Maciste contro il vampiro

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1961
Genere: peplum (colore)
Note: Aka "Goliath and the Vampires", "Samson vs. the Vampires", "The Vampires".
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Le contaminazioni tra horror e peplum non erano certo una rarità al tempo, ma non sempre i registi riuscivano a gestirle al meglio. Per un Bava che lo stesso anno ci regalava il memorabile ERCOLE AL CENTRO DELLA TERRA, altri affogavano in un mare di banalità o di effetti speciali scarsamente riusciti. MACISTE CONTRO IL VAMPIRO sta nel mezzo, ma ha il grave difetto di non sfruttare come avrebbe potuto i molteplici spunti interessanti offerti dal soggetto. La prima parte dice poco o niente, con Maciste (Scott) che, tornato al villaggio dove vive, lo scopre raso al suolo, gli abitanti deportati chissà dove. Forse nella vicina Salmanach, gli dicono; ed è lì che infatti...Leggi tutto Maciste scopre come la città, governata blandamente da un sultano, sia in realtà in mano al misterioso Kobrak, che si fa portare in una coppa il sangue di cui si nutre e si palesa solo a chi vuole mostrandosi come un'entità semitrasparente, una semplice proiezione non troppo distingubile nelle forme; in realtà vive su di un monte protetto dai suoi servi, uomini ridotti ad automi a cui ha rubato il volto e l'anima. Maciste, dopo aver saputo che è Kobrak a tenere prigioniera la sua bella Guya (Ruffo), partirà verso la montagna aiutato da un ribelle particolarmente capace e da altri alleati, a cui si aggiungerà il misterioso esercito degli "uomini azzurri", combattenti mascherati in curioso costume biancoceleste. E' l'ultima parte - in cui i tanti personaggi bizzarri si uniscono - a dare un po' di senso a un film altrimenti simile a mille altri, privo di personalità nonostante in regia (assieme al "titolare" Gentilomo) si celi un giovane Sergio Corbucci. Kobrak però (inizialmente nascosto dietro una tenda rossa, fa venire alla mente Helena Markos) è un villain poco significativo: quasi trascurata la sua natura vampirica, non fa che parlare con la "traditrice" Astra (Canale) e minacciare a destra e a manca. Gli uomini azzurri sarebbero una bella invenzione, ma sia loro che gli "zombi" al servizio di Kobrak sono figure secondarie, mai capaci di prendersi una scena che è tutta per Scott, forzuto qualsiasi, sulle prime eroe scanzonato (il fratellino di Guya lo rimprovera di rimandare in continuazione le nozze con la sorella), poi schiavo di atteggiamenti ed azioni già codificati da cui è impossibile uscir bene... Un paio di danze delle odalische, qualche scazzottata, un corpo a corpo finale come riempimento di un film che non riesce ad emergere quanto sulla carta avrebbe potuto (considerata anche la buona fotografia di Alvaro Mancori). Nel campo c'è sicuramente di meglio...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/04/10 DAL BENEMERITO TRIVEX POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/03/17
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Trivex 29/04/10 19:02 - 1488 commenti

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Ottimo impasto tra peplum e horror, scritto da Sergio Corbucci (indicato anche regista con Gentilomo) e Duccio Tessari. Appare concepito con adeguate risorse materiali, le quali partoriscono eleganti costumi e suggestive scenografie. Dal villaggio dei pescatori al grande sultanato, dal sole accecante del deserto alle fitte nebbie del rifugio del mostro Kobrak. Il nostro eroe si trova ad affrontare un nemico spietato e dotato di poteri occulti notevoli, assimilabile ad un vampiro, ma forse più insidioso. Ci sono scene molto violente e crudeli, per l'epoca.
MEMORABILE: L'attacco al villagio con il massacro degli inermi; le apparizioni del vampiro, con il colore rosso ovunque.

Herrkinski 21/11/10 21:49 - 5123 commenti

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Davvero notevole, considerata anche l'epoca di realizzazione. La prima cosa che si nota è la violenza generale, decisamente grafica e sopra la media dell'epoca; ma anche la cura dei costumi, la fotografia e l'uso innovativo delle luci (con molti blu e rossi, che ricordano i lavori di Mario Bava), la buona prova del cast. Oltre al preponderante elemento avventuroso, non mancano squisiti tocchi horror e fantastici. Solida la regia, si presume largamente supervisionata da Corbucci; qualche lapsus nella continuity, comunque trascurabile.

Giùan 7/06/11 15:19 - 2982 commenti

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È proprio vero che i nostri eroi in sandaloni non si facevan mancare nessun nemico, ai tempi: in questo caso Maciste se la deve veder con un succhiasangue infame che porta il rettoriano nome di Kobrak. Gordon Scott è uno dei più validi super eroi ante litteram, Gentilomo (con Corbucci supervisor) un artigiano più che onesto e collaudato, Tessari uno degli scrittori di "genere" italiani più affidabili; la musica è del maestro Lavagnino, il montaggio di Eraldo Da Roma e la bella fotografia di Alvaro Mancori: insomma, bella confezione e veloce visione.
MEMORABILE: La tortura delle onde sonore sotto la campanona.

Homesick 10/10/13 09:12 - 5737 commenti

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L'eroe Maciste è noto per varcare ogni confine storico e spaziale, tant'è che questa volta deve vedersela persino con un mostro proteiforme che mira a conquistare il mondo. Fantascienza da cartone animato per un peplum sostanzialmente regolare, che elargisce un saggio dell'artigianale e sempre suggestivo effetto dei fumi policromi: ma gli archetipi di contaminatio tra mitologia e horror realizzati da Bava e Freda sono lontanissimi. Meno vistosi del solito i muscoli di Gordon Scott.
MEMORABILE: Il simùn.

Il Gobbo 4/11/14 09:00 - 3011 commenti

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Gustoso. Tessari e Corbucci (quest'ultimo anche dietro alla macchina da presa) si scatenano e disseminano il film di trovatine macabre - fin dall'eccidio iniziale perpetrato da una specie di Isis d'epoca - e goticheggianti, ma anche di anticipazioni western (la scazzottata nel saloon, pardon nella taverna) e di donnine discinte. Ci si diverte.

Myvincent 6/11/14 06:46 - 2546 commenti

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Il forzuto Maciste (qui per la verità non in forma perfetta) dovrà vedersela con un singolare mostro succhiasangue, sempre mezzo nascosto ai più. La fantasia qui fa voli pindarici e trasforma gli artificiali "studios" in ambientazioni esotiche lontanissime, ma dove evidentemente si balla anche lo shake! Il prodotto è comunque divertente, proponendo un supereroe umanissimo e aprendo soluzioni e sviluppi narrativi piuttosto originali.

Mco 7/01/16 11:32 - 2148 commenti

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Chi è quel folle che si permette di portar via dal villaggio di Maciste (o Goliath come si fa chiamare fuori Roma) tante donzelle, tra cui la sua amata Guja? La risposta sta in un frullatone di generi che spazia dal peplum al fantasy passando per l'avventura e, soprattutto, l'horror (c'è anche un pasto di pescecani, tanto per gradire...). Il ritmo è da crociera ma la peculiarità di uno spillasangue dai poteri spropositati che ha buon gusto in fatto di donne (irresitibile la Ruffo) rende la confezione adatta per ogni occasione.
MEMORABILE: L'evocazione del maligno.

Jurgen77 8/01/16 15:12 - 630 commenti

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Discreto peplum, avventura, horror, cappa e spada dei tempi d'oro del cinema italiano. Gordon Scott meno "steroidato" del solito. Il film, malgrado la trama un po' pressapochista, è ben girato e sono ben costruite le scenografie in studio. Buoni gli effetti speciali e i colori: ricordano molto i film di Bava e, in qualche parte, i colori della Hammer. Giunonica come sempre la compagine femminile, relegata però, come da copione, in secondo piano...

Reeves 16/09/20 15:55 - 89 commenti

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Uno dei piu interessanti film mitologici grazie anche a una vicenda finalmente un po' complessa che mette insieme tanti generi ma soprattutto che prevede situazioni e personaggi non infantili. Divertente e in certi punti anche emozionante, quando appare il vampiro in ambienti caratterizzati dal colore rosso e quando Maciste lotta contro se stesso (i fans riconoscono subito nel suo doppio l'ottimo Giovanni Cianfriglia)
MEMORABILE: Maciste che combatte contro i suoi incubi, che prendono le sue sembianze.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Reeves • 16/09/20 15:52
    Galoppino - 121 interventi
    In Il grande libro di Ercole di Marco Giusti e Steve Della Casa, Corbucci racconta che scrissero tutta la sceneggiatura lui e Tessari, poi la sceneggiatura stessa la notte prima della consegna fu appoggiata su una stufa elettrica e prese fuoco, così hanno dovuto riscriverla tutta di notte. Dice anche che Gentilomo lo chiamò sul set, gli disse che non si capiva niente della storia e per questo fu Corbucci a doverla dirigere