. Del resto, se il diario è zeppo di riferimenti a Wilton è impossibile che non ve ne siano alla gravidanza; perdipiù uno dei poliziotti è convinto della sua colpevolezza in un primo momento (e parla di movente molto importante). Ciò che lo fa desistere è invece il fortuito ritrovamento dell'anello, che in effetti è un argomento piuttosto forte se comparato a delle pure congetture.
  • Homevideo Noncha17 • 22/05/18 14:30
    Magazziniere - 1077 interventi
    Di recente, è tornato sul mercato grazie a DVD-STORE!

    A occhio e croce, dovrebbe essere lo stesso di quello Medusa (riporta sulla fascetta il logo dalla Warner perché, l'home video ora viene gestito dalla stessa). Tant'è che, quando si avvia e prima del film appare il logo della precedente edizione..


    Per chi fosse curioso di vedere come si vede > DVDBeaver
    Ultima modifica: 22/05/18 14:32 da Noncha17
  • Homevideo Zender • 22/05/18 15:16
    Consigliere - 43512 interventi
    Grande notizia Noncha, preso al volo!
  • Homevideo Rocchiola • 30/08/18 10:55
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Direi che si vede molto bene e dal confronto fatto su DVDbeaver, l'edizione della Medusa appare quella migliori con i colori più equilibrati, meno saturi e scuri.