Manhunt

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Manhunt
Anno: 2017
Genere: action (colore)
Regia: John Woo
Note: Tratto da un libro di Juko Nishimura.
Numero commenti presenti: 4
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il ritorno di John Woo all'action del quale è stato forse il più alto esponente in patria non conserva il feeling dei bei tempi. In parte è l'uso del digitale estremizzato, che si riflette in una fotografia fredda e iperdettagliata, a sottrarre la stesso calore di allora, ma qui sembra mancare anche l'inventiva: ci si adagia su canoni classici senza che si abbia più alcunché da aggiungervi. Inoltre la trama, particolarmente articolata, rende a tratti faticosa la visione: Du Qiu (Zhang), avvocato della Tenjin - una grande azienda farmaceutica con sede a Osaka, in Giappone (dove è ambientata la vicenda) - conosce, alla festa organizzata in occasione del passaggio di consegne dal padrone al proprio figlio, una bella ragazza che però, anticipatolo...Leggi tutto a casa, viene uccisa. Del delitto è inevitabilmente incolpato Du Qiu, il quale si ritrova così a fuggire per cercare di scoprire chi ha interesse ad accusarlo. Sulle sue tracce si mette il supersbirro locale Yamura (Fukuyama), che entra in scena sventando il sequestro di un bambino evidenziando risolutezza e genio. Al classico dualismo che vedrà presto nascere tra i due protagonisti un imprevedibile legame faranno da contorno numerosi personaggi: due sorelle-killer su commissione che vediamo in spietata azione già nella prima scena e che sono al soldo del boss della Tenjin, una timida collega del poliziotto nonché l'ex fidanzata di un misterioso ricercatore della medesima azienda, ucciso sull'altare o poco prima, decisa a scoprire il perché di tale delitto. Frullando il tutto in un film che lascia molto spazio agli sviluppi della storia prima ancora che all'azione, Woo cerca di rendere interessanti anche le fasi di passaggio utilizzando stratagemmi visivi non sempre riusciti: sovrapposizioni, stop-frame pretestuosi, flashback brevissimi... Niente da fare: il meglio sta ancora e sempre nelle sequenze action, realizzate al solito molto bene ma spesso prive della scintilla che le faceva brillare di luce propria indicando la strada ai tanti emuli. L'inseguimento in moto d'acqua è ancora di grande effetto (ricorda quello in motoscafo di FACE/OFF), le danze per sfuggire alla pioggia di pallottole tra ralenti e acrobazie fanno il loro dovere, ma mancano tutte della trovata in grado di renderle memorabili; soprattutto nell'ultima sparatoria, quella in cui un tempo le pirotecniche evoluzioni raggiungevano il culmine come in uno show di fuochi d'artificio. Più in generale l'impressione è quella della sterile, poco coinvolgente ripresa di uno stile ancora forte di una tecnica superiore e nella gestione degli snodi di una trama complicata ma che manca dell'autenticità di un tempo e non è più in grado di rivestire i protagonisti dello spessore necessario. Saltuariamente, comunque, resta un gradevolissimo spettacolo per gli occhi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/09/17 DAL BENEMERITO TAXIUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/12/19
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Taxius 10/09/17 01:25 - 1651 commenti

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Accusato ingiustamente di omicidio, un avvocato deve fuggire dalla polizia e dai sicari della casa farmaceutica per cui lavorava e portare alla luce la congiura a suoi danni. John Woo torna all'action puro stile Mission: impossible ma con tutte le sfumature giapponesi del genere. Tra esplosioni, inseguimenti e sparatorie ci si diverte moltissimo grazie soprattutto al ritmo, sempre molto veloce. Il film non vuole farsi prendere sul serio e l'ironia certo non manca. L'originalità non è il suo pregio, ma resta comunque un ottimo action.

Galbo 13/11/19 16:24 - 11452 commenti

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Tra le strade dell’ipermoderna Osaka, in Giappone, si svolgono molte delle scene d’azione del film con cui John Woo torna al cinema di produzione orientale. Benché gravato da una trama piuttosto improbabile (si parla di un complotto farmaceutico), il film è tecnicamente pregevole e conferma il talento del regista nel realizzare scene d’azione di ottima fattura. Non siamo ai migliori livelli di Woo ma il film è abbastanza godibile.

Nicola81 2/11/19 22:08 - 2009 commenti

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Anche se qui manca la profondità dei suoi lavori migliori, John Woo dimostra di non aver perso la mano nella direzione delle sequenze d'azione e infatti sul piano del ritmo e della spettacolarità il film non delude le aspettative. Alle spalle ci sarebbe anche una trama quasi da thriller di denuncia, con una potente multinazionale e poliziotti corrotti, che tuttavia non ha certo nella verosimiglianza il suo punto di forza. Come puro intrattenimento funziona, ovviamente non è il caso di chiedergli altro.
MEMORABILE: Lo scontro con i killer motociclisti e quello finale.

Didda23 13/11/19 11:16 - 2298 commenti

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Il ritorno all'action metropolitano da parte di Woo si concretizza in un'opera dal sapiente ritmo narrativo cadenzato da innumerevoli scene action coreografate con i giusti crismi, senza sfociare nell'esagerazione troppo smaccata. La storia è l'ennesima declinazione della connivenza fra criminalità e polizia, ma nonostante l'assenza di originalità si fa seguire senza troppi patimenti. Un cast sicuramente espressivo e in parte, sommato a una confezione di livello (comunque non all'altezza dei migliori lavori) rendono l'opera imperdibile, soprattutto per gli amanti del maestro.
MEMORABILE: L'incontro al ristorante rievocando vecchi classici; L'inseguimento con le moto d'acqua; La formula criptata.
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