Manglehorn

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Titolo originale: Manglehorn
Anno: 2014
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 4

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/16 DAL BENEMERITO SKINNER
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Skinner 27/10/16 23:50 - 593 commenti

I gusti di Skinner

Film non per tutti, a causa dei ritmi lenti e della trama dilatata. Più che una trama, un bozzetto minimalista su di un piccolo uomo di mezza età solo e solitario e del suo apparente rifiuto di aprirsi agli altri. Film di dialoghi e di silenzi, dove il senso della storia e la psicologia dei personaggi emergono lentamente, quasi al ritmo della vita reale. Pacino disegna un bel personaggio, chiuso ed enigmatico, bizzarro e buzzurro, scorbutico e sensibile, peccato i personaggi di contorno restino figurine di poco spessore.
MEMORABILE: La cena al fast food tra Pacino e la Hunter.

Galbo 1/01/20 07:58 - 11313 commenti

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Malinconico e crepuscolare, un film che è quasi un monologo di un personaggio colmo di rancori e rimpianti, tra il ricordo di una relazione passata e un figlio con il quale vive un rapporto problematico. Al Pacino è autore di una prova d’attore impeccabile ed è doppiato in modo eccellente, ma il film è limitato da una storia piuttosto povera di spunti e da personaggi secondari poco sviluppati e che avrebbero meritato maggiore attenzione, come quello interpretato dalla brava Holly Hunter.

Rigoletto 9/02/20 18:16 - 1483 commenti

I gusti di Rigoletto

Un film totalmente Pacino-centrico, iper-costruito sul suo personaggio finché il valore aggiunto diventa un limite che Green, complice la sceneggiatura, sembra incapace di superare. Se infatti la presenza di un grande, tra l'altro in buona forma, offre un apporto di competenza e carisma, dall'altra la assai poco curata caratterizzazione dei personaggi rende il lavoro monco nella forma e sterile nella sostanza.
MEMORABILE: L'argomento-tabù durante la cena.

Daniela 24/02/20 14:38 - 9096 commenti

I gusti di Daniela

Manglehorn è un anziano fabbro che vive con l'unica compagnia di una gatta, ha rapporti sporadici con il figlio e scrive in continuazione lettere d'amore ad una misteriosa donna conosciuta in gioventù... Una vita monotona, come è monotono questo film alpacinocentrico che, puntando tutto sul carisma dell'attore e sulla sua nota abilità nel reggere i monologhi, tralascia di costruirgli attorno un contesto interessante e personaggi ben definiti. Tra siparietti didascalici e perle di saggezza si arriva così con non poca fatica ad un epilogo favolistico che sembra improvvisato sul momento. Modesto.
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